La partecipazione attiva alla liturgia è un pilastro fondamentale per i fedeli, e i libri liturgici svolgono un ruolo essenziale in questo processo. Essi non solo contengono i testi sacri, ma spesso offrono anche strumenti e approfondimenti per una comprensione più profonda e una celebrazione più consapevole dei misteri della fede.
Il Messale delle Domeniche e Feste
Il Messale delle domeniche e feste è uno strumento prezioso pensato per favorire la partecipazione attiva alla liturgia. Grazie alle sue accurate introduzioni alle singole feste, aiuta i fedeli a cogliere il significato di ogni celebrazione.
Questo volume contiene tutti i testi liturgici del nuovo Messale e del Lezionario delle domeniche e feste, coprendo il periodo dal primo gennaio fino all’ultima domenica di dicembre dell'anno di riferimento. Le letture e il Vangelo sono introdotti da brevi spiegazioni, pensate per chi desidera preparare o approfondire a casa la riflessione sulla Parola di Dio.

Sussidi per le Assemblee Domenicali in Assenza di Sacerdote
Data la progressiva diminuzione numerica dei sacerdoti, sono sempre più frequenti i casi di piccole comunità che non possono avere ogni domenica la celebrazione eucaristica. In queste situazioni, a determinate condizioni, è possibile tenere assemblee domenicali affidate a ministri designati.
Un apposito sussidio, come quello consegnato alla Chiesa piemontese ma utile a tutte le realtà locali, aiuta i responsabili di queste iniziative a celebrare il giorno del Signore nel modo più rispettoso e aderente alla situazione attuale. Il volume offre un ampio documento con le indicazioni rituali per una corretta celebrazione e dieci schemi celebrativi per tutti i tempi dell’anno liturgico. In appendice, include il Direttorio della Congregazione per il Culto Divino sull’argomento e un estratto dal documento "La celebrazione dei sacramenti. Orientamenti e norme" della Conferenza Episcopale Piemontese.
I Principali Libri Liturgici
La Chiesa cattolica si avvale di diversi libri liturgici, ciascuno con una funzione specifica nella celebrazione del culto:
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Il Benedizionale
È un volume di colore marrone che contiene le diverse formule di benedizione per persone, oggetti e luoghi.
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L'Evangelario
È un grosso volume che riporta solitamente i quattro vangeli. Si distingue dal Lezionario, che contiene anche tutti gli altri testi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Questo libro ha un’importanza speciale per il fatto che presenta tutta quanta la predicazione di Gesù con particolare risalto. Nella processione di ingresso in forma solenne è bene portare anche l’Evangelario.
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Il Lezionario
Si tratta di una vera e propria collana di libri, dalla copertina color verde, che presentano in gran parte l’Antico e il Nuovo Testamento. Sul lezionario troviamo le letture, il salmo responsoriale, il canto e il Vangelo.
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I Libretti per la Concelebrazione
Sono dei piccoli libri rossi che contengono le preghiere eucaristiche per la concelebrazione. Vengono distribuiti ai concelebranti durante il canto del Santo e ritirati durante il Padre Nostro.
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Il Messale
È un grosso volume, di colore rosso, che contiene le orazioni, i prefazi, le parti fisse e quelle variabili e le preghiere eucaristiche di consacrazione. In sintesi: presenta tutte le parti della Messa escluse le letture e il Vangelo.
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Il Messale Mariano
È un messale voluto da Giovanni Paolo II, che contiene solo orazioni e formule per messe votive alla Madonna.
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La Preghiera dei Fedeli
È un piccolo libretto rosso che contiene le varie formule della preghiera dei fedeli.
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I Rituali
Sono i libri che contengono i riti per la celebrazione dei sacramenti e dei sacramentali. I rituali di uso più comune includono quello del Battesimo, della Cresima, della Penitenza, del Matrimonio, dell’Unzione degli Infermi e delle Esequie.

Approfondimento: Il Messale Mariano
Origine e Significato
La raccolta di Messe in onore della Beata Vergine Maria, nota come Messale Mariano, permette di valorizzare in maniera adeguata l'inestimabile patrimonio con cui il popolo cristiano ha espresso ed esprime il suo particolare attaccamento alla Madre del Signore. Attraverso i tempi, il popolo cristiano ha manifestato in diversi modi la venerazione, tenera e forte, a Santa Maria, sua patrona e signora. Particolarmente in Italia, feste, santuari, immagini ed edicole poste nelle antiche mura, nei borghi, agli incroci stradali o fra le pareti domestiche, tramandano quest'inno di speranza e di amore innalzato alla Vergine, a cui hanno concorso liturgia e pietà popolare.
Nella celebrazione del mistero di Cristo, la Chiesa spesso commemora la Beata Vergine Maria, intimamente associata a suo Figlio, sottolineandone le straordinarie virtù. Poiché sull'altare della croce le fu affidata come madre da Cristo, la Chiesa la onora con amorosa pietà, invocando incessantemente il suo patrocinio e sentendola compagna e sorella nel cammino della fede e nelle angosce della vita.
Il Contesto Conciliare e il Rinnovamento
In seguito all'approfondimento della dottrina sulla Beata Vergine Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa, compiuto dai Padri nel Concilio Ecumenico Vaticano II, e nell'emanazione dei principi e delle norme per il rinnovamento della liturgia, le Chiese particolari e molti Istituti Religiosi hanno iniziato una grande opera di revisione dei Propri delle Messe. Questo lavoro è stato svolto alla luce dei testi liturgici classici, degli scritti dei santi Padri d'Oriente e d'Occidente e del Magistero ecclesiastico, armonizzando sapientemente espressioni antiche e contemporanee.
In quest'opera di rinnovamento, anche le Messe della Beata Vergine Maria, dopo un'accurata revisione, sono state emendate o ne sono state composte di nuove. Il risultato di questa laboriosa attività è stato un complesso di formulari, molti dei quali pregevoli per dottrina, valore spirituale e bellezza dei testi. Pertanto, in accoglimento della richiesta avanzata da molti pastori e fedeli e soprattutto dai rettori dei santuari mariani, è sembrato opportuno fare una silloge dei più significativi, disponendoli secondo l'ordinamento dell'anno liturgico, affinché anche grazie a tale strumento sia incrementata la genuina pietà delle comunità e dei singoli fedeli verso la Madre del Signore.
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha approvato la Raccolta delle Messe della Beata Vergine Maria, che può essere considerata come un'appendice del Messale Romano, e ne ha ordinato la pubblicazione (Cfr. Decreto della Congregazione per il Culto Divino - Roma, 15 agosto 1986). Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione dogmatica Lumen Gentium (n. 67), esorta "tutti i figli della Chiesa, perché generosamente promuovano il culto, specialmente liturgico, verso la Beata Vergine". Similmente, la Costituzione sulla Sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium (n. 103), aveva illustrato l'esperienza della Chiesa Universale riguardo al culto liturgico reso alla Vergine, affermando che "nella celebrazione del ciclo annuale dei misteri di Cristo, la santa Chiesa venera con particolare amore Maria Santissima Madre di Dio, congiunta indissolubilmente con l'opera della salvezza del Figlio suo; in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della redenzione, ed in lei contempla con gioia, come in una immagine purissima, ciò che essa, tutta, desidera e spera di essere".
La liturgia romana, nel suo Calendario generale, offre ai fedeli molteplici occasioni per commemorare la partecipazione della Beata Vergine al mistero della salvezza e preziose testimonianze di pietà mariana nel Messale, nella Liturgia delle Ore e in altri libri liturgici. La consuetudine di dedicare il sabato alla Beata Vergine Maria, sorta nei monasteri carolingi alla fine del secolo VIII, si diffuse in tutta Europa e fu accolta anche nei libri liturgici di molte Chiese locali, divenendo patrimonio degli Ordini religiosi. Con la riforma liturgica, seguita al Concilio di Trento, tale consuetudine fu introdotta nel Messale Romano. Il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II ha dato alla memoria di Santa Maria in sabato nuovo risalto e vigore, rendendo più frequente la possibilità di celebrarla e accrescendone il numero di formulari e di letture bibliche.
L'Esemplarità della Beata Vergine Maria
Le Messe in onore della Beata Vergine Maria traggono la loro origine e il loro valore nell'intima partecipazione della Madre di Cristo alla storia della salvezza. La Chiesa, celebrando il ruolo della Madre del Signore nell'opera della redenzione o i suoi privilegi di grazia, celebra anzitutto i fatti salvifici a cui, secondo il disegno di Dio, la Beata Vergine fu associata, in vista del mistero di Cristo.
La liturgia, erede della dottrina e del linguaggio dei Santi Padri, per esprimere l'esemplarità della Beata Vergine usa vari termini:
- Modello: quando vuole mettere in luce la sua santità, proponendola all'imitazione dei cristiani quale fedele ancella del Signore (cfr. Lc 1,38; 2,48) e perfetta discepola di Cristo.
- Figura: quando vuole indicare che la vita e la condizione esistenziale di Maria (vergine, sposa, madre) prefigurano la vita della Chiesa e sono di guida ai suoi passi nel cammino della fede e nella sequela del Signore.
- Immagine: quando intende sottolineare che in Maria, già perfettamente configurata al Figlio suo, la Chiesa "contempla con gioia, come in una immagine purissima, ciò che essa, tutta, desidera e spera di essere".
Perciò la Chiesa nella sacra liturgia invita i fedeli ad imitare la Beata Vergine soprattutto per la fede e l'obbedienza con cui aderì amorosamente al progetto salvifico di Dio. In particolare, gli inni e i testi eucologici mostrano una ricca e splendida serie di virtù che la Chiesa, nella sua secolare esperienza di preghiera e di contemplazione, guidata dallo Spirito Santo, ha scoperto nella Madre di Cristo. L'esemplarità della Beata Vergine, che emerge dalla stessa azione liturgica, induce i fedeli a conformarsi alla Madre per meglio conformarsi al Figlio, spingendoli a celebrare i misteri di Cristo con gli stessi sentimenti ed atteggiamenti con cui la Vergine fu accanto al Figlio nella nascita e nell'epifania, nella morte e nella risurrezione. Li incita, cioè, a:
- custodire premurosamente la Parola di Dio e a meditarla amorosamente;
- lodare Dio con esultanza e a rendergli grazie con gioia;
- servire fedelmente Dio e i fratelli e a offrire generosamente per loro anche la vita;
- pregare il Signore con perseveranza e a implorarlo con fiducia;
- essere misericordiosi e umili;
- rispettare la legge del Signore e a fare la sua volontà;
- amare Dio in tutto e sopra di tutto;
- vegliare in attesa del Signore che viene.
È importante che nella celebrazione delle Messe di Santa Maria, i sacerdoti e tutti coloro che hanno compiti pastorali, curino soprattutto che i fedeli comprendano che il sacrificio eucaristico è il memoriale della morte e della risurrezione di Cristo e li invitino a parteciparvi pienamente ed attivamente, preoccupandosi di mostrare il valore esemplare della figura di Maria, la cui imitazione giova molto alla santificazione dei fedeli.
Struttura della Raccolta di Messe della Beata Vergine Maria
La raccolta di Messe della Beata Vergine Maria, approvata dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II e promulgata dalla Congregazione per il Culto Divino, si propone soprattutto di favorire, nell'ambito del culto alla Beata Vergine Maria, celebrazioni ricche di dottrina e che commemorino correttamente i fatti di salvezza compiuti da Dio Padre nella Beata Vergine, in vista del mistero di Cristo e della Chiesa. La promulgazione di tale Raccolta non apporta alcuna modifica al Calendario Romano Generale (promulgato il 21 marzo 1969), né al Messale Romano (pubblicato in seconda edizione tipica il 27 marzo 1975), né al Lezionario delle Messe (la cui seconda edizione reca la data del 21 gennaio 1981), né, infine, al vigente ordinamento rubricale.
Poiché la Beata Vergine Maria è strettamente associata al mistero di Cristo, la Raccolta di Messe in suo onore è disposta secondo l'ordinamento dell'anno liturgico. Pertanto i quarantasei formulari della Raccolta, in relazione soprattutto al mistero che essi celebrano, sono distribuiti nei vari tempi dell'anno liturgico:
- Nel Tempo di Avvento: tre formulari.
- Nel Tempo di Natale: sei formulari.
- Nel Tempo di Quaresima: cinque formulari.
- Nel Tempo di Pasqua: quattro formulari.
- Nel Tempo Ordinario: ventotto formulari.
I formulari del Tempo Ordinario sono suddivisi in tre sezioni:
- La prima comprende undici formulari per celebrare la memoria della Madre di Dio, sotto i titoli tratti prevalentemente dalla Sacra Scrittura, ed esprime il nesso Maria-Chiesa.
- La seconda presenta nove formulari per venerare la memoria della Madre del Signore, sotto i titoli che esprimono la sua cooperazione nel promuovere la vita spirituale dei fedeli.
- La terza propone otto formulari per la celebrazione della memoria della Santa Vergine Maria, sotto i titoli che manifestano la misericordiosa intercessione in favore dei fedeli.
Questo ordinamento fa sì che i momenti e i modi della cooperazione della Beata Vergine all'opera della salvezza siano celebrati nel tempo liturgico più adatto, e che sia messa in luce l'intima associazione della Madre del Signore alla missione della Chiesa. Per favorire la preparazione della celebrazione eucaristica, a ciascun formulario è premessa un'introduzione di indole storica, liturgica e pastorale, in cui è brevemente spiegata l'origine della memoria o del titolo della Beata Vergine. Talvolta sono indicate le fonti del formulario ed è illustrata la dottrina che emerge dai testi biblici ed eucologici. La Raccolta di Messe della Beata Vergine Maria conseguirà il fine pastorale che si propone soltanto se dappertutto e da parte di tutti sarà usata correttamente.

Approfondimento: Il Lezionario
Introduzione e Storia
Il 25 maggio 1969, dopo anni di intenso lavoro con la collaborazione di numerosi esperti in Sacra Scrittura e Liturgia e a seguito di ripetute consultazioni e sperimentazioni, veniva pubblicato il nuovo ordinamento delle letture della Messa: il Lezionario. Si trattò di un'opera poderosa e nuova nel suo genere, sebbene ispirata alla tradizione liturgica di tutte le Chiese. Il 21 gennaio 1981 veniva pubblicato nella sua forma integrale il fascicolo dei "Praenotanda", le Premesse al Lezionario, interessanti per il contenuto ricco e pregevole sul piano teologico, esegetico e celebrativo.
Il documento introduttivo non si limita a descrivere i principi metodologici che regolano la scelta dei brani biblici, ma indica anche i principi teologici fondamentali che giustificano la presenza della parola di Dio nella celebrazione liturgica e ne reggono l’interpretazione e l'attualizzazione. Questi aspetti sono cruciali per un'utilizzazione pastorale più intelligente e diligente del Lezionario, in modo da raggiungere quell'efficacia pastorale che resta il suo dichiarato scopo.

Il Proemio: Parola di Dio e Celebrazione
Il proemio delle Premesse al Lezionario è una sintesi della riflessione teologica circa il rapporto tra parola di Dio e celebrazione, tra parola e azione liturgica in concreto, e quindi con l’assemblea celebrante, con la Chiesa adunata in assemblea. Le affermazioni chiave includono:
- La ricchezza della Parola di Dio: la parola di Dio manifesta la sua molteplice ricchezza nella diversità delle celebrazioni liturgiche come nella diversità delle assemblee che vi partecipano. In questa ottica si realizza uno scambio e un arricchimento per:
- la parola, che riceve una "nuova efficacia e interpretazione";
- la celebrazione, che si fonda sulla parola e da questa trae forza per diventare un "nuovo evento" salvifico;
- l’assemblea, che rilegge la Scrittura nell’oggi di Cristo.
La liturgia, dunque, è luogo di una nuova ermeneutica biblica, quella stessa indicata da Cristo ai discepoli di Emmaus.
- L'unità e la centralità di Cristo nella Scrittura: non una parte, ma tutta la Scrittura viene proclamata, l’Antico e il Nuovo Testamento, perché Cristo ne rappresenta il legame, il centro, la pienezza, la spiegazione. Il suo mistero, come la sua persona, è presente velato nell’antica alleanza come è presente svelato nella nuova. Unico è il mistero salvifico, quello di Cristo, nella fase della promessa e nella fase del compimento, come unico è il mistero celebrato nella liturgia della parola e nella liturgia sacramentale: ambedue lo rievocano e lo perpetuano.
- Unità della liturgia eucaristica: questo vale in modo specifico per il mistero eucaristico, dove l’unità tra la liturgia della parola e liturgia eucaristica risalta anche dalla venerazione che la Chiesa ha tributato a entrambi gli elementi.