Il battesimo è un rito cristiano fondamentale, con il quale una persona viene ammessa alla comunità mediante l’abluzione con acqua e l’invocazione trinitaria. Le parole "battesimo" e "battezzare" derivano dal greco (βάπτισμα, βαπτίζειν), dove la radice corrispondente indica "immergere nell'acqua". Questo rito viene generalmente amministrato, soprattutto nelle Chiese protestanti e ortodosse, per immersione, sebbene sia previsto anche dalla Chiesa cattolica, che pratica altresì l'infusione. In tutte le Chiese cristiane, il battesimo apre l'accesso agli altri sacramenti; i candidati adulti al battesimo sono detti catecumeni.

Contesti Storici e Pre-Cristiani del Battesimo
Forme rituali simili al battesimo esistevano già in culture e religioni antiche. I primi a praticare cerimonie battesimali furono i sacerdoti egiziani della dea Iside. Inizialmente riservata ai Faraoni, ai grandi sacerdoti e ai dignitari, questa pratica fu estesa a tutti i ceti sociali. In seguito al successo politico-sociale degli Egiziani, nel giro di pochi secoli tutte le religioni del Medio Oriente adottarono forme di abluzioni sacre. Nell'antica Grecia, dopo la nascita di un neonato, si effettuavano riti di purificazione, che prevedevano l'immersione in acqua del bambino e il lavaggio delle mani delle levatrici, seguiti dalla festa delle Anfidromie.
Un gruppo religioso di origine pre-cristiana che pratica il battesimo da più tempo sono i Mandei, i quali venerano Giovanni Battista e praticano il battesimo frequente (masbuta) come un rituale di purificazione, non di iniziazione. I Mandei celebrano il battesimo la domenica (Habshaba), indossando una veste sacrale bianca (Rasta), eseguendo una tripla immersione totale in acqua, una tripla firma della fronte con acqua e un triplo consumo di acqua. Successivamente, il prete rimuove un anello di mirto indossato dai battezzati e lo pone sulla fronte. Questo è seguito da una stretta di mano (kushta - mano della verità) con il sacerdote. L'acqua viva è un requisito per il battesimo mandeo, che quindi può avvenire solo nei fiumi; tutti i fiumi sono chiamati Yardana (Giordania) e si ritiene siano nutriti dal Mondo della Luce. Sulla riva del fiume, la fronte di un Mandeo è unta con olio di sesamo e si partecipa a una comunione di pane e acqua.
Il Battesimo nel Nuovo Testamento: Dalle Origini alla Prassi Apostolica
Il Battesimo di Giovanni Battista e l'Esempio di Gesù
Alle soglie del Nuovo Testamento, Giovanni Battista predicava nel deserto e realizzava un "battesimo di acqua" come segno di conversione e di preparazione per accettare colui che avrebbe battezzato "in Spirito Santo e fuoco" (cfr. Matteo 3,11). Il battesimo di Giovanni accompagnava una predicazione esigente, che chiedeva un cambio di pensiero, cioè una conversione, e l'abbandono delle sicurezze religiose legate all'appartenenza al popolo eletto (cfr. Luca 3,7-9) e all'eliminazione delle ingiustizie (Luca 3,10-15), perché il Regno di Dio era ormai prossimo. Giovanni Battista, l'ultimo profeta, indicò Gesù con le parole: "Egli deve crescere e io invece diminuire".
Anche Gesù stesso ricevette il battesimo da Giovanni Battista. Secondo la teologia cristiana, le parole del Padre durante questo evento ("Tu sei mio figlio") situano Gesù in una relazione di figliolanza amorosa con Dio, una reminiscenza di Salmo 2,7 ("Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato") e Isaia 42,1 ("Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni"). Il gesto di Gesù di ricevere il battesimo è interpretato come un atto di abbassamento, attraverso il quale il Figlio di Dio ha voluto farsi uomo e condividere l'esperienza umana, facendosi uno con i peccatori fin dall'inizio della sua missione. Non era Gesù ad essere purificato dall'acqua del fiume, ma era Gesù che con il suo corpo purificava le acque, come affermò San Tommaso d'Aquino.
Il Comando di Gesù e la Prassi degli Apostoli
Nel Nuovo Testamento si legge che il battesimo non è altro che il risultato di un ordine di Gesù: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Matteo 28:19). Gesù stesso ha dato istruzioni precise e insostituibili su come e quando praticarlo, contemporaneamente all'ordine di predicare l'Evangelo ad ogni creatura (Marco 16:16).
Per questa ragione, gli apostoli intesero il battesimo come la testimonianza dell'avvenuto rinnovamento interiore, prodotto da Dio attraverso la fede in Cristo (1 Pietro 3:21). Si tratta di un atto che il Signore stesso ha messo in diretto rapporto con l'essere suoi discepoli (Matteo 28:20), per cui non è possibile essere suoi discepoli e, nello stesso tempo, rifiutare il battesimo. Per questa ragione gli apostoli ordinarono il battesimo a tutti i credenti (Atti 10:48; 2:38,41), dimostrando una sequenza chiara: predicazione, ravvedimento, fede e battesimo. Esempi includono Pietro alla Pentecoste, Filippo a Samaria, Filippo con l'eunuco etiope, Pietro in casa di Cornelio e Paolo in casa del carceriere di Filippi.
Il libro degli Atti riporta le prime conversioni al cristianesimo da parte di ebrei e pagani successive alla prima predicazione apostolica dopo la Pentecoste. Tremila persone «accolsero di cuore la sua parola» e «furono battezzati», dando testimonianza pubblica della loro fede (Atti 2,38 e 41; 3,19). Fin dall'età apostolica, all'atto del Battesimo seguiva una professione di fede, che riassumeva i punti principali della fede cristiana e variava da luogo a luogo. Il Battesimo era ritenuto un sacramento non ripetibile.
Il battesimo ci cristifica
La Natura del Battesimo nel Contesto Evangelico
Un Atto di Obbedienza e Pubblica Confessione
Secondo la comprensione evangelica, il battesimo non ha alcun valore sacramentale o magico, ma soltanto un profondo valore spirituale. Esso è un atto di ubbidienza al Signore e una pubblica confessione della fede personale in Lui, come "Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo". Attraverso il battesimo, il credente si impegna, davanti alla Chiesa e davanti al mondo, a seguire Cristo come Signore. La natura del battesimo è un impegno verso Dio (1 Pietro 3:21) ed è una proclamazione pubblica e simbolica della fede in Cristo: ciò lo rende obbligatorio.
Nel battesimo, che è un’immersione di tutto il corpo nell’acqua, vengono riassunti simbolicamente la sostanza e il fondamento della fede cristiana: la morte dell’uomo vecchio e il suo seppellimento (simboleggiati dall’immersione) e la nascita dell’uomo nuovo per la fede in Cristo (raffigurata dall’emersione). Chi è battezzato testimonia la sua morte, con Cristo, al peccato e la sua resurrezione, sempre con Cristo, a nuova vita (Romani 6:3-11). Dimostra che le esperienze di Gesù sono divenute, per mezzo della fede, le sue stesse esperienze: la sua crocifissione, la sua morte e il suo seppellimento, la sua resurrezione (Galati 3:27). Morto al peccato (Romani 6:2), morto al proprio io (Galati 2:20), morto alla legge (Romani 7), morto al mondo (Galati 6:14), il credente annuncia di essere "vivente a Dio in Cristo Gesù" (Romani 6:4).
Gli evangelici credono che la salvezza sia legata alla fede in Cristo Gesù (Giovanni 3:16; 5:24; 6:47; 11:25; Romani 3:23; 5:1-2) e che escluda qualsiasi potere salvifico delle opere e dei riti (Efesini 2:8). Il battesimo, quindi, non produce la nuova nascita, ma annuncia che essa è già avvenuta nella vita della persona che chiede di essere battezzata. Esso non perde nulla del suo valore se viene spogliato dalle virtù sacramentali che alcune "confessioni cristiane" gli attribuiscono; anzi, proprio in questo spogliamento esso acquista il suo vero valore, quello attribuitogli dalla Parola di Dio e insegnato dal Signore e dagli apostoli.
Battesimo d'Acqua e Battesimo dello Spirito Santo: Una Distinzione Fondamentale
Il Nuovo Testamento usa il termine "battesimo" per indicare due diverse realtà. La prima è il battesimo dello Spirito Santo: l'atto con il quale Egli introduce i credenti nel corpo di Cristo (1 Corinzi 12:13), che si realizza nel momento in cui l'uomo pone la sua fede personale in Cristo. Questo evento è descritto come qualcosa che accade alla conversione, per mezzo del quale un individuo entra a far parte del corpo di Cristo. Non è qualcosa che il credente deve ottenere dopo la rigenerazione, ma qualcosa che è stato ottenuto per lui alla rigenerazione. Gesù stesso ha chiaramente identificato il battesimo dello Spirito con quanto accadde nel giorno della Pentecoste (Atti 1:5), un avvenimento unico nella storia della salvezza, che segnò il giorno natale della Chiesa.
La seconda realtà è il battesimo d'acqua, presentato nel Nuovo Testamento come segno visibile ed esteriore del rinnovamento prodotto dallo Spirito Santo nella vita di un uomo o di una donna. L'uso della stessa parola per indicare questi due momenti sottolinea lo stretto legame che deve esistere tra la realtà spirituale interiore e il segno esteriore e visibile che la testimonia. Mentre il battesimo dello Spirito Santo è l'opera interiore di Dio, il battesimo d'acqua è l'espressione esteriore di questa opera. L'esperienza del battesimo nello Spirito Santo appare sempre susseguente a quella della rigenerazione, come dimostrano i casi dei Samaritani (Atti 8), di Cornelio (Atti 10) e dei discepoli ad Efeso (Atti 19), e non è parte integrante del battesimo in acqua.
Forma e Presupposti del Battesimo Evangelico
L'Immersione: Significato Etimologico e Biblico
La parola greca "baptizo", da cui deriva il nostro "battezzare", è un derivato del verbo greco "bapto" che significa "immergere, sommergere". L'insegnamento del Signore Gesù e le testimonianze e gli scritti degli apostoli lasciano intendere, per il battesimo, una immersione completa (Atti 8:38; Romani 6:3-5). Qualsiasi altro metodo sostitutivo (abluzione, infusione, aspersione) svuoterebbe il simbolo del suo reale significato.

La Fede Personale come Presupposto Fondamentale
Il presupposto innegabile del battesimo, secondo il Nuovo Testamento, è la fede personale. Solo chi ha creduto può essere battezzato (Marco 16:16; Atti 2:41). Non si possono stabilire biblicamente altri aspetti, come un limite d'età specifico, ma si deve affermare con convinzione e sicurezza che una persona, prima di essere battezzata, deve aver creduto personalmente nel Signore Gesù. Il cristianesimo evangelico è fede personale e non ammette terze persone che si impegnino a garantire davanti a Dio la fede di altri. Se si toglie il presupposto della fede e della conversione di colui che è battezzato, crolla ogni significato di questo simbolo e resta aperta la porta alle idee sacramentaliste.
Nel Nuovo Testamento non c'è alcun accenno a credenti non battezzati; è dunque legittimo pensare che tutti i membri delle chiese locali del primo secolo fossero battezzati. Se qualcuno dice di aver creduto in Gesù e rifiuta di essere battezzato, autorizza a mettere in serio dubbio la realtà della sua fede.
Il Dibattito sul Battesimo degli Infanti (Pedobattesimo)
Differenze con le Chiese Cattoliche e Ortodosse
Cattolici e ortodossi credono nella cosiddetta "rigenerazione battesimale", cioè che coloro che si battezzano per la salvezza, rinunciando espressamente a Satana e credendo in Cristo morto e risuscitato, sono liberati dal peccato originale e rigenerati come figli di Dio; entrano così a far parte della Chiesa. Per queste confessioni cristiane il battesimo consiste nell'immergersi nella morte di Cristo e nell'essere generati come nuove creature, cancellando il peccato originale. Secondo la dottrina cattolica, nel battesimo con l'acqua si ricevono contemporaneamente la rigenerazione e l'infusione dello Spirito Santo, e l'espressione "battesimo nello Spirito" è usata per indicare una vera e propria effusione dello Spirito, successiva e distinta dalla rigenerazione. Nel Medioevo si impose il rito per infusione.
Quasi tutte le Chiese cristiane praticano il battesimo dei neonati e dei bambini (oltre, ovviamente, quello degli adulti convertiti), con l'eccezione di alcune denominazioni protestanti come gli anabattisti, i battisti, i pentecostali e altri gruppi come i Testimoni di Geova, i mormoni e gli avventisti del 7º giorno. Questi ultimi battezzano unicamente adulti, sostenendo che tale prassi ponga maggiormente l'accento sulla scelta personale e consapevole del credente. Col termine "adulto" si intende in questo caso il raggiungimento della presunta età della ragione, che varia tra una confessione e l'altra.
Argomenti Contro il Battesimo dei Neonati
Le comunità che sostengono l'esigenza di un battesimo in età adulta affermano il ritorno alla tradizione evangelica e il fatto che l'appartenenza alla comunità cristiana deve essere una scelta libera e consapevole dell'individuo e non dei genitori, scelta impossibile in tenera età. È evidente che il battesimo dei neonati non può, nella maniera più assoluta, esprimere la bellezza di tutte le realtà spirituali legate alla morte dell'uomo vecchio e alla nascita dell'uomo nuovo per la fede in Cristo.
Alcuni cattolici considerano alcuni passi del Nuovo Testamento, dove ci si riferisce al battesimo di intere "case" (come Lidia, il carceriere di Filippi, la famiglia di Stefana) come il battesimo di adulti insieme con tutta la loro famiglia, includendo cioè anche i bambini. Altri affermano il contrario, sostenendo che spesso il termine "casa", com'è usato nella Bibbia, esclude i neonati in certi contesti (es. Tito 1,11; 1 Samuele 1,21-22). Il termine greco usato nel Nuovo Testamento è oikos, che indica sia la casa che la famiglia, anticamente comprendente anche gli schiavi; il contesto è determinante per la sua interpretazione.
Sant'Agostino difese la prassi del battesimo dei neonati a seguito della sua convinzione che questi ultimi fossero destinati all'inferno se morti prima di essere battezzati. Secondo il Magistero, la disubbidienza di Adamo al comando di Dio in Paradiso procurò le punizioni della perdita della santità e giustizia, della morte e della schiavitù del demonio. Il peccato originale è trasmesso all'intera discendenza di Adamo "per generazione e non per imitazione", e la grazia, donata mediante il sacramento del Battesimo, è l'unico modo per ottenere la remissione del peccato originale, e perciò è necessario anche agli infanti. Con il rito battesimale sono rimessi anche tutti gli altri peccati in precedenza commessi dal fedele, cui è donata la forza di resistere alla concupiscenza e alla passione per evitare cadute future.
Il Battesimo e la Circoncisione: Un Falso Parallelo
Alcuni sostenitori del pedobattesimo vedono nel battesimo una specie di surrogato della circoncisione. Tuttavia, il Nuovo Testamento insegna che il battesimo è per ambo i sessi (mentre la circoncisione era solo per i maschi), e che anche i Giudei che si convertivano, benché già circoncisi, venivano battezzati. L'esempio di Timoteo, battezzato ma anche circonciso (Atti 16:3), e di Tito, non ebreo e battezzato ma non circonciso nonostante le pressioni (Galati 2:3), dimostrano che il battesimo non era in alcun modo considerato un surrogato della circoncisione. Se il battesimo fosse stato l'equivalente della circoncisione, i giudaizzanti non avrebbero cercato di imporre la circoncisione ai convertiti non ebrei e gli apostoli avrebbero risolto facilmente il quesito sollevato nella riunione di Gerusalemme (Atti 15) semplicemente dichiarando la sostituzione.
Il Battesimo e la Struttura della Chiesa
La questione del battesimo è di fondamentale importanza perché la pratica del battesimo dei bambini porta virtualmente alla formazione di una "Chiesa moltitudinista", mentre la pratica del battesimo degli adulti, che confessano di aver creduto, porta virtualmente alla formazione di una "Chiesa di professanti". Se fosse abolito il battesimo dei neonati, crollerebbe l'essere stesso di alcune Chiese, come la Chiesa cattolica. Per gli evangelici, la mancata comprensione di questa dottrina significa ignoranza della natura stessa della Chiesa del Signore Gesù Cristo.
Le Chiese fondate sull'insegnamento degli apostoli non erano moltitudiniste; in esse infatti si battezzavano e si ammettevano come membri di Chiesa soltanto coloro che confessavano di essere nati di nuovo e di avere riposto la loro fede in Cristo. Alcune Chiese pedobattiste si definiscono "Chiese di professanti" facendo del battesimo dei bambini una presentazione nella vita della Chiesa, richiedendo poi un'altra formalità (confermazione o altro) per ammettere i battezzati in età cosciente alla piena partecipazione. Tuttavia, questo è considerato un venir meno a uno dei principi fondamentali della Chiesa neotestamentaria. Negli ultimi anni, specialmente nei paesi più secolarizzati, si è diffusa la pratica del cosiddetto "sbattezzo", una procedura di dissociazione dall'appartenenza ad una determinata fede, che tuttavia non toglie validità al battesimo, dato che esso conferisce tipicamente il carattere e quindi non è reversibile.
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