La frase "come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre", tratta dal Vangelo di Luca (1,55), costituisce il culmine e la sintesi teologica del Magnificat, il cantico di lode di Maria. Questa espressione non solo riafferma la fedeltà di Dio alle sue promesse antiche, ma collega l'esperienza personale di Maria alla più vasta storia della salvezza di Israele e dell'intera umanità.
La Visitazione: Il Contesto della Gioia e della Rivelazione
Il vangelo scelto per la solennità dell'Assunzione al cielo di Maria Santissima ci ricorda i motivi per cui Maria è stata assunta al cielo: la Madre di Dio, dopo aver ricevuto l'annuncio della sua maternità da parte dell'angelo, si reca in fretta da Elisabetta sua parente, per condividere la propria gioia con qualcuno che stava vivendo una situazione molto simile. Questo brano è all'inizio del vangelo di Luca, dove il piano della salvezza comincia a realizzarsi.
Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Non è chiaro perché Maria abbia percorso in fretta i 150 km circa che la separavano dalla casa di Elisabetta. Non certo per assisterla, come ha suggerito una tradizione spirituale posteriore (Elisabetta aveva certo a sua disposizione diverse persone che l'aiutassero, e Luca stesso dice che Maria partì proprio prima del parto di Elisabetta!). Maria entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.

Questo gesto, così normale da parte di una visitatrice, acquista un'importanza enorme. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
La gioia e la presenza dello Spirito Santo, che caratterizzano i tempi messianici, incominciano a colmare i cuori dei personaggi di questa vicenda: Maria, Giovanni, Elisabetta, Zaccaria. Qui si assiste all'avverarsi della profezia riguardante Giovanni Battista: "egli sarà pieno di Spirito Santo fin dal ventre di sua madre". Già da ora Giovanni inaugura la sua funzione di precursore, colui che indica la presenza del Messia in mezzo al suo popolo. Elisabetta, sotto l'azione dello Spirito Santo, grida a gran voce. Era l'atteggiamento di esultanza del popolo di Israele davanti all'arca dell'Alleanza.
Il Magnificat: Il Cantico della Fedeltà Divina
Di fronte alle parole di Elisabetta, Maria pronuncia le parole del Magnificat, parole che distolgono l'attenzione da lei e la fanno volgere totalmente al Signore. Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore». L’inno di Maria è una preghiera di affidamento e di speranza, un insieme di espressioni derivate dall'Antico Testamento. Al centro sta il riconoscimento della presenza di Dio, il Signore, colui che salva, il potente, colui il cui nome è Santo.
Lo Sguardo di Dio sull'Umiltà della Sua Serva
Maria riconosce la propria condizione: «perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome». L'umiltà qui non è tanto una qualità morale, quanto uno stato di piccolezza, di povertà o di umiliazione, una disponibilità a rendersi disponibile al dono di Dio. Maria è collocata tra i "poveri di Jahvè", coloro che contano poco, di umile condizione sociale, ai quali Dio ha promesso di intervenire e prendersi cura. Dio si manifesta grande per il concepimento verginale e il suo Nome è Santo, imprevedibile nel suo agire, ma completo nella sua misericordia.
Il Signore ha guardato la piccolezza, l’umile condizione della sua serva. Questo sguardo d'amore di Dio consente a Maria di accogliere la sua piccolezza non come ostacolo, ma come occasione di grazia e ricchezza. Vedere la propria miseria è il passaggio necessario per vedere e confessare Dio e la sua azione. Tutto il Magnificat sgorga da questa inebriante "scoperta" di Maria: lo sguardo di Dio su di lei, uno sguardo mite e benevolo che dice di sì, che è un'offerta e un appello, una grazia.
Il Sovvertimento dei Valori e la Misericordia Divina
Maria, cantando per la gioia, mette in evidenza le grandi opere di Dio: «di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote». Questo rovesciamento dei valori è un tema centrale nell'Antico Testamento e solo Luca lo riprende nel vangelo. La preferenza di Dio per gli emarginati, i piccoli, i bisognosi si è già manifestata nella storia di Israele e si dimostra ora nella scelta di Maria.

Il termine ebraico che esprime la misericordia ricorda l'amore paziente e la fedeltà di Dio alle sue promesse nel contesto dell'alleanza. Questa azione divina si è concretizzata nel seno di Maria e si rivela nella storia di ogni persona che lo teme, non per paura, ma per coloro che si aprono alla sua potenza nella loro vita. Il Magnificat descrive il sovvertimento che il Dio dell’esodo e dell’alleanza attua nella storia, affermando che Dio guarda in modo diverso da come guarda l’uomo.
"Come Aveva Detto ai Nostri Padri": La Fedeltà alle Promesse
Il cantico culmina con la riaffermazione della fedeltà di Dio alle sue promesse: «Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Questa frase collega l'esperienza personale di Maria alla storia del popolo eletto, che è cominciata con la vocazione di Abramo, a cui Dio aveva promesso: «Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,2-3).
Il rovesciamento di situazione proclamato da Maria è la risposta di fedeltà all'impegno che Yahweh aveva preso con i primi patriarchi a favore del suo popolo e di tutta l'umanità. Maria, in questo suo cantico, emerge come perfetta rappresentante del popolo credente. Ella testimonia che l'amore di Dio per gli uomini è davvero autentico, che Dio è davvero fedele alla vita degli uomini, che le sue promesse si realizzano. In questo senso, colei che proclama il Magnificat è la vera icona del popolo di Dio in cammino.
La Vera Storia di Abramo — DOCUMENTARIO COMPLETO
Maria ci aiuta a vedere come in ognuno confluiscono tutte le promesse di Dio, tutti i sogni, tutte le misericordie. La vocazione di ogni donna e di ogni uomo si lega alla memoria e all'attualità della missione del popolo di Dio. Dio ha benedetto l'intera creazione affinché ognuno si sentisse benedetto. Ha ascoltato i lamenti del suo popolo in Egitto per poter ascoltare oggi ogni afflizione. Ha ispirato i profeti affinché non mancassero parole di consolazione e speranza. E ha fatto nascere suo Figlio affinché tutti potessero nascere più vicino a Dio.
Il Magnificat: Un Cantico Programmatico di Speranza
Il Magnificat non è una parentesi; esso presuppone tutto ciò che Maria ha vissuto ed è una traduzione dei suoi sentimenti intimi di fronte al suo destino. Il suo canto di lode non è impersonale o astratto, ma sboccia dal nucleo più intenso del suo essere. La preghiera di Maria non è fatta di formule; ella espone la sua vita in ciò che dice. L'intero Magnificat è un autentico mosaico di espressioni bibliche precedenti, dimostrando come la nostra storia di fede si alimenta e continua altre storie.
Il cantico del Magnificat, trasmesso unicamente dal Vangelo di Luca, ha una funzione programmatica vera e propria. Poiché sorge nel primo capitolo del Vangelo, esso unisce l'inizio del Vangelo con l'ultima frase del libro degli Atti (anch'esso scritto da Luca), dove si dice che anche ai pagani è stata annunciata la salvezza di Dio. Ogni parte del Vangelo, e l'opera globale nel suo insieme, non faranno altro che mostrare che la salvezza si dilata, si amplia e si diffonde ovunque.
La preghiera di Maria è un inno di affidamento e di speranza, che indica che ogni gesto della vita che attua questo movimento di sovversione del Dio della promessa ad Abramo e della fedeltà, è attuazione di questo incontro, è far parte del suo sguardo. La vita che viviamo non è un possesso, ma un dono richiesto e consegnato, un dono da condividere con l'umanità tutta, specialmente con gli umili, i poveri e gli affamati. La fede, come risposta alla parola e allo sguardo di Dio, richiede l'ascolto e l'ascesi del vedersi e accogliersi nella propria piccolezza, sopportando e amando la propria nudità e fragilità, sapendo che lo sguardo di Dio è un "sì" incondizionato posto su di noi, capace di generare vita e di trasfigurare la nostra esistenza.