Adorare è un atto profondo di devozione, che implica il dare a Dio il meglio di ciò che Egli stesso ci ha donato. Ogni volta che si riceve una benedizione da Dio, è importante restituirGliela come un dono d'amore. È fondamentale riservare del tempo per meditare alla presenza di Dio e offrirGli le benedizioni ricevute con un atto ben ponderato di adorazione. Se si cerca di trattenere qualcosa per sé, essa si tramuterà in un arido marciume spirituale, come accadde alla manna del deserto quando fu messa in serbo.
Il più grande desiderio di Dio è che ognuno dei Suoi figli credenti possa amarLo e adorarLo in modo tale da ritrovarsi sempre alla Sua presenza in spirito e verità. Questa, infatti, è l'adorazione. L'adorazione è la disposizione dell'uomo che riconosce la sua totale dipendenza davanti a Dio. Essa è naturalmente dovuta a Dio solo (Esodo 34:14; Deuteronomio 6:13).
Le Radici Bibliche dell'Adorazione e l'Importanza della Vera Dottrina
È un errore giudicare le storie dell’Antico Testamento come troppo lontane per essere applicate alla nostra vita o affermare che non ci riguardino affatto. Questa "moda" di sciorinare false dottrine non è nuova e può portare a conseguenze spirituali gravi. Esiste un'equazione diretta e indiscussa: falsa dottrina = falsa applicazione = falsa adorazione.
Il Richiamo di Giacobbe a Betel: Un Esempio di Ravvedimento e Purificazione
Nella Genesi, leggiamo: «Dio disse a Giacobbe: «Àlzati, va’ ad abitare a Betel; là farai un altare al Dio che ti apparve quando fuggivi davanti a tuo fratello Esaù». Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con lui: «Togliete gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi, purificatevi e cambiatevi i vestiti; partiamo, andiamo a Betel; là farò un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia angoscia e che è stato con me nel viaggio che ho fatto»» (Genesi 35:1-3).
Giacobbe e i suoi figli stavano vivendo un momento di grande pericolo. Situazioni simili, a volte a causa del comportamento disordinato di alcuni nella chiesa, o nelle nostre famiglie, o a causa del nostro stesso comportamento, possono verificarsi nella nostra vita come cristiani. Nel momento in cui comprendiamo di essere meno che nulla, in cui comprendiamo che non abbiamo scampo di fronte alla Sua giusta retribuzione, perché per i nostri errori e peccati meriteremmo di essere allontanati dalla Sua presenza, Dio non ci chiama a scappare. Non ci chiama a vestirci di una foglia per nascondere la nudità del nostro peccato. Dio non ci chiama a scappare via coperti di vergogna come succederà agli increduli nel giorno del Giudizio. Non ci chiama e non ci chiamerà nell'ultimo giorno a dire ai monti "cadeteci addosso" per essere riparati dall'ira dell'Agnello. Dio ci chiama al ravvedimento, alla purificazione e alla Sua gloriosa presenza! Per adorarLo!

È incredibile! Peccatori degni del peggiore dei giudizi chiamati ad adorare Dio per la Sua grazia! Pensiamo a Giacobbe: il suo nome significa "soppiantatore", ma fu anche un ingannatore. Sebbene la giustizia di Dio sia chiara, la Sua misericordia e grazia sono le uniche motivazioni per le quali non siamo stati completamente distrutti (Lamentazioni 3:22).
Dunque il Signore dice a ciascuno di noi: «Alzati»! Non stare a compiangerti addosso! Come quel pubblicano che era piegato in ginocchio implorando la pietà di Dio, perché riconosceva la propria miseria spirituale, ora che abbiamo riconosciuto i nostri peccati dobbiamo alzarci in piedi e andare alla presenza di Dio! Così come Giacobbe fu erede di promesse eterne a causa di Abramo, anche noi siamo eredi di promesse eterne a causa di Cristo! Non è forse degno di essere creduto Colui che ha dato la Sua vita per noi? Non è forse degno della massima fede e fiducia Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio per donarci la salvezza? Non è degno di essere creduto Colui che ci ha fatti nascere di nuovo?
Quando qualcuno muore per salvare la vita di qualcun altro, spesso gli dedicano una strada o il nome di qualche istituzione. Ma non è forse ancor più degno di stima, onore, gloria immortale in eterno, Colui che ha dato la propria vita ed è risorto dai morti per salvare milioni e milioni di anime dall’inferno e per giustificarle e purificarle dai loro peccati? Egli può salvare perfettamente tutti coloro che credono in Lui per essere salvati! Arrendiamoci alla Sua gloria! AdoriamoLo! Presentiamoci alla Sua presenza!
Betel: Abitare nella Casa di Dio
Spesso come credenti la nostra mancanza più grande è che, pur essendo stati adottati da Dio per essere Suoi figli, comunichiamo con Lui come attraverso una specie di "corrispondenza", come se vivessimo lontani. Le nostre preghiere possono essere fredde e telegrafiche, come se Dio fosse lontano da noi. Ma Dio «ci ha trasportati dalle tenebre alla luce»! Ovvero dove Lui stesso abita. Dobbiamo prendere consapevolezza di questo, così come doveva farlo Giacobbe.
Dio allora esorta Giacobbe a recarsi con urgenza alla casa di Dio, alla Sua presenza. Betel significa proprio questo: "casa di Dio"! Noi non siamo chiamati semplicemente ad andare alla presenza di Dio in modo costante, ma ad «abitare a Betel»! Siamo chiamati a portare tutto alla presenza di Dio! Tutto nelle Sue mani sicure! Tutto sotto la Sua guida protettrice e la Sua mano amorevole! Tutto sotto il Suo sguardo acuto ma confortante! Tutto sotto la vigilanza dei Suoi santi angeli che sono accampati intorno a noi per servirci! Tutto sotto l’ombra della croce, la quale ci rassicura, ci purifica, ci dona la pace con Dio! In quale posto nel mondo potremo mai trovare tutto questo? Dove nell’intero universo c’è un messaggio come questo?
A volte, ci costruiamo intorno delle mura come quelle di Gerico, confidando in noi stessi. Ma chi confida in se stesso sarà svergognato! «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dal Signore» (Geremia 17:5); chi è così «sarà come una fontana torbida e una sorgente inquinata». Chi potrebbe mai abbattere le mura che Dio stesso ha eretto, le mura della Sua casa? Chi è capace di combattere contro il Regno dei Cieli? È Lui che ti chiama alla Sua presenza! «Alziamoci e andiamo ad abitare a Betel»!
Adorare Dio non è solo un'azione che fa salire a Dio come un profumo soave, ma è anche una necessità per la nostra anima. Spesso, quando stiamo bene, la nostra adorazione è formale e vuota. Ma quando siamo provati, sembra che lo Spirito Santo riaccenda quei tizzoni mezzi spenti dell’adorazione per farli ardere di amore per Dio. Questo accade perché non c’è nulla di più edificante, più nutriente per la nostra anima, più proficuo per la nostra mente e per il nostro cuore, che adorare Dio.
« L'Adorazione: che cosa è, come si fa, quali i suoi effetti »
La Vera Adorazione Biblica: Criteri Essenziali
L’autentica adorazione biblica, come definita dallo studioso A. W. Pink, è «un cuore redento, occupato con Dio, che si esprime in adorazione e ringraziamento». La vera adorazione di Dio si distingue in base a tre criteri fondamentali:
- Viene dal cuore redento: Si può adorare il Dio del cielo solo dopo essersi liberati del peccato. L'adorazione non sarebbe accettabile se provenisse da un cuore non rigenerato in cui Satana, l’ego e il mondo hanno il predominio (2 Timoteo 2:26; 1 Giovanni 2:15). Ogni adorazione che non proviene da un cuore "lavato" è vana.
- Desidera soltanto Lui: La vera adorazione viene da un cuore che desidera soltanto Dio. È possibile persino per i veri credenti cadere in questo errore, permettendo che carriera, possedimenti materiali, denaro, salute, o persino la nostra famiglia assorbano la nostra volontà e le nostre risorse più di ogni altra cosa. Solo Dio dovrebbe soddisfare il cuore dell’uomo rigenerato, e la sua risposta a quella soddisfazione divina è il frutto delle labbra che cantano la lode di Dio (Ebrei 13:15).
- Crescita nella conoscenza di Dio: La vera adorazione è il desiderio di continuare a migliorare la nostra conoscenza di Lui. Dobbiamo costantemente riempire la nostra mente con le cose di Dio; Dio dovrebbe essere sempre nei nostri pensieri, e tutto quello che facciamo dovrebbe essere fatto in riferimento a Lui (Colossesi 3:17; 1 Corinzi 10:31).
È interessante notare che la parola greca per "adorare" in Romani 12:1 può significare anche "servizio". Quindi, anche la nostra vita quotidiana dovrebbe essere considerata parte dell’adorazione. Ogni giorno dobbiamo offrire noi stessi come sacrifici viventi, santi e accettevoli a Dio. La chiesa dovrebbe influenzare il mondo mediante la sua adorazione di Dio. Troppo spesso è vero il contrario. Purifichiamo i nostri cuori se vogliamo veramente adorare il Dio trino in spirito e verità. Il nostro Dio è santo; Egli è completamente un "Altro", un Dio che non può essere condiviso con altri oggetti del nostro affetto.
Adorazione Quotidiana e Come Stile di Vita
Siamo stati fatti per essere delle creature che adorano, ma la caduta nel peccato ci ha resi incapaci e vani. Se non siamo stati ristabiliti in Dio per mezzo del sacrificio del Suo amato Figlio, allora tutta la nostra adorazione non è altro che una cosa vana. È come un "fuoco illecito" davanti all’altare (Levitico 10:1). Adorare Dio significa dimostrarGli amore, obbedienza, riverenza, servizio, gloria, gratitudine e devozione. Il Padre Celeste comanda ai Suoi figli di rendere il culto insieme agli altri credenti e anche in privato.
Porre il Padre Celeste come massima priorità nella nostra vita ci aiuta ad avvicinarci a Lui. Dio ha comandato ai figlioli d’Israele: «Non avere altri dèi nel mio cospetto» (Esodo 20:3). L’idolatria di cui si parla nelle Scritture avviene oggi ogni volta che diamo maggiore importanza alle cose o alle persone piuttosto che a Dio e all’obbedienza ai Suoi comandamenti (Esodo 20:4-5). Al contrario, quando dimostriamo a Dio che Lo amiamo con tutto il nostro cuore, come Lui ama noi, ci sentiamo più vicini a Lui e diventiamo più simili a Lui. Il modo più importante in cui possiamo adorare Dio Padre è venire a Suo Figlio, Gesù Cristo, mediante la fede e il pentimento e sforzarci di percorrere il sentiero che conduce alla vita eterna (Giovanni 17:3).
L’adorazione non riguarda esclusivamente i culti in chiesa. Ci è stato detto di «adorarLo del continuo» e di adorarLo «dalla nascita del sole fino al suo tramonto». Nella Bibbia le persone adoravano Dio al lavoro, a casa, in battaglia, in prigione, e persino al letto! La lode dovrebbe essere la tua prima attività quando apri gli occhi al mattino e quando li chiudi la sera. Davide disse: «Sia la mia bocca piena della tua lode, ed esalti ogni giorno la tua gloria»! L’adorazione non è una parte della tua vita; è la tua vita, ed ogni attività può essere trasformata in un atto di adorazione quando lo fai a lode, gloria e piacere di Dio. La Bibbia dice: «Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio» (1 Corinzi 10:31). È questo il segreto per una vita di adorazione: fare ogni cosa come se lo si facesse per il Signore. Il lavoro diviene adorazione quando lo dedichi a Dio, svolgendolo con la consapevolezza della Sua presenza.

La Pratica della Presenza di Dio
La vita di adorazione è semplicemente innamorarsi di Gesù. Due libri classici possono insegnare come si fa. Il primo, risalente al XVII secolo, è «La pratica della presenza di Dio» di Fratel Lorenzo, un umile cuoco di un monastero francese. La chiave dell’amicizia con Dio, diceva egli, non era cambiare ciò che si fa, ma cambiare l’attitudine verso quello che si fa. Oggi sentiamo spesso che dobbiamo fuggire dalla nostra routine quotidiana per poter adorare Dio, ma questo accade perché non abbiamo imparato a sperimentare la Sua presenza in ogni momento. Fratel Lorenzo trovava così semplice adorare Dio attraverso le attività comuni della vita. Questa è l’idea di Dio. Nell’Eden l’adorazione non era un evento a cui partecipare, ma un’attitudine costante. Adamo ed Eva erano in comunione costante con Dio. Dato che Dio è con te in ogni momento, nessun posto è più vicino a Dio del posto dove tu sei in questo momento.
Un’altra idea utile di Fratel Lorenzo era di pregare piccole preghiere colloquiali durante la giornata, piuttosto che provare a pregare lunghe sessioni di preghiere complicate. Molti credenti usano le "preghiere in un respiro" durante il giorno. Si sceglie una breve frase o una frase semplice che possa essere ripetuta a Gesù in un respiro: «Tu sei con me», «Ricevo la tua grazia», «Dipendo da te», «Ti voglio conoscere», «Ti appartengo», «Aiutami ad avere fiducia in te». Si può anche usare una breve frase delle Scritture: «Per me vivere è Cristo», «Non ti abbandonerò mai», «Tu sei il mio Dio». Pregale il più possibile così da radicarle nel tuo cuore (1 Tessalonicesi 5:17).
La maniera più rapida di riconnetterti a Dio durante la giornata è di fermarsi in silenzio per pochi secondi. Fermati a pensare a quello che stai facendo, guardati intorno con una nuova consapevolezza, ed ascolta in silenzio la voce di Dio. Il silenzio onora Dio e ci permette di sentirlo mentre parla al nostro cuore. Sperimentare la presenza di Dio è una capacità, un’abitudine che puoi sviluppare.
Il secondo classico sull’adorazione è il libretto di Franck Laubach «Il gioco dei minuti». Laubach, fondatore del World Literacy Movement, si sfidò per vedere quanto spesso durante un giorno potesse ricordarsi che Dio era con lui, ponendosi l'obiettivo di pensare alla presenza di Dio almeno ogni mezz’ora, poi ogni quindici minuti. Se ciò ti sembra impossibile, ricordati che questa è un’abitudine che si sviluppa con l’allenamento. Come tutte le relazioni, un’amicizia con Dio ha bisogno di tempo; non la costruisci in una notte.
L'Adorazione in Spirito e Verità
Gesù disse alla donna samaritana: «Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori» (Giovanni 4:23). Gli antropologi hanno notato come la gente in ogni cultura istintivamente adori qualcosa. Questo è un desiderio universale, con il quale Dio ha avvolto ogni fibra del nostro essere, un desiderio innato di avere una relazione con Lui. La ragione per cui Dio ci ha creati con questo desiderio è perché Egli desidera degli adoratori! L’adorazione è il primo proposito della nostra vita; siamo stati creati per adorare Dio e ci è stato richiesto di adorarLo: «Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua» (Marco 12:30).
Adorare in Verità e in Spirito
Una donna samaritana una volta tentò di disputare con Gesù circa il miglior momento, il miglior posto ed il miglior stile per l’adorazione, ma Gesù chiarì che questi dettagli sono irrilevanti: ciò che conta è il cuore. Gesù disse: «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità».
- Adoreranno... in verità: Non puoi creare la tua immagine di Dio («mi piace pensare che Dio sia…») e adorare quella. Più conosci la Bibbia, più capisci le verità circa Dio, specialmente la Sua grazia; questo ti obbligherà ad adorare in maniera appassionata.
- Adoreranno... in spirito: Qui "spirito" non si riferisce allo Spirito Santo, ma al tuo spirito. Fatto ad immagine di Dio, tu sei uno spirito che risiede in un corpo, e Dio ha disegnato il tuo spirito per comunicare con Lui. Gesù l'ha espresso in una maniera differente quando ha detto: «Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua». L’adorazione deve essere genuina e nascere dal cuore; non è solo una questione di dire le parole giuste; ciò che stai dicendo lo devi dire sul serio. Adorare senza cuore non è affatto adorare. La Bibbia dice: «l’uomo guarda all’apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore».
Dato che l’adorazione è il deliziarsi e il godere di Dio, essa coinvolge le tue emozioni. Dio ti ha dato emozioni così che tu possa adorarLo con sentimenti profondi, ma queste emozioni debbono essere genuine, non false. Dio odia l’ipocrisia. Egli non vuole uno spettacolo, una finzione, o una farsa nell’adorazione; Egli desidera il tuo onesto e vero amore. Chiaramente, la sola sincerità non è abbastanza; tu puoi essere sinceramente in errore. L’adorazione che piace a Dio è profondamente emotiva e profondamente dottrinale.
Oltre la Musica: Varietà e Specificità nell'Adorazione
L’adorazione è più della sola musica. Adamo adorava Dio nel giardino dell’Eden, ma la musica non è menzionata fino a Genesi 4:21 con la nascita di Iubal. Se l’adorazione fosse solo la musica, allora coloro che non sono musicisti non potrebbero mai adorare. Sfortunatamente, molti ritengono uguale l’essere toccati emozionalmente dalla musica e l’essere toccati dallo Spirito, ma queste non sono la stessa cosa. Infatti alcune canzoni introspettive e sentimentali impediscono l’adorazione in quanto allontanano l’attenzione da Dio e la focalizzano sui nostri sentimenti.
I credenti spesso non sono d’accordo circa la maniera più appropriata di esprimere adorazione a Dio, ma queste discussioni sono di norma dovute a differenti personalità ed origini. Non esiste un approccio che vada bene per tutti nell’adorare e nello sviluppare l’amicizia con Dio. Se Dio ci ha intenzionalmente creati ciascuno differente dall’altro, non ci si può aspettare che ognuno adori Dio nello stesso modo.
Gesù per quattro volte ha comandato: «Ama dunque il Signore Dio tuo…con tutta la mente». Ti voglio proporre una sfida: prova ad adorare Dio senza usare le parole lodare, alleluia, grazie o amen. Sii specifico, inoltre; se qualcuno si avvicinasse a te e ti ripetesse «io ti lodo» dieci volte, tu probabilmente ti chiederesti: «Per che cosa mi loda?» Preferiresti ricevere due complimenti specifici piuttosto che venti vaghi e generici. Un’altra idea è quella di fare una lista di tutti i differenti nomi di Dio e di focalizzarsi su di essi, perché i nomi che Dio ha non sono dei nomi generici, essi ci raccontano differenti aspetti del Suo carattere. A questo proposito, Dio insiste che i nostri culti siano comprensibili per i non credenti quando siano presenti. Essere sensibili verso i non credenti che visitano il vostro culto è un comandamento biblico, non una moda passeggera.
Il Costo dell'Adorazione: Sacrificio e Sforzo
Nell’Antico Testamento Dio si compiacque dei molti sacrifici di adorazione poiché preannunciavano il sacrificio di Gesù per noi sulla croce. La vera adorazione costa. Davide aveva capito questo quando diceva: «Non offrirò al SIGNORE, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla» (2 Samuele 24:24). La lode da sola è un’adorazione incompleta; noi dobbiamo arrenderci, sottometterci, offrire e concedere noi stessi a Lui. Uno dei prezzi dell’adorazione è il rinunciare al nostro egocentrismo. Quando Gesù ha detto «Ama dunque il Signore Dio tuo…con tutta la forza tua», ha messo in evidenza che l’adorazione richiede sforzo ed energia. Non è sempre conveniente o confortevole, e talvolta è un puro atto di volontà, un sacrificio di volontà. Lodare richiede sforzo. Paolo disse: «Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale» (Romani 12:1).
Preparazione all'Adorazione
Se vogliamo adorare Dio, sarebbe tragico pensare di andare a Lui senza prima esserci purificati. Dio è amore ed è misericordioso, ma è anche santo e giusto. Se fossimo convocati alla presenza del Presidente della Repubblica, ci andremmo forse vestiti con la tuta da ginnastica? Pensiamo che Dio, il Re dei re e il Signore dei signori, Colui che siede sul trono nei cieli, Colui che è l’autore di tutto ciò che vediamo, Colui davanti al quale persino gli angeli adorano, non sia forse degno di ancor più rispetto? Non è forse il timore della Sua autorità eterna che ci deve portare a vestirci spiritualmente con l'abito nuovo di giustizia e di santità che Cristo ci ha donato? È vero che abbiamo libero accesso al trono della Sua grazia, ma prima dobbiamo toglierci i calzari del mondo, perché quello è suolo sacro!
Rimuoviamo dal nostro mezzo gli dèi stranieri, ovvero quelli che gli altri popoli, che non conoscono l’unico vero Dio, adorano. Togliamo dalla nostra vita gli idoli del nostro io, dell’orgoglio, del "tutto mi appartiene"… Purifichiamoci dai nostri peccati! Cambiamo le nostre vesti in abiti di giustizia! Confessiamo i nostri peccati e confidiamo nel sangue di Cristo che ci purifica! E poi andiamo ad adorare Dio. Gesù disse: «Nessuno va al Padre se non per mezzo di me» (Giovanni 14:6)! Vogliamo andare alla presenza del Padre per adorarLo come Egli comanda a ogni Suo figlio e a ogni Sua figlia? Allora dobbiamo passare dalla porta, da Gesù, dall’unica Via. Passiamo anche attraverso la Sua Parola che ci lava con acqua pura! Costruiamo il nostro altare di adorazione attraverso la fede in Lui! La casa di Dio è la nostra dimora eterna! Purifichiamo le nostre vite, ed entriamo nei Suoi cortili e nel Suo santuario con la lode e l’adorazione al Dio che ci ha amati in Cristo e che rinnova per noi ogni giorno le Sue benedizioni.
Benefici e Protezione dell'Adorazione
Se siamo stanchi e oppressi a causa delle situazioni della vita, in Cristo troveremo riposo. Se ci sembra che non troviamo una via d’uscita per l’incendio che divampa intorno a noi, come successe a Giacobbe, Dio ci chiama ad abitare nella Sua casa per adorarLo e trovare protezione. Corriamo dal Padre Celeste, ed Egli si prenderà cura di noi. Non disperiamo dunque: Dio non abbandona mai i Suoi figli. Egli, come sta scritto, ci soccorrerà al momento opportuno, e sarà il momento per noi migliore.
L’adorazione aiuta la mente a capire chi è Dio, perché quando adoriamo, consideriamo gli attributi di Dio per poi conformare la nostra vita in base a questi. Inoltre, contemplare l’opera di Dio compiuta per noi nel passato ci incoraggia ad adorare anche se viviamo un presente di avversità e rende la nostra fede incrollabile guardando al futuro. Così come Dio intervenne e protesse Giacobbe quando questi fuggiva dopo aver ingannato suo fratello Esaù, allo stesso modo Dio ha protetto noi da molte conseguenze che ci sarebbero state per le nostre azioni. Essere irriconoscenti per la misericordia ricevuta in passato ci impedirà di goderne i benefici nel presente. Per la presenza permanente dello Spirito Santo, oggi noi siamo il tempio di Dio, ma le parole rivolte da Dio a Giobbe incoraggiano la nostra santificazione, la nostra intimità, il nostro incontro riservato tra noi e Dio, nel profondo del nostro cuore e della nostra mente. Da lì scaturisce la vera adorazione!
Tutto ciò che proviene da un rapporto intenso con Dio ha ancor più valore dei diamanti e delle pietre preziose, è come oro puro affinato dalla santità di Dio… ma tutto ciò che facciamo e che non proviene dalla nostra comunione con Dio, anche se cercassimo di rivestire le nostre opere con l’abito fino della religiosità e se indossassimo il copricapo dello zelo, non sarebbe altro che legno e paglia, destinati a essere bruciati nel giorno in cui Dio giudicherà le nostre opere. Non è forse meglio andare nella casa di Dio per essere soccorsi e istruiti sul da farsi? Siamo troppo presi dalla frenesia della vita e del fare che ci siamo dimenticati della cosa più importante. A furia di nutrirci dalla fontanella inquinata dello «zelo senza conoscenza» ci siamo spiritualmente ammalati, perché non siamo andati alla fonte per ricevere l’acqua viva, la vera conoscenza! Andiamo a Betel allora, andiamo nella casa di Dio, prostriamoci alla Sua presenza, adoriamoLo per le Sue qualità, aspettiamo le Sue risposte! Lasciamo stare ai loro ragionamenti carnali e diabolici tutti coloro che con un pretesto o con un altro vorrebbero distoglierci da ciò di cui la nostra anima ha realmente bisogno: stare alla presenza di Dio in adorazione. Prima di tutto dunque curiamo la nostra adorazione personale verso Dio, poi i frutti di questa adorazione guideranno tutto il resto.
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