Più di 3.000 anni fa, il patriarca Giobbe affermò che gli uccelli del cielo hanno molto da dirci sull’opera di Dio. I loro comportamenti caratteristici li rendono particolarmente adatti per essere al centro di esempi e metafore. Nella Bibbia, molti riferimenti agli uccelli ci insegnano importanti lezioni sulla nostra vita e sulla nostra relazione con Dio.
La Cicogna nel Libro di Geremia: Lealtà e Giudizio
Nel libro di Geremia si legge: «ANCHE la cicogna nei cieli conosce bene i suoi tempi fissati . . . Ma in quanto al mio popolo, non ha conosciuto il giudizio di Geova». (Geremia 8:7) Con queste parole, il profeta Geremia proclamò il giudizio di Geova contro il popolo apostata di Giuda, che aveva lasciato Geova suo Dio e si era volto all’adorazione di divinità straniere.
Per gli israeliti era comune vedere le cicogne, in particolare le cicogne bianche, poiché migravano attraverso i paesi biblici. Il nome ebraico di questo grosso trampoliere dalle lunghe zampe è la forma femminile di una parola che significa "qualcuno leale; uno di amorevole benignità". È appropriato, poiché a differenza della maggioranza degli altri uccelli, le cicogne bianche, una volta che si sono accoppiate, restano fedeli al loro compagno per tutta la vita.
Il comportamento istintivo della cicogna illustra la qualità della lealtà in altri modi sorprendenti. Sia i maschi che le femmine fanno la loro parte per covare le uova e nutrire i piccoli. Un libro spiega: "Le cicogne sono genitori straordinariamente fedeli. In Germania una cicogna maschio volò tra i fili dell’alta tensione e rimase fulminata. La sua compagna continuò a covare le uova per 3 giorni, durante i quali si allontanò dal nido per breve tempo solo una volta per andare in cerca di cibo. . . . In un altro caso, quando la femmina fu uccisa da un colpo di fucile, i piccoli furono allevati dal maschio". In realtà, mostrando istintiva fedeltà al compagno o alla compagna per tutta la vita e avendo tenera cura dei piccoli, la cicogna tiene fede al significato del suo nome: "leale".
Questa lealtà intrinseca della cicogna viene posta in netto contrasto con l'infedeltà del popolo di Giuda, che, pur avendo la conoscenza divina, non riconobbe i tempi e i giudizi di Geova.

Il Simbolismo Universale della Cicogna: Fedeltà, Gratitudine e Nuova Vita
Da sempre considerata simbolo di fedeltà, la cicogna è un animale la cui storia si colora di mito sin dall’antichità. Bianca, maestosa e fedele ai suoi piccoli, come ai suoi genitori, la cicogna è associata anche a un fantastico trasporto di neonati, vincendo spesso la concorrenza spietata della leggenda di un’ipotetica nascita di essi sotto un cavolo. In realtà, questo animale è stato considerato simbolo di fecondità e di fedeltà sin dai tempi più remoti. La sua storia e la sua leggenda hanno radici molto lontane e, stranamente, diffuse, pur con le ovvie diversificazioni, in ogni parte del globo.
Nell'antichità classica, l’icona che accompagnava la raffigurazione della gratitudine era la cicogna, perché aveva fama leggendaria di prendersi cura dei genitori diventati vecchi. La cicogna è anche colei che ci porta i bambini. Le civiltà della cicogna sono quelle che hanno saputo tenere insieme la gratitudine verso i vecchi e l’amore per i bambini. Questo lo sapeva bene il Quarto comandamento, che associa l’onora il padre e la madre al "prolungamento dei nostri giorni sulla terra".
La Cicogna nell’Antico Egitto
Che gli Egizi associassero spesso la loro religiosità a figure zoomorfe è ben noto a tutti. La cicogna, infatti, adusa a mangiare rettili (da sempre simbolo del demonio), rappresenterebbe le forze angeliche, in grado di vincere nella perenne lotta contro il male.
Il Mito del Trasporto dei Neonati
In linea con le leggende associate a questo uccello migratore, è nata nei paesi nordici dell'Europa quella del trasporto di neonati. Un mito che nasce lì dove questi straordinari animali migrano anche oggi in primavera, e dove, proprio in aree abitate da esseri umani, fanno i loro nidi su comignoli o campanili. Giungono dunque in primavera, il periodo più ricco di nascite, che un tempo avvenivano all’interno delle mura domestiche, riscaldate accuratamente dal focolare. Una panacea per le cicogne che, amando il caldo, andavano a nidificare conseguentemente sui comignoli. Ed è da allora che questo animale, assurto a simbolo dell’inizio di una nuova vita, è stato investito di un ruolo significativo.

La CICOGNA 🌍 Come e dove vive e cosa significa il suo arrivo!
La Saggezza Istintiva degli Uccelli e la Comprensione Umana
«La cicogna nel cielo sa quando è tempo di migrare», scrisse il profeta Geremia. Di sicuro conosceva bene la migrazione delle cicogne attraverso la Terra Promessa. In primavera, sono state avvistate più di 300.000 cicogne bianche che migravano dall’Africa all’Europa attraverso la valle del Giordano. L’orologio interno fa scattare in loro la spinta a tornare nei luoghi dove in estate nidificheranno. «La vera meraviglia della migrazione è il fatto che è istintiva», dice il Collins Atlas of Bird Migration.
Geova Dio diede agli uccelli migratori la saggezza istintiva riguardo alle stagioni, e all’uomo la capacità di comprendere i tempi e le stagioni (Luca 12:54-56). A differenza della cicogna, che ha una saggezza istintiva, ciò che permette all’uomo di capire il significato degli eventi del tempo in cui viviamo è la conoscenza di Dio. Gli israeliti dei giorni di Geremia non prestarono attenzione a quei segnali. Oggi abbiamo ampie prove del fatto che viviamo in quelli che la Bibbia chiama "ultimi giorni" (2 Timoteo 3:1-5).
Mentre osserviamo il comportamento dei volatili, cerchiamo di ricordare le metafore bibliche che parlano di loro. Ad esempio:
- La rondine ci aiuterà ad apprezzare il luogo dove adoriamo Geova. Lo scrittore del Salmo 84, uno dei figli di Cora che serviva nel tempio, notò i nidi di rondine nell’area del tempio. Desiderando essere come la rondine che aveva una dimora fissa nella casa di Geova, esclamò: «Com’è bello il tuo grande tabernacolo, o Geova degli eserciti! La mia anima ha bramato e si è anche consumata per i cortili di Geova. [...] Pure l’uccello stesso ha trovato una casa, e la rondine un nido per sé, dove ha messo i suoi piccoli: il tuo grande altare, o Geova degli eserciti, mio Re e mio Dio!» (Salmo 84:1-3).
- Saliremo in volo come un’aquila grazie alla speranza che dà Dio. La Bibbia paragona quelli che confidano in Dio alle aquile: «Quelli che sperano in Geova riacquisteranno potenza. Saliranno con ali come aquile» (Isaia 40:31). Un’aquila sale in volo sfruttando le correnti ascensionali, aprendo le ali e volando in cerchio all’interno della colonna d’aria per salire sempre più in alto, senza fare affidamento sulla propria forza per planare per lunghe distanze.
- La chioccia che raduna i piccoli sotto le ali ci ricorderà la protezione che ci offre Gesù con la verità spirituale. Uno dei più forti istinti degli uccelli è quello di proteggere i propri piccoli. I volatili che hanno il nido a terra, come le galline, devono stare particolarmente attenti ai pericoli. Se vede un falco che vola in cerchio, la gallina emette un verso acuto per dare l’allarme, al che i pulcini corrono velocemente per mettersi in salvo sotto le sue ali, dove trovano riparo anche dal sole e dalla pioggia. In modo simile, Gesù voleva offrire riparo e protezione spirituali agli abitanti di Gerusalemme.

Riflessioni sulla Lealtà e la Fede nell'Uomo
Per molte persone d’oggi la lealtà e la fedeltà sono qualità passate di moda: ammirevoli ma non pratiche. Il proliferare dei divorzi, dei casi di abbandono, di appropriazione indebita e di altre forme d’inganno dimostra che la lealtà non è più tenuta in grande considerazione. La Bibbia invece attribuisce molto valore alla lealtà che nasce dall’amore e dalla benignità. Essa esorta i cristiani "a rivestire la nuova personalità che fu creata secondo la volontà di Dio in vera giustizia e lealtà".
La Bibbia insegna a coltivare ed esprimere la gratitudine anche verso Dio: «Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre» (Salmo 107,1). La comunità dei credenti è anche comunità di grati, perché comunità di salvati. La salvezza che produce gratitudine è sempre puntuale, è sempre una resurrezione concreta.
Sta qui un altro grande senso della preghiera: non si prega solo (né tanto) per ottenere la salvezza, ma si deve pregare soprattutto per ringraziare. È difficile restare nella gratitudine, è arduo rimanere nella condizione di chi ringrazia perché sa che ciò che possiede è tutto dono, che la salvezza che sperimenta ogni giorno è tutta gratuità. Sapere e ricordare questa gratuità assoluta di Dio ci dice che da qualche parte del nostro essere, fatto a sua immagine, siamo più grandi della reciprocità, e anche noi, almeno una volta, possiamo amare chi non se lo merita, possiamo amare un ingrato.