Polignano a Mare è un ridente centro turistico dove le acque del suo mare sono limpide e cristalline. Molti dicono che è fonte di ispirazione di poeti e artisti. Ci sono tanti luoghi magici lungo il litorale della città. Il territorio nei dintorni di Polignano e la città stessa sono caratterizzati da numerosi e interessanti siti archeologici. La scoperta dell’agro di Polignano è tanto affascinante quanto quella del centro cittadino. Le masserie fortificate caratterizzano il territorio. Nucleo vitale della città, il borgo antico è uno dei luoghi più suggestivi di Polignano a Mare.

La Chiesetta della Madonna del Rosario: Storia e Caratteristiche
A Polignano a Mare, la piccola Chiesa della Madonna del Rosario fu edificata all’inizio nel 1931 in forma neo romanica. L’interno, a tre navate, custodisce l’immagine scolpita della Madonna del Rosario, Patrona della città insieme alla Madonna di Sovereto. Il portale d’ingresso della chiesa sembra quasi ricalcare l’antico portale del duomo romanico che le è affianco, forse coincidenza o solo casualità, nessuno conosce bene il vero motivo. L’attribuzione del bellissimo manichino ligneo raffigurante la Madonna del Rosario e il Bambino con due angeli dorati è molto controversa.
Il Culto della Madonna del Rosario
La Madonna del Rosario è al centro di una devozione popolare molto sentita, non solo pugliese ma anche nazionale ed europea. Il suo culto, molto antico, risale all'epoca dell'istituzione dei Domenicani nel XIII secolo, i quali ne furono i maggiori propagatori. I misteri contemplati nella recita del rosario sono quindici: cinque gaudiosi, cinque dolorosi e cinque gloriosi. Alla protezione della Vergine del Santo Rosario fu attribuita la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani, avvenuta a Lepanto nel 1571. A seguito di ciò, papa San Pio V istituì dal 1572 la festa del Santo Rosario. Il culto per il Santo Rosario ebbe un'ulteriore diffusione dopo le apparizioni di Lourdes del 1858, dove la Vergine raccomandò la pratica di questa devozione. La Madonna del Rosario ebbe nei secoli una vasta gamma di raffigurazioni artistiche, tra cui quadri, affreschi e statue. Di solito è rappresentata seduta in trono con il Bambino in braccio, in atto di mostrare o dare la corona del rosario; la più conosciuta è quella in cui la corona viene data a Santa Caterina da Siena e a San Domenico.
Storia del Rosario
La Chiesa Matrice (Duomo) della Vergine Assunta: Un Capolavoro d'Arte e Storia
La Chiesa dedicata alla Vergine Assunta sorge sulla stessa area occupata in passato da un tempio pagano. Fu consacrata nel 1295 dal vescovo Guglielmo e di seguito ha subito numerosi interventi che ne hanno modificato sensibilmente l’impianto originario. Essa è affacciata sulla piccola piazza Vittorio Emanuele II. Attualmente si estende su un ampio sagrato, delimitato da un'alta cancellata in ferro, che costituisce parte integrante del complesso architettonico.
Allo stile romanico-pugliese si aggiungono inserimenti decorativi e strutturali gotici, rinascimentali e barocchi. La facciata, che unisce il gotico al barocco, termina a cuspide ed ha uno sviluppo semplice e lineare; nell’ordine inferiore, al centro, si apre un grande portale architravato e decorato da sculture e bassorilievi; nell’ordine superiore si apre una elegante bifora gotica.

Interni e Opere d'Arte
La chiesa è a tre navate, scandite da due file di sei colonne. L’interno è diviso in tre navate da arcate poggianti su sei colonne. La volta delle navate laterali è in pietra, mentre sulla navata principale e sul transetto si estende un tetto a capriate, coperto da un soffitto ligneo dipinto. Le navate sono pavimentate con lastre in pietra di Trani; la zona presbiteriale presenta un rinnovato pavimento in maiolica decorata. Una notevole opera artistica è l’organo settecentesco di scuola napoletana, situato in alto sull’ingresso.
Il presbiterio rialzato è delimitato da una balaustra marmorea su cui domina l’altare maggiore costruito nel Settecento. Ma lo sguardo del fedele e del visitatore viene subito catturato dalla maestosità dell’altare maggiore (sul retro è un dipinto del ‘600), dal coro e dalla Cappella di San Vito, il tutto incorniciato da un doppio ordine di archi, imponenti e superbamente decorati. Dietro l’altare maggiore, si trova l’imponente coro ligneo realizzato fra il 1611 e il 1773 con effetti dorati e figure di santi. Di particolare rilievo è il coro, situato nell’abside. Risalente al 1611, è costituito da tre ordini di scanni, decorati con dipinti e colonnine: una preziosità di lavoro e arte.
Cappelle e Reliquie
Sull’altare maggiore sopraelevato è il Cappellone del martire San Vito, patrono della città, con le reliquie del Santo (un frammento del braccio e la rotula del ginocchio). Ai lati del presbiterio sono le cappelle del Santissimo Sacramento, del Rosario e la cappella Buonospirito o del Presepe, che deriva la sua denominazione dal gruppo scultoreo cinquecentesco, oggi monumento nazionale, che rappresenta la natività, opera di Stefano da Putignano risalente al 1503. La Cappella del Santissimo Crocifisso e quella della Madonna del Rosario fiancheggiano l’altare maggiore.
La Cappella del Santissimo Crocifisso è stata oggetto, nel 2004, di lavori di restauro che hanno portato alla luce frammenti di decorazioni di un altare del ‘500. Alla stessa epoca risale la croce a Y inserita nella nicchia. La particolare forma del crocifisso rappresenta una vera e propria rarità, in quanto unico esemplare in tutta la Puglia e nel Mezzogiorno.
All’interno sono custodite alcune opere attribuite allo scultore Stefano da Putignano, attivo tra il XVI e il XVII secolo, e l’importante Polittico della Madonna con Bambino e Santi, del XV secolo su tavola dorata di Bartolomeo Vivarini a cura dell’ARPAI, oltre ad una moltitudine di altre piccole opere e a preziosi paramenti sacri donati dall’ex Monastero di San Benedetto, oggi inesistente.