La storia delle chiese parrocchiali di Cantù è intrisa di devozione, impegno comunitario e superamento delle difficoltà. Tra queste, la Chiesa di San Michele rappresenta un esempio significativo del forte legame tra la popolazione e i suoi luoghi di culto, una storia di sacrifici e di progressiva realizzazione.
La Chiesa di San Michele: Una Storia di Comunità e Sacrifici
Consacrata nel 1932, la Chiesa di San Michele di Cantù ha avuto una storia travagliata, anche a causa delle difficoltà economiche che per lungo tempo hanno rallentato i lavori necessari per la sua costruzione. Fu inaugurata nel 1932 dopo anni di duri lavori effettuati da tutta la comunità canturina, desiderosa di fondare un nuovo e grande luogo di culto per il crescente numero della popolazione.
Il cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, assegnò a Don Vittorio Moretti il compito di far costruire la nuova chiesa della parrocchia: un “compito ingrato”, come viene ricordato nel volumetto a lui dedicato. Le difficoltà erano principalmente economiche, ma la generosità dei parrocchiani contribuì a rimediare.

Origini e Primi Lavori
A febbraio del 1923, con il cardinal Ferrari deceduto e sostituito come arcivescovo di Milano dal cardinale Eugenio Tosi, i fondi raccolti erano pari a 40mila lire. Il 23 luglio del 1923, finalmente, presero il via i lavori con la benedizione della prima pietra posata, segnando un momento cruciale per la realizzazione del progetto.
Il Completamento del Campanile
Tuttavia, alla data dell'inaugurazione nel 1932, il campanile era rimasto tozzo, raggiungendo solo 25 metri di altezza, incompleto rispetto alla visione originale. I lavori per il suo sopralzo iniziarono il 10 ottobre 1938, basandosi sui disegni approntati da Oreste Benedetti, che ne definì la nuova struttura.
Il 31 luglio dell’anno successivo, con la benedizione della croce metallica issata sulla sommità e l’inserimento dell’orologio, il campanile fu finalmente completato nella sua forma definitiva. Il concerto delle campane, invece, fu posizionato solo nel 1940, aggiungendo la sua voce al panorama sonoro della città.
Il Patrimonio Artistico e Storico di Cantù
Oltre San Michele: Un Viaggio Tra i Monumenti
I tesori di Cantù non sono sempre facili da scoprire, ma offrono una profonda immersione nella storia e nell'arte locale. In qualche punto della città, in stradine silenziose o in angoli remoti, si nascondono finestre ogivali, un piccolo museo d’arte sacra, un’antica farmacia e affreschi votivi come una Madonna col Bambino su una vecchia parete.
Cantù accoglie i visitatori con la meraviglia del Cristo affrescato nel catino dell’abside di Galliano, la chiesa amata da Ariberto, il grande arcivescovo di Milano. Si possono ammirare anche il campanile di S. Paolo, essenziale e ardito, e le absidi romaniche di S. Teodoro, gli affreschi cinquecenteschi della Cappella di S. Maria e numerose altre chiese dove sostare nella penombra e nel silenzio, scoprendo la ricchezza spirituale e artistica della città.

Un tempo, mura possenti circondavano il borgo, fatta eccezione per Galliano, con torri di guardia e la Porta Ferraia, mentre di altre si sono perse le tracce. Al centro si trovava la “Piazza Granda”, oggi luogo d’incontro da cui si può partire per esplorare ricche dimore, case segnate dal tempo e palazzi espositivi che conservano preziosi mobili e merletti pieni di leggerezza e di grazia, testimoniando la ricca tradizione artigianale di Cantù.
Come Raggiungere Cantù
Per chi desidera visitare Cantù e i suoi luoghi di culto, sono disponibili diverse opzioni di trasporto pubblico.
Arrivare in Treno
Facendo riferimento alla stazione di Cantù, una volta usciti, si consiglia di andare a sinistra in via Vittorio Veneto. Al semaforo, girare a sinistra in via Vergani, proseguire fino alla rotonda di largo Adua, superarla e poi al bivio tenere la sinistra per imboccare via Dante, che conduce al centro cittadino.
Arrivare in Autobus
È possibile utilizzare la linea C150 e scendere alla fermata SS. Michele e Biagio, oppure la linea Z150 e scendere alla fermata corso Unità d’Italia 8 fr., che offrono un comodo accesso alle principali aree di interesse.
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