Nel nostro mondo contemporaneo, molte persone si trovano ad affrontare un periodo di profonda incertezza e ansia. La crisi economica globale sembra non finire mai, e le sicurezze lavorative di un tempo sono per la maggior parte dei lavoratori un sogno. Oggi, non è raro che persone con ottimi studi, come in psicologia, filosofia o archeologia, si ritrovino a lavorare in call-center o fast-food. Al di là dei confini nazionali, la situazione è spesso ancora più drammatica, con forti persecuzioni contro i cristiani in diverse parti del mondo, di cui spesso non ci rendiamo conto, troppo concentrati su noi stessi.

In luoghi come la Corea del Nord, i cristiani vengono internati in campi di concentramento. In Somalia, donne cristiane sono state stuprate e uccise a causa della loro fede. Dalla Siria, un metropolita ortodosso ha scritto: «È il più grande massacro di cristiani che stiamo vivendo nella nostra storia. Abbiamo chiamato il mondo per ricevere aiuto, ma nessuno ci ha sentito. Dov’è la coscienza cristiana? Dov’è un comportamento umano?»
Tante persone vivono in ansia e si chiedono cosa porterà il futuro, sentendosi come se la propria vita non fosse più nelle loro mani. Questo scenario di angoscia trova eco nelle parole bibliche, che già descrivevano segni nel sole, nella luna e nelle stelle, con angoscia delle nazioni spaventate dal rimbombo del mare e delle onde. Gli uomini sembrano venir meno per la paurosa attesa di quello che sta per accadere al mondo, poiché le potenze dei cieli saranno scrollate.
La Promessa di Liberazione in Tempi di Crisi
Tuttavia, proprio in questi momenti, la Scrittura offre un messaggio di speranza e un invito a rialzarsi. Luca 21,28 ci esorta: «Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina».
Le persone che hanno trovato speranza in queste parole di Luca erano insicure e in ansia tanto quanto lo siamo oggi. Non sapevano cosa avrebbe portato il futuro, ma hanno interpretato i segni della perturbazione e dello sconvolgimento in modo tale da poter sperare. Questa speranza consisteva nella certezza che, in mezzo a tutta la paura e alla mancanza di vie d’uscita, Dio stesso sarebbe venuto loro incontro. Essi dicevano: tutto ciò che vediamo ci dice che il regno di Dio è vicino. Gesù Cristo ci viene incontro, non come il bambinetto nel presepe, ma come il re del cielo e della terra che torna in gloria. Non durerà a lungo, Egli prenderà in mano la situazione e noi saremo salvi.

La frase finale di questo messaggio è potente: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». Questo è vero fino ad oggi. Le parole di Dio non sono passate, le abbiamo sempre con noi. Questo è il nostro grande tesoro: la possibilità di trovare in queste parole antiche la volontà di Dio per noi oggi. Ci possiamo accostare a queste parole in ogni momento, non c’è nessuno che ci vieta di aprire questo libro e di ascoltare che cosa Dio ha da dirci.
Il Fondamento Biblico della Fedeltà di Dio
Il messaggio di speranza si radica profondamente nelle Scritture, rivelando un Dio che è unico, potente e fedele alle sue promesse.
Isaia: La Sovranità e le Nuove Cose di Dio
In Isaia 43,10-21, il Signore dichiara la sua sovranità e unicità: «I miei testimoni siete voi», dice il SIGNORE, «voi e il mio servo che io ho scelto, affinché voi lo sappiate, mi crediate e riconosciate che io sono. Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me non ve ne sarà nessuno. Io, io sono il SIGNORE, e fuori di me non c'è salvatore. Io ho annunciato, salvato, predetto, e non un dio straniero in mezzo a voi; voi me ne siete testimoni», dice il SIGNORE; «io sono Dio. Da che fu il giorno, io sono; nessuno può liberare dalla mia mano; io opererò. Chi potrà impedire la mia opera?»
Dio ricorda le sue opere potenti passate, come l'apertura di una strada nel mare e un sentiero fra le acque, che fece uscire carri e cavalli, un esercito di prodi guerrieri, tutti atterrati e mai più rialzatisi. Ma poi annuncia un futuro di rinnovamento: «Non ricordate più le cose passate, non considerate più le cose antiche. Ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete? Sì, io aprirò una strada nel deserto, farò scorrere dei fiumi nella steppa. Le bestie dei campi, gli sciacalli e gli struzzi mi glorificheranno, perché avrò dato l'acqua al deserto, fiumi alla steppa, per dar da bere al mio popolo, al mio eletto. Il popolo che mi sono formato proclamerà le mie lodi.»
Isaia 43:19 || Riflessione biblica
Salmi: L'Aiuto, la Protezione e la Comunità
I Salmi dei pellegrinaggi (Salmi 120-137) offrono un'immagine vivida della dipendenza del credente da Dio e della forza che si trova nella comunità di fede.
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Invocazione nell'Angoscia (Salmo 120)
«Nella mia angoscia ho invocato il SIGNORE, ed egli mi ha risposto. SIGNORE, libera l'anima mia dalle labbra bugiarde, dalla lingua ingannatrice.»
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Soccorso e Protezione di Dio (Salmo 121)
«Alzo gli occhi verso i monti... Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra. Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà. Il SIGNORE è colui che ti protegge; il SIGNORE è la tua ombra; egli sta alla tua destra. Il SIGNORE ti preserverà da ogni male; egli proteggerà l'anima tua. Il SIGNORE ti proteggerà, quando esci e quando entri, ora e sempre.»
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Auguri di Pace per Gerusalemme e l'Amore Fraterno (Salmi 122, 133)
Il Salmo 122 esprime la gioia di andare alla casa del Signore e di pregare per la pace di Gerusalemme, riflettendo il desiderio di unità e benessere della comunità. Il Salmo 133 celebra: «Ecco quant'è buono e quant'è piacevole che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba di Aaronne, che scende fino all'orlo dei suoi vestiti; è come la rugiada dell'Ermon, che scende sui monti di Sion; là infatti il SIGNORE ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno.»
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Preghiera per il Popolo Oppresso e la Liberazione (Salmi 123, 124, 129)
Il popolo si rivolge a Dio in cerca di pietà e liberazione dall'oppressione e dallo scherno degli orgogliosi. «Se il SIGNORE non fosse stato in nostro favore, [...] essi ci avrebbero inghiottiti vivi, talmente erano furiosi contro di noi. Benedetto sia il SIGNORE che non ci ha abbandonati in preda ai loro denti! L'anima nostra è scampata come un uccello dal laccio dei cacciatori: il laccio è stato spezzato e noi siamo scampati. Il nostro aiuto è nel nome del SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra.» Nonostante l'oppressione subita fin dalla gioventù, il popolo dichiara: «eppure non hanno potuto vincermi. Il SIGNORE è giusto; egli ha spezzato le funi degli empi.»
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La Confidenza nel Signore (Salmi 125, 126, 127, 128, 130, 131, 132, 134, 135, 136)
«Quelli che confidano nel SIGNORE sono come il monte di Sion, che non può vacillare, ma sta saldo in eterno. E così il SIGNORE circonda il suo popolo, ora e per sempre.» La speranza è nella restaurazione e nella gioia che Dio porta, anche dopo un periodo di esilio. La costruzione della casa e la protezione della città dipendono dal Signore. La benedizione si estende a chi teme il Signore e cammina nelle sue vie, nella famiglia e nella prosperità. Dal profondo, l'anima attende il perdono e la misericordia di Dio, sperando nella sua parola più che le guardie attendono il mattino. Il cuore del credente è umile e sereno, come un bimbo divezzato. Le promesse fatte a Davide per il suo discendente e la scelta di Sion come dimora eterna del Signore rafforzano la fiducia nella sua fedeltà. Infine, l'invito alla lode risuona, celebrando il Signore che ha fatto il cielo e la terra, il Dio vero che opera prodigi, a differenza degli idoli muti.
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L'Esilio (Salmo 137)
«Là, presso i fiumi di Babilonia, sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion. Ai salici delle sponde avevamo appeso le nostre cetre. Là ci chiedevano delle canzoni quelli che ci avevano deportati, dei canti di gioia quelli che ci opprimevano, dicendo: «Cantateci canzoni di Sion!» Come potremmo cantare i canti del SIGNORE in terra straniera? Se ti dimentico, Gerusalemm...»
L'Importanza Evangelica dell'Accesso alla Parola di Dio
È profondamente evangelico poter accostarsi direttamente alle parole bibliche in ogni momento. Martino Lutero ha combattuto per dare la Bibbia in mano al popolo. Questa possibilità di confrontarsi direttamente con Dio attraverso la Sua Parola, di trovare speranza per la vita di oggi in queste antiche parole, è un tesoro inestimabile. Sebbene oggi le eccezioni siano rare, episodi in cui si sconsiglia la lettura diretta della Bibbia al laico evidenziano l'importanza della battaglia luterana.

Rialzarsi Insieme: Il Valore della Comunità
Talvolta si possono vedere motivi di speranza quando le persone non si arrendono, non accettano che tutto debba rimanere così com’è, ma iniziano a cambiare qualcosa. Forse è davvero possibile un altro mondo, un’economia meno barbara e più umana.
Ecclesiaste 4:9-10 ci ricorda: «Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz’avere un altro che lo rialzi!» Questo è un principio biblico che riguarda l’operato di un coniuge, di un genitore, di un fratello o di un amico. Ed è altrettanto biblico che tutti possiamo avere per compagno Gesù. Se siamo caduti e ci troviamo tuttora a terra è difficile essere d’aiuto, ma se dopo una caduta siamo stati rialzati, ne comprenderemo maggiormente il valore e questo ci dovrebbe coinvolgere.
Chi Possiamo Rialzare?
Oltre al peccato che così facilmente ci avvolge, ci sono diverse cause che possono far cadere un compagno nel cammino della vita, e la comunità cristiana è chiamata a intervenire.
Chi Non è in Grado di Andare da Gesù da Solo
Nei Vangeli leggiamo di diversi paralitici, impossibilitati a camminare fisicamente da soli. Il paralitico di Giovanni 5, confinato a motivo della sua disabilità per trentotto anni, non aveva amici. Gesù passa e lo rialza, guarendolo nell'anima e nelle gambe, dimostrando che non abbandona nessuno di quelli che incontra e che manifestano fede. C’è anche chi ha più amici, come i quattro uomini di Marco 2 che non si arrendono davanti agli impedimenti e calano il paraletico scoperchiando il tetto della casa. Gesù guarisce la sua anima e lo rialza. È evidente che Colui che rialza è Gesù, ma beati siano i Suoi strumenti!
Chi Non è nelle Condizioni di Vedere
Non si tratta solo di chi non vede una fossa e vi cade dentro, ma anche di chi ha gli occhi pieni di lacrime per la sofferenza fisica, per la perdita di un congiunto, per la solitudine o il sentirsi abbandonato. Per asciugare queste lacrime non basta un fazzoletto. Il Signore vuole usarci per manifestare le Sue compassioni, riversando su di noi le Sue virtù con abbondanza, affinché possiamo portare il Suo balsamo, essere strumenti d’amore e misericordia, rialzare il nostro compagno e continuare il cammino insieme.
Chi è Caduto per Stanchezza
Quante volte ci sarà capitato di passare accanto a un compagno stanco, affaticato, appesantito, con così poche forze da perdere la speranza. Il Signore ci invita ad aprire i nostri occhi per vedere bene e in profondità, a non giudicare, a non aggiungere altri pesi, ma piuttosto a sollevarli. Galati 6:2 ci dice che se portiamo i pesi gli uni degli altri adempiremo alla legge di Cristo. Dobbiamo mostrare un’empatia animata dallo stesso amore di Cristo, che per primo ha rialzato noi, ed essere disposti a tutto pur di rialzare il compagno, concretamente, se occorre. Come la storia del buon samaritano ci insegna, e come Isaia 50:4 profeticamente riguardo a Gesù mostra: «Il Signore, DIO, mi ha dato una lingua pronta, perché io sappia aiutare con la parola chi è stanco». Il Signore desidera darci quella lingua pronta, mettendo in noi non parole di circostanza, né frasi fatte, ma le parole che vengono da Lui, quelle di cui il nostro compagno ha bisogno, che producono vita, e vita eterna.

Guardare Avanti: La Speranza nel Re che Viene
Come possiamo alzare la nostra testa in questa insicurezza? Come possiamo credere nella liberazione? La maggior parte delle persone, me compresa, si sente impotente davanti a questioni di politica globale, anche se viviamo in una democrazia che dovrebbe darci la possibilità di coinvolgimento tramite le elezioni. Possiamo però accettare l’esortazione del testo biblico e levare il capo per guardare in avanti.
Che cosa vediamo se alziamo la testa? Vediamo il tavolo della Santa Cena, dove Gesù ci viene incontro nel pane e nel vino; vediamo la Bibbia, dove possiamo incontrare Dio nella sua parola; vediamo l’organo che ci fa incontrare Dio negli inni, soprattutto negli inni di lode. E se leviamo il capo e lo giriamo un pochino a sinistra o destra, chi vediamo? Il nostro vicino, la nostra vicina di banco. Il testo biblico ci dice: «Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande». Se prendiamo sul serio che Cristo vive in noi, si dovrebbe vedere qualcosa di questa gloria anche in noi cristiani. Non intendo che vediamo i nostri fratelli, le nostre sorelle galleggiare su una nuvola, ma forse riusciamo a vedere qualcosa della luce di Cristo nei loro occhi.
In tutte le insicurezze che viviamo, possiamo però fidarci di certe persone e questo dà più sicurezza di ogni conto in banca. Fino a quando esiste ancora qualcuno che ci vuole aiutare, che ci vede come membro di una famiglia cristiana, non dobbiamo temere il futuro. E se alziamo lo sguardo, che cosa ci viene incontro? Ci sarà qualcuno che preferirebbe abbassare subito di nuovo la testa, preferendo non pensare al futuro, alla vecchiaia, alla debolezza, alla dipendenza da altri. Questo sguardo è solo metà della verità. Tutta la verità è però che anche quando il corpo diventa debole esistono ancora dei compiti importanti.
I Doni della Vecchiaia e dell'Esperienza
In una chiesa precedente, una signora anziana spendeva ore e ore della settimana per la preghiera. Era talmente insistente nelle sue preghiere che si diceva: quando Else si mette a pregare, Dio non può fare altrimenti che concedere ciò che chiede. È anche importante avere qualcuno che è in grado di raccontare le esperienze fatte nella vita. È uno dei doni più preziosi che possiamo fare alle giovani generazioni, che spesso credono che ciò che si vede in TV sia la vita "vera". Chi ha vissuto questa vita sa bene che non è così. E un ultimo dono della vecchiaia, spesso sottovalutato, è il tempo. Chi ha oggi ancora del tempo? Tra quelli che lavorano, nessuno. Siamo tutti sovraccaricati, non riusciamo a prenderci del tempo né per la famiglia né per gli amici, figuriamoci per la chiesa. Chi è anziano ha questo tempo. Chi non è più in grado di muoversi fuori dalla sua casa può essere lì reperibile per altri. Forse non può più uscire per incontrare altre persone, ma ha tanto tempo per telefonare, chiedere e tenere i contatti.
Ancora una volta la domanda: Che cosa ci viene incontro? Tragedie, insicurezze, la vecchiaia. Sì, ma anche Cristo il re della gloria ci viene incontro per cambiare questo mondo. Questa è la nostra speranza che non riusciamo a giustificare scientificamente o razionalmente, ma che possiamo accogliere nelle parole bibliche e nelle esperienze che uomini e donne hanno fatto con Dio. Così possiamo vedere che non siamo destinati a passare quanto lo è il nostro corpo. Noi apparteniamo a Cristo il vivente, e per questa ragione vivremmo anche noi.
Per questo: «Rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina!»
Come recita un canto:
Se dentro me ho perso la speranza
e sento che certezze più non ho
non temerò, ma aspetterò in silenzio
perché io so che sei vicino a me.
Mi rialzerai se non avrò più forza
mi rialzerai con Te ce la farò
sarai con me nel buio della notte
mi rialzerai e in alto volerò.
Le promesse bibliche risuonano con forza: «Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia.» (Isaia 41:10). «Mi alzo prima dell'alba e grido; io spero nella tua parola.» (Salmo 119:147). «Egli libera e salva, fa segni e prodigi in cielo e in terra. È lui che ha liberato Daniele dalle zampe dei leoni.»