Le recenti comunicazioni pastorali dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto hanno delineato importanti cambiamenti nella struttura e nella gestione delle parrocchie, accompagnando un ricordo significativo per la comunità diocesana. In particolare, è stata celebrata l'Eucaristia in suffragio e ringraziamento per il Card. Loris Francesco Capovilla, Arcivescovo di Chieti-Vasto dal 1967 al 1971, che si è addormentato nel Signore il 26 maggio scorso. La comunità ha voluto onorare la sua figura che tanto ha amato la Chiesa diocesana.
Nomine Pastorali e Riorganizzazione Zonale del 2016
A partire dal 1° settembre 2016, l'Arcidiocesi ha implementato una serie di decisioni e nomine pastorali significative, frutto di preghiera e ascolto. Queste modifiche sono state introdotte per ottimizzare la gestione e la cura pastorale del territorio.
Riorganizzazione delle Zone Pastorali
Accogliendo la proposta unanime dei presbiteri della Zona di Gissi e ascoltati i Vicari Zonali delle Zone di Vasto e Atessa, si è proceduto allo smembramento della Zona di Gissi. Le parrocchie di Carpineto Sinello, Guilmi e Roccaspinalveti sono state aggregate alla zona pastorale di Atessa. Contemporaneamente, le parrocchie di Carunchio, Fraine, Furci, Gissi, Liscia, San Buono e Palmoli sono state aggregate alla zona pastorale di Vasto. Di conseguenza, il numero delle zone pastorali è passato da dieci a nove.
Nuovi Incarichi e Passaggi di Consegna tra i Parroci
Numerosi sacerdoti hanno ricevuto nuovi incarichi o sono passati al ruolo di parroco emerito, continuando a offrire il loro prezioso servizio:
- Mons. Panfilo Argentieri è diventato parroco emerito della parrocchia di San Francesco Caracciolo al Tricalle in Chieti, continuando a offrire la sua collaborazione pastorale. Gli è succeduto come parroco Don Michele Panissa, finora vicario cooperatore della stessa parrocchia.
- Don Ernesto Frani è diventato parroco emerito della parrocchia di Santa Maria Maggiore in Villamagna, mantenendo il suo ministero di Esorcista diocesano e offrendo generosa collaborazione. Gli è succeduto come parroco Don Andrea Rosati, finora parroco dei Santi Nicola e Clemente in Lama dei Peligni, il quale ha lasciato la responsabilità giuridica per le parrocchie di San Nicola di Bari in Taranta Peligna e di San Nicola di Bari in Lettopalena.
- Don Giovanni Budano è stato nominato parroco delle parrocchie dei Santi Nicola e Clemente in Lama dei Peligni e di San Nicola di Bari in Lettopalena.
- Don Emiliano Straccini ha assunto la titolarità giuridica della parrocchia di San Nicola di Bari in Taranta Peligna, dove Don Joseph Raj Fernando Thadeus Jogaraj ha continuato il suo servizio pastorale.
- Don Gianluca Bracalante, finora vicario cooperatore di Santa Maria Maggiore in Villamagna, è diventato parroco delle parrocchie di San Michele Arcangelo in Carpineto Sinello e di Santa Maria Immacolata in Guilmi.
- A Don Albert Mbombo, della Diocesi di Mbuji-Mayi (Repubblica Democratica del Congo), è stata affidata la parrocchia di Santa Maria delle Grazie in Palmoli, lasciata dai Figli della Sacra Famiglia per mancanza di personale. La responsabilità giuridica è stata assegnata al parroco della vicina parrocchia di Liscia, Don Davide Schiazza.
- Don Domenico Campitelli ha lasciato la parrocchia di San Panfilo in Scerni per diventare parroco della parrocchia del Santissimo Salvatore in Palombaro, lasciata da Don Ignazio Amaladas che è tornato alla Diocesi di Tuticorin in India. Al contempo, Don Emiliano Straccini ha lasciato la titolarità giuridica della stessa parrocchia.
- Don Graziano Fabiani ha lasciato le parrocchie di San Sabino Vescovo in Furci e di San Lorenzo Martire in San Buono per diventare parroco della parrocchia di San Panfilo in Scerni, cui è unita anche quella di San Giacomo nello stesso Comune.
- Don Angelo Di Prinzio ha lasciato la parrocchia di Santa Maria Maddalena in Casalanguida per diventare parroco delle parrocchie di San Sabino Vescovo in Furci e di San Lorenzo Martire in San Buono.
- Don Nicola Carpineta ha lasciato la parrocchia di San Tommaso Apostolo in Perano per diventare parroco della parrocchia di Santa Maria Maddalena in Casalanguida.
- Don Rajakani Marian Irudaia Raj ha lasciato le parrocchie di San Michele Arcangelo in Carpineto Sinello e di Santa Maria Immacolata in Guilmi, assumendo la guida pastorale della parrocchia di San Tommaso Apostolo in Perano. La responsabilità giuridica di queste parrocchie è stata affidata al vicario zonale.
- Don Ettore Luciani ha lasciato la parrocchia di San Biagio in Vacri per un anno sabbatico di studio, preghiera e formazione, e ha prestato servizio come vicario cooperatore nella parrocchia di San Rocco in Sambuceto di San Giovanni Teatino. Don Giacomo Di Cecco, della Diocesi di Termoli, ha assunto il servizio pastorale a Vacri.
- Don Ekka Hemant Pradip ha lasciato la guida pastorale della parrocchia del Santissimo Salvatore in Salle. Don Danilo Belotti ne è diventato parroco, rimanendo anche parroco delle parrocchie di Santa Maria Maggiore e dei Santi Nicola e Maurizio in Caramanico (in via di unificazione), di San Tommaso Apostolo in Caramanico e di San Bartolomeo Apostolo in Santa Eufemia a Maiella. È coadiuvato da P. Federico Bazongo come Vicario Cooperatore.
- Il prossimo diacono Angelo Di Rito ha iniziato il suo ministero pastorale a Pollutri in aiuto a Don Giuliano Manzi a partire dal 1° settembre 2016.
Appello alla Responsabilità Ecclesiale
L'Arcidiocesi ha anche sottolineato l'importanza di un senso autentico di responsabilità verso la comunione ecclesiale e di docilità al pastore diocesano e ai suoi collaboratori. Questo richiamo è stato fatto in risposta a situazioni pastorali delicate in cui il protagonismo indebito di alcuni gruppi di laici ha generato una rilevanza mediatica ritenuta inopportuna e dannosa per la Chiesa.
L'Arcidiocesi di Chieti-Vasto: Profilo Storico e Attuale
L'Arcidiocesi di Chieti-Vasto (in latino Archidioecesis Theatina-Vastensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2023 contava 279.500 battezzati su 307.673 abitanti. Il suo vasto territorio è formato da 144 parrocchie che coprono 92 comuni abruzzesi, di cui 79 in provincia di Chieti e 13 in provincia di Pescara. La sede arcivescovile è la città di Chieti, dove si trova la Cattedrale.
Origini e Evoluzione Territoriale
La Cattedrale, in origine dedicata a san Tommaso apostolo, venne riconsacrata e intitolata a san Giustino dal vescovo Attone I il 5 novembre 1069. Tra i vescovi più antichi di Chieti, le testimonianze menzionano Quinto, che intervenne a un sinodo celebrato a Roma nel 499, e Barbato, citato in un'epistola di Gregorio Magno del 594. Nell'IX secolo sono documentati Teodorico I, che nell'840 celebrò un sinodo e fece edificare un capitolo per i canonici, e Lupo I, presente all'incoronazione di Ludovico II nell'844.
Nel corso del IX secolo, il vescovo di Chieti iniziò ad estendere la sua autorità anche alle altre grandi città del territorio come Ortona e Vasto, e a tutto l'Abruzzo sud-orientale. Questo processo comportò scontri con il potere delle grandi abbazie dell'Italia centro-meridionale, come Montecassino, che possedevano feudi esenti dalla giurisdizione episcopale. La sede episcopale di Chieti raggiunse un notevole prestigio, diventando ambita dalle maggiori famiglie del Regno di Napoli.
Agli inizi del XVI secolo, Chieti perse il territorio della neo-costituita diocesi di Lanciano (27 aprile 1515). Tuttavia, con la bolla Super universas (1° luglio 1526) di papa Clemente VII, fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana, con le diocesi di Penne, Atri e la stessa Lanciano come suffraganee.
Con la riforma delle circoscrizioni ecclesiastiche di papa Pio VII (27 giugno 1818), la Diocesi di Ortona fu unita a quella di Lanciano, quella di Campli soppressa, e Chieti rimase priva di suffraganee. Per rimediare a ciò, su istanza di Ferdinando II e del marchese del Vasto Alfonso d'Avalos, Pio IX, con il decreto Adeo late diocesanum Teatini (20 maggio 1853), dismembrò da Chieti la città di Vasto e il suo distretto, erigendola a vescovato e la collegiata di San Giuseppe a cattedrale. La nuova diocesi fu affidata in amministrazione perpetua all'arcivescovo di Chieti.
L'erezione dell'arcidiocesi di Pescara-Penne (1° luglio 1949) vide la diocesi di Chieti perdere il territorio di alcune parrocchie situate sulla riva destra del fiume Aterno. Con il decreto Fructuosae ecclesiae del 2 marzo 1982, papa Giovanni Paolo II riassegnò alla Chiesa metropolitana di Chieti come suffraganee Lanciano (che mantenne la dignità arcivescovile) e Ortona (unita a Lanciano). Il 24 agosto 1982, la circoscrizione ecclesiastica di Vasto cessò il regime di amministrazione perpetua, diventando diocesi autonoma, con l'arcivescovo Vincenzo Fagiolo che assunse il titolo di Arcivescovo di Chieti e Vasto.
Vescovi e Figure Storiche
Tra le figure che hanno guidato l'Arcidiocesi nel corso della storia, si ricordano:
- Rinaldo, O.P.
- Raimondo de Mausaco, O.Min.
- Bartolomeo Papazzurri, O.P.
- Vitale da Bologna, O.S.M.
- Giovanni da Comino, O.S.B.Coel.
- Anselmo Marzato, O.F.M.Cap.
- Paolo Tolosa, C.R.
- Angelo Maria Ciria, O.S.M.
- Modesto Gavazzi, O.F.M.Conv.
- Filippo Valignani, O.P.
- Luigi del Giudice, O.S.B.Coel.
- Andrea Mirelli, O.S.B.Coel.
- Francesco Saverio Bassi, O.S.B.Coel.
- Giosuè Maria Saggese, C.SS.R.
- Rocco Cocchia, O.F.M. Cap.
- Gennaro Costagliola, C.M.
Il Patrimonio Ecclesiastico di Chieti
La Cattedrale di San Giustino: Cuore Spirituale della Città
La maestosa Cattedrale di San Giustino, dedicata al patrono della città, è la chiesa più importante di Chieti e il suo principale luogo di culto. Con uno stile che fonde elementi romanici e barocchi, essa rappresenta anche il simbolo della città.
Le Chiese Storiche e i Loro Tesori
Chieti vanta un ricco patrimonio di chiese storiche, ognuna con la sua peculiarità e storia:
- Chiesa di Sant'Anna: Presso l’auditorium di questa parrocchia è stato presentato il volume "Lo splendore della luce divina. Sant’Anna e la vita di Maria attraverso le icone". Questo prezioso lavoro di documentazione sulla storica chiesa teatina è stato curato dall'attivissimo parroco Don Domenico Melchiorre per i testi e le foto, mentre la progettazione grafica è stata di Gianfranco Scatigna. L'autrice delle icone sulla vita di Maria, esposte nella chiesa, è Maria Galie, che con la sua arte completa quanto già illustrato nelle sei vetrate sulla parete sinistra. L'arcivescovo Bruno Forte ha reso omaggio all'iconografa, definendola "veicolo umile della luce che viene dall'alto". La pubblicazione offre anche una storia dettagliata della chiesa di Sant'Anna e dei suoi tesori di arte e fede, sottolineando come "un intero popolo si è fatto chiesa".

- Chiesa di San Domenico: Situata sul corso Marrucino, affacciata su piazza Giovan Battista Vico, questa chiesa sorse come monastero dedicato a Sant'Anna, gestito dai monaci Scolopi di San Giuseppe Calasanzio.
- Chiesa di San Francesco D'Assisi "al Corso": Conosciuta anche come "della scarpa", è considerata la chiesa più importante di Chieti dal punto di vista storico, artistico ed architettonico. Fu edificata tra il 1656 e l'inizio del '700 sopra la vecchia chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.
- Ex Convento dei Cappuccini: Questa chiesa, risalente al Medioevo come convento dei Cappuccini, fu ristrutturata nel Settecento e intitolata a San Giovanni Battista dopo la demolizione della vecchia chiesa di San Giovanni dei Cavalieri. Si trova lungo via Agostiniani, parte di un complesso conventuale oggi trasformato in convitto musicale.
- Chiesa di Santa Maria (Largo Sant'Agata): È una delle chiese più antiche di Chieti, costruita nel V secolo durante il governo dei Goti.
- Cappella di Chieti Scalo: Una chiesa del XVIII secolo, nata come cappella privata e oggi inclusa nel nucleo moderno di Chieti Scalo, presenta un aspetto semplice ed una struttura a capanna.
- Chiesa di Santa Maria Calvona: Risalente al 1700, si trova a sud della città antica, presso il quartiere Femminella.
- Chiesa di Santa Maria del Tricalle: Edificata nella seconda metà del '500 dai crociati francesi in segno di riconoscenza verso la Madonna per la vittoria dei cristiani nella battaglia di Lepanto (1570). È il primo esempio di pianta ottagonale in Abruzzo dedicato al culto della Vergine Maria, affondando le sue radici anche nel culto pagano di Diana Trivia.
- Tempietti di San Paolo: Siti in piazza dei Templi romani e conosciuti anche come "tempietti di San Paolo", sono stati individuati con certezza da Desiderio Scerna con gli scavi iniziati negli anni '20 del XX secolo.
