Il mese di Luglio è tradizionalmente dedicato alla contemplazione del Preziosissimo Sangue di Cristo, un mistero insondabile di amore e di misericordia. Il Sangue di Cristo è la prova inconfutabile dell'amore del Padre celeste per ogni uomo, nessuno escluso. Già all'inizio di questo mese, la Chiesa celebrava una festa solenne dedicata al Preziosissimo Sangue di Gesù, quasi a coronamento di questa profonda devozione.

Le Radici Storiche della Devozione al Preziosissimo Sangue
La devozione al Preziosissimo Sangue di Cristo affonda le sue radici nelle Scritture e si è sviluppata lungo i secoli grazie all'opera di santi e figure eminenti della Chiesa.
Nell'Antichità Cristiana
In un certo senso, la devozione speciale e separata al Sangue di Cristo è certamente esistita nella mente e nel cuore dell'apostolo Paolo, come si può vedere dall'insistenza con cui ne parla nelle sue lettere. San Paolo può essere chiamato a ragione il "dottore del Preziosissimo Sangue" e può essere considerato come l'iniziatore della sua speciale devozione.
Tra i Santi Padri della Chiesa, abbiamo San Giovanni Crisostomo in Oriente e Sant'Agostino in Occidente, che possono essere considerati come tra i più notevoli esempi di una speciale devozione al Preziosissimo Sangue. Il grande zelo che ardeva nel Crisostomo e l'entusiasmo di Sant'Agostino testimoniano la profonda venerazione.
Sviluppo e Diffusione nel Medioevo
Le rivelazioni di Santa Geltrude sono piene delle più soavi e profonde espressioni riguardo al Preziosissimo Sangue di Gesù. Tuttavia, questa devozione sembra aver preso la sua forma moderna e la sua consistenza in Santa Caterina da Siena, che può essere giustamente chiamata la "profetessa del Preziosissimo Sangue". In Santa Caterina, era un pensiero costante, l'ansia di ogni ora, un'idea fissa, un bisogno irrinunciabile. Le sue lettere cominciavano spesso: "Io vi scrivo nel prezioso Sangue...". Al suo confessore, Raimondo da Capua, raccomandava: "Immergetevi nel Sangue di Gesù Crocifisso, bagnatevi in quel Sangue, inebriatevi con quel Sangue, crescete e fortificatevi in quel Sangue".
A partire dal XIV secolo, questa devozione cominciò ad avere una significativa diffusione tra i fedeli, in seguito alla sottolineatura dell’umanità del Redentore proposta da grandi figure della spiritualità medioevale, come Bernardo di Chiaravalle e Francesco d'Assisi.
Il Significato Teologico del Preziosissimo Sangue
Ogni buon cristiano dovrebbe fissare spesso lo sguardo al Sangue che gronda dalle piaghe di Gesù Crocifisso e, durante la Santa Messa, contemplare con devozione il calice consacrato che il sacerdote eleva. Ma nel far ciò, non si dovrebbe fermarsi a considerare unicamente le sofferenze del Redentore, ma riflettere che quel Sangue, sgorgato dalle vene di Gesù, è Sangue Divino, cioè il Sangue di Dio.
La ragione fondamentale del culto al Preziosissimo Sangue è che esso è il Sangue del Dio Incarnato e perciò lo adoriamo. È infatti di fede che nella Persona di Gesù Cristo si sono unite due nature: quella divina e quella umana. Perciò il Sangue ch'Egli ha versato è Sangue divino ed umano, perché Sangue di Gesù, vero Dio e vero Uomo. Questo è un grande mistero, incomprensibile ad ogni mente creata. Se non possiamo comprendere pienamente questo mistero, una cosa possiamo e dobbiamo capire, e cioè che Dio ha voluto prendere la nostra umanità e versare il suo Sangue per salvarci: "Per la nostra salvezza discese dal cielo e si fece uomo". Egli è degno perciò di ricevere gloria e benedizioni dalle anime nostre, è degno di tutto il nostro amore.
Gesù ci ha amati e ci ha purificati dalla colpa nel suo Sangue. L'umanità giaceva sotto il pesante fardello del peccato e sentiva l'incoercibile necessità dell'espiazione. Dio manifestò tutta la sua carità verso l'uomo, mandando il suo Figlio Unigenito ad immolarsi per la nostra salvezza. Gesù volle scegliere la via del sangue per purificarci dalla colpa, perché è il sangue che ribolle nelle vene, che stimola all'ira e alla vendetta, è il fomite della concupiscenza, che spinge al peccato. Perciò solo il Sangue di Gesù poteva purificarci da ogni iniquità.

Le Sette Effusioni del Sangue di Cristo
Per redimerci, Gesù ha versato ben sette volte il suo Sangue. Il motivo di sì copiose e dolorose effusioni non va ricercato nella necessità di salvare il mondo, perché a salvarlo ne sarebbe bastata una sola goccia, ma soltanto nel suo amore per noi. Questi sono i momenti ricordati:
- Nella circoncisione, agli albori della sua vita terrena, versato sulle stesse braccia della Madre, come primo altare del Nuovo Testamento.
- Nell'Orto degli Ulivi, dove Gesù diede inizio alla sua Passione redentrice, versando sudore di sangue a causa della visione dei peccati dell'intera umanità.
- Nella flagellazione, dove versò di nuovo Sangue per purificare particolarmente i peccati della carne.
- Nella coronazione di spine, dove Cristo, re d'amore, scelse la corona dolorosa e sanguinosa, affinché l'orgoglio umano si pieghi davanti alla Maestà di Dio.
- Lungo la via dolorosa, sotto il pesante legno della croce, fra gli insulti, le bestemmie e le percosse, lo strazio d'una Madre e il pianto delle pie donne. "Non c'è dunque altra via per raggiungere il monte della salute, che quella bagnata dal Sangue di Cristo".
- Nella crocifissione, sul Calvario, dove Gesù versa nuovamente Sangue dalle mani e dai piedi confitti alla croce, protendendo le mani sanguinanti in un largo abbraccio di pietà e di misericordia.
- Quando fu trafitto dalla lancia, con l'ultima e più generosa effusione del Cuore, svelando così i segreti del proprio Cuore all'umanità, affinché vi leggesse il suo immenso amore.

Figure Chiave nella Devozione al Preziosissimo Sangue
Monsignor Francesco Albertini
Il merito della più nota devozione al Sangue di Cristo, la Coroncina, fu del sacerdote romano Francesco Albertini, canonico della chiesa di San Nicola in Carcere, dove si conserva un brandello - macchiato dal sangue di Gesù Cristo - della veste di Longino, il soldato che inferse il colpo di lancia al costato del Salvatore. La Coroncina è composta da sette Misteri, che ricordano i momenti in cui Gesù versò il suo sangue. Un'altra preghiera scritta dal medesimo sacerdote, che San Gaspare del Bufalo definì «di un’efficacia speciale», è quella delle Sette Offerte del Preziosissimo Sangue.
Per meglio promuovere la devozione al prezzo della nostra redenzione, Mons. Francesco Albertini fondò la Confraternita del Preziosissimo Sangue. Mentre ne scriveva gli Statuti, nel convento delle Paolotte in Roma, si udirono urla e strepiti in tutto il monastero. Alle consorelle spaventate, suor Maria Agnese del Verbo Incarnato disse: «Non temete: è il demonio che si arrabbia, perché il nostro confessore sta facendo cosa che gli dispiace assai». L'uomo di Dio stava scrivendo la «Coroncina del Preziosissimo Sangue». Il maligno suscitò in lui tanti scrupoli che stava per distruggerla, quando la stessa santa suora, ispirata da Dio, vedendolo esclamò: «Oh! che bel regalo ci portate, padre!». «Quale?» disse meravigliato l'Albertini, che a nessuno aveva confidato di aver scritto quelle preghiere. «La Coroncina del Preziosissimo Sangue», rispose la suora. «Non la distruggete, perché sarà diffusa in tutto il mondo e farà molto bene alle anime». E fu così. Anche i più ostinati peccatori non resistevano quando durante le sante Missioni si svolgeva la commoventissima funzione delle «Sette Effusioni».
San Gaspare del Bufalo
Il più grande apostolo della devozione al Preziosissimo Sangue fu senza dubbio San Gaspare del Bufalo, romano, nato il 6 gennaio 1786 e morto il 28 dicembre 1837. Suor Agnese del Verbo Incarnato ne predisse l'opera grandiosa affermando che sarebbe stato «La tromba del divin Sangue», a voler significare con quanto ardore ne avrebbe propagato la devozione e cantato le glorie. Dovette subire indicibili sofferenze e calunnie, ma alla fine ebbe la gioia di poter fondare la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, oggi sparsa in molte parti del mondo. Il Signore, per confortarlo nelle sue tribolazioni, un giorno, mentre celebrava la Santa Messa, subito dopo la consacrazione gli fece vedere il cielo dal quale scendeva una catena d'oro, che passando nel calice, legava la sua anima per condurla alla gloria. Da quel giorno, egli dovette soffrire ancora di più, ma fu sempre più intenso il suo zelo per portare alle anime i benefici del Sangue di Gesù. Fu beatificato da San Pio X il 18 dicembre 1904 e canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954. Il suo corpo riposa nella chiesa di Santa Maria in Trivio a Roma e in parte anche ad Albano Laziale, presso Roma.
La devozione al Preziosissimo Sangue non deve essere sterile, ma feconda di vita per le nostre anime. San Gaspare Del Bufalo, il Serafino del Preziosissimo Sangue, consiglia di fissare lo sguardo nel Cristo insanguinato e di richiamare alla mente questi pensieri: Chi è Colui che ha dato il Sangue per me? Il Figlio di Dio. Che cosa mi ha dato il Figlio di Dio? Il Suo Sangue. E quali meriti avevo io? Nessuno. Gesù vuole da noi in cambio di tanto dolore e di tanto amore, il nostro cuore, vuole che noi fuggiamo il peccato, vuole che noi l'amiamo con tutte le nostre forze.
Esempio di Fervore Missionario: San Gaspare del Bufalo stava predicando una Missione e gli fu riferito che un gran peccatore, già in punto di morte, rifiutava i Sacramenti. Presto il Santo si recò al suo capezzale e, col crocifisso fra le mani, gli parlò del Sangue che Gesù aveva versato anche per lui. La sua parola era così accesa che ogni anima, benché ostinata, si sarebbe commossa. Ma il moribondo no, restò indifferente. Allora San Gaspare si denudò le spalle e, inginocchiatosi presso il letto, cominciò a disciplinarsi a sangue. Neppure questo valse a smuovere quell’ostinato. Il Santo non si scoraggiò e gli disse: «Fratello, non voglio che tu ti danni; non smetterò finché non avrò salvata l’anima tua»; e ai colpi dei flagelli unì la preghiera a Gesù crocifisso. Allora il moribondo, toccato dalla Grazia, scoppiò in pianto, si confessò e morì fra le sue braccia.
Santa Maria De Mattias
Un'anima veramente prediletta dal Sangue di Gesù fu Santa Maria De Mattias, nata a Vallecorsa (FR) il 4 febbraio 1805 e morta a Roma il 20 agosto 1886. Ascoltando le parole di San Gaspare del Bufalo, decise di farsi suora, ma quando andò a chiedere consiglio al santo missionario, questi, per divina ispirazione, le disse che il Signore la chiamava ad altra missione e l'affidò alla direzione spirituale del Venerabile Don Giovanni Merlini, anch'egli missionario. Lasciò la famiglia e si recò ad Acuto nel Lazio, dove, dopo molte difficoltà, aprì la prima casa e scuola delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Fra privazioni, lotte e sofferenze, fondò nuove case e nuove scuole per l'educazione e l'istruzione cristiana della gioventù femminile. Non solo fu devotissima del Preziosissimo Sangue, ma spese tutta la sua vita a diffonderne il culto nel popolo. Alle suore ripeteva spesso: «Non si allontani mai il vostro cuore da quella fonte perenne che scaturisce dalla piaga amorosa del costato di Gesù Crocifisso, nostro sposo; qui avremo raddolcite le nostre fatiche fatte per amore di Dio». Fu beatificata da Pio XII nell’Anno Santo 1950 e canonizzata nel 2003 da Papa San Giovanni Paolo II. Il suo corpo riposa nella Chiesa del Preziosissimo Sangue, che sorge a Roma, nel quartiere Latino.
Santa Maria Maddalena de' Pazzi
Vi sono state sempre al mondo anime sante che si sono offerte vittime per allontanare i castighi di Dio dalla povera umanità. Una di queste fu Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, nobile fiorentina. Fu devotissima del Preziosissimo Sangue e condusse una vita d’aspra penitenza e di continua preghiera. Moltissime volte al giorno faceva l’offerta del Divin Sangue all’Eterno Padre, per ottenere misericordia per i peccatori. Le apparve un giorno Gesù coperto di sangue ed ella gli chiese di poter soffrire le sue stesse pene. Gesù le disse: «Il mio Sangue non cerca vendetta come quello di Abele, ma soltanto misericordia. Esso lega le mani alla Giustizia Divina!». Allora la santa rispose: «Mi coprirò col tuo Sangue, o Gesù, e Dio non vedrà i miei peccati».
I Papi e l'Istituzione del Mese del Preziosissimo Sangue
La devozione al Preziosissimo Sangue è stata elevata e formalizzata attraverso l'impegno di diversi Pontefici:
- Beato Pio IX: Nel 1848, a causa dell'occupazione di Roma, fu costretto a rifugiarsi a Gaeta. Qui si recò il servo di Dio Don Giovanni Merlini e predisse al Santo Padre che, se avesse fatto voto di estendere la festa del Preziosissimo Sangue a tutta la Chiesa, presto sarebbe tornato a Roma. Il Pontefice, dopo aver riflettuto e pregato, il 30 giugno 1849 gli fece rispondere che lo avrebbe fatto non per voto, ma spontaneamente, se la predizione si fosse avverata. Fedele alla promessa, il 10 agosto dello stesso anno, firmava il decreto per l'estensione della festa del Preziosissimo Sangue a tutta la Chiesa nella prima domenica di luglio.
- San Pio X: Nel 1914, fissò la festa al primo di luglio.
- Pio XI: Nel 1934, a ricordo del XIX Centenario della Redenzione, la elevò a rito doppio di prima classe.
- San Giovanni XXIII: Ha ben sottolineato la devozione al Sangue del Signore fin dall’infanzia, quando in famiglia ne sentiva recitare le speciali Litanie. Questo papa, possiamo dirlo senza pericolo di sbagliare, è stato Giovanni XXIII, che San Gaspare aveva predetto. Fin dall'inizio del suo pontificato, esortò pubblicamente i fedeli a coltivare questa devozione, rivelando che egli stesso recitava nel mese di luglio tutti i giorni le litanie del Preziosissimo Sangue, come aveva appreso da fanciullo nella casa paterna. Anziché affidarla a un cardinale, volle riservare a sé la Protettoria della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue e, parlando nella Basilica di San Pietro, ai cardinali, vescovi, prelati e a migliaia di fedeli, il 31 gennaio 1960 per la chiusura del Sinodo Romano, esaltò San Gaspare come «Il vero e più grande apostolo della devozione al Preziosissimo Sangue nel mondo». Il 24 gennaio dello stesso anno approvò per la Chiesa Universale le Litanie del Preziosissimo Sangue e nel successivo 12 ottobre volle che alle invocazioni del «Dio sia benedetto» fosse aggiunto, per tutta la Chiesa, anche «Benedetto il suo Preziosissimo Sangue». Ma l'atto ufficiale più solenne è senza dubbio la Lettera Apostolica «Inde a primis» del 30 giugno 1960, con la quale, rivolgendosi al mondo cattolico, approvava, esaltava ed inculcava il culto verso il Preziosissimo Sangue, additando in esso, unitamente a quello per il Santo Nome di Gesù e per il Sacro Cuore, una fonte di copiosi frutti spirituali ed il rimedio contro i mali che opprimono l'umanità. Possiamo chiamare perciò Giovanni XXIII «IL PAPA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE».
- Paolo VI: Nel 1970, in seguito alla riforma del calendario, ha unito la festa alla Solennità del Corpus Domini, col nuovo titolo di Solennità del Corpo e del Sangue di Cristo.
San Giovanni XXIII | DOCUMENTARIO COMPLETO
La Devozione Oggi: Misericordia e Lotta Spirituale
Purtroppo la Passione non ebbe termine sul Golgota e non ha avuto mai termine; ancora Gesù continua ad essere crocifisso e a versare Sangue. La lotta che si fa alla Chiesa e ai cristiani si fa a Cristo, perché i perseguitati sono membra del Corpo di Cristo. «Così Cristo continua a sanguinare, non solo per il sangue dei martiri, ma per tutti gli strazi inferti ai suoi fedeli, per le umiliazioni dei suoi ministri, per i vilipendi al suo Vicario, per le chiese arse e profanate, per le opere distrutte, per la carità infranta, per l’usura quotidiana della calunnia. Governi, scrittori, oratori, filosofi, tutta una varia coalizione di persecutori che uccide o inceppa l’opera d’amore, la dottrina e l’espansione della Chiesa, prolungando la Passione di Cristo, facendo piovere ancora Sangue dalle sue piaghe» (L. Giordani. IL SANGUE DI CRISTO).
Quante volte, anche ai nostri giorni, il Santo Sacrificio deve essere celebrato nascostamente, perché i sacerdoti o sono in carcere o ricercati a morte! È vero che va in voga un certo ritornello «Cristo sì, preti no!» Ma in realtà la persecuzione è contro il Primo Sacerdote, Cristo. «Se tu sei contro la Chiesa, dice Santa Caterina, come potrai partecipare al Sangue del Figliolo di Dio? Chi spregia questo dolce Vicario di Cristo, spregia il Sangue!».
Forse in questo momento tu pensi: «Io non sono un persecutore del Sangue di Cristo!». Bada che, non solo chi imprigiona o uccide, perseguita; si perseguita anche con la calunnia, l’odio, lo scandalo; si perseguita anche con l’indifferenza. Vi sono «i parassiti del Sangue» cioè coloro che usufruiscono dei frutti della Redenzione, ma nulla fanno per Cristo. Quanti ritengono di far una larga concessione al prete, andando in chiesa la domenica! E perciò vogliono essere riveriti, lodati, aiutati! No!
Esempi di Fede e Persecuzione
L'episodio della persecuzione bolscevica: Padre Rey, nel suo «Mese del Preziosissimo Sangue», riporta un episodio della persecuzione bolscevica, accaduto nella città di Pietroburgo. I rivoluzionari avevano deciso di servirsi, come luogo di ritrovo, di una chiesa. Alcuni fanciulli lo vennero a sapere e, di notte, vi si introdussero; sicché, quando i militi all’alba, sfasciando le porte vi penetrarono, li trovarono tutti inginocchiati presso l’Altare. Invitati ad uscire i fanciulli si opposero decisamente. I rivoluzionari puntarono i fucili contro di loro, ma i piccoli non si mossero. Irritati da tanta fermezza fecero fuoco, uccidendone due e ferendo gli altri. Un piccolo ferito, portato a casa, moribondo, disse alla mamma: «Abbiamo difeso Gesù e i rivoluzionari non hanno osato mettere le mani sul Tabernacolo».
Questo esempio ci ricorda di professare apertamente la nostra fede e, se non ci è dato il privilegio di spargere il sangue per Cristo, di offrirgli il martirio del nostro desiderio.

Il Grido di Misericordia del Sangue
L'uomo può dirsi veramente privilegiato. Peccarono gli angeli e Dio li folgorò con la sua giustizia, aprendo per essi immediatamente la voragine dell’inferno; peccò l’uomo e Dio, nel momento stesso della condanna, gli promise il Redentore. L’uomo continuò a peccare, ma Dio non venne meno alla promessa, s’incarnò e l’umanità vide Gesù che perdonò alla Maddalena e mangiò con i peccatori; poté ascoltare dalla sua bocca le meravigliose parabole del figliol prodigo e della pecorella smarrita. Nel Cuore di Gesù palpita il Sangue della misericordia ed egli esclama: «Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori».
E, quando la malvagità umana Lo uccide, dall’alto della croce, il Dio della Misericordia, manda un grido di misericordia: «Padre, perdona loro!». Quella voce non si è spenta. Purtroppo nel mondo ogni istante si rinnova la colpa e fortunatamente ad ogni colpa, il Sangue di Gesù grida: «Misericordia!». «Adesso capisco, scrive Santa Bartolomea Capitanio, come possa sussistere il mondo e non sia sprofondato per l’enormità dei peccati che in esso si commettono: il Sangue di Gesù e le sue piaghe gridano continuamente misericordia». Quale consolazione per noi! Se non fosse per il Sangue di Gesù, da quanto tempo saremmo dannati! Ma che uso abbiamo fatto della misericordia del Signore?
Il Sangue come Chiave per il Paradiso
Il fine per il quale Gesù versò il suo Sangue non fu soltanto quello di dare gloria a Dio e di ristabilire l’ordine turbato dal peccato, ma anche di ridonare all’uomo il diritto al Paradiso: «Siamo certi, dice San Tommaso, di entrare nel Sancta Sanctorum celeste per il Sangue di Gesù». Perciò i santi dicono che il Sangue di Gesù è la chiave del Paradiso e che nessuno può entrarvi se non si purifica in esso. E mentre sulla terra quel Sangue costituisce l’unico motivo della nostra speranza, nel cielo sarà la causa del nostro trionfo e l’oggetto del nostro gaudio. «Il Sangue di Cristo è un nuovo scintillante raggio di luce, che apre un campo novello alla contemplazione degli spiriti celesti, perché per Esso hanno avuto modo di ammirare ed esaltare la misericordia di Dio» (S. Giov. Crisostomo).
Come sarà fulgido il trionfo del Sangue Prezioso! Di quale luce abbagliante sfolgorano le piaghe vermiglie di Cristo! Quale gioia sovrumana proveranno i Santi nel fissare in quel Sangue glorioso i loro sguardi! Per quel Sangue hanno sofferto, ora quel Sangue è la loro corona per tutta l’eternità. Anche tu sei destinato al Cielo. Ebbene «… abbi fiducia nel Sangue di Cristo, se un giorno vuoi entrare nel numero dei santi» (S. Paolo). Inèbriati anche tu sulla terra alla fonte di quel Sangue se vuoi goderne i benefici per sempre nell’altra vita.
La Tradizione della Madonna e San Giovanni
La tradizione tramanda che la Vergine Santissima, dopo la sepoltura di Gesù, abbia raccolto il Sangue sparso lungo la Via Dolorosa e sul Calvario per onorarlo, essendo la reliquia più santa lasciata sulla terra dal suo Divin Figliolo. Da quel giorno le reliquie del Sangue di Cristo furono oggetto della più tenera devozione. Possiamo dire dunque che la devozione al Preziosissimo Sangue sia sorta sul Calvario e sia rimasta poi sempre viva nella Chiesa.
L’Apostolo San Giovanni, mentre tutti gli altri fuggirono, seguì coraggiosamente il Maestro fino al Calvario ed ebbe la fortuna di essere bagnato dal Sangue Divino, mentre era ai piedi della croce. Negli ultimi anni della sua vita fu confinato dai persecutori del Cristianesimo nell’isola di Patmos, dove ebbe quelle mirabili visioni che narra nell’Apocalisse. Rapito in estasi vide l’Agnello immacolato, coperto di Sangue, assiso in tutta maestà su un trono, circondato dai seniori, che in coppe d’oro gli offrivano profumi. Dalla loro bocca usciva un cantico nuovo: «O Signore, tu sei degno di ricevere il libro e di aprire i suoi sigilli poiché sei stato ucciso e ci hai ricomprato col tuo Sangue!». A quest’inno facevano coro le voci di migliaia e migliaia di angeli: «L’Agnello che è stato ucciso è degno di ricevere la virtù, la divinità, la sapienza, la fortezza, l’onore, la gloria e la benedizione!». Poi una schiera interminabile di spiriti beati, vestiti di stole bianche e agitanti palme fra le mani, si prostrò in adorazione davanti al trono dell’Agnello ed uno dei seniori domandò: «Chi sono costoro?». Ed egli stesso rispose: «Questi sono coloro che son venuti dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro stole e le hanno imbiancate nel Sangue dell’Agnello!» Non sentiamo anche noi bruciarci l’anima dal vivo desiderio di partecipare a quel cantico di gloria?