La Chiesa del Santo Sepolcro di Bagheria: Storia, Arte e il Tempo della Quaresima

La storia della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Bagheria affonda le sue radici nel XVIII secolo, testimoniando un ricco percorso di fede, arte e architettura. La sua edificazione e i successivi abbellimenti l'hanno resa un punto di riferimento storico e culturale per la comunità.

La Fondazione e gli Abbellimenti Iniziali della Chiesa del Santo Sepolcro

La prima pietra della chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme fu posta nell’anno 1740 dal principe don Nicolò Branciforti. Si racconta che il principe gettò delle monete nel luogo dove sarebbero state innalzate le colonne di pietra, un gesto simbolico per la sua fondazione. Verso la fine del secolo, la chiesa fu ingrandita e arricchita di numerose opere d’arte grazie a don Giuseppe Toscano di Casalvecchio di Puglia, cappellano sacramentale della parrocchia della Bagaria, il quale fu nominato primo cappellano rettore della chiesa. Egli commissionò l'esecuzione di cinque pregevoli quadri, dipinti a olio su ardesia, che tuttora sono conservati nella chiesa.

Veduta esterna della Chiesa del Santo Sepolcro di Bagheria

Le Opere d'Arte su Ardesia

  • Il primo quadro si trova nella cripta del Santissimo Sacramento e raffigura al centro la Sacra Famiglia e ai lati episodi riguardanti la stessa.
  • A destra si può ammirare il secondo dipinto, risalente al 1747, il quale raffigura al centro Sant’Onofrio re di Persia ed eremita e ai lati, lungo la cornice, alcuni episodi della vita del santo.
  • Entrando dalla porta centrale della chiesa, a sinistra, si può ammirare il terzo quadro di Santa Rosalia con alcuni episodi della sua vita.
  • A destra, il quarto quadro, risalente al 1750, raffigura Sant’Elia profeta.
  • Il quinto quadro, il più antico, risale al 1736 e raffigura la Deposizione di Cristo dalla Croce. È collocato accanto alla cappella del Cuore di Gesù, sulla navata destra della chiesa.

Evoluzione Architettonica e Strutturale

In origine, la Chiesa era ad una sola navata. Intorno al 1866 ne furono aggiunte altre due laterali, ampliandone significativamente la struttura. Successivamente, la chiesa subì nuovi abbellimenti e modifiche. Tra queste, il tetto delle due navate laterali fu modificato intorno al 1884. Prima aveva una forma a botte, ma con la costruzione di cupolette fu data una nuova linea architettonica che ancora oggi caratterizza l'edificio.

L'Altare Maggiore e Altre Opere d'Arte

L’attuale altare maggiore fu donato nel 1877 da uno dei più ricchi cittadini di Bagheria. Esso proviene dalla ormai demolita Chiesa di San Giacomo a Palermo. In una lapide posta nella parte alta dell’altare si legge l’iscrizione: “Carlo VI, imperatore d’Austria e re di Sicilia, cominciò a costruire l’altare nel 1733 e sua nipote Maria Carolina, regina di Sicilia, lo completò nel 1799.”

Dettaglio dell'altare maggiore della Chiesa del Santo Sepolcro

Le pareti dell'altare sono adornate da due grandi quadri in tela:

  • Quello a sinistra dell’abside rappresenta la profezia di Simeone a Maria e reca la seguente dicitura: “La tua anima sarà trapassata da una spada”.
  • Quello a destra rappresenta la Madonna che tiene Gesù sulle braccia deposto dalla Croce e reca la scritta: “Guardate tutti se vi può essere dolore simile al mio dolore”.

Gli altri due quadri più piccoli raffigurano l’apostolo Giovanni e Maria Maddalena che assistono al dramma del Golgota. Queste pitture sono opera di Eustachio Catalano. Anche la statua di marmo dell’altare di San Giovanni Nepomuceno, martire della confessione che si trova nella navata destra, proviene dalla stessa chiesa di San Giacomo. Il tabernacolo posto nella navata sinistra era parte dell’altare maggiore; l’interno è stato decorato con foglie d’oro attorno al 1940. Il maestoso seggio presidenziale di noce viene attribuito a Ludovico Li Vigni di Palermo.

Il Battistero e la Via Crucis

Sulla destra del presbiterio è collocato il Battistero in marmo bianco, realizzato da Giuseppe Pellitteri, il cui coperchio in noce massiccio è stato ideato e realizzato dal falegname Filippo Buttitta di Bagheria. Il grande quadro che lo accompagna raffigura il Battesimo di Gesù al Giordano ed è opera del pittore De Simone. Sempre nella navata destra si trova la statua di San Francesco di Paola.

La Via Crucis scolpita in legno è opera dello scultore Francesco Martiner di San Udalrico di Gardenia a Ortisei, in provincia di Bolzano. Nel 1914 è iniziata la costruzione, su progetto dell’ingegnere Ernesto Armò, del prospetto principale della Chiesa in stile neogotico, che a causa del primo conflitto mondiale fu completato dieci anni dopo. Il prospetto principale è stato realizzato in marmo di Billiemi. La volta della navata centrale è affrescata con alcune scene della Passione di Gesù Cristo.

TG7 Basilicata Rionero. Via Crucis: La Crocifissione

Il Tempo di Quaresima: Significato e Tradizione

Il tempo di Quaresima si estende dal Mercoledì delle Ceneri al Giovedì Santo. Il numero quaranta nella Bibbia, come molti altri numeri, è simbolico: indica un periodo di lotta alla quale Dio dà come sicurezza la vittoria (cfr. Gl 2,12-13). Nella Bibbia le quaresime si concludono tutte con una alleanza più stretta tra Dio e il suo popolo (cfr. Es 24,18).

Immagine simbolica della Quaresima

Anche la Chiesa è invitata, anno dopo anno, a quaranta giorni di purificazione, di meditazione e di preghiera per convertirsi alla nuova ed eterna Alleanza stabilita nella morte e resurrezione di Cristo. Ecco perché, durante tutto il tempo quaresimale, i temi presentati dalle letture si organizzano intorno alle due grandi realtà che motivano alla radice il rinnovamento cristiano: la penitenza e il battesimo; ed ecco perché il tempo della quaresima è un tempo fondamentale per la vita della Chiesa (cfr. 2Cor 6,2).

La Penitenza come Conversione

La penitenza è sempre stata l'aspetto emergente della Quaresima, ma con caratteristiche che, in passato, potevano far pensare alla penitenza quasi fine a se stessa. I temi biblici del periodo quaresimale insistono piuttosto sulla penitenza come conversione, aprendo così a prospettive di positività: convertirsi e fare penitenza significa abbandonare il male per il bene (cfr. Is 1,16-17); scoprire la gioia di rinnovarsi (cfr. Is 58,8-9); ritornare all'origine della propria conversione, al battesimo, che ci ha sepolti in Cristo per farci risorgere con lui a vita nuova (cfr. Rm 6,3-4). Il digiuno è il segno di questa conversione; esso però viene raccomandato sottolineandone l'atteggiamento di fondo: si tratta di spezzare il cuore, più che di stracciare le vesti (cfr. Gl 2,12-13).

Il Battesimo e la Vita Nuova

I temi dell'acqua viva, della luce e della vita riassunti, soprattutto, nei brani evangelici della Samaritana (3° domenica), del cieco nato (4° domenica) e della resurrezione di Lazzaro (5° domenica) presentano ancora la Quaresima come il tempo del battesimo (cfr. Sacrosanctum Concilium, 109). Il Battesimo è l'acqua viva che guarisce e rinnova (cfr. Ez 47,9-12); è la luce della vita del risorto che rischiara le tenebre di morte (cfr. Mic 7,9 e Gv 9,1-7); è l'adesione a Cristo che ci riscatta dalla schiavitù del peccato, ci rende liberi (cfr. Gv 8,31-37) e ci unisce al nuovo popolo radunato da tutti i confini del mondo (cfr. Ez 37,21-28).

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