La figura di Santa Rita da Cascia, universalmente riconosciuta come la "Santa dei Casi Impossibili", detiene un posto di profonda devozione nel cuore dei fedeli di tutto il mondo, inclusa la provincia di Lecce. Nel Salento, la sua presenza spirituale si manifesta attraverso eventi significativi e luoghi di culto dedicati, testimoniando una fede radicata e vivace.

Santa Rita nel Salento: Eventi e Luoghi di Culto
L'Arrivo Straordinario della Reliquia a Squinzano (Marzo 2025)
Un momento di particolare intensità spirituale e di grande importanza per la provincia di Lecce sarà l’arrivo della Reliquia di Santa Rita da Cascia il prossimo 7 marzo 2025. Questo evento segnerà un pellegrinaggio straordinario che coinvolgerà la comunità di Squinzano e l'intero Salento.
- Consegna della Reliquia: Sarà proprio la Madre Badessa del Monastero di Cascia, Madre Maria Grazia Cossu, a consegnare il prezioso reliquiario al parroco don Alessandro Scevola al termine della messa mattutina di venerdì 7 marzo. La consegna avverrà nella cappellina privata delle Suore di Clausura del Sacro Convento di Cascia.
- Accoglienza a Squinzano: Dopo la consegna, la delegazione parrocchiale che accompagnerà il parroco farà ritorno a Squinzano, dove, alle ore 18:00 dello stesso giorno, è previsto il grande abbraccio tra la comunità squinzanese e la grande Santa dei casi impossibili. Sarà il suono a distesa e gioioso di tutte le campane ad annunciare al popolo l’arrivo della Reliquia della Santa che sarà accolta dai fedeli in Piazza S. Anna, la piazza dove tradizionalmente è collocata la colonna dell’Osanna e che vede ogni anno la benedizione dei ramoscelli d’ulivo durante la Domenica delle Palme.
- Venerazione Pubblica: Dopo l’abbraccio con i fedeli, la Sacra Reliquia sarà portata in processione fino alla Chiesa Madre e resterà esposta alla pubblica venerazione fino alla sera di lunedì 10 marzo, giorno in cui dopo la Messa serale ci sarà la Processione che accompagnerà la Reliquia nella Parrocchia di Mater Domini.
- Riconsegna della Reliquia: Qui la Reliquia sosterà fino alla sera di venerdì 14 marzo e proprio quella sera una delegazione di 60 pellegrini ripartiranno per Cascia per la riconsegna alla Madre del prezioso dono.
Durante i giorni del pellegrinaggio, un ricco programma di celebrazioni religiose si svolgerà all’interno delle due parrocchie, in modo da dare non solo agli squinzanesi ma anche ai vari fedeli del Salento la possibilità di pregare la Santa dei casi “disperati” in un mondo e in una terra assetata di speranza e di rinascita. Il parroco don Alessandro Scevola ha affermato: “Sono certo che questo pellegrinaggio sarà un momento di grazia per tutta la comunità anche perché si pone all’inizio del cammino penitenziale della Quaresima. Ci mettiamo alla scuola di Rita per imparare da Lei ad avere 'sguardi di misericordia' su noi stessi, sulla nostra vita, sul cammino delle nostre comunità.”
Le Celebrazioni Annuali di Maggio a Squinzano
Oltre all'evento straordinario del marzo 2025, Squinzano ospita tradizionalmente celebrazioni annuali in onore di Santa Rita, in prossimità della sua festa liturgica. Un programma di eventi tipico di questi giorni di festa, curato da Massimiliano Dei Sommi, può includere:
- 21 Maggio: Accoglienza della Reliquia pellegrina proveniente da Cascia e solenne celebrazione eucaristica sul sagrato della chiesa di Sant’Antonio. A seguire, traslazione insieme alla statua presso la chiesa madre “Madonna delle Grazie” e intronizzazione.
- 22 Maggio: Solenne processione con la statua e la Reliquia pellegrina, seguita dalla Santa Messa e benedizione delle rose in Piazzetta Santa Rita.
- 23 Maggio: Una rappresentazione teatrale sulla vita di Santa Rita da Cascia, intitolata “Rosa che profuma di cielo”, con la regia di Don Alessandro Scevola.
- 25 Maggio: Santa Messa e prima comunione in chiesa madre, seguita da una solenne celebrazione eucaristica e traslazione verso la chiesa di Sant’Antonio, prima del ritorno a Cascia.
L'Altare di Santa Rita ad Alezio
In Alezio, presso la Parrocchia S. Altare di S., è presente uno splendido simulacro di Santa Rita. L’altare di Santa Rita si distingue nettamente dagli altri altari della stessa chiesa, per la sua sobrietà formale e il suo equilibrio compositivo che lo avvicinano più a un classicismo maturo che alla sontuosa esuberanza del Barocco leccese.
Due coppie di colonne scanalate con capitelli compositi incorniciano la nicchia centrale dove è collocata la statua della santa, a grandezza naturale, realizzata da Raffaele Caretta nei primi anni del ‘900. La statua di Santa Rita ha sostituito un gruppo scultoreo in cartapesta, allocato nello stesso posto e dedicato ai Santi Cosma e Damiano; in San Matteo infatti, nel 1946, era tornata la Confraternita di Gesù agonizzante e dei Santi Medici, che si interessò di rifare questo altare in marmo, visibilmente diverso dagli altri in pietra leccese.
Le volute e i motivi a ricciolo presenti nella parte superiore dell’altare, pur mantenendo una certa fluidità pseudobarocca, sono trattati con una sobrietà che evita il sovraccarico decorativo. Due angeli, che posti al centro del fastigio aggiungono un tocco di movimento senza alterare l’equilibrio complessivo della composizione, affiancano un ovale che a sua volta incornicia una stampa novecentesca dell’Annunciazione, mentre un’epigrafe inferiore reca la frase mariana Ecce Ancilla Domini Fiat-Mihi Secu(n)dum Verbum Tuum, (Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola).
L’altare di Santa Rita si configura come un punto di riferimento per la preghiera personale e la devozione popolare. La santa di Cascia, invocata nei momenti di difficoltà e considerata la santa degli impossibili, è qui rappresentata in un contesto che invita il fedele a un rapporto più intimo e personale con la fede.

La Figura di Santa Rita da Cascia: Cenni Storici e Simbolici
Breve Biografia della Santa dei Casi Impossibili
Santa Rita, il cui nome originale era Margherita Lotti, nasce a Roccaporena, un affascinante borgo vicino Cascia, in Umbria, nel 1371. La sua è una famiglia contadina profondamente religiosa che la porterà ben presto tra i frati agostiniani. Intorno al 1385 si lega in matrimonio a Paolo di Ferdinando di Mancino, dal quale ha due figli: Giangiacomo e Paolo Maria. La sua vita fu segnata da intense sofferenze: il marito, un ghibellino, fu ucciso a causa di affari politici, e in seguito una malattia improvvisa le portò via entrambi i figli. Nonostante i forti contrasti familiari e i rifiuti iniziali, Rita, all'età di 36 anni, riuscì a coronare il sogno di entrare tra le monache agostiniane del Monastero Santa Maria Maddalena di Cascia, una volta che le famiglie in contrasto col marito Paolo si riappacificarono.
Nel monastero, Rita si distinse per umiltà, impegno, digiuni e penitenze. Fuori dal convento, si dedicò alla cura degli ammalati e al sostegno dei bisognosi. Profondamente in comunione con Cristo, chiese e ottenne di partecipare alla sua sofferenza, ricevendo nel 1432 la nota spina sulla fronte. Il 22 maggio del 1447, Santa Rita lasciò la vita terrena, lasciando dietro di sé una scia di devozione che perdura ancora oggi.
La figura storica di Rita parla all’uomo di oggi in maniera straordinaria in relazione al messaggio di perdono, di pace, di sofferenza che questa grande Santa ha incarnato nella sua vita come moglie, come madre e infine come donna consacrata a Dio.

Il Simbolo della Rosa e del Miracolo dei Fichi
Il simbolo distintivo di Santa Rita è la Rosa. Si narra che, alla fine dei suoi giorni, malata e costretta a letto nell'inverno del 1447, Rita chiese a una cugina, venuta da Roccaporena, di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa del padre. Sebbene fosse gennaio e la richiesta sembrasse assurda, la donna decise di assecondarla impietosita dalla sua malattia. Incredibilmente, però, trovò in mezzo alla neve sia i fichi che la rosa. Stupita, tornò subito a Cascia per portarli a Rita, che finalmente si sentì serena, comprendendo che la sua famiglia era stata accolta nel paradiso del cielo. Questo prodigio delle rose e dei fichi in inverno è reso attendibile da diverse testimonianze raccolte nel processo per la beatificazione nel 1626.
Nel panorama delle figure cattoliche, Santa Rita da Cascia (1381-1457) spicca per la straordinaria quantità di grazie attribuite alla sua intercessione: guarigioni inspiegabili, riconciliazioni familiari, conversioni improvvise. Canonizzata nel 1900, è diventata la protettrice di chi si trova in situazioni giudicate senza via d’uscita, la "Santa dei Casi Impossibili".
