Storia e Architettura della Chiesa di Santa Maria della Stella ad Alcamo

La chiesa di Santa Maria della Stella, un rudere storico situato all'ingresso del centro storico di Alcamo, tra via Orto di Ballo e via Spirito Santo, rappresenta un importante testimone dell'alto medioevo alcamese. Nota per essere stata la prima storica Chiesa Madre della città, essa continua a rivelare i suoi misteri attraverso recenti scoperte e indagini.

Veduta esterna dei ruderi della Chiesa di Santa Maria della Stella ad Alcamo

Le Origini e la Fondazione

Innalzata originariamente con la denominazione di S. Maria della Stella, questa chiesa è di antichissima fondazione. Un documento del 1130 fa già menzione della prima Madrice, indicando una presenza consolidata in quel periodo. Se si considera un'iscrizione dipinta nel secolo XVII sull'angolo inferiore dell'affresco di S. Maria della Stella, attualmente conservato nella chiesa del SS. Rosario, la sua fondazione dovrebbe essere anteriore al 1130, strettamente correlata con l'andamento urbanistico della città.

L'antica Alcamo era posizionata a nord, con il suo fulcro dove convergevano le strade che collegavano Palermo a Mazara, Lilibeo e Trapani. Era anche un punto di sosta cruciale per viaggiatori e cavalli dopo aver attraversato la fitta Selva Partheni. Di quella Alcamo altomedievale, purtroppo, non è giunto quasi nulla, eccetto lo splendido portale e le mura perimetrali della prima Madrice. Un antico abbeveratoio in travertino, che sorgeva dove oggi si trova una stazione di servizio, fu purtroppo distrutto negli anni Sessanta.

Dalla Chiesa Madre all'Abbandono

Intorno al XIV secolo, la chiesa assunse anche la denominazione di S. Maria della Misericordia o della Stella. Questa denominazione non deriva dalla presenza di stelle sul capitello del portale superstite, ma è verosimilmente uno dei tanti titoli consueti sia in Italia che in Francia per la Vergine.

A seguito dello spostamento del centro abitato verso sud-est, la chiesa si ritrovò decentrata rispetto al nuovo insediamento urbanistico. Questa delocalizzazione portò alla costruzione di una nuova Matrice e, di conseguenza, all'abbandono progressivo dell'antica Chiesa Madre di Santa Maria della Stella.

Mappa storica di Alcamo con l'ubicazione della Chiesa di Santa Maria della Stella

I Periodi di Gestione e Utilizzo

Dopo il suo iniziale abbandono, la chiesa fu affidata ai Padri Domenicani nei primi anni del XV secolo, che vi costruirono il loro convento. Tuttavia, già nel 1587, il visitatore apostolico padre Mattoncini registrò la presenza di otto monaci e la necessità di urgenti riparazioni all'edificio. In seguito, sia gli alcamesi che i padri domenicani si allontanarono, lasciando la vecchia Chiesa Madre in solitudine.

Fortunatamente, nel 1706, il Comune di Alcamo concesse la Chiesa e il convento alla Congregazione del Santissimo Sacramento. Il complesso fu destinato a casa del Ritiro per gli esercizi spirituali tenuti dai Gesuiti. Un capitolo meno noto della sua storia è l'accoglienza, durante la Prima Guerra Mondiale, di numerose famiglie trentine sfollate dalle zone di combattimento.

Nel secolo scorso, i locali della ex chiesa furono utilizzati anche come officine di artigiani, in particolare marmisti, come ricordato da Bino Ferrara, referente locale del Fai. I volontari alcamesi del Fai - Fondo Ambiente Italiano, durante le loro indagini, hanno rinvenuto al suo interno cocci che si presume facessero parte dei prodotti realizzati in una scuola d’arte che i suoi locali ospitavano.

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Caratteristiche Architettoniche

L'antica chiesa, delimitata da alte mura costruite nel 1890 e situata su una collinetta in prossimità del cimitero, conserva ancora alcuni elementi di notevole interesse architettonico. L'elemento di spicco più significativo è il monumentale portale in calcarenite travertinoide. Questo portale, di tipo chiaramontano, è l'unico rimasto in buona parte della sua originaria magnificenza.

Esso presenta sei semicolonne sormontate da piccoli capitelli decorati con foglie uncinate, testimoniando l'eleganza e la perizia delle maestranze dell'epoca. Anche le mura perimetrali originali della prima Madrice sono giunte fino a noi, sebbene l'edificio oggi versi in uno stato di abbandono.

Recenti Scoperta e Prospettive Future

In occasione delle Giornate FAI di primavera, la ex chiesa di Santa Maria della Stella è stata aperta al pubblico, accogliendo numerosi visitatori e scolaresche guidate dagli "apprendisti Ciceroni", studenti degli istituti "Ferro" e "Fazio Allmayer". Queste iniziative hanno contribuito a riscoprire e valorizzare la storia e i particolari di questa importante struttura.

Attualmente, si discute di una cessione, o meglio, di un cambio di proprietà dalla Curia al Comune, un passo che potrebbe aprire nuove prospettive per il recupero e la valorizzazione di questo complesso monumentale. Il futuro potrebbe vedere Santa Maria della Stella risplendere nuovamente di luce, arte, cultura e fede, continuando l'opera di salvaguardia iniziata nei secoli passati da Domenicani e Gesuiti.

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