La Chiesa di Santa Maria Assunta, situata nel pittoresco comune di Bobbio Pellice, è la chiesa parrocchiale del concentrico storico. Questo edificio settecentesco, voluto dal Regio Patronato sabaudo, vanta una storia molto più antica alle spalle. Attraverso secoli di distruzioni, ricostruzioni e cambi di uso, la chiesa è giunta fino ai restauri contemporanei, arricchendosi di un ciclo decorativo moderno firmato da Mattia Fassi. È un luogo ricco di storia e bellezze architettoniche, che ha subito attenti restauri per preservare il suo patrimonio culturale per le generazioni future, rendendola una tappa imperdibile per chi visita Bobbio Pellice.
Coordinate Storiche e Architettoniche
La chiesa è situata nel concentrico storico di Bobbio Pellice, un edificio libero su tre lati e confinante a est con la casa parrocchiale. L'edificio attuale fu realizzato tra il 1738 e il 1741 ed è dedicato a Maria Vergine Assunta. La sua progettazione è attribuita a Giuseppe Gerolamo Buniva, mentre le vetrate e gli affreschi moderni (1980) sono opera di Mattia Fassi. Lo stile architettonico della ricostruzione si inserisce nel solco del tardo barocco piemontese, caratterizzato da esterni essenziali e interni concepiti per funzionalità e culto.
Dove si Trova e Come si Presenta dall'Esterno
La chiesa è addossata alla casa parrocchiale sul lato est, mentre sugli altri lati la sua struttura rimane ben leggibile. La facciata è impostata su due registri, sormontati da un timpano, ed è ritmata da lesene arancio che spiccano su campi gialli. Il registro inferiore poggia su uno zoccolo di basamento e richiama proporzioni “corinzie”, mentre quello superiore è più sobrio, di riferimento “dorico”. I capitelli sono appena abbozzati, volutamente essenziali. Nel registro superiore si apre una finestra alta centrale, con arco impostato su mensole. La trabeazione è attraversata dalla prosecuzione delle lesene, che segnano anche la cornice aggettante. Nel campo centrale della facciata si possono osservare una scritta di esortazione e la data di realizzazione. I prospetti laterali sono rifiniti con un rinzaffo rustico a base calce e presentano finestre quadripartite nella parte alta.

Una Storia Lunga: Le Chiese "Precedenti"
La storia della chiesa di Bobbio Pellice affonda le radici in tempi ben più antichi rispetto all'attuale costruzione settecentesca. Già nel 1386, a Monte Bobbio, era attestata l'esistenza di una chiesa, menzionata negli elenchi delle chiese di valle. Tuttavia, la storia successiva è segnata da un susseguirsi di distruzioni e rifacimenti:
- Nel 1561, la chiesa fu distrutta dai valdesi.
- Dopo il 1596, venne realizzato un nuovo edificio.
- Nel 1603, si verificò una nuova demolizione; nel 1608 fu eretto un tempio.
- Nel corso del XVII secolo, i materiali delle strutture cattoliche furono reimpiegati per la costruzione del tempio.
- Tra il 1632 e il 1689, si tentò di erigere un terzo edificio, che comprendeva anche l'alloggio del priore. Questo fu danneggiato più volte (negli anni 1632, 1655, 1689) e, in un momento particolarmente critico nel 1658, fu persino ridotto a stalla.
Un dettaglio significativo di questa complessa situazione è che, fino a circa metà del XVIII secolo, la messa veniva celebrata in un ambiente di fortuna: un fienile situato sopra una stalla.
La Nascita della Parrocchiale Settecentesca: Il Passaggio Sabaudo
La costruzione dell'attuale chiesa parrocchiale settecentesca fu un diretto risultato dei provvedimenti avviati nel 1686 dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia. L'obiettivo era ristabilire la religione cattolica nelle valli attraverso la costruzione di chiese e cappelle, l'assegnazione di pensioni e l'idea che le parrocchiali fossero sotto il Regio Patronato della corona. Tra le località menzionate per tali interventi compariva anche Bobbio, con la previsione di una chiesa parrocchiale e un'abitazione da edificare a cura della comunità, oltre a due cappelle, inclusa la Comba dei Carbonari. All'inizio del XVIII secolo, la richiesta di edificazione fu avanzata anche dal Beato Valfré, e in seguito se ne occupò il priore di Villar Pellice, Ignazio Bocchiardo.
L'Edificio Attuale (1738-1741): Progetto Buniva e Cantiere "Regio"
L'attuale edificio, dedicato a Maria Vergine Assunta, fu eretto per decreto sovrano tra il 1738 e il 1741. La progettazione è attribuita a Giuseppe Gerolamo Buniva, il quale ideò anche un locale tra la chiesa e la casa parrocchiale destinato a fungere da chiesa invernale.
Il processo fu supportato da un preciso piano finanziario: il 2 aprile 1738, un regio biglietto di Carlo Emanuele III stanziò nuovi finanziamenti per 46.593 lire, destinati a diversi interventi nelle valli, tra cui Bobbio, Inverso di Pinasca, Miradolo, Pramollo e Massello.
Nel 1741, la piena fiducia nell'architetto Buniva fu formalmente confermata, e i lavori furono affidati al mastro Francesco Moggia, con l'obbligo di attenersi scrupolosamente ai disegni e alle istruzioni di Buniva. Nello stesso anno, il parroco appena insediato, Francesco Boeri di Torino, segnalò la necessità di risorse aggiuntive, poiché senza un incremento di denaro la chiesa non sarebbe stata completata, e si rendevano indispensabili anche una cinta per la casa, una campana e un pozzo. Nel 1742, ulteriori 2.000 lire furono stanziate per una variante richiesta dal vicario Danna durante l'esecuzione dei lavori. Un'annotazione d'archivio del giugno 1742 rivela che Buniva stimò il valore del precedente edificio (la chiesa ridotta a stalla) in 500 lire.
Dalla Fine del Settecento all'Ottocento: Trasformazioni e Manutenzioni
La fine del Settecento e l'intero Ottocento segnarono periodi di significative trasformazioni per la chiesa. Nel 1774, si documentano spese relative alle campane. Seguì poi una fase di particolare difficoltà, tra il 1801 e il 1816, quando la parrocchia fu soppressa e devoluta ai valdesi, e l'edificio venne trasformato in magazzino del carbone. Durante questo periodo si registrarono:
- La demolizione di un altare laterale e la vendita della balaustra in legno di noce.
- Interventi sugli altari del coro e la vendita di due grandi croci di ferro (una del campanile e una del frontone).
- La rimozione delle due campane.
- L'alienazione di banchi e inginocchiatoi.
Con il ritorno alla funzione cattolica, ripresero le attività di riparazione e le relative spese:
- Nel 1816, furono documentate riparazioni per 768 lire.
- Nel 1817, si provvide alla campana con una spesa di 400 lire e furono effettuati pagamenti all'architetto Salvay (200 lire) per misurazioni, calcoli e perizie.
- Nel 1828, vennero segnalate ulteriori spese.
- Nel 1830, furono eseguite riparazioni urgenti e interventi su ornamenti della chiesa e della sacrestia.
Un dettaglio di notevole interesse storico riguarda la sepoltura di due parroci sotto l'altare maggiore: don Giovanni Bernardino Trombotti (1835) e Giovanni Battista Richiardone (1846).
Nel 1845, fu documentato un intervento sostanziale sulla copertura, con il rifacimento completo del tetto, la sostituzione e il ripristino delle capriate, l'acquisto di lose e lavori annessi. Fu inoltre prevista una doppia invetriata per quattro finestre, al fine di proteggere gli interni da vento e neve durante l'inverno. Nello stesso periodo, furono eseguite manutenzioni su pavimento, canali, terrapieni e muri. Ulteriori riparazioni e forniture, tra cui soglie e lastroni, si registrarono tra il 1860 e il 1862.

Descrizione Interna: Volte, Pareti e Affreschi
L'aula liturgica presenta un'alternanza di coperture: sopra l'ingresso si trova una volta a botte con unghie per le finestre, seguita da una volta a vela e, infine, un'altra volta a botte con unghie, che ospita finestre dipinte con figure sacre o scene bibliche. Le superfici sono riccamente decorate con cornici e scene sacre. Le pareti sono scandite da lesene angolari con specchiature e croci patenti, che poggiano su una zoccolatura continua in marmo rosso venato. Nelle campiture color crema, spiccano cornici dipinte e motivi floreali.

Presbiterio, Altare e Arredi Principali
La parete absidale è caratterizzata da una grande specchiatura e una boiserie a salienti che culmina al centro con il crocifisso. Ai lati, nella parte alta, si trovano affreschi e, più in basso, grandi quadri raffiguranti scene bibliche. L'altare è posizionato versus populum, su una predella in granito rosa lucidato rivestita da moquette. Il basamento dell'altare è in marmo bianco, con colonnine ai lati di un antependio in legno scolpito che raffigura l'Ultima Cena.
Negli ambulacri laterali sono presenti altari in marmo con pale:
- A sinistra, un altare è dedicato al Battesimo di Giovanni.
- A destra, un altare è dedicato alla Vergine Maria.
L'arredo è completato da un tabernacolo e un ambone con piedritti in legno finemente scolpito, oltre al seggio e ai banchi.
Pavimenti, Struttura, Coperture e Campanile
La pavimentazione dell'aula è realizzata con lastre di marmo rosa e ferrugginose, disposte a formare un motivo geometrico. Il presbiterio, sopraelevato di due gradini, è pavimentato in granito rosa lucidato, anch'esso con moquette.
La struttura della chiesa è a navata unica, con allargamenti a metà e un restringimento verso il presbiterio, che termina con un'abside piatta. La sezione è regolare a capanna. Le murature sono presumibilmente in pietra a spacco con malta di calce, e non risultano catene metalliche di rinforzo.
Le coperture consistono in un tetto in lose su travature lignee.
Il campanile, a base quadrata, si erge nell'angolo nord-est. Le sue superfici sono a rinzaffo di calce, con la trama muraria visibile. La sommità è in mattone a vista, con lesene agli angoli e monofore per le campane. La copertura del campanile è a padiglione, anch'essa in lose.

Novecento e Duemila: Dalla "Chiesa Invernale" ai Restauratori Moderni
Il Novecento e il Duemila hanno visto la chiesa protagonista di importanti interventi di restauro e riqualificazione. Una nota di inizio Novecento (circa 1900) ricorda l'esistenza di un locale tra la chiesa e la casa parrocchiale utilizzato come chiesa invernale.
Nel 1975, fu avviato un intervento con obiettivi precisi: risanare i muri, sostituire elementi privi di pregio (come altare, ambone, balaustra) con arredi più funzionali e recuperare opere di valore quali il crocifisso settecentesco, la statua lignea della Madonna e la sedia vescovile.
Nel 1979, i lavori entrarono nel vivo: furono rimossi i pannelli in faesite che coprivano le pareti fino a circa tre metri (originariamente installati per combattere l'umidità, ma con l'effetto di peggiorare la situazione e nascondere le linee originarie). Furono eliminati rivestimenti e sovrastrutture, come il linoleum e la balaustra del presbiterio, e demoliti alcuni elementi in finto marmo. Del vecchio altare, fu recuperato principalmente un crocifisso dorato. Un altare “provvisorio” in legno dipinto, realizzato secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II, fu mantenuto e utilizzato nella cappella invernale.
Durante il rifacimento del pavimento, sotto il coro riemerse un sepolcro dei parroci di notevoli dimensioni (circa 3 x 4 metri e quasi 2,5 metri di altezza). Nello stesso intervento furono:
- Il presbiterio risanato e areato, poi rivestito in noce africana.
- L'altare orientato secondo le prescrizioni del Vaticano II.
- La posa di un nuovo pavimento in marmo rosa del Garda.
- L'inserimento di un nuovo battistero in marmo bianco di Sicilia, arricchito dal gruppo ligneo del Battesimo di Gesù, opera di Augusto Rungaldier realizzata a Pinerolo nel 1930.

Le Opere di Mattia Fassi: Vetrate e Affreschi (1980)
Una parte significativa dell'aspetto artistico moderno della chiesa è dovuta a Mattia Fassi di Villafranca Piemonte, nato nel 1915, al quale sono attribuite le vetrate, le tele del coro e gli affreschi sulle pareti. In particolare:
- Le cinque vetrate sono un elemento distintivo. La prima, realizzata nel 1980 e situata sopra l'ingresso, è composta da 456 pezzi di vetro cattedrale “monaco antico” legato a piombo e ha come tema la creazione dell'Universo.
- Il ciclo pittorico sulle volte segue un filone narrativo che si sviluppa dalla creazione del mondo fino all'incoronazione di Maria nell'abside.

Restauri e Dettagli del XXI Secolo
Una relazione dei primi anni 2000 documenta il ritinteggio della facciata e il restauro del portone ligneo, datato 1741. In questo contesto, vengono menzionati anche gli arredi del presbiterio realizzati dal pinerolese Stefano Drago (tra cui mensa, ambone, sostegno del tabernacolo e sculture) e una vetrata della bussola ideata da don Dino.
Nel 2005, ulteriori restauri hanno aggiornato la decorazione interna e liberato i basamenti di lesene e pilastri, che erano in precedenza inglobati in uno zoccolo di calcestruzzo. È stato inoltre valorizzato un portale ligneo scolpito di pregevole fattura.
Sulla facciata, la rimozione di uno strato di calce ha permesso di far riemergere e restaurare un'antica meridiana. La parte bassa della facciata è stata protetta dall'umidità con lastre di pietra di Luserna a formare un basamento, e il portale d'ingresso è stato impreziosito da una cornice dello stesso materiale. Sia il portale che la bussola, entrambi in noce e in stile barocco, sono stati restaurati per recuperare il loro aspetto originario.
Informazioni Utili per i Visitatori
La Chiesa di Santa Maria Assunta è situata nel concentrico storico di Bobbio Pellice, al seguente indirizzo: Via Baisilia, n. (il numero civico specifico non è indicato nel testo fornito).
Annualmente, la chiesa ospita celebrazioni e feste patronali. Tra queste, spicca la festa di Santa Maria, che si tiene il 15 agosto, momento in cui la comunità si riunisce per partecipare a funzioni religiose e momenti di condivisione, celebrando la propria tradizione e la storia del luogo.