La religiosità della comunità di Villa Santo Stefano si manifesta in modo profondo e tangibile. Basta contare quante chiese e santuari ci sono nel piccolo centro storico e nel resto del suo territorio, fin sopra la montagna, quante processioni si fanno nel corso dell’anno e quante sagre vengono dedicate ai Santi a cui i cittadini sono devoti. Tra le numerose strutture religiose, alcune sono di epoca remota e sono ancora da recuperare, di altre si conserva solo immagini e documentazione perché sono state abbattute per trovare spazi sociali. Ne restano però sempre molte, alcune anche di recente recupero, ma certamente tutte hanno una propria caratteristica e sono molto amate. I patroni e i santi che i cittadini pregano sono portati in processione e danno vita a sagre, feste e manifestazioni a cui lavorano i cittadini e che sono un’occasione importante per rafforzare l’identità della popolazione e ospitare turisti sensibili e attenti ai valori religiosi e alle tradizioni culinarie.

La Prepositurale di Santo Stefano: La Chiesa Madre del Borgo
La prepositurale di Santo Stefano, considerata la chiesa principale all’interno del centro storico, vanta un’origine medievale. La sua esistenza è documentata già dall’anno 1282, quando era posta frontalmente a quella che è la posizione attuale, a ridosso del ponte sulla roggia Borgogna, chiamato appunto “Pons S.Stephani”. Anticamente, venne costruita attorno al XIII secolo ed era dedicata al patrono Santo Stefano. Compare in un atto del 1363, fatto per conto del conte Giacomo de Ceccano, come parrocchia retta da un arciprete.
Rimaneggiamenti e trasformazioni
Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito due rimaneggiamenti significativi. Il primo intervento avvenne alla fine del Quattrocento, quando la chiesa venne ampliata in funzione della crescita demografica del borgo. Con il secondo intervento, nel 1700, l’edificio venne parzialmente demolito e ricostruito nell'attuale stile tardo barocco. La rinnovata chiesa fu consacrata nel 1770, ma non più dedicata al patrono Santo Stefano. L’interno si presenta a tre navate con cappelle laterali.
Successivamente, la chiesa fu riedificata una prima volta nel corso del XV secolo, terminata nel 1489 e consacrata nel 1503, ed una seconda volta nel XVIII secolo, tra il 1755 ed il 1760, in stile barocco su progetto dell’architetto Luca Lucchini. Fu ampliata ulteriormente tra il 1927 ed il 1928 per far fronte alle esigenze della popolazione in continuo aumento, assumendo la definitiva fisionomia in seguito ai restauri terminati nel 1992.
Patrimonio artistico
All’interno della Prepositurale sono conservati pregevoli affreschi del XVI secolo, strappati dalle pareti della chiesa antica. Tra questi spiccano la Natività di Gian Paolo Cavagna, Santo Stefano in Gloria di Enea Salmeggia, episodi della vita di San Rocco di Giovanni di Jacopo da Poscante e la Natività di Giovanni Cariani. Degno di nota è anche uno stendardo posto nella sagrestia raffigurante il Cristo Risorto, opera di Giovan Battista Moroni.
Risalenti al XVIII secolo sono invece le tre medaglie dipinte da Vincenzo Angelo Orelli, il gruppo scultoreo della Pietà posto sull’altare della Beata Vergine Addolorata, realizzato da Giovanni Sanz, l’affresco di Domenico Quaglio (rappresentante Santo Stefano in Gloria) e quelli di Federico Ferrari, che decorano la cupola ed i quattro pennacchi. Infine, degna di nota è la vetrata raffigurante il Cristo Risorto posta sulla finestra centrale, opera di Trento Longaretti.

Storia del Duomo di Santo Stefano a Vienna - Prima Parte = History & Art Secrets (IT)
Il Santuario della Madonna dello Spirito Santo: Un Luogo di Miracoli
Ad oltre un chilometro dal centro storico si erge il Santuario della Madonna dello Spirito Santo, una chiesa ad unica navata risalente al XVII secolo. Nell’interno, in stile barocco, si conserva il venerato dipinto della Madonna dello Spirito Santo.
Storia e Miracoli
Questo luogo è celebre per due miracoli attribuiti alla Madonna. Il primo avvenne l’11 aprile 1721, quando Pietrangelo Filippi, cieco di nascita, riacquistò la vista mentre era in preghiera nei pressi della cappella. L’altro miracolo si manifestò con l’apparizione della Madonna sull’incavo di pietre. L’apparizione della Madonna con il figlioletto tra le braccia sembra risalire al 4 marzo 1721, allorché il Sacerdote Antonio Petrone ottenne la prima misericordiosa guarigione, seguita subito dopo, ad aprile, da un altro sacerdote, l’arciprete Gentili. Intorno a questi eventi, la chiesa preesistente fu ricostruita e benedetta il 14 maggio del 1733. Nel 1872, dopo i rifacimenti conseguenti al crollo del tetto, essa venne riaperta.
Devozione e Pellegrinaggio
La Madonna dello Spirito, nell’omonimo santuario, è considerata dispensatrice di miracoli, e una lunga lista di cittadini è pronta a testimoniare le grazie ricevute. Nel mese di maggio l’immagine della Madonna rimane scoperta e la chiesa è meta di pellegrinaggio, attirando numerosi fedeli.

La Chiesa di San Sebastiano: Custode di Antiche Devozioni
Nel Medioevo, una cappella dedicata a San Sebastiano sorgeva all’interno della rocca. Con la progressiva distruzione di quest'ultima, la chiesa venne costruita appena fuori le mura. Le prime notizie della chiesa si hanno nel XVII secolo, e da un documento del 1636 è testimoniata l’esistenza di una cappella dedicata a S. all'interno della stessa. Non se ne conosce l’origine certa, ma trovandosi dentro le mura, il primitivo edificio doveva avere origine medievale. L’attuale edificio è una costruzione seicentesca iniziata sui resti della chiesa più antica, il cui progetto prevedeva una copertura a cupola e varie cappelle laterali, ma non venne mai portato a termine. Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito molti restauri.
Il culto di San Rocco
Nell’interno, ad unica navata, è conservata un’antica statua lignea di San Rocco, posta su una macchina processionale di inizio Novecento, donata dagli emigranti santostefanesi. San Rocco, raffigurato in questa statuetta lignea, viene portato in processione per il paese la sera tra il 15 e il 16 di agosto, un evento seguito dalla tradizionale festa della «panarda», una zuppa di ceci cucinata in calderoni di rame stagnato (callare).

La Chiesina di San Lorenzo: Tra Storia e Funzioni Attuali
Adiacente alla chiesa parrocchiale sorge la Cappella di San Lorenzo, un edificio realizzato nel 1768 e restaurato agli inizi degli anni ottanta del XX secolo. Oggi la Chiesina è utilizzata per l’adorazione eucaristica e come cappella funebre.
La Ricchezza Spirituale di Villa Santo Stefano
La comunità di Villa Santo Stefano è profondamente legata alle sue tradizioni religiose. La presenza di numerose chiese e santuari, la frequenza delle processioni durante l'anno e le sagre dedicate ai santi patroni testimoniano una fede viva e partecipata. Queste manifestazioni non solo rafforzano l’identità della popolazione, ma offrono anche un’occasione unica per ospitare turisti sensibili e attenti ai valori religiosi e alle ricche tradizioni culinarie del luogo.