La Chiesa del Sacro Cuore di Roseto, in provincia di Teramo, rappresenta un punto di riferimento spirituale e comunitario, la cui storia è profondamente legata sia alla sua particolare architettura che alla successione di figure pastorali significative. La parrocchia è gestita dalla Congregazione "Sacra Famiglia di Nazareth", fondata da padre Giovanni Battista Piamarta, che opera in molte parrocchie italiane.
Le Origini e la Struttura della Chiesa del Sacro Cuore
La costruzione della chiesa avvenne tra il 1957 e il 1959, un periodo reso possibile grazie alla generosa donazione di Giuseppe Guerrieri. Da allora, l'edificio è diventato un luogo centrale per la comunità locale.
L’architettura della Chiesa del Sacro Cuore si distingue per il suo stile moderno. L’edificio presenta una pianta quadrata e si affaccia sull'omonima piazza, diventando un elemento distintivo del paesaggio urbano di Roseto. All’interno, l’ambiente è caratterizzato da un presbiterio poligonale e da un ampio spazio completamente privo di colonne, una soluzione architettonica che garantisce una visuale libera e completa sia per il celebrante che per i fedeli, favorendo la partecipazione alla liturgia.

Ai lati del presbiterio sono situate due cappelle, ciascuna dedicata a importanti figure devozionali. La cappella di destra è consacrata alla Madonna del Corallo, venerata come protettrice dei marinai, mentre quella di sinistra è dedicata a San Gabriele dell’Addolorata, il patrono dei giovani. Le pareti interne della chiesa sono arricchite da mosaici di grande valore artistico. Questi affreschi raffigurano episodi evangelici e immagini della Via Crucis, opere realizzate dall'artista di fama internazionale Bruno Zenobio, che conferiscono all'ambiente una profonda carica spirituale e una notevole bellezza estetica.

L'Arrivo e l'Impegno di Padre Antonio Ghidoni
Nel corso della sua storia pastorale, la Chiesa del Sacro Cuore ha visto l'avvicendarsi di diversi sacerdoti. Un momento significativo fu l'arrivo di Padre Antonio Ghidoni, che prese il posto di Padre Giuseppe Pagnoni, guida della parrocchia rosetana per oltre un lustro. Padre Antonio Ghidoni, all'epoca cinquantenne, divenne il nuovo parroco del Sacro Cuore. La sua celebrazione di insediamento si svolse con una messa alla presenza del vescovo Michele Seccia.
Fin dai suoi primi giorni, Padre Antonio espresse un chiaro intento: «La mia prima attenzione», disse il parroco, «sarà per l'oratorio, luogo dove tutti si sentiranno a casa nonostante i diversi percorsi di vita. Ci sarà posto per tutti nel gioco, nel divertimento, nello stare insieme, perché è insieme casa e famiglia». Questo approccio delineò il suo impegno per l'oratorio come centro di accoglienza e aggregazione.
Nei suoi nove anni a Roseto, Padre Antonio si è dedicato con grande impegno a numerosi progetti per la comunità. Tra le sue iniziative più importanti si annoverano l'unificazione dell'oratorio con la parrocchia, il potenziamento del Grest (l'oratorio estivo), e la costruzione del teatro “Officina dell’Arte” all’interno dell’oratorio, oltre a molte altre attività che hanno rafforzato il legame della comunità con la chiesa.

L'Avvicendamento Pastorale: La Partenza di Padre Antonio e L'Arrivo di Padre Fabiano Igor Manzillo
Dopo nove anni di servizio, è giunto il momento di un normale avvicendamento pastorale. La decisione è stata presa dalla Congregazione “Sacra Famiglia di Nazareth”. Nonostante stesse portando avanti diversi progetti e il forte legame della comunità rosetana con lui, Padre Antonio ha accettato la volontà dei suoi superiori. «Accetto la volontà dei miei superiori», ha dichiarato Padre Antonio, «e invito la comunità rosetana ad accogliere il nuovo parroco, nel segno della continuità. Io andrò via a fine settembre, tornerò vicino casa, a Milano, e nelle omelie ribadisco sempre che certamente mi spiace lasciare Roseto, ma è giusto anche che il nuovo parroco sia accolto nel migliore dei modi».
A partire dal 13 ottobre, il nuovo parroco della chiesa del Sacro Cuore di Roseto sarà il bresciano Padre Fabiano Igor Manzillo, di 49 anni. Padre Manzillo è nato a Brescia ed è stato ordinato presbitero il 15 giugno 1996 sempre a Brescia. La sua carriera ecclesiastica è ricca di esperienze significative: ha ricoperto incarichi come insegnante e direttore superiore negli istituti piamartini. Dal 2009 al 2015 è stato vicario generale e, tra il 2009 e il 2012, ha svolto il ruolo di postulatore per la causa di canonizzazione di San Giovanni Battista Piamarta. Attualmente, Padre Manzillo è procuratore per la congregazione presso la Santa Sede e postulatore della causa di beatificazione della venerabile Madre Elisa Baldo. È inoltre esperto di pastorale giovanile e ha collaborato attivamente con diverse parrocchie della diocesi di Brescia.