La Cappella Ferroviaria di Ceprano: Storia, Architettura e Progetti di Salvaguardia

La Cappella Ferroviaria (1863-64) della stazione di Ceprano-Falvaterra è un edificio storico posto a margine della linea ferroviaria proveniente da Napoli, separata da essa dal breve tronco di un binario di servizio. Per decenni, fino agli anni ’80 del Novecento, è stata frequentata dalla comunità locale per assistere alle funzioni religiose o tenervi cerimonie.

Successivamente, venne gradualmente abbandonata dopo la costruzione della vicina e più grande chiesa del quartiere “Scalo” e, per tali motivi, sconsacrata. Con la costruzione della linea ad Alta Velocità Roma-Napoli, che ha interessato l’area retrostante l’immobile, la cappella è rimasta interclusa tra i binari.

Contesto Storico e Origini

La storia della Cappella Ferroviaria è strettamente legata allo sviluppo della rete ferroviaria nel centro Italia. La ferrovia Roma-Ceprano fu inaugurata il 27 gennaio 1862. La stazione di Ceprano, punto nevralgico per l'epoca, comprendeva diverse strutture essenziali: il fabbricato viaggiatori, la dogana, il deposito merci, una rimessa per due locomotive, un grande fabbricato con alloggi per gli impiegati governativi ed, infine, la piccola cappella ferroviaria ottagonale, che fu inaugurata il 25 febbraio 1863.

Completata nel 1864, la cappella ha ricoperto il ruolo di cappella di confine fino al 1870, anno dell’Unità d’Italia, per poi rimanere un luogo di culto comunitario. Come già menzionato, è stata utilizzata fino agli anni ’80 del Novecento dalla comunità locale, per poi essere gradualmente abbandonata e sconsacrata dopo l'edificazione della nuova chiesa del quartiere, visibile uscendo dalla stazione.

Mappa storica della stazione di Ceprano con evidenziata la Cappella Ferroviaria

Caratteristiche Architettoniche

La Cappella Ferroviaria si distingue per la sua particolare conformazione architettonica. L’edificio presenta un impianto a pianta ottagonale, sormontato da una copertura a cupola. Il corpo principale ha un diametro di circa 7 metri e un’altezza di 10 metri, al quale segue un presbiterio allungato e una terminazione absidale, di dimensioni inferiori rispetto al corpo centrale.

L’interno è caratterizzato da una sala circolare, anch'essa sormontata dalla cupola decorata, cui fanno seguito l’altare e una piccola sagrestia. Questi elementi contribuiscono a rendere l'edificio un esempio interessante di architettura sacra del periodo ferroviario.

Disegno o foto dell'interno della Cappella Ferroviaria con altare e cupola

L'Impegno per la Salvaguardia e la Ricerca

L’interesse e l’impegno per la conservazione della Cappella Ferroviaria hanno portato all'attivazione di iniziative significative. Un Comitato civico ha intrapreso un approfondito percorso di ricerca archivistica, raccogliendo atti, progetti, disegni e fotografie riguardanti sia la stazione di Ceprano che la cappella stessa. Questo lavoro è culminato nel febbraio del 2016 con la redazione di uno studio di grande valenza storica, artistica, architettonica e programmatica.

A gennaio del 2019, per dare ulteriore slancio a queste attività, è nata l’Associazione Culturale Cappella Ferroviaria Pio IX, con l’obiettivo primario di procedere alla salvaguardia dell’immobile storico e valorizzarne il patrimonio culturale. L'Associazione è stata costituita ufficialmente il 22 gennaio 2019 a Ceprano.

" LA NOSTRA FERROVIA "- versi e film di luigi salzarulo sulla Storica Tratta Avellino/Rocchetta S.A.

Progetti di Restauro e Valorizzazione

Per il futuro della Cappella Ferroviaria sono previsti importanti interventi di restauro. In particolare, la ricomposizione dell’altare, che presenta parti in marmo parzialmente smontate o mancanti, merita un attento intervento di ricomposizione e recupero formale. Per le finestre, che versano in uno stato di difficile recupero, si sta valutando una loro sostituzione, sempre nel rispetto della matrice originale dell'edificio.

La valorizzazione dell'edificio si pone come obiettivo fondamentale. Si ritiene infatti che il miglior modo per aver cura di un edificio restaurato sia la sua concreta utilizzazione, garantendo così una nuova vita e un ruolo attivo all'interno della comunità.

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