La storia della Chiesa Parrocchiale di Pernate è un percorso affascinante che affonda le sue radici in secoli di devozione, trasformazioni territoriali e cambiamenti sociali. Dalle prime testimonianze di insediamenti alla sua attuale configurazione, la chiesa ha sempre rappresentato un punto di riferimento spirituale e comunitario per gli abitanti di Pernate.
Le Origini e i Primi Centri Abitativi
Le origini di Pernate sono antiche, come suggerisce il suo nome di origine celtica. In epoca romana, la posizione geografica strategica favorì il passaggio di importanti vie di comunicazione e la presenza di ville, come testimoniato da ritrovamenti archeologici di tombe e corredi funerari. Successivamente, la dedicazione dell'antica chiesa di San Michele suggerisce un possibile insediamento longobardo nella zona. La prima testimonianza scritta sull'esistenza dell'abitato di Pernate risale all'anno 840, durante l'Impero Carolingio. In quel periodo, Pernate appariva già come una comunità organizzata, tenuta a versare una decima, così come il centro vicino di Malpignano e altri villaggi dell'entroterra novarese.
Intorno al XII secolo, il territorio pernatese comprendeva tre località principali: Mapunianum (Malpignano) con la chiesa di Santa Maria, Casaleglo con la chiesa di San Michele, e Pernate con la chiesa di Sant'Andrea. I primi due centri ebbero vita breve e scomparvero, mentre Pernate sopravvisse e si sviluppò, diventando sede comunale, come attestato negli statuti del Comune di Novara del 1277.
Nel Duecento, visse a Pernate Loarengo Cavallazzi, figura di rilievo per la storia di Novara. Nel Trecento, sotto la signoria dei Visconti, la comunità pernatese contava due chiese in paese (Sant'Andrea e Santissima Trinità) e due in campagna (San Michele e Santa Maria), oltre a un convento di suore Umiliate. In questo periodo, Pernate fu colpita dalla peste.
La Devozione alla Madonna del Bosco
La storia della chiesa è indissolubilmente legata alla figura della Madonna del Bosco. Nella seconda metà del Quattrocento, venne dipinta un'effigie della Madonna nella chiesa di Malpignano, che divenne nota come Madonna del Bosco. Nei primi anni del Cinquecento, un'altra Madonna fu dipinta nella chiesa della Trinità. Queste icone, pur di fattura artigianale, suggeriscono l'arrivo del Rinascimento anche in queste terre. Durante il Cinquecento, Pernate divenne feudo dei Viscardi, poi dei Piotti.
Nel 1537, la chiesa di Santa Maria di Malpignano, conosciuta dal popolo come Madonna del Bosco, divenne teatro di un evento miracoloso: la guarigione di un giovane sordomuto che pregò la Madonna dipinta sull'abside. Questo evento ebbe larga fama e commozione popolare. Successivamente, il pezzo di muro con l'effigie della Madonna fu trasportato a Pernate, diventando oggetto di grande devozione.
La chiesa di Santa Maria di Malpignano, insieme a quella di San Michele, iniziò un inesorabile declino, riducendosi a rovine, poiché non più legate a comunità residenziali. Rimase aperta al culto solo la chiesa di Sant'Andrea, nella quale venne istituita la parrocchia dopo il Concilio di Trento nel 1563.

Trasformazioni e Sviluppi
Il 23 aprile 1596, il vescovo Bascapè trasferì il titolo canonico delle chiese in rovina di Santa Maria di Malpignano e San Michele negli altari della parrocchiale di Sant'Andrea. Questo atto sancì la chiesa di Sant'Andrea come erede spirituale delle due chiese scomparse, e gli altari dedicati a San Michele e all'Annunciazione (già dedicato alla Madonna del Rosario e prima ancora a Santa Maria - Madonna del Bosco) ancora oggi ricordano le antiche chiese di San Michele a Casaleglo e Santa Maria a Malpignano.
Nel 1618, della chiesa di Santa Maria al Casone rimaneva solo una piccola abside con l'effigie della Madonna, situata in una località denominata "al Casone" o Prelle, precedentemente nota come Malpignano. Il trasporto di questo affresco alla chiesa parrocchiale avvenne tra il 1618 e il 1622. L'affresco fu inizialmente posto sull'altare laterale del Rosario, e nel 1625 il vescovo Volpi ordinò la costruzione di una cappella dedicata. Questa cappella fu completata e l'effigie vi fu collocata nel 1626.
Nel corso dei secoli, la chiesa parrocchiale subì rinnovamenti e restauri, in particolare nel 1797 e durante l'ampliamento della chiesa tra il 1822 e il 1829. Nel 1914, il dipinto della Madonna del Bosco fu traslato sopra l'altare maggiore durante lavori di ampliamento.

Eventi Significativi e Riconoscimenti
Il 29 agosto 1948, la Madonna e il Bambino furono incoronati alla presenza del vescovo Mons. Leone Ossola, in segno di gratitudine per la protezione accordata al borgo durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo gesto riconosceva il voto fatto dai pernatesi durante il periodo bellico, quando avevano supplicato la Madonna affinché il borgo fosse risparmiato dai bombardamenti.
Il 22 agosto 1965, la Chiesa Parrocchiale fu elevata a Santuario della Madonna del Bosco per volontà di Mons. Maria Cambiaghi, con annuncio ufficiale alla popolazione il 29 agosto dello stesso anno.
La tradizione attribuisce alla Madonna del Bosco un miracolo avvenuto nel 1537, come riportato in una lapide senza data nell'antico scurolo. Per intercessione della Madonna del Bosco si sono ottenute molteplici grazie, tra cui la liberazione da calamità naturali, pestilenze e l'incolumità durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Il Contesto Storico e Sociale
Il nome "Madonna del Bosco" ha un'origine popolare, legato alla consuetudine di dare questo nome alle icone della Madonna che si manifestavano fuori dai centri abitati. Nel caso di Pernate, il termine "bosco" indicava un terreno incolto con vari arbusti.
Nei tempi in cui si verificò il fatto della Madonna del Bosco, Pernate, ora quartiere di Novara, era un feudo e sede comunale all'interno del Ducato di Milano. Dal punto di vista religioso, faceva parte del vicariato foraneo di Trecate nella diocesi di Novara.
La vita a Pernate era segnata dalle feste religiose e dagli eventi civili. La famiglia patriarcale era portatrice di valori religiosi e civili, e il cortile rappresentava una sorta di seconda famiglia. Con il tempo, questi aspetti della vita comunitaria si sono modificati, così come l'uso del dialetto, oggi conosciuto da pochi.
Nel corso del Settecento, con il passaggio del Ducato di Milano all'Austria, si estinse la linea dinastica del feudo e il podestà divenne di nomina governativa. Venne redatta la prima mappa del territorio comunale e il relativo catasto. Furono costruite anche due chiese nelle cascine, ora non più esistenti.
Durante il periodo Napoleonico, il Comune di Pernate fu soppresso e aggregato a quello di Novara. Anche dopo la Restaurazione, il Comune non fu ripristinato. Nell'Ottocento, le leggi Siccardi portarono all'incanto dei beni della chiesa, con la conseguente perdita di proprietà da parte della parrocchia.
L'agricoltura divenne l'attività lavorativa preponderante nell'Ottocento. Questo secolo fu anche caratterizzato dalle Guerre d'Indipendenza, con il passaggio di Napoleone III sul territorio pernatese. Furono apportate modifiche alla viabilità per collegare Novara con Milano, influenzando il territorio pernatese.
Alla fine dell'Ottocento, per impulso del parroco don Alfonso Sandrino, prese avvio l'Asilo per la cura dei bambini. Negli anni Sessanta del Novecento, con la riforma della scuola media, fu istituita a Pernate una sezione staccata della scuola media Bellini di Novara. Successivamente, l'occupazione nell'agricoltura diminuì drasticamente, con la maggior parte degli occupati che trovarono impiego nei settori dei servizi, dell'industria, dell'artigianato e del commercio. Pernate si ampliò, con la nascita di nuove vie che modificarono la viabilità.
La Chiesa della Santissima Trinità
I primi documenti che indicano l'esistenza di un luogo di culto dedicato alla Santissima Trinità risalgono al 1347. La fondazione dell'edificio si colloca tra il secolo XI e il 1347, in concomitanza con la diffusione della festa della Santissima Trinità in Occidente. Notizie sulla costruzione si datano tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Il vescovo Cesare Speciano ne parla durante la sua visita pastorale nel 1590, descrivendo la cappella della Trinità come un cantiere aperto. La chiesa fu completata a metà del XVII secolo, come attestato dal vescovo Giulio Maria Odescalchi nel 1657.
L'ancona dell'altare raffigurava la Beata Vergine dipinta sulla parete, con ai lati Salomone e il re Davide. Sull'arco trionfale era dipinta la Santissima Trinità, mentre ai lati dell'altare vi erano le immagini di San Rocco e San Giuseppe. La chiesa possedeva anche un piccolo sagrato.
Nell'Ottocento, l'edificio fu adibito a lazzaretto per curare le epidemie petecchiali e il tifo nero. La funzione ospedaliera cessò il 13 agosto 1818, quando la chiesa fu restituita al suo normale culto. Le balaustre conservano ancora oggi le corrosioni dei medicamenti usati nella cura degli infermi.
La facciata seicentesca presenta un'unica porta d'accesso. Sopra la porta principale, ormai consunto dal tempo, si trova un dipinto raffigurante la Santissima Trinità. L'intera facciata era probabilmente dipinta in giallo con riquadrature rosse, ulteriormente rimarcate in nero. La decorazione attuale, realizzata tra la metà del XVIII e l'inizio del XIX secolo, si basa su un cartiglio centrale con le parole "de Maie Virgine Trinitas gloriam accipit".

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