Le chiese dedicate a San Valentino sono numerosi luoghi di culto che testimoniano secoli di storia e devozione. Di seguito, vengono presentate informazioni dettagliate su alcune di queste importanti strutture.
Chiesa di S. Maria e S. Valentino della Grada (Bologna)

La Chiesa di S. Maria e S. Valentino della Grada sorge nel punto in cui il canale Reno entra nella città di Bologna e testimonia secoli di storia cittadina poco conosciuta. Il luogo acquisì un significato religioso quando nel 1400 venne dipinta sull’arco di mura attiguo al “Baraccano della Grada” una Madonna con Bambino, diventando un importante centro di devozione.
Origini e Sviluppo della Devozione
I devoti dell’immagine, riuniti in una congregazione chiamata Compagnia di S. Maria della Grada e di S. Antonio da Padova, furono i primi a seguire lo sviluppo di questo luogo di venerazione e di culto. Durante l’epidemia di peste del 1630, la Confraternita trasformò la zona di devozione in un centro di soccorso per gli ammalati e la sepoltura dei defunti.
Costruzione e Caratteristiche Architettoniche
Come riconoscimento per la loro opera, si decise di dare inizio alla progettazione e costruzione della chiesa. Il compito venne affidato all’Architetto bolognese Antonio de’ Paolucci, detto “Il Levante”, che ha progettato anche il teatro anatomico dell’Archiginnasio. La posa della prima pietra avvenne nel 1632. L’immagine della Madonna della Grada, dipinta sulle mura della città, fu integrata nell’abside del presbiterio, dove è tuttora visibile. Attualmente, è una delle tre immagini di Maria, presenti nel bolognese, dipinte direttamente sulle mura della città.

Ristrutturazioni e Cambiamenti di Proprietà
Nel 1780 l’immagine della Beata Vergine della Grada fu completamente ridipinta da Mariano Collina. In quel periodo, altre opere di ristrutturazione consentirono di utilizzare la parte sopra il portico e di adibirla a oratorio, dedicato a S. Michele Arcangelo e a S. Liberata. Nel 1801, tuttavia, la chiesa ed i luoghi limitrofi furono messi in vendita per essere adibiti ad uso civile. Ad acquistare tutto il complesso si propose l’avvocato e cavaliere, conte Luigi Salina, uomo di profonda fede, che decise di ridonare alla chiesa la funzione di luogo sacro.
Erezione a Parrocchia e Successione dei Parroci
Nel 1934, i Conti Salina, fino ad allora proprietari della chiesa e del suolo, cedettero tutto il complesso tramite un atto di donazione alla Diocesi di Bologna. La Diocesi, nella persona dell’Arcivescovo di Bologna, eresse immediatamente la Parrocchia di S. Maria e S. Valentino della Grada, probabilmente per il crescente culto devozionale a San Valentino e all’immagine della Beata Vergine della Grada. Dal 1934 al 2003 si sono succeduti come parroci: Don Elio Terzi, Don Alfonso Pirani e Don Fulgido Baraldi. Con la morte di quest’ultimo, la Parrocchia venne infine affidata alla cura pastorale del parroco di S. Maria della Carità.
Contesto Attuale e Opere d'Arte
La Chiesa è tuttora addossata alle mura del ‘300 e rimane sempre legata al Torresotto della Grada, dal quale si vede ancora il canale Reno entrare nella città e la grata di ferro che aveva il compito di impedire l’entrata di eventuali nemici attraverso le acque. Al suo interno, in una piccola aula a pianta quadrata, vero gioiello per piccole celebrazioni o momenti di spiritualità, sono custoditi vari dipinti di A. Catalani e P. Fancelli.
Chiesa Parrocchiale di San Valentino (Roma)

L'attuale Chiesa Parrocchiale di San Valentino a Roma sorge sulle rovine di un primo edificio in stile pseudogotico. Questo precedente edificio, tenacemente voluto da mons. Tirindelli al posto di quello, piccolo e degradato, allora esistente, crollò nella notte del 27 ottobre 1877, alla vigilia dell'inaugurazione. Su quelle rovine sorse la chiesa attuale, d'impianto basilicale a tre navate; della costruzione crollata rimane il presbiterio a blocchi squadrati.
Interni e Opere d'Arte
All'interno della chiesa attuale si trovano tre altari provenienti dalla precedente chiesa, anch'essa dedicata a San Valentino; i due laterali, dei XVI - XVII secolo, sono di buona fattura.
Fondazione Parrocchiale e Dedicazione
La parrocchia è stata eretta il 2 maggio 1962 con il decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara "Ludis olimpicis solemniter" ed affidata al clero diocesano di Roma. La chiesa è stata dedicata dal Cardinale Vicario Ugo Poletti il 23 novembre 1986. L'intero complesso parrocchiale è stato inaugurato l'11 novembre 1987.
Confini Territoriali
Il territorio della parrocchia, desunto da quello della parrocchia di S. Croce a via Flaminia, è stato determinato entro i seguenti confini: Viale Tiziano da Piazzale Manila a Piazza Cardinal Consalvi, che si attraversa fino a raggiungere il fiume Tevere. Si risale il corso del Tevere fino all'inizio di Villa Glori, di cui si raggiunge il confine attraversando il Lungotevere dell'Acqua Acetosa. Si segue il confine di detta Villa (che passa alla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria) fino al Viale Maresciallo Pilsudski, e si segue detto Viale fino al Piazzale Manila summenzionato. Per conoscere tutti i servizi sull'accessibilità, è possibile visitare la sezione Roma accessibile.
Chiesa di San Valentino (Borgo Romanico)

Nel punto più alto di un borgo si trova la Chiesa di San Valentino, risalente al periodo romanico. Costruita sulla roccia ed eretta sui resti di un’antica pieve altomedievale, è dedicata al Vescovo di Terni, martirizzato il 14 febbraio del 273 d.C.
Struttura e Affreschi Interni
L’interno della chiesa, a navata unica, presenta due nicchie affrescate sulla parete destra.
Altari e Opere d'Arte
- Il primo altare è dedicato a San Sebastiano, rappresentato in un'iconografia insolita con gli arcieri raffigurati prima di scoccare le frecce. San Sebastiano e San Rocco erano tradizionalmente invocati come protettori dalle epidemie di peste.
- Il secondo altare mostra San Giovanni Evangelista e una crocifissione, attribuita al Maestro di Casteldilago, che risente dell’influenza di Benozzo Gozzoli e Filippo Lippi. Ai lati della crocifissione, Santa Lucia e Sant’Agata offrono lo sguardo verso i visitatori.
- L’altare maggiore era dedicato al Santissimo Crocifisso. Un documento del 1690 riferisce la presenza di una Crocifissione con la Madonna, Maria Maddalena e Maria di Cleofe.
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