La località di Bargino è storicamente significativa in quanto luogo dove transitò San Colombano all’inizio del VII secolo, diretto a Bobbio. La Parrocchia di San Colombano, sorta nel 1499, è un edificio sacro ricco di storia, architettura e preziosi manufatti artistici.
Storia e Origini della Parrocchiale
La chiesa viene citata per la prima volta in una pergamena del 1167 con la dicitura "[...] in castro Blandrati iuxta ecclesia Sancti Columbani". Era originariamente inserita ai margini della cinta muraria del Castello dei Conti di Biandrate, probabilmente ad uso privato. I resti di poderose mura e le fondamenta di una torre, ancora visibili nell’area della parrocchiale, fanno supporre che l’antica chiesa fosse inglobata nel Castrum dei Conti.
Le prime tre campate della chiesa sono coeve, mentre la quarta campata, verso la casa parrocchiale, è stata aggiunta successivamente. L’aggiunta dell’ultima campata potrebbe essere stata motivata nel XV secolo, quando si decise di ospitare e venerare le reliquie di San Sereno edificando una cappella al piano superiore.

Architettura Esterna e Accesso
La chiesa parrocchiale è caratterizzata da una facciata neoclassica ottocentesca. Si presenta senza il consueto sagrato antistante la facciata, e l’ingresso della chiesa è rivolto ad oriente.
Per accedere all’edificio sacro, è necessario percorrere un androne voltato che conduce fino alla terza campata. Questa particolare struttura è l’unica testimonianza visibile della chiesa più antica, prima che le grandi trasformazioni del XVII secolo ne stravolgessero la forma.
Sul campanile della chiesa svetta la statua raffigurante il patrono benedicente, un elemento distintivo del complesso.

L'Interno e le Sue Ricchezze Artistiche
La chiesa si sviluppa su tre navate e custodisce al suo interno dipinti di pregevole valore, attribuiti a maestri come Bernardino Campi e Gian Giacomo Barbelli.
L’interno presenta un ampio presbiterio con un affresco sulla volta raffigurante San Colombano in ginocchio di fronte alla Trinità, attribuito alla scuola del Tiepolo. Questa opera aggiunge un tocco di grande valore artistico all'ambiente sacro.

San Casciano in Val di Pesa - Chiesa di San Colombano in Collina
Le Cappelle Laterali
Le navate della chiesa ospitano diverse cappelle laterali, ognuna con la propria storia e le proprie opere d'arte:
- In capo alla navata di destra è situata la cappella della Madonna del Rosario, con una pala d’altare raffigurante la Madonna seduta in trono, affiancata da un angelo che le porge un vassoio con la corona del Rosario. Questa cappella votiva fu eretta dopo la pestilenza manzoniana del 1630.
- Segue, a lato, la cappella di San Giuseppe.
- La cappella di Sant’Antonio da Padova fu costruita tra il 1816 e il 1817.
- Il 22 novembre 1912 fu inaugurata la grotta di Lourdes, opera realizzata da Ravasio Guelfo di Bergamo.
- In capo alla navata sinistra si trova un grande Crocifisso.
- Segue la cappella dell’Addolorata, eretta nel 1920. Alle sue pareti si ammirano pitture di Degiorgi del 1907, mentre sotto la mensa dell’altare è collocata la statua del Cristo deposto dalla Croce.
Il Culto di San Sereno e le Reliquie
Il culto per San Sereno, molto caro agli abitanti di Biandrate, ha origine nel XIV secolo con il ritrovamento del corpo del santo e il suo trasporto nella chiesa di San Colombano. Già negli statuti di Biandrate, risalenti al 1395, erano autorizzati giochi in occasione della festa di San Sereno, facendo supporre l'esistenza di una cappella in suo onore dal XIV secolo.
Nel XVII secolo, il culto di San Sereno fu rinnovato con nuovo fervore, anche grazie alla particolare devozione di Don Alfonso de Idiaquez, conte di Biandrate. Nel 1610 avvenne la prima ricognizione ufficiale del corpo del Santo, e nel 1630, in seguito al dilagare della peste, i Biandratesi fecero voto di solenni cerimonie e riconoscimenti in caso di salvezza. Questa promessa si concretizzò, e il culto di San Sereno si diffuse anche nei vicini villaggi.
La cappella dedicata a San Sereno venne trasformata e abbellita, e un nuovo ciclo di affreschi seicenteschi, che rappresentano la vita del santo, decora il tiburio ottagonale. Nel 1678, le ossa del Santo furono prelevate per essere riposte nella nuova urna artistica voluta da Antonio Silva, Conte di Biandrate.
Tra le opere significative compiute dal prevosto Luigi Gallotta, si annovera il grandioso reliquiario di San Colombano, portato a termine nel 1852. Questo fu realizzato quando il prevosto ebbe la certezza di possedere l’insigne reliquia di una vertebra e di una costola del Santo, ricevuta da Sant’Antonio Maria Gianelli, Vescovo di Bobbio.
