L'arte romanica, fenomeno culturale e artistico che fiorì tra l'XI, il XII e parte del XIII secolo, rappresenta il primo stile artistico definito come cristiano ed europeo, capace di riunire le diverse caratteristiche sviluppatesi nell'Alto Medioevo. Non fu il prodotto di una singola nazione o regione, ma un linguaggio unico applicabile a tutte le forme successive di espressione artistica, la cui origine fu profondamente influenzata da fattori quali la crescita economica, il rinnovamento spirituale e, in particolare, la pratica del pellegrinaggio.
Il Contesto Storico e la Nascita del Romanico
L'aggettivo "romanico" deriva da "roman", vocabolo coniato in Francia agli inizi dell'Ottocento per indicare le lingue e le letterature romanze. Charles de Gerville estese questo termine anche al linguaggio architettonico, definendo "romanica" tutta la cultura figurativa sviluppatasi in Francia dopo i Romani fino all'avvento dell'architettura gotica. Il termine evidenziava il legame con l'architettura romana, dalla quale vennero ripresi elementi strutturali come l'arco, la colonna, il pilastro e la volta, oltre a una certa impostazione monumentale e spaziale. Storici dell'arte hanno poi utilizzato termini come preromanico (IX e X secolo), protoromanico (fine X e inizio XI secolo) e tardoromanico (XIII secolo, per le regioni che non accolsero il Gotico) per specificare le diverse fasi.
La cultura e la civiltà europea conobbero un'accelerazione significativa dopo l'anno Mille. Innovazioni tecnologiche, soprattutto in agricoltura, aumentarono la produzione alimentare, riducendo la scarsità endemica di cibo e innescando un circolo virtuoso che portò a un incremento demografico, alla ripresa dei commerci e allo sviluppo di villaggi e città. La crescita urbana favorì l'affermazione di un nuovo ceto sociale, quello "borghese", dedito ad attività manifatturiere e commerciali. In questo periodo, soprattutto in Francia, il sistema feudale frammentò il potere, creando una classe di "signori della guerra". Tutte queste entità sociali e politiche generarono una notevole domanda di nuovi edifici, in particolare di carattere religioso.

Caratteristiche dell'Architettura Romanica e le Chiese di Pellegrinaggio
L'arte romanica si presenta con due aspetti apparentemente antitetici: da una parte, non è il prodotto di una sola nazione o regione, ma si diffuse quasi contemporaneamente in Italia, Spagna, Germania, Francia, Inghilterra, con scambi e influenze reciproche. D'altra parte, ogni regione sviluppò forme, schemi costruttivi e materiali distinti, riflettendo la complessa realtà dell'Europa medievale che univa elementi "universali" a caratteri locali. In questo contesto, le chiese di pellegrinaggio iniziarono a impiegare strutture specifiche che enfatizzavano l'innesto delle navate con il transetto, come torri e cupole.
Elementi Strutturali e Spaziali
- La suddivisione interna era spesso articolata in campate, con l'area di una campata della navata centrale (a base quadrata) corrispondente all'area di due campate nelle navate laterali.
- Le murature erano realizzate molto spesse e robuste, con aperture relativamente piccole, contribuendo a una luminosità interna piuttosto rarefatta, di cui si esaltava la spiritualità.
- Venne notevolmente utilizzato non solo il colonna (spesso monolitiche) come nelle chiese paleocristiane, ma anche il pilastri (a volte alternati a colonne).
- Il materiale principale per le murature era la pietra da taglio, ridotta in conci regolari che all'interno venivano spesso intonacati e affrescati, piuttosto che lasciati a vista.
- Le volte della navata erano spesso a botte, soprattutto in Francia, ma più frequentemente a crociera, con una versione a sesto acuto in Borgogna e Poitou. Dalla Lombardia e da Durham (Inghilterra) si diffuse la volta a costoloni, e in Normandia (Lessay) esordì la crociera ogivale costolonata, ripresa in Sicilia nelle coperture absidali delle cattedrali di Cefalù e Monreale.
L'interno delle chiese romaniche non era più percepibile con un singolo sguardo, ma si rivelava in fasi, con una frammentazione dell'unità dell'edificio in innumerevoli sotto-elementi, ciascuno con una certa autonomia formale. Il passaggio dal Romanico al Gotico, come ricerca di una maggiore luminosità e l'allargamento progressivo delle aperture esterne, rifletteva una mutata sensibilità.

Funzione della Cattedrale Romanica
La cattedrale romanica non era solo un luogo di culto, ma anche una "basilica" nel senso romano del termine, ovvero un luogo per le adunanze della comunità cittadina, dove talvolta si trattavano affari e si conservavano unità di peso e misura. Molte cattedrali erano fortificate, diventando rifugi protetti dal vescovo in caso di invasioni o saccheggi. Era inoltre il monumento civico per eccellenza, raccogliendo memorie storiche di imprese gloriose e le spoglie di cittadini illustri. Rappresentava una grande ricchezza comune, conservando nelle sue navate e sui suoi altari i preziosi manufatti dell'artigianato cittadino e i beni portati da mercanti da paesi lontani.
L'interno si sviluppava in profondità (con la cripta), in altezza (con il presbiterio che sovrastava la cripta) e in lunghezza (la navata). La pianta, generalmente cruciforme, a tre e raramente a cinque navate, con transetto e abside, creava uno spazio raccolto e chiuso: un invito simbolico alla preghiera e al dialogo intimo con Dio. L'illuminazione era scarsa, con forti contrasti tra luce e ombra.
Il cammino verso Santiago
Il Fenomeno del Pellegrinaggio e la Sua Influenza
La pratica devozionale del pellegrinaggio, consistente nel recarsi, da soli o in gruppo, in un luogo sacro per scopi votivi o penitenziali, è tipica del cristianesimo occidentale, ma rappresenta un orientamento dello spirito religioso comune a molte culture. Le destinazioni finali si ricollegavano a tre tipologie principali: luoghi segnati da una presenza sovrannaturale, luoghi storici di carattere sacro e luoghi consacrati al culto dei corpi santi, che racchiudevano particole di eternità e dove si operavano miracoli.
Le Grandi Mete di Pellegrinaggio nell'Occidente Medievale
- Terra Santa e Gerusalemme: Luoghi storici della vicenda terrena di Gesù Cristo, i pellegrinaggi a Gerusalemme divennero un fenomeno organizzato già al tempo del trionfo del cristianesimo nell'Impero Romano.
- Roma: La città eterna, con le tombe degli apostoli Pietro e Paolo.
- Santiago de Compostela: La scoperta del corpo dell'apostolo Giacomo attrasse in Galizia folle immense.
- Monte Gargano e Mont-Saint-Michel: Luoghi legati ad apparizioni dell'arcangelo Michele.
Il pellegrinaggio, pur essendo essenzialmente un fenomeno religioso, ebbe significative implicazioni economiche, politiche, sociali e artistiche, soprattutto quando divenne un fenomeno di massa nei secoli XI e XII. La sua crescita fu favorita dall'estrema mobilità della società dell'epoca, dall'espansione demografica, dalla rinascita del commercio e dallo sviluppo urbano. Il potere civile e le istituzioni religiose collaborarono per facilitare le comunicazioni attraverso la manutenzione delle strade e lo sviluppo di punti di sosta, adottando misure di protezione specifiche per i viaggiatori e i pellegrini.

Le "Vie di Pellegrinaggio" e l'Arte Romanica
Sotto l'aspetto artistico, il pellegrinaggio è stato studiato in relazione alle "vie di pellegrinaggio". La nozione si sviluppò a partire dall'identificazione delle "strade di Santiago de Compostela" con la pubblicazione (1882) del libro V del Codex Calixtinus o Liber sancti Iacobi. Quest'opera divenne celebre quando Bédier (1908-1913) ne integrò il contenuto, indagando i temi letterari sviluppati lungo gli itinerari e rivelando come essi mirassero a legare alla fortuna del santuario galiziano un certo numero di grandi edifici francesi.
L'esplorazione artistica delle "vie di pellegrinaggio" fu intrapresa da Émile Mâle (1922), che per primo segnalò l'esistenza, lungo le strade verso Santiago de Compostela, di un gruppo di grandi chiese dei secoli XI e XII strettamente imparentate per pianta, alzato e caratteri costruttivi:
- Abside circondata da un deambulatorio a cappelle radiali.
- Coro prolungato da due navate laterali che incorniciavano un vasto transetto, a loro volta in comunicazione con le navatelle di un corpo longitudinale assai sviluppato.
- Alta navata centrale voltata a botte e contraffortata da tribune che ne assicuravano anche un'illuminazione indiretta.
La cattedrale di Santiago de Compostela appartiene a questa famiglia architettonica, ma il modello sarebbe stato fornito dalla collegiata di Saint-Martin di Tours, individuata da Mâle come la più antica e bella delle chiese di pellegrinaggio di Francia.
Critiche al Concetto delle "Vie di Pellegrinaggio"
Successivamente, Lambert (1956) e Hubert (1959) contribuirono a smontare la nozione di "vie di pellegrinaggio". Lambert osservò che, come tutte le strade portano a Roma, tutte quelle della Francia sudoccidentale potevano condurre a Santiago de Compostela, indicando il gruppo di architetture di questa "via" come l'ultima incarnazione di un metodo di interpretazione dell'arte romanica sviluppatosi in Francia nel XIX secolo. Hubert si spinse oltre, sostenendo che l'idea stessa di "vie di pellegrinaggio" appartiene al mito romantico delle origini popolari dell'arte, che attribuiva alla folla dei pellegrini il misterioso propagarsi delle idee e delle forme artistiche. Un'analisi obiettiva rivela che non esistettero mai in Francia strade o percorsi preparati per il solo uso dei pellegrini, ma solo itinerari o semplici enumerazioni di punti di sosta. Inoltre, non sussistono coincidenze geografiche assolute tra l'attività degli scultori e il percorso dei pellegrini.
È ormai assodato che le grandi chiese romaniche del tipo di Santiago de Compostela - Sainte-Foy di Conques, Saint-Martin di Tours, Saint-Martial di Limoges e Saint-Sernin di Tolosa - devono essere ricollocate nel quadro più ampio dell'architettura romanica dell'XI secolo, piuttosto che studiate unicamente dal punto di vista delle "vie di pellegrinaggio" a Santiago de Compostela.
Il Valore Residuale del Concetto e le Botteghe Itineranti
Tuttavia, il concetto di "vie di pellegrinaggio" conserva un certo valore per la scultura sviluppatasi tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo lungo la sezione spagnola del Cammino di Santiago: nella cattedrale di Jaca, nella cappella castrale di Loarre, nell'abbaziale di Frómista, a San Isidro di León e nella cattedrale di Santiago de Compostela. Questa scultura presenta caratteri comuni che si ritrovano anche in molte grandi chiese della Francia sudoccidentale legate al pellegrinaggio. Gaillard (1938) spiegò questo fenomeno con lo spostamento di grandi botteghe itineranti di scultori, che portavano con sé tecniche e modelli. È più verosimile che, accanto allo spostamento di artisti, siano emersi veri e propri centri artistici, dotati di originalità ma in grado di instaurare tra loro legami più o meno stretti.
Il Cammino di Santiago: Un Esempio Emblematico
Il Cammino di Santiago rappresenta senza dubbio uno dei fenomeni di maggiore portata del secolo XI, con importanti collegamenti allo sviluppo e alla diffusione dell'arte romanica nella regione. Secondo un'antica leggenda, il vescovo Teodemiro, intorno alla metà del IX secolo, seguì l'apparizione miracolosa di una stella fino a un campo deserto e lì trovò la tomba dell'apostolo Giacomo. Da questa leggenda nasce il nome "Compostela" (formato da campus e stellae).
L'avventurosa storia dell'apostolo Giacomo, che secondo la tradizione raggiunse la penisola iberica per predicare la parola di Cristo, si salda alla Reconquista, la "riconquista" dei territori occupati dai musulmani nel sud della penisola. La Cattedrale di Santiago de Compostela è il miglior esempio di arte romanica nella penisola iberica, la meta di un incredibile pellegrinaggio durato secoli e un luogo simbolico e ricchissimo che sintetizza l'anima di un'intera epoca.
La Cattedrale di Santiago de Compostela: Storia e Architettura
All'inizio della vicenda di Santiago de Compostela vi è la scoperta del sacello con il corpo mortale dell'apostolo Giacomo nella prima metà del IX secolo (830 d.C.). Alfonso II, re delle Asturie, edificò una chiesa che inglobò il primitivo sacello e la affidò ai Benedettini. Nell'899, per volere di re Alfonso III, la prima chiesa fu rimpiazzata da una più grande, già nel X secolo meta di pellegrinaggi. Poco prima del Mille, la basilica e la città furono ridotte in rovine dalla furia dei musulmani. Dall'ultimo quarto dell'XI secolo si lavorò per la costruzione della chiesa in stile romanico compiuto - l'attuale, se non fosse per la facciata secentesca - che fu completata cent'anni dopo sotto la guida di Maestro Mateo, che scolpì anche il grande portale d'ingresso, noto come "Portico della Gloria".
La ricostruzione secentesca di tutto il fronte della chiesa sulla Piazza dell'Obradoiro impedisce di vedere come Santiago appariva ai pellegrini al termine del loro lunghissimo viaggio. La facciata barocca copre l'intera struttura della basilica, non permettendo di comprendere dall'esterno l'articolazione dei volumi e degli spazi. È solo all'interno che si può comprendere come il santuario costituisca una delle più compiute realizzazioni dell'architettura romanica. Ricostruzioni basate su studi documentali mostrano la grande chiesa libera dall'abbraccio degli edifici circostanti e dalla maschera barocca, rivelando il suo volto romanico. In un'altra ricostruzione di Anxo Miján Maroño, si può vedere come il Portico della Gloria, nel progetto di Maestro Mateo, fosse visibile già dalla facciata, pur essendo protetto dal nartece.

Chiese di Pellegrinaggio Francesi: Cluny e il Cammino
In Borgogna, l'abbazia di Cluny fu un modello culturale di vasta influenza. Tra il 948 e il 981 fu ricostruita la chiesa (Cluny II). Con la terza chiesa abbaziale (Cluny III), fondata nel 1088, l'abbazia divenne la più vasta chiesa della cristianità, con dimensioni colossali (lunga 187 metri), nartece, cinque navate, un coro allungato con deambulatorio e cappelle radiali, un doppio transetto e cinque torri. Molte chiese della regione, in particolare quelle di pellegrinaggio come a Paray-le-Monial, usarono la basilica di Cluny come modello, adottando la struttura delle pareti della navata centrale e del transetto divise secondo tre ordini e la copertura con volte a botte. A Paray-le-Monial, le arcate erano già a sesto acuto e i pilastri a fascio scanalati, dimostrando che tali elementi non erano prerogativa esclusiva dello stile gotico.
Altre importanti basiliche francesi dei pellegrinaggi, come la chiesa di Saint-Bénigne (distrutta come Cluny), furono fatte costruire poco dopo l'anno Mille. A Tolosa venne edificata la basilica di Saint-Sernin, tappa fondamentale dei pellegrinaggi, iniziata prima del 1080 e completata nel XIII secolo. La sua pianta maestosamente ampia prevedeva cinque navate, una centrale di grandiosa imponenza, un'ampia abside presbiteriale con deambulatorio e cappelle radiali, e un'altissima torre all'incrocio del transetto con la navata, con copertura a volte a botte.
Contemporaneamente, nel Midi-Pyrénées, veniva costruita un'altra tappa fondamentale del Cammino di Santiago: l'abbazia di Moissac, celebre per il chiostro realizzato verso il 1110, con settantasei capitelli scolpiti e organizzato con l'alternanza di colonnine singole e binate, oltre a dodici pannelli a bassorilievo con apostoli a grandezza naturale sui pilastri d'angolo e centrali.

Il Romanico in Normandia e Inghilterra
In Normandia, Guglielmo da Volpiano eresse nel 1025 la chiesa abbaziale di Berné, con transetto absidato e volte a crociera nelle navate laterali. La chiesa abbaziale di Notre-Dame a Jumièges, costruita tra il 1040 e il 1067, seguì l'esempio di Berné. Guglielmo il Conquistatore e la moglie Matilde di Fiandra fondarono due abbazie a Caen (una maschile e una femminile), le cui chiese sono tra i monumenti più importanti dell'epoca. In particolare, la chiesa abbaziale di Saint-Étienne (Abbaye aux Hommes) presenta elementi perfezionati rispetto a Jumièges, con torri della facciata ben allineate alla pianta e un potenziamento del matroneo, del triforio e della galleria superiore, rendendo la parete più articolata e spessa.
Dopo la conquista normanna, anche in Inghilterra fu avviato un vasto programma di costruzione di abbazie e cattedrali. Ely (dopo il 1081), Winchester, Norwich, Peterborough e Durham (1093-1133) erano caratterizzate da navate centrali snelle e molto alte, con effetti decorativi spettacolari sulle facciate e pareti interne movimentate da schemi complessi.
Varianti Regionali in Italia e Spagna
L'architettura romanica in Italia presenta un panorama variegato. In Italia settentrionale si sviluppò uno stile massiccio, con largo uso del laterizio e influenze bizantine e provenzali. In Toscana, le città svilupparono stili propri, vivaci e riconoscibili, mentre Roma e l'Italia centrale rimasero centri periferici. Con la conquista normanna del Sud Italia e della Sicilia, si sviluppò un romanico basato sui caratteri dei paesi dei conquistatori, arricchito da elementi bizantini e arabi.
In Catalogna, l'arte romanica manifestò peculiarità e si prolungò per tutto il XII secolo, spesso con campanili affiancati alle absidi a base quadrata o poligonale e aperture crescenti nei piani più alti. La Spagna settentrionale era strettamente legata alla Francia del Sud per ragioni politiche, economiche e per il Cammino di Santiago. Tra i primi cantieri attivi con caratteristiche romaniche vi fu la chiesa di Sant'Isidoro a León, ampiamente rimaneggiata entro la prima metà del XII secolo.
Iconografia e Temi del Pellegrinaggio
I pellegrinaggi a Gerusalemme esercitarono un'influenza profonda sullo sviluppo architettonico dell'Occidente attraverso numerose imitazioni del Santo Sepolcro. Altri pellegrinaggi medievali arricchirono l'iconografia con la creazione o la diffusione di temi originali, come il Volto Santo di Lucca, la cui venerazione si diffuse grazie ai pellegrinaggi lungo la Via Francigena, principale strada per Roma e Santiago de Compostela.
Il Volto Santo di Lucca
Il Volto Santo di Lucca, attualmente nel duomo, è circondato da una leggenda secondo cui sarebbe giunto nel porto di Luni su una nave senza timoniere e poi trasportato a Lucca, scolpito da Nicodemo. Nel secolo XI, Guglielmo II il Rosso, duca di Normandia e re d'Inghilterra, giurava sul volt de Lucha. Il Cristo di Lucca fu riprodotto in Francia, Germania e Inghilterra, con numerose immagini identificate in Catalogna, dove l'Ordine degli Ospedalieri di San Giacomo di Altopascio possedeva un ospedale a Perelló.
Il Cavaliere Vittorioso
Mâle (1922) mise in relazione con il pellegrinaggio a Roma uno dei motivi più enigmatici della scultura romanica: il cavaliere vittorioso. La statua di Marco Aurelio dinanzi al palazzo Lateranense, poi trasferita sul Campidoglio, divenne per i pellegrini medievali una raffigurazione di Costantino, simbolo della Chiesa trionfante sull'idolatria. Mâle fece di quest'immagine il prototipo delle rappresentazioni romaniche del cavaliere in Francia occidentale e Spagna. Questa tesi fu confutata da Porter (1923) e dagli storici dell'arte spagnola, che identificavano i cavalieri romanici della penisola (una dozzina di esemplari) con San Giacomo Maggiore, apparso, secondo la leggenda, alle armate cristiane nella battaglia di Clavijo dell'844 per assicurare la vittoria sui Mori. Questo tema è trattato segnatamente sul timpano del portale d'ingresso del chiostro romanico della cattedrale di Santiago de Compostela. De Apraiz (1941) notò che le ubicazioni dei cavalieri vittoriosi in Francia e Spagna sono generalmente vicine alle vie verso Santiago, suggerendo che il cavaliere romanico rappresenti San Giacomo vincitore dei musulmani.
Seidel (1981) rifiutò di collegare il cavaliere vittorioso romanico a un personaggio preciso, inserendolo nelle facciate istoriate di Aquitania come tema trionfale ispirato all'Antichità, ma trattato in prospettiva cristiana. I cavalieri rappresenterebbero il cavaliere cristiano in generale, al servizio della Chiesa, che riceve la sua ricompensa celeste dopo la morte: un trionfo militare nel contesto delle Crociate, legato a trionfi religiosi e morali. È importante notare che il tema del cavaliere non sopravvisse all'arte romanica.
Il Culto di San Michele Arcangelo
Mâle (1922) immaginò anche che l'immagine dell'arcangelo Michele che colpisce con la lancia il drago fosse stata creata al Monte Gargano. Ricerche successive hanno dimostrato una storia più complessa del motivo, orientandosi verso le relazioni privilegiate tra imperatori e arcangeli. Altrettanto semplificatoria appare l'ipotesi di Mâle secondo cui i siti d'altura dedicati a San Michele (Mont-Saint-Michel, Sagra di San Michele, Monte Tancia, Le Puy) sarebbero stati scelti in riferimento al Monte Gargano. Una prova esiste solo per Mont-Saint-Michel, dove il vescovo Auberto di Avranches, in seguito a un sogno, dedicò una cappella a San Michele, dopo aver ricercato sul Monte Gargano frammenti di roccia e del pallio dell'arcangelo come reliquie. Negli altri casi, la filiazione diretta con il Monte Gargano non è stabilita, e la scelta di luoghi inespugnabili per il culto di San Michele potrebbe collegarsi a diverse ragioni.
Miracoli e Leggende
Le vie di pellegrinaggio erano luoghi di prodigi, in quanto questi ultimi costituivano la prova della santità. Uno dei miracoli di San Michele, la leggenda del ricco di Siponto e del toro, ebbe una portata eccezionale, diffondendosi in tutto il Medioevo e oltre, chiarendo aspetti insoliti della consacrazione di un luogo a un santo senza reliquie. Non meno eccezionale fu il miracolo dell'impiccato lungo la via di Santiago de Compostela, figurante nel Liber sancti Iacobi.
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