La frazione di Stazione è oggi un agglomerato urbano ormai contiguo a quello di Moie di Maiolati Spontini, con cui si è saldata negli ultimi vent’anni. Ufficialmente riconosciuta come frazione del Comune di Castelbellino il 4 giugno 1962, deve il suo nome e la sua stessa esistenza alla stazione ferroviaria, realizzata tra il 1911 e il 1912.

Origini e Sviluppo della Frazione Stazione
La presenza della ferrovia e della strada Clementina, trasformata nel 1929 in Strada Statale n. 76 Val d’Esino (oggi ex statale 76), favorì gli scambi economici e il progressivo formarsi di borgate e frazioni accanto agli scali ferroviari, che sostituirono in parte le antiche stazioni di posta. Prima della costruzione della stazione, il treno si fermava già da decenni alla cosiddetta “Fermata di Montecarotto”, situata a pochi metri dall’attuale scalo verso Jesi.
Già tra il 1878 e il 1882 era stata sistemata la strada Montecarottese, collegamento diretto con Montecarotto, allora centro di rilievo amministrativo e giudiziario, che diede il nome alla stazione. Per lungo tempo l’attività agricola fu predominante nell’area, segno della vocazione rurale del territorio. Nel 1923, presso lo scalo ferroviario, fu aperto un ufficio postale, poi trasferito a Moie dall’Amministrazione delle Poste.
La Storia Religiosa nella Frazione Stazione
La storia religiosa della frazione Stazione è legata alla chiesa di San Francesco Saverio, edificata nel 1763 nella contrada omonima. Negli anni Sessanta fu costruita una nuova chiesa a cura della parrocchia di Moie, sostituita a metà degli anni Ottanta da un edificio ricavato da ambienti che in passato avevano ospitato attività produttive.
Di fronte alla chiesa si apre la Piazza della Solidarietà, al centro della quale si trova un gruppo scultoreo dedicato all’operosità, alla pace e al progresso, opera dell’artista jesino Giuseppe Campitelli. Questo monumento rappresenta il legame tra tradizione e modernità, tra il lavoro e la vita comunitaria.

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La Chiesa Parrocchiale di San Marco Evangelista a Castelbellino
La Chiesa di San Marco Evangelista è il principale edificio religioso di Castelbellino e rappresenta un punto di riferimento storico e spirituale per la comunità. La sua costruzione ebbe inizio nel 1767 su progetto dell’architetto Mattia Capponi di Massaccio (oggi Cupramontana), figura di rilievo nel panorama architettonico marchigiano del Settecento. I lavori si conclusero nel 1787, consegnando al borgo una chiesa solida e armoniosa, realizzata interamente in pietra.
Architettura e Struttura
L’edificio si presenta con una pianta a navata unica, semplice ma elegante, arricchita da quattro cappelle laterali che conferiscono ritmo e articolazione allo spazio interno. La sobrietà della struttura esterna contrasta con la ricchezza simbolica degli interni, dove arte e fede si fondono in un linguaggio semplice ma efficace. La sua architettura, pur rispettando i canoni del Settecento, rivela una forte attenzione alla funzionalità e alla solidità, qualità che hanno permesso all’edificio di resistere nel tempo e di mantenere intatto il suo ruolo centrale.
Altari e Decorazioni Interne
L’altare maggiore è dominato dall’attuale pala raffigurante San Marco, opera del pittore Vincenzo Monti datata 1938, che sostituisce le decorazioni più antiche e testimonia la continuità della devozione al santo patrono.
Gli altari laterali custodiscono una ricca varietà di dediche: a sinistra troviamo quello del Crocifisso e quello di San Giuseppe, mentre a destra si collocano l’altare dell’Immacolata Concezione e quello del Sacro Cuore di Gesù. Questa disposizione riflette la pluralità delle devozioni popolari che hanno accompagnato la vita religiosa del borgo nel corso dei secoli.
Le pareti interne della chiesa sono impreziosite da nicchie che ospitano statue di grande suggestione: San Pietro, San Paolo, San Francesco, San Luigi Gonzaga e Santa Caterina. Queste figure sacre, collocate con equilibrio lungo la navata, contribuiscono a creare un ambiente di raccoglimento e di intensa spiritualità.
L'Organo Antico
La chiesa ospita anche un antico organo, al momento non più funzionante, costruito nel 1768 e proveniente dalla chiesa di San Esuperanzio di Cingoli.
La chiesa ha accompagnato la vita della comunità di Castelbellino per oltre due secoli, diventando teatro di celebrazioni religiose, momenti di aggregazione e custode della memoria collettiva.

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