Le Origini e la Nascita della Parrocchia a Rovereto
La Chiesa Ortodossa dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele è presente a Rovereto dal 2008, fungendo da importante punto di riferimento per la comunità ortodossa locale. L'edificio sacro si trova in Via Zotti e ha una storia peculiare: fino al 1993, infatti, era un monastero dedicato a Sant'Antonio. Dopo la chiusura, anche a causa di gravi danni al tetto, nel 2009 ha subito un significativo intervento di restauro.
Questo restauro è stato possibile grazie all'aiuto di numerosi volontari, al supporto delle Suore Francescane di Maria e all'intervento dell'allora Arcivescovo Don Luigi Bressan. Questi sforzi congiunti hanno permesso di ridare vita all'edificio, trasformandolo in un attivo centro di culto e aggregazione.

Padre Ion Grebanosu: Guida Spirituale e Pilastro della Comunità
La guida della Chiesa Ortodossa dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele è l'arciprete e parroco Padre Ion Grebanosu, che rappresenta anche la Chiesa ortodossa moldava in Trentino. Padre Grebanosu, 54 anni, è sposato con Tatiana e ha tre figli: Ionela (30 anni), Aleftina (27 anni) e Teopemt (28 anni).
La sua storia personale rivela un percorso non convenzionale per un uomo di chiesa. Per anni, infatti, ha guidato autobus di linea e saltuariamente continua a farlo grazie a un contratto a chiamata. Questa pratica deriva dalla realtà che, come egli stesso spiega, i preti ortodossi non hanno una remunerazione fissa. «Poiché i nostri preti non hanno nessun tipo di remunerazione fissa, per poter far fronte a varie spese e per mantenere la famiglia, la maggior parte di noi cerca un impiego per i giorni feriali», ha affermato Padre Grebanosu. Egli stesso ha avuto un lavoro a tempo pieno, anche se ora è disoccupato a causa della perdita di un appalto da parte della ditta per cui lavorava ad agosto 2023, e per problemi di salute legati al cuore e all'aritmia, aggravati da due infezioni da Covid. Attualmente opera con un contratto a chiamata, subentrando in caso di malattia o ferie di altri colleghi.
Nonostante le sfide, Padre Grebanosu ha sempre trovato il modo di conciliare il lavoro secolare con i suoi doveri di guida spirituale. «Facevo volentieri l'autista a tempo pieno, anche se talvolta era un po' difficile conciliare il lavoro con il mio compito di guida spirituale che deve rispondere a varie esigenze in Chiesa e nella comunità. Essere parroco è una missione che deve avere la priorità, ma, grazie all'accordo preso con la ditta di avere il fine settimana libero per celebrare la messa ed essere a disposizione dei fedeli, ce l'ho sempre fatta», racconta. Il suo passato include anche il servizio militare, prestato per due anni tra il 1988 e il 1990, un'esperienza che ricorda come formativa dal punto di vista mentale e fisico.
L'Identità della Chiesa Ortodossa Moldava e il Suo Impegno Sociale
La Chiesa Ortodossa Moldava, pur appartenendo al patriarcato di Mosca, gode di indipendenza, con un proprio Vescovo a Bologna che sovrintende a tutte le parrocchie moldave d'Italia.
Padre Grebanosu ha espresso un parere fermamente contrario alla guerra, in particolare al conflitto tra Russia e Ucraina. «Il mio parere è fermamente contrario alla guerra, non la sostengo, anzi noi preghiamo ogni domenica per la pace, anche perché nella nostra Chiesa ci sono chierici che vengono dall'Ucraina». L'impegno della comunità non si limita alla preghiera; i parrocchiani, infatti, «si sono dati da fare fin da subito in vari modi per offrire aiuti ai profughi ucraini che qui arrivano scappando dai luoghi di guerra», dimostrando un concreto sostegno ai popoli colpiti dal conflitto.

Servizi alla Comunità e Integrazione
La parrocchia si distingue per essere una "Chiesa aperta a tutti e per tutti", offrendo una vasta gamma di servizi che vanno oltre le messe domenicali, con un forte accento sull'integrazione e il supporto sociale. Tra le iniziative più importanti vi è una scuola per bambini, dove tre docenti insegnano la lingua, la catechesi, il disegno, i balli tipici e i lavori artigianali. Ogni fine settimana, circa una trentina dei cinquantacinque ragazzi iscritti frequentano l'oratorio dalle 12 alle 14, partecipando anche alla preparazione di canti per animare le messe e le festività annuali.
Inoltre, la comunità si impegna attivamente nell'aiuto pratico per i nuovi arrivati, fornendo supporto a chi è in cerca di un lavoro o di una casa in affitto, e assistendo nell'integrazione nello stile di vita e nel rispetto delle leggi del paese ospitante. L'associazione culturale "Arcobaleno" gioca un ruolo cruciale in questo contesto, occupandosi di mantenere vive le tradizioni ortodosse e promuovendo l'accoglienza, caratteristiche intrinseche di questi popoli.
La Celebrazione del Decennale: Un Momento di Unione e Festa
In occasione del decimo anniversario della parrocchia cristiana ortodossa di Rovereto, la comunità ortodossa del Trentino si è radunata alla chiesa di Borgo Sacco per una festa dedicata ai Santi Arcangeli Michele e Gabriele. L'evento ha visto la partecipazione non solo di una vasta rappresentanza di ortodossi roveretani, ma anche di numerosi ospiti giunti da Veneto e Lombardia.
La giornata di celebrazioni è iniziata alle 8:30 con una speciale preghiera ai santi. Il culmine della lunga celebrazione è avvenuto alle 11:30, quando la chiesa di Borgo Sacco, affollatissima, ha accolto le reliquie di San Giovanni Crisostomo (una parte del braccio, portata da Venezia). Le festività si sono concluse attorno alle 13:00 con un concerto di poesie, canti e balli tradizionali.
La solennità della celebrazione, officiata da Padre Ion Grebanosu, è stata ulteriormente arricchita dalla presenza di ospiti di riguardo. Tra questi, l'ambasciatrice della Repubblica Moldova, Stela Stingaci, che ha ricordato con emozione una precedente visita a Rovereto, quando sul colle di Miravalle era stata issata la bandiera del suo Paese. In rappresentanza del Comune, ha partecipato la vicesindaco Cristina Azzolini, la quale si è intrattenuta fino al primo pomeriggio con la numerosa comunità ortodossa, composta in gran parte da cittadini originari dell'Est europeo, inclusi serbi, moldavi e romeni.
La vicesindaco Azzolini ha sottolineato l'importanza della comunità: «È una comunità molto numerosa ed è stato importante esserci, partecipare a questa festa, che è stata una cerimonia di grande solennità. L'associazione culturale "Arcobaleno" si occupa di mantenere vive le tradizioni ortodosse ed è molto attiva ed accogliente, come è nel carattere di questi popoli». Ha anche evidenziato il contributo delle donne dell'Est Europa, molte delle quali lavorano come badanti, esprimendo gratitudine per il loro servizio. La cerimonia è stata anche una dimostrazione della possibilità di dialogo tra culture diverse, rivelando alla vicesindaco molti aspetti culturali che ignorava: «Si tratta di una comunità molto rispettosa delle altre culture e tradizioni religiose, con loro abbiamo molto in comune». Alla celebrazione ha partecipato volentieri anche il decano Don Sergio Nicolli.

Il Significato dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele
Il nome della chiesa, dedicata ai Santi Arcangeli Michele e Gabriele, riflette profonde radici teologiche. Il termine "angelo" denota un ufficio, non la natura. Infatti, questi spiriti celesti sono chiamati angeli solo quando trasmettono un annuncio divino.
A essi vengono attribuiti nomi particolari che indicano il tipo di ministero loro affidato:
- Michele significa "Chi è come Dio?". Viene associato a compiti che richiedono grande coraggio e forza, simboleggiando l'incomparabile potenza divina.
- Gabriele è chiamato "Fortezza di Dio". È l'arcangelo inviato alla Vergine Maria per annunciare la nascita di colui che avrebbe debellato le potenze maligne, manifestando la forza divina nell'umiltà.