Il Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto è situato nella regione delle Marche, a poca distanza dal mare di Porto Recanati. La Santa Casa è custodita all'interno della Basilica, edificata tra il 1469 e il 1587, e rappresenta il cuore pulsante del Santuario. Essa è costituita da tre pareti che, secondo l'antica e autorevole tradizione, sarebbero la parte antistante la grotta di Nazareth dove nacque, visse e ricevette l'Annuncio la Beata Vergine Maria.

La Reliquia della Santa Casa: tra Fede e Archeologia
La Santa Casa è il luogo dove Maria nacque e visse come donna, sposa e madre; per questo è definita la casa di ogni famiglia che tra quelle tre pareti trova sostegno, conforto e speranza nelle difficoltà. Le tre pareti originali, secondo gli scavi archeologici, combaciano perfettamente con il perimetro della Grotta di Nazareth, ossia la restante parte della casa di Maria tuttora venerata nella Basilica dell’Annunciazione in Terra Santa.
Inoltre, le pietre con cui è costruita non provengono dal territorio recanatese, ma sono proprie della tradizione edilizia della Palestina al tempo di Cristo. Oltre alle tre pareti originali, a Loreto ne è stata edificata una quarta, dove è posta l'immagine sacra della Vergine Lauretana. La statua che oggi si può ammirare è del 1922, in quanto la precedente venne perduta a seguito di un incendio scoppiato nel 1921.
La Traslazione: la Tradizione degli Angeli e l'Interpretazione Storica
La devota tradizione narra che la traslazione della Santa Casa da Nazareth fino a Loreto sia opera degli angeli. Agli inizi di maggio del 1291, con Nazareth e tutta la Palestina sotto il dominio dei Mamelucchi d'Egitto, alcuni angeli avrebbero prelevato la dimora portandola via in volo. La prima sosta avvenne il 10 maggio 1291 a Tersatto (ora un quartiere della città di Fiume), in Croazia.
Successivamente, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294, la casa fu trasportata nell'antico comune di Recanati, seguendo diverse tappe:
- Presso il porto di Porto Recanati, in località "Banderuola".
- Su un terreno di proprietà dei conti Simone e Stefano Rinaldi di Antici.
- Infine, sulla cima di un colle in una via pubblica (il monte Prodo), dove tuttora è custodita.
Una seconda interpretazione storica mette in risalto che nel 1291 alcuni cristiani salvarono dalla distruzione la casa della Madonna. Documenti recenti sembrano confermare che le pareti furono trasportate via mare per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull'Epiro. Un documento del 1294 attesterebbe che Niceforo Angeli diede in dote alla figlia Ithamar "le sante pietre portate via dalla Casa della Nostra Signora".
Architettura della Basilica: una Fortezza per la Fede
La Basilica della Santa Casa è uno dei principali luoghi di venerazione di Maria e tra i più importanti santuari mariani del mondo. La costruzione, orientata secondo l'asse est-ovest, fu iniziata nel 1468 su probabile progetto del veneziano Marino di Marco Cedrino, in uno stile gotico con influenze rinascimentali.
La Cupola e il Campanile
Di chiaro stile rinascimentale è la cupola che caratterizza il panorama lauretano. Il tamburo ottagonale fu elevato da Giuliano da Maiano, mentre la calotta fu compiuta da Giuliano da Sangallo in soli nove mesi, tra il 1499 e il 1500. Con un diametro di 22 metri, era la seconda cupola più grande dell'epoca dopo quella del Brunelleschi a Firenze.
Sul lato sinistro della Basilica svetta l'alto campanile di 75,60 metri, realizzato su disegno di Luigi Vanvitelli tra il 1750 e il 1754. Ospita un carillon di nove campane che intonano le note delle "Litanie lauretane". La campana maggiore, chiamata "Loreta", fusa nel 1515, è una delle più grandi d'Italia.

La Facciata e le Porte Bronzee
La facciata, iniziata nel 1571 da Giovanni Boccalini e terminata nel 1587 da Lattanzio Ventura, si presenta in pietra bianca d'Istria. Vi si aprono tre magnifiche porte bronzee, frutto della prestigiosa Scuola di scultura di Recanati. La porta centrale fu realizzata da Antonio di Girolamo Lombardo, mentre quella destra è opera di Antonio Calcagni.
Interno della Basilica e le Cappelle delle Nazioni
L'interno si presenta come una grande aula goticizzante basata su una complessa pianta a croce latina. Il corpo principale è diviso in tre navate da 12 pilastri che sorreggono volte a crociera costolonate. Intorno alla crociera corre un deambulatorio sul quale si aprono nove grandi cappelle e quattro sagrestie.
| Cappella | Caratteristiche e Autori |
|---|---|
| Francese (Santissimo Sacramento) | Affrescata da Charles Lameire (1896-1903) con il Trionfo della Croce. |
| Slava (SS. Cirillo e Metodio) | Decorata da Biagio Biagetti (1912-1913) con scene della vita dei due santi. |
| Americana (Assunta) | Affrescata da Beppe Steffanina tra il 1953 e il 1970; celebra Maria Regina e la patrona dell'aviazione. |
| Tedesca (del Coro) | Decorata da Ludovico Seitz (1892-1902) nel VI Centenario della Traslazione. |
| Polacca (Sacro Cuore) | Opera di Arturo Gatti, raffigura la Vittoria di Sobieski e il Miracolo della Vistola. |
Le Sagrestie e la Sala del Tesoro
Le sagrestie sono dedicate ai Quattro Evangelisti. La Sala del Tesoro (o Sagrestia Nuova) fu realizzata nel 1600 per volontà di Clemente VIII. Il ciclo pittorico che la decora fu affidato al Pomarancio tra il 1605 e il 1610, che prevalse in concorso su artisti del calibro di Caravaggio e Guido Reni.
Significato Spirituale e Celebrazioni
Loreto è fiorita dalla Santa Casa: prima del suo arrivo su questo colle non vi era nulla. Fu l'insigne reliquia ad attirare a sé molti pellegrini in cerca di grazie e benedizioni. La Vergine Lauretana è stata proclamata il 24 marzo 1920 da Benedetto XV patrona universale di tutti i viaggiatori d'aereo.
L’8 settembre, nella Santa Casa, si celebra la Natività della Vergine Maria, considerata l'"alba della redenzione". La festa della Venuta si celebra invece il 10 dicembre, in ricordo dell'arrivo della casa a Loreto. In questo giorno, il santuario diventa segno vivo di una Chiesa che accoglie, ricordando come Maria sia stata la culla di Cristo e la Santa Casa sia il luogo in cui ogni fedele si sente figlio amato.