La Chiesa di Gesù Redentore e la storia parrocchiale di Scordia

La realtà pastorale di Scordia si è evoluta nel tempo per rispondere alle crescenti esigenze della popolazione. Oggi, a fronte di una comunità di circa settemila fedeli, il territorio si è arricchito di nuove strutture, tra cui il complesso pastorale Gesù Redentore in contrada Perraredda, nato come sussidiario della parrocchia di S. Maria Maggiore per servire una zona in costante espansione urbanistica.

Mappa del territorio di Scordia con l'indicazione della zona di espansione di contrada Perraredda

Le origini: la Chiesa di S. Maria Maggiore

La vicenda storica della chiesa di S. Maria Maggiore di Scordia è complessa ed articolata. Sebbene la prima attestazione documentaria risalga al 1308, la fondazione è probabilmente riconducibile all'epoca normanna. Nel corso dei secoli, il centro di Scordia subì alterne vicende, riducendosi a un modesto casale, ma il nucleo di case contadine continuò a gravitare attorno alla dimora baronale e all'unica chiesa di S. Maria, che per secoli esercitò le funzioni parrocchiali.

La chiesa ha subito nel tempo numerose distruzioni causate dal degrado e dai terremoti, tra cui quello devastante dell'11 gennaio 1693. Nonostante ciò, la caparbia volontà di risorgere dalle ceneri ha reso indissolubile il legame tra passato e presente.

L'edificio attuale e il patrocinio di Don Matteo Imperia

La struttura che ammiriamo oggi è frutto dell'iniziativa di Don Matteo Imperia, commissario del Tribunale della S. Inquisizione. Nonostante l'opposizione del vescovo di Siracusa, egli riuscì a realizzare una chiesa più ampia sullo stesso sito della precedente. I lavori durarono sette anni e l'edificio fu aperto al culto nel 1780. Per dissidi con l'autorità vescovile, la chiesa fu dedicata al cardinale Antonio Colonna Branciforti.

All'interno, l'arredamento sacro riflette una profonda devozione mariana:

  • Altare maggiore: ospita una tavola del 1589 raffigurante la Vergine col Bambino e santi, attribuita alla committenza di Don Vincentio Valdassi.
  • Abside: accoglie quattro affreschi dedicati a diverse invocazioni di Maria: Madonna della Lettera, Madonna della Buona Morte, Immacolata Concezione e Madonna degli Ammalati.
  • Statua lignea: di pregio artistico, raffigura la Madonna in trono con il Bambino, venerata come Madre di Dio e compatrona di Scordia.
Foto degli interni della chiesa di S. Maria Maggiore con focus sull'altare maggiore e la statua della Madonna

Evoluzione parrocchiale e il progetto Gesù Redentore

Nel corso del XVII secolo, con la costruzione della chiesa madre dedicata a S. Rocco, la chiesa di S. Maria perse i diritti parrocchiali, mantenendo tuttavia un ruolo significativo nelle sepolture. Solo nel 1942, con decreto del vescovo di Caltagirone Mons. Pietro Capizzi, la chiesa di S. Maria Maggiore fu ufficialmente eretta a parrocchia.

La necessità di un nuovo centro di aggregazione spirituale ha portato, in tempi recenti, alla nascita del progetto del complesso Gesù Redentore. Il 21 marzo 2001, la prima pietra del nuovo edificio è stata benedetta da Papa Giovanni Paolo II, segnando un nuovo capitolo nella storia religiosa di Scordia.

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