La scenografia offerta dalla Chiesa di Santa Maria del Baraccano, visibile da via Santo Stefano a Bologna, colpisce immediatamente per il suo impatto suggestivo. L’edificio funge da vero e proprio fondale architettonico: arioso nella sua facciata, ma strutturalmente raccolto all'interno, si sviluppa a ridosso di uno dei pochi tratti ancora esistenti della cinta muraria del XIV secolo.

Origini e significato del nome
Il nome "Baraccano" deriva dal termine "barbacane", ovvero la sporgenza fortificata o il torrione di guardia situato presso l'ingresso di Porta Santo Stefano, a cui l'edificio originale era appoggiato. La chiesa nacque originariamente come una piccola cappella nel 1403, costruita per preservare dagli agenti atmosferici e dal logorio del tempo un affresco della Madonna con Bambino, attribuito a Lippo di Dalmasio, che era dipinto su una parete delle mura cittadine.
Si narra che gli abitanti di Bologna, anticamente, trascorressero le ore di svago sul prato all'interno delle mura. Per invogliare le persone alla preghiera, fu dipinta tale immagine sacra. Ancora oggi, la Madonna del Baraccano è meta di giovani sposi che, dopo il matrimonio religioso, vi si recano per ricevere una speciale benedizione.
Evoluzione architettonica
Nel corso dei secoli, il complesso ha subito numerosi ampliamenti:
- 1420: Per volere di Giovanni Bentivoglio, l'edicola fu convertita in una cappella ottagonale.
- 1524: Venne aggiunto l'ampio portico a tre arcate.
- 1682: Fu eretta l'imponente cupola su disegno di Agostino Barelli.
- Settecento: Fu aggiunto l'attico sopra la facciata.
- 1914: Alfonso Rubbiani curò un importante restauro, eliminando le sovrastrutture barocche per ripristinare uno stile più vicino all'originale, utilizzando elementi in cotto.

Il Portico del Baraccano
Il portico, composto da 28 arcate, rappresenta un elemento di raffinata eleganza. I suoi capitelli sono celebri per la ricchezza delle decorazioni: putti che reggono festoni, animali e stemmi, tra cui la nota "sega" dei Bentivoglio. Questa struttura non fungeva solo da abbellimento, ma costituiva un luogo di accoglienza per pellegrini e, successivamente, per il Conservatorio delle "Putte" (fanciulle da maritare).
Opere d'arte custodite
L'interno della chiesa è un prezioso scrigno d'arte. Tra le opere di maggior rilievo si annoverano:
| Opera | Autore |
|---|---|
| Madonna con Bambino (altare maggiore) | Lippo di Dalmasio (restaurata da Francesco del Cossa) |
| Madonna (scultura in terracotta) | Alfonso Lombardi |
| Vergine con Bambino, San Giuseppe e San Gioacchino | Lavinia Fontana |
| Statue dei Santi protettori di Bologna | Sperandio Savelli |
All'interno della cappella Orsi si possono ammirare ulteriori tele di grande pregio, tra cui quelle di Prospero Fontana e Cesare Aretusi, che testimoniano il fervore artistico che ha caratterizzato il santuario nel corso del Rinascimento.
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Il Conservatorio e il legame con la città
Il Conservatorio del Baraccano, adiacente alla chiesa, fu anticamente un ospizio per pellegrini e, in seguito, un collegio femminile. Le giovani che vi risiedevano venivano istruite nel ricamo e nella sartoria. Oggi l'intero complesso, che comprende anche il suggestivo Voltone del Baraccano, rappresenta un punto di riferimento per il Quartiere Santo Stefano e un esempio virtuoso di conservazione del patrimonio storico bolognese.