Il territorio di Montefelcino, nel cuore della provincia di Pesaro e Urbino, custodisce diverse testimonianze storiche e religiose legate alla figura di San Michele Arcangelo. Due le principali entità a lui dedicate che emergono dai documenti: una chiesa storica sul Monte Albano, parte di un complesso conventuale, e un'antica chiesetta situata nella frazione di Fontecorniale.
La Chiesa e il Convento di San Michele sul Monte Albano
Origini Antiche e Sviluppo del Complesso
Sembra che anticamente, sulla cima del Monte Albano dove oggi si trova la chiesa, ci fosse un tempio pagano e un cimitero, come pure uno sulla collina prospiciente dove sorge la Rocca. Sicuramente in pieno Umanesimo una chiesa era già presente, menzionata in una bolla di papa Paolo II. Questo luogo ha una storia ricca di trasformazioni.

Nel 1698 i frati iniziarono ad ampliare la villa esistente, trasformandola poi definitivamente in convento nel 1792. La struttura fu costruita secondo il classico schema francescano, con piano terra a volta, un chiostro ad arcate con pozzo al centro e relativa cisterna sottostante. Dal chiostro si accede poi alle stanze di servizio, al refettorio e alla sala capitolare, mentre le celle dei frati erano al piano superiore.
L'ampliamento della chiesa stessa ebbe inizio nel 1724 e fu completato nel 1740. Al suo interno sono conservate molte opere pittoriche di padre Michelangelo Cianti, tra cui spicca la Gloria della Vergine e dei Santi.
Usi Storici e Ruolo durante i Conflitti
Il complesso di San Michele e l'adiacente giardino dei Frati vennero utilizzati già negli anni '30 come colonia estiva per l’elioterapia. La colonia estiva, intitolata a Romano Mussolini, “ha dato risultati veramente ottimi, raggiungendo alcuni bimbi, alla chiusura di essa, un aumento di peso che giunse fino ai tre chili ed uno notevole sviluppo di torace”.
Durante la guerra, il San Michele fu sede di una batteria della 18^ legione della Milizia per la difesa territoriale antiaerea che, tra le altre cose, curò il rifacimento della scalinata del parco e della piazzetta attualmente intitolata a Jean Coste. Con l’inizio dei raid aerei su Guidonia, nel convento trovarono riparo gli sfollati della Città dell’Aria, testimoniando il ruolo di rifugio e presidio del luogo in momenti difficili.
La Chiesetta di San Michele a Fontecorniale
Contesto di Fontecorniale e Localizzazione della Chiesetta
Fontecorniale è la frazione del Comune di Montefelcino più alta del territorio comunale, situata a circa 450 metri sul livello del mare. Le prime notizie della località, definita nei documenti "castello", risalgono agli inizi del 1200, quando ricadde, con Montefelcino e Montemontanaro, sotto il dominio della città di Fano. È tuttora in parte circondata da mura difensive.

A Fontecorniale sono presenti due chiese. Sotto le mura si trova la chiesetta di San Michele, oggi in stato di abbandono. Questa piccola chiesa è situata nella parte bassa dell'abitato di Fontecorniale, a ridosso delle mura, ed è detta anche di Santa Maria della Misericordia, una dedica molto diffusa nei secoli medievali.
Caratteristiche Architettoniche e Affreschi
La chiesetta è a stanza unica e di proprietà privata. È dotata di un campanile a vela, oggi privo di campana, che si trova sul retro della costruzione. All'interno dell'edificio si trova ciò che resta di un ciclo di affreschi che, probabilmente, ricopriva interamente tutte e quattro le pareti perimetrali.

In uno degli affreschi compare un vescovo con la scritta "Petrus Durantinus pinxit", e in un altro la data "22 aprile 1446" e la scritta "Hoc op fecit...Dona...Mateo d'Antoni". L'affresco sul muro presbiteriale dell'altare, oggi non più esistente, mostra la figura della Madonna in trono con in braccio il Bambino, che tiene in mano un libro. Due angeli suonano degli strumenti a corda alle spalle della Vergine, un elemento frequente nell'arte medievale e fino alla fine del 1400. Sotto gli angeli si notano dei paesaggi montuosi. Sull'abside è raffigurato pure Dio Padre benedicente, con una complessa cornice finta, e sulla destra San Martino. In una delle altre pareti si nota anche San Sebastiano. Questi affreschi rivelano uno straordinario stratificarsi di elementi realizzati tra il Quattrocento e il Cinquecento.

Stato di Conservazione Attuale
Purtroppo, l’edificio è oggi lasciato nel completo abbandono. Nel muro esterno vi sono larghe e preoccupanti crepe, e sebbene il tetto sia stato rifatto, è tenuto su da un palo centrale. Anche gli affreschi interni risultano molto deteriorati, testimoniando l'urgente necessità di interventi di conservazione per preservare questo patrimonio storico e artistico.