La Chiesa della Beata Vergine del Loreto, situata sulla strada SP3, n.5, rappresenta un importante luogo di culto e spiritualità, strettamente legato alla tradizione della Santa Casa di Nazareth.
Le Origini e la Costruzione
I primi documenti casalesi relativi alla cappella di Loreto in territorio livornese risalgono al 1625. In quell'anno, si desiderava edificare un "picciol tempio ad honore di Dio e della Gloriosa sempre vergine Maria, in sembianza della Santa Casa di Loreto". La Curia diede l'autorizzazione a costruire tale sacello il 9 maggio 1625.
Il canonico Francesco Antonio Nicolina, nella sua "Storia dell'antico Borgo di Livorno", annotò nel XVIII secolo la presenza di una "fabbrica di SS. Esercizi, assai bella, detta la Madonna di Loreto". Originariamente, vi era una chiesa edificata da Pietro Ronco con l'abitazione di un romito. Successivamente, nel 1720, il canonico Giuseppe Maria Perucca fece costruire un vicino edificio per esercizi spirituali. Suo nipote, Alberto Perucca, ampliò la struttura con un porticato e stanze su due piani. Una lapide all'interno della chiesetta ricorda queste costruzioni con la data A.D. MDCCIZIV. Nel 1771 fu realizzata una strada che collegava Livorno alla chiesa. Si era anche ipotizzata la costruzione di un ospedale, ma l'idea fu abbandonata.
Un documento settecentesco, trascritto nella "Relazione storico - artistica" del Geom. G.F. Giuliano, descrive il "Virginis Lauretane Edificium" come una chiesa "tutta costruita al modo della casa di Loreto", con un corpo di fabbrica massiccio e mura solide. All'ingresso si trovava la Cappella dedicata alla B.V. di Loreto, voltata e con mura rozze. Sopra il gradino superiore dell'altare, una graticola di legno colorito nascondeva una statua di legno della Vergine Maria, racchiusa in una nicchia con vetrata.

La Basilica di Loreto: Un Centro di Devozione Mariana
La Basilica della Santa Casa a Loreto è uno dei principali luoghi di venerazione mariana e uno dei santuari cattolici più importanti e visitati d'Italia. Situata in piazza della Madonna, a 127 metri s.l.m., custodisce al suo interno le tre pareti della Santa Casa di Nazareth, ritenuta la dimora dove visse Gesù e ricevette l'Annunciazione.
La Traslazione della Santa Casa
Secondo la tradizione, agli inizi di maggio del 1291, la Santa Casa fu trasportata dagli angeli da Nazareth a Tersatto (oggi Fiume, Croazia). Dopo nove mesi, fu nuovamente traslata nei pressi di Porto Recanati, in località "Banderuola", dove sorge un'altra chiesetta. Il nome "Loreto" deriverebbe da una nobildonna locale, Loreta, presso cui i pellegrini indicavano il luogo. Successivamente, per evitare pericoli legati alle incursioni saracene e alla presenza di malfattori, la Casa fu spostata dagli angeli su un terreno dei conti Rinaldi di Antici. Altri studi suggeriscono che la traslazione avvenne via mare, grazie all'intervento di esponenti della famiglia Angeli, regnanti dell'Epiro, dopo l'espulsione dei crociati dalla Terra Santa.
Le pietre con cui è costruita la Santa Casa non provengono dal territorio recanatese, ma sono tipiche della Palestina al tempo di Cristo, e gli scavi archeologici confermerebbero la loro corrispondenza con la grotta di Nazareth. La grotta stessa è ancora venerata a Nazareth, nella Basilica dell'Annunciazione.

Sviluppo Architettonico e Artistico della Basilica
La costruzione della Basilica di Loreto iniziò nel 1469 e si protrasse fino al 1587. Il progetto iniziale è attribuito a Marino di Marco Cedrino, in stile gotico con elementi rinascimentali. La realizzazione e continuazione dell'opera spettarono all'architetto Baccio Pontelli, a partire dal 1487-1488, visibile nei fianchi in cotto e nei volumi dei transetti-presbiterio.
La cupola, di chiaro stile rinascimentale, fu elevata sul tamburo ottagonale da Giuliano da Maiano e completata nella calotta da Giuliano da Sangallo tra il settembre 1499 e il maggio 1500. Con un diametro di 22 metri, fu la seconda cupola rinascimentale per grandezza, ispirata a quella del Duomo di Firenze.
La facciata, iniziata nel 1571 sotto il pontificato di S. Pio V, fu continuata da Giovanni Boccalini da Carpi e Giovanni Battista Ghioldi, e completata nel 1587. L'incarico di supervisore dei lavori fu affidato a S.E. mons. Aurelio Tibaldeschi. Nel 1604 fu indetto un concorso per la decorazione della Sala del Tesoro, vinto dal Pomarancio.
Restauri e Interventi Successivi
La Basilica ha subito numerosi interventi di restauro e arricchimento nel corso dei secoli.
- Nel 1828, i locali della chiesa furono restaurati a cura di tre livornesi dopo un periodo di rovina durante la Rivoluzione Francese.
- Nel 1867, l'Opera fu soppressa e i beni incamerati. Nel 1870, i fabbricati furono adibiti ad abitazioni private, con la chiesa frequentata solo nella festa annuale.
- Nel 1885, Giuseppe Sacconi fu incaricato del restauro generale della basilica, con l'obiettivo di ripristinare le forme gotiche. Affrontò anche il restauro statico della cupola, che fu nuovamente affrescata da Cesare Maccari tra il 1890 e il 1907 con le Litanie Lauretane e il dogma dell'Immacolata Concezione, sostituendo gli affreschi rovinati del Pomarancio.
- La facciata fu rielaborata in stile tardo-rinascimentale da Francesco Boccalini, continuata da Giovan Battista Ghioldi e terminata nel 1587 da Lattanzio Ventura. La facciata in pietra bianca d'Istria presenta tre magnifiche porte bronzee, realizzate tra il 1590 e il 1611.
- Il campanile, alto 75,60 m, fu realizzato tra il 1750 e il 1754 su disegno di Luigi Vanvitelli e ospita un carillon di nove campane.

L'Interno della Basilica
La Basilica presenta una complessa pianta cruciforme, basata su una struttura longitudinale sovrapposta a una centrale a croce greca, interpretata come una croce latina. L'interno è a tre navate, divise da 12 pilastri quadrati con colonnine che sorreggono archi ogivali e volte a crociera costolonate. Nelle navate laterali, Bramante aprì una serie di cappelle, decorate nel corso dei secoli con mosaici e dipinti.
La cupola copre lo spazio centrale dove è custodito il Sacello della Santa Casa. Tra il 1610 e il 1615, la volta fu affrescata dal Pomarancio, ma gli affreschi si deteriorarono nel tempo. Attorno alla crociera corre un deambulatorio da cui si aprono nove grandi cappelle e quattro sacrestie.
Le Cappelle e le Sacrestie
Molte cappelle portano i nomi delle nazioni che contribuirono al loro restauro. Tra le più significative:
- Cappella del Santissimo Sacramento o Francese: Decorata con offerte dei cattolici francesi, con affreschi di Charles Lameire.
- Cappella Slava o dei Santi Cirillo e Metodio: Affrescata da Biagio Biagetti con scene della vita dei santi patroni degli slavi.
- Sagrestia di San Luca: Presenta una terracotta con San Luca Evangelista attribuita a Benedetto da Maiano.
- Cappella dell'Assunta o Americana: Originariamente dedicata a San Giovanni Battista, fu poi decorata con offerte dei cattolici americani di lingua inglese.
- Cappella del Coro o Tedesca: Decorata con affreschi di Ludovico Seitz, realizzati tra il 1892 e il 1902.
- Cappella del Sacro Cuore o Polacca: Decorata con affreschi di Arturo Gatti, raffiguranti episodi legati alla Polonia.
- Cappella dei Duchi di Urbino: Rispetta l'aspetto originale cinquecentesco, con decorazione ad affresco di Federico Zuccari.
- Cappella di San Giuseppe o Spagnola: Restaurata da Giuseppe Sacconi e decorata con affreschi di Modesto Faustini.
- Cappella Svizzera o dei Santi Gioacchino e Anna: Affrescata da Carlo Donati nel 1935-38 con le offerte dei cattolici svizzeri.
Le sacrestie sono dedicate ai Quattro Evangelisti.

La Madonna di Loreto e il Suo Culto
La Madonna di Loreto, nota anche come Vergine Lauretana, è venerata nella Santa Casa. La statua attuale, risalente al 1922 e opera di Leopoldo Celani, è una Madonna Nera, il cui volto scuro è tipico delle icone antiche, spesso dovuto al fumo delle lampade. La statua originale del XIV secolo fu distrutta in un incendio nel 1921.
La Madonna di Loreto è patrona universale di tutti i viaggiatori aerei dal 24 marzo 1920, proclamata da Benedetto XV. La devozione si è diffusa in tutto il mondo cattolico, con numerosi luoghi dedicati alla Vergine Lauretana e riproduzioni della Santa Casa.
La storia della Santa Casa di Loreto
Aspetti Giuridici e Amministrativi
Il Santuario della Santa Casa ha goduto di uno stato giuridico particolare nel corso dei secoli. Dal 1507 fu soggetto direttamente alla Sede Apostolica. Dopo l'Unità d'Italia, fu amministrato da un Regio Governatore. Con i Patti Lateranensi, fu costituita una Commissione mista per l'attuazione dell'articolo 27 del concordato.
Il 24 giugno 1965, papa Paolo VI istituì la Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto e la Prelatura territoriale di Loreto. L'Amministrazione del Santuario è oggi affidata a un Consiglio di Amministrazione presieduto dall'Arcivescovo Delegato Pontificio.
Festività Lauretane
Le principali festività lauretane ricorrono l'8 settembre, in ricordo della Natività di Maria, e il 10 dicembre, in ricordo dell'arrivo della Santa Casa a Loreto ("La venuta").