L'Architettura e la Storia del Convento
Piazza Giuseppe Garibaldi a Marino è circondata da edifici di grande interesse storico ed artistico. Tra questi spicca il complesso del Convento del Santissimo Rosario. Il convento si presenta con un'estetica austera, tipica di un luogo destinato alla clausura e alla meditazione. Tuttavia, dietro la sua facciata apparentemente semplice si cela un autentico tesoro dell’architettura rococò. La chiesa del Santissimo Rosario, infatti, realizzata all’interno dell’edificio conventuale, è riconosciuta come una delle più pregevoli espressioni dell’architettura settecentesca presenti nel Lazio.
La fondazione del convento è intrinsecamente legata alla nobile famiglia Colonna. Nel 1671, Filippo Colonna, il più giovane dei figli maschi della casata, convolò a nozze con Clelia Cesarini, ultima erede di una delle più ricche famiglie aristocratiche romane. La sorella di Filippo, suor Maria Isabella Colonna, fu la fondatrice della comunità monastica. Anche altre sue tre sorelle, Maria Alessandra, Maria Girolamo e Maria Colomba, intrapresero la vita monastica. Il 21 settembre 1676, suor Maria Isabella, insieme a suor Giulia Lancellotti, suor Agata Serafini e quindici novizie, giunse a Marino per prendere possesso del nuovo convento. La fondatrice della comunità, suor Maria Isabella Colonna, morì nel 1682; l’anno successivo sua sorella suor Maria Colomba ottenne il permesso papale per trasferirsi nel monastero di Marino.

La Devozione alla Madonna del Rosario e il Sodalizio
La figura della Madonna del Rosario è al centro di una profonda e diffusa devozione popolare, sentita non solo in Puglia ma anche a livello nazionale ed europeo. A Marino, questa devozione è mantenuta viva e promossa attivamente dal Sodalizio della Madonna del Santissimo Rosario.
Recentemente, nella suggestiva cornice della Basilica di San Barnaba, si è tenuta la presentazione ufficiale del Calendario 2026, frutto dell'impegno del Sodalizio della Madonna del Santissimo Rosario. Questo progetto culturale e spirituale riesce a coniugare fede, arte e memoria collettiva, ed è stato ulteriormente impreziosito dalla copertina, sapientemente creata dal Maestro Stefano Piali. La sua preziosa collaborazione spicca come elemento centrale dell’edizione di quest’anno. Il calendario del Sodalizio si pone da sempre come un ponte tra il passato e il presente: esso costituisce un modo per preservare la memoria collettiva, commemorare momenti significativi della vita religiosa e civile, e al contempo ispirare un rinnovato senso di appartenenza alla comunità.