Le Origini e l'Evoluzione della Chiesa Anglicana
La Chiesa Anglicana trae le sue origini nel 1533, a seguito dell'Atto di Supremazia promulgato dal re Enrico VIII. Con questo atto, in rottura con il Papa di Roma, Enrico VIII si proclamò capo della Chiesa d'Inghilterra. Inizialmente, questa separazione non mise in discussione la teologia cattolica; lo stesso Enrico VIII aveva in precedenza ricevuto dal Papa il titolo di "defensor fidei" per la sua opposizione al protestantesimo, titolo che i Sovrani d'Inghilterra mantengono ancora oggi. Tuttavia, nel tempo, la Chiesa d'Inghilterra aderì progressivamente alla teologia protestante e, per un breve periodo, persino a quella calvinista più estrema, che portò all'abolizione dell'episcopato.
Oggi, la Chiesa Anglicana ha recuperato gran parte della tradizione cattolica e mantiene una struttura ecclesiastica episcopale simile a quella del cattolicesimo. I suoi pastori sono sacerdoti, sebbene la loro ordinazione, così come quella dei loro vescovi, sia stata dichiarata invalida dalla Chiesa Cattolica Romana. A differenza del clero cattolico, i ministri anglicani possono sposarsi e le donne possono essere ordinate sacerdoti e vescovi.

Struttura, Dottrina e Diversità Interna
Il capo della Chiesa Anglicana è il Sovrano d'Inghilterra (attualmente la Regina Elisabetta II, come menzionato nel testo originale, anche se ora è Re Carlo III), mentre l'Arcivescovo di Canterbury presiede il Consiglio della Comunione Anglicana, un'associazione di Chiese locali autonome.
La base dottrinale della Chiesa Anglicana è tuttora contenuta nei Trentanove articoli di religione e nel Book of Common Prayer (oggi in gran parte sostituito dal Common Worship). La Chiesa Anglicana è essenzialmente ecumenica, inclusiva e pluralista, mantenendo un'impostazione contemporaneamente cattolica ed evangelica.
Al suo interno, convivono armonicamente diverse tendenze e comunità, ciascuna delle quali può adottare una forma di culto differente, pur accogliendo il Common Worship. Tra queste vi sono:
- Gli "anglo-cattolici", che si differenziano poco dal cattolicesimo romano e presentano una forma di culto molto simile alla Messa cattolica.
- I neo-liberali, con vedute più ampie.
- I riformati, che si attengono al calvinismo.
- Gli evangelicali.
- I pentecostali/carismatici.
Questa grande varietà interna, caratterizzata da una sostanziale assenza di una connotazione dottrinaria, teologica ed ecclesiale unitaria, ha portato nel tempo a varie scissioni e all'allontanamento di intere comunità di fedeli.
La Comunione Anglicana e l'Ordinazione delle Donne
La Chiesa d'Inghilterra, con circa 25.000.000 di fedeli, è la comunità più grande all'interno della Comunione Anglicana, che complessivamente conta oltre 85.000.000 di membri, rendendola la terza confessione cristiana più grande del mondo, dopo la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali.
Non esiste una singola Chiesa Anglicana con autorità giuridica universale; ogni chiesa nazionale o regionale all'interno della Comunione gode di piena autonomia. Tuttavia, tutte riconoscono l'autorità morale dell'Arcivescovo di Canterbury come primus inter pares dei vescovi anglicani. Egli convoca la Conferenza di Lambeth ogni dieci anni, presiede la riunione dei Primati ed è Presidente del Consiglio Consultivo Anglicano.
Dalla Chiesa d'Inghilterra si è separata nel 1920 la Chiesa in Galles, che attualmente conta 6 diocesi.
Un aspetto significativo nell'evoluzione della Chiesa Anglicana riguarda l'ordinazione delle donne. Dall'11 novembre 1992, la Chiesa Anglicana ha concesso alle donne la possibilità di diventare sacerdoti e, dal luglio 2014, anche vescovi. La prima donna vescovo è stata Elizabeth Jane Lane, vescovo di Stockport, nominata il 17 dicembre 2014 e consacrata il 26 gennaio successivo.
La storia della Chiesa anglicana e il cammino ecumenico con la Chiesa cattolica
La Posizione della Chiesa Cattolica Romana sulle Ordinazioni Anglicane e la Successione Apostolica
La Chiesa Cattolica considera non valido il sacramento dell'ordine conferito dalla Chiesa d'Inghilterra e, più in generale, dalla Comunione Anglicana. Di conseguenza, i ministri di culto anglicani che desiderano essere ammessi al sacerdozio cattolico devono essere nuovamente ordinati.
Formalmente, la Chiesa Cattolica non riconosce alla comunità anglicana il titolo di "chiesa", limitandosi a riconoscerle la condizione di "confessione cristiana".
L'Anglicanesimo mantiene una posizione particolare, talvolta definita Via Media, tra le Chiese sorte al tempo della Riforma protestante e la Chiesa Cattolica. Questo perché ha mantenuto la struttura ecclesiastica del cattolicesimo con la successione apostolica dei vescovi e una liturgia tradizionale. Il clero è composto dai tre ordini di vescovi, presbiteri e diaconi, e il celibato ecclesiastico non è obbligatorio. Sebbene gli ordini religiosi siano stati soppressi da Enrico VIII, sono stati ristabiliti nel XIX secolo.
La Bolla "Apostolicae Curae" di Leone XIII
La questione della validità delle ordinazioni anglicane è stata oggetto di attento esame da parte della Santa Sede. Già nel 1555, Paolo IV, dopo un'attenta discussione con i cardinali, pubblicò la lettera *Praeclara carissimi*, che prescriveva la ri-ordinazione per coloro che erano stati promossi agli ordini ecclesiastici "da altri e non invece da un vescovo ordinato secondo il rito e il diritto". I documenti precedenti e le facoltà usate dal legato apostolico Cardinale Pole indicavano chiaramente che questi "altri" erano coloro promossi secondo la nuova formula rituale, l'Ordinale Edoardiano del 1552.
Papa Leone XIII, con la bolla Apostolicae Curae del 13 settembre 1896, ha dichiarato le ordinazioni anglicane "prorsus omninoque nullae" (del tutto e completamente nulle). Questa decisione si basa su due principali difetti riscontrati nel rito di ordinazione anglicano introdotto sotto Edoardo VI:
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Vizio di Forma
Le parole usate nell'Ordinale anglicano per l'ordinazione presbiterale ("ricevi lo Spirito Santo") non specificano in modo determinato l'ordine del sacerdozio, la sua grazia o la potestà di consacrare e offrire il vero corpo e sangue del Signore attraverso il sacrificio eucaristico. Il Concilio Tridentino definisce questa potestà come essenziale (Sess. XXIII, de sacr. Ord. can. I, Denz. 1771; Sess. XXII, de sacrif. Missae, can.3, Denz. 1753). Tutte le tracce di sacrificio e sacerdozio, presenti nelle preghiere del rito cattolico, furono deliberatamente eliminate dall'Ordinale edoardiano. Eventuali aggiunte successive al rito, volte a reintrodurre tali concetti, furono considerate tardive, avvenute quando la gerarchia, avendo perso la potestà di ordinazione, era già estinta.
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Vizio di Intenzione
Un sacramento, per essere valido, richiede l'intenzione di fare ciò che la Chiesa intende fare. Il Concilio di Trento sancisce che "se vi sia chi sostenga che nei ministri, nell'atto di conferire il sacramento, non sia necessaria l'intenzione di fare almeno ciò che la Chiesa intende di fare, sia anatema". Nel caso anglicano, la modifica del rito con l'eliminazione di riferimenti al sacrificio e al sacerdozio ha rivelato un'intenzione dei riformatori di istituire un ministero diverso da quello cattolico. Gli stessi "39 Articoli di Religione" sono espliciti in tal senso, definendo il sacrificio della Messa come "favole e imposture blasfeme". Testimonianze dell'epoca, come quella del vicario di Exton nell'«Echo», confermano che non si credeva negli Ordini nel senso cattolico e l'imposizione delle mani era vista come una semplice ammissione al ministero.

Questa invalidità fu confermata anche da episodi storici, come la ri-ordinazione di ministri anglicani che si convertivano al cattolicesimo (esempi del 1684 e 1704). La regina Maria I d'Inghilterra, ad esempio, seguì fedelmente le disposizioni apostoliche, dimettendo dalle loro sedi tutti i vescovi ordinati con il rituale edoardiano e ri-ordinando quelli che tornavano alla fede romana.
La Successione Apostolica dal Punto di Vista Anglicano
Nonostante la posizione cattolica, la Chiesa Anglicana ritiene di mantenere la successione apostolica. Tuttavia, la sua interpretazione di "successione apostolica" differisce da quella della Chiesa Cattolica Romana.
I primi riformatori anglicani, pur mantenendo una forma di governo episcopale, riconoscevano le chiese riformate del Continente europeo, con organizzazione presbiteriale, come vere chiese, riconoscendo la validità del loro battesimo e dell'eucaristia. Essi insistevano più sulla trasmissione dell'insegnamento apostolico che sulla mera successione ininterrotta delle sedi episcopali, risalente agli apostoli.
Richard Hooker, uno dei più influenti teologi anglicani del XVI secolo, pur difendendo la struttura ecclesiastica basata su un ministero ordinato tripartito (diaconi, presbiteri, vescovi), la considerava un'istituzione apostolica ma pur sempre umana, legittimata da Dio ma non di diritto divino, e non l'unica possibile. Egli sosteneva che la corretta forma di governo ecclesiastico non è indicata dalle Scritture in modo esclusivo.
Per la prospettiva anglicana, la successione apostolica consiste sostanzialmente nella fedeltà al messaggio apostolico contenuto nel Nuovo Testamento, trasmesso di generazione in generazione grazie all'azione dello Spirito Santo. L'ordinazione (o "consacrazione") dei ministri, sebbene non considerata un sacramento nel senso cattolico, è tenuta in alto onore e ha lo stesso significato e valore, compiuta dall'assemblea sinodale. Questo è il "sacramento dell'Ordine" come lo concepisce la Chiesa Anglicana, anche se non riconosciuto dal Concilio Cattolico.
Il Movimento Anglo-Cattolico e le Scissioni
Negli anni novanta del XX secolo, si è accentuata la presenza anglo-cattolica nella Chiesa Anglicana, un risveglio iniziato a metà dell'Ottocento con il Movimento di Oxford. Questo movimento ha portato alla conversione di molte figure importanti, come John Henry Newman e Henry Edward Manning, al Cattolicesimo Romano, dove divennero cardinali.
A seguito di alcune riforme introdotte dalla Chiesa Anglicana sul piano etico e dottrinale (come l'ordinazione delle donne o l'accettazione dell'omosessualità), si sono registrate scissioni. Intere comunità di fedeli hanno lasciato la Comunione Anglicana per creare chiese parallele slegate da Canterbury o sono passate alla Chiesa Cattolica Romana.

La Comunione Anglicana Tradizionale
La più importante di queste realtà anglicane non in comunione con la sede di Canterbury è la Comunione Anglicana Tradizionale, trasformata nel 2020 in Chiesa Anglicana Tradizionale. Essa è composta da chiese nazionali di tradizione anglicana indipendenti dalla Comunione Anglicana e dall'Arcivescovo di Canterbury.
Queste chiese sostengono le dottrine teologiche dell'affermazione di St. Louis e un'interpretazione cattolica dei trentanove articoli di religione. Utilizzano un Book of Common Prayer ritenuto privo di innovazioni e alcune parrocchie adoperano il messale anglicano nelle loro liturgie. Fondata da Louis Falk nel 1991, la Comunione Anglicana Tradizionale è nata da questioni come l'ordinazione delle donne, le revisioni liturgiche e l'accettazione dell'omosessualità. Attualmente il Primate è il Molto Reverendo Shane B. Janzen, Vescovo Ordinario della Diocesi del West Canada.
Gli Ordinariati Personali per gli ex Anglicani
Accanto a queste realtà anglicane indipendenti, Papa Benedetto XVI, con la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus del 4 novembre 2009, ha istituito i cosiddetti Ordinariati Personali. Un Ordinariato personale è una struttura canonica della Chiesa Cattolica creata per consentire a "gruppi di anglicani" di unirsi alla Chiesa Cattolica, conservando elementi del loro patrimonio liturgico e spirituale. Sono giuridicamente equivalenti a diocesi e possono essere costituiti nello stesso territorio di altre diocesi "sulla base del rito dei fedeli o per altri simili motivi".
Attualmente esistono tre Ordinariati personali:
- L'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham (Inghilterra, Galles e Scozia), retto da Mons. Keith Newton.
- L'Ordinariato personale della Cattedra di San Pietro (Stati Uniti e Canada), retto dal Vescovo Mons. Steven Joseph Lopes.
- L'Ordinariato personale di Nostra Signora della Croce del Sud (Australia e Giappone), retto da Mons. Carl Leonard Reid.
Questi ordinariati offrono un percorso per molti anglicani desiderosi di piena comunione con Roma, permettendo loro di preservare la ricchezza delle loro tradizioni spirituali.
La Chiesa Anglicana in Italia
Nel panorama religioso italiano, la Chiesa Anglicana non è ancora molto conosciuta, sebbene sia spesso identificata genericamente come la "chiesa inglese". Le comunità anglicane presenti in molte città d'Italia fanno capo alla diocesi europea con sede a Gibilterra.
La Chiesa Anglicana, con la sua duttilità e la sua teologia dinamica orientata alla società e alle culture locali, può rappresentare un ponte spirituale tra le varie correnti cristiane. Fondata sulla sacralità delle Sacre Scritture, sulle tradizioni della chiesa apostolica e sulla successione apostolica, mantiene una concezione autocefala del Cristianesimo che riconosce come unico capo universale il Signore Gesù Cristo. La sua capacità di assorbire elementi del protestantesimo e di mantenere aspetti del cattolicesimo la rende una realtà unica in cui convivono tendenze che altrove risulterebbero incompatibili.
Come espresso dal motto "in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus charitas" (unità nelle cose necessarie, libertà in quelle dubbie, carità in tutte), la Chiesa Anglicana cerca di testimoniare che non è necessaria una perfetta sintonia per amarsi come fratelli, in linea con la preghiera di Gesù per l'unità dei suoi discepoli.
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