La Chiesa di Santa Maria Formosa è un edificio sacro di grande importanza storica, artistica e religiosa situato nel cuore di Venezia. Decisamente atipica, bianca ed imponente, si trova al centro di uno dei Campi più grandi della città lagunare, l'omonimo Campo Santa Maria Formosa. Pare sia una delle otto chiese più antiche di tutta Venezia e svolge un ruolo centrale nella vita della comunità parrocchiale, guidata da un dinamico parroco che promuove innovative attività culturali e spirituali.

Don Piotr Mikulski: Il Parroco di Santa Maria Formosa
Dalla Polonia a Venezia: Il Percorso di Don Piotr
Dalla Polonia a Venezia, il parroco don Piotr Mikulski ha fatto il suo ingresso solenne nella parrocchia di Santa Maria Formosa domenica 2 (data implicita dal testo, riferita al 2 febbraio, ma la data precisa è meno rilevante della provenienza e ruolo). «Abbiamo qualcuno in comune: i Pontefici» esordisce sorridendo don Piotr Mikulski, nato l’8 settembre 1976 a Radom, una cittadina a 100 chilometri a sud di Varsavia. Quinto di nove fratelli, ha maturato la sua vocazione a 17 anni, all’interno del cammino neocatecumenale. Ha numerose esperienze di evangelizzazione iniziate in Bielorussia e in Georgia, dove ha toccato con mano la sofferenza e il bisogno che le persone hanno di Dio. Successivamente, è stato mandato in Israele, sul Monte delle Beatitudini nella Domus Galileae e a Gerusalemme, dove ha frequentato lo Studium Biblicum Franciscanum, l’École Biblique e i corsi di ebraico moderno. Don Piotr parla italiano, ebraico moderno, inglese, polacco, russo e spagnolo. È arrivato a Venezia nell’ottobre 2006 come seminarista del seminario Redemptoris Mater di Varsavia ed è stato ordinato sacerdote nel 2009 in Basilica. Per quasi quattro anni è stato cappellano ad Eraclea.
Visione Pastorale e Desideri
«Sono il primo parroco straniero. Non porto un mio progetto ma sono a disposizione della diocesi lagunare, terra di missione» afferma don Piotr. Nonostante non conosca a fondo la realtà della parrocchia, sa che «là c’è tradizione, cultura, storia che bisogna rispettare e che la percentuale dei fedeli frequentanti è pari all’8 per cento». Don Piotr evidenzia che «tante persone si sono allontanate dalla Chiesa. Per noi questo è motivo di sofferenza. Durante un incontro il patriarca Moraglia mi ha invitato a cercare le pecore perdute». Tra i desideri del sacerdote, vi è quello di incontrare il rabbino di Venezia.
Il Ruolo dell'Ex Parroco
L’ex parroco, il 75enne don Amedeo Trucolo, con 50 anni di sacerdozio e 36 di ministero pastorale a Santa Maria Formosa, rimarrà in un appartamento del patronato, garantendo una continuità e un legame con la storia recente della parrocchia.
Eventi e Attività Parrocchiali
"Tableaux Vivants": Un Racconto Artistico della Vita di Cristo
La comunità parrocchiale, con il supporto del parroco don Piotr Mikulski, si impegna in diverse attività. Un esempio recente è stato un percorso artistico e catechetico intitolato “Tableaux Vivants”, attraverso i quadri di arte sacra. La vita di Cristo è stata presentata dai ragazzi tra i 13 e i 19 anni. I tableaux vivants (quadri viventi) consistono nella riproduzione dal vivo, mediante attori o modelli opportunamente mascherati, delle grandi opere pittoriche, dove per tutta la durata della “visione” le persone non parlano e non si muovono. Questo approccio unisce le forme d’arte del palcoscenico con quelle di pittura o della fotografia. Nel contesto dell’arte sacra, le opere raffigurano la vita di Cristo: in questa occasione, i ragazzi del percorso di Post Cresima di Santa Maria Formosa hanno messo in scena dieci raffigurazioni, tra cui opere di Perugino, Giotto, Caravaggio, e molti altri grandi artisti. Il gruppo di ragazzi e ragazze della parrocchia, accompagnati dai loro “padrini” e dal parroco, aveva già presentato questo racconto artistico in forma privata al Patriarca, ricevendone approvazione e incoraggiamento a continuare. La chiesa si è riempita di gente a tal punto che lo spettacolo è stato proposto per due volte nella stessa serata, in modo da accontentare tutto il pubblico. Lo spettacolo è stato molto apprezzato e scandito, più volte, da applausi a scena aperta.
Teatri35, Per grazia ricevuta. Tableaux vivants di Caravaggio (Roma, Bib. Vallicelliana, 10/12/2020)
La Visita Pastorale del Patriarca Moraglia
La parrocchia di Santa Maria Formosa ha anche ospitato la Visita pastorale del Patriarca Francesco Moraglia nel centro storico di Venezia, giunta tra il 14 e il 16 febbraio 2020. Guidata dal parroco don Piotr Mikulski, la visita ha incluso incontri con l’Istituto San Giuseppe (e la relativa realtà scolastica) e le Suore Giuseppine del Caburlotto. La Visita è culminata con la Santa Messa domenicale nella chiesa parrocchiale.
La Chiesa di Santa Maria Formosa: Storia, Arte e Architettura
La Chiesa di Santa Maria Formosa è una delle 137 chiese di Venezia e, secondo la tradizione, una delle prime otto che sorsero nella laguna veneta. Scopriamone di più sulla storia e le origini di questo affascinante luogo sacro del Sestiere di Castello.

Origini Leggendarie e Prime Attestazioni
Secondo la leggenda, la chiesa venne eretta nel VII secolo da San Magno, vescovo di Oderzo, che fuggì da Oderzo con i suoi fedeli, intolleranti delle barbarie e dell’arianesimo longobardo. A lui apparve la Vergine Maria nei panni di una bellissima donna, “formosa” per l'appunto, indicandogli il luogo dove avrebbe dovuto essere eretta la chiesa. Il vescovo Magno, a Venezia tra il 638 e il 670, con l’aiuto della famiglia Tribuno, compì nell’anno 639 il voto, dedicando il nuovo tempio a Maria, cui fu aggiunto l’attributo di “formosa” in ricordo della splendida visione. La chiesa venne intitolata alla Purificazione della Beata Vergine. L’Origo (secolo IX) a pag. 143 dice: “ad honorem Sancte Dei Genitricis Semperque Virginis Mariae quae Formosa ecclesia appellatur”. Molto probabilmente la chiesa all’inizio dovette essere una semplice capanna fatta di tavole e di fango, coperte di paglia, e si voleva che fosse la prima ad essere dedicata alla Vergine Madre di Dio nelle isole di Rivoalto, dando così inizio al culto di Maria a Venezia. La prima attestazione scritta, però, risale solo al XI secolo (o al 1060).
Le Ricostruzioni: Dal Medioevo al Rinascimento
Nell’842, la chiesa sarebbe stata riedificata da Giovanni Sanudo. Venne in seguito ricostruita dopo il gravissimo incendio sviluppatosi il 5 aprile 1106, che arse buona parte della città, allora facile al fuoco perché costruita nella maggior parte in legno. Tale incendio devastò 24 chiese e le case circostanti dal monastero di San Lorenzo a San Niccolò dei Mendicoli, bruciando anche la basilica di San Marco ed il Palazzo Ducale. La chiesa era matrice e collegiata, cioè poteva amministrare i sacramenti anche per le circoscrizioni parrocchiali di San Provolo, San Giovanni in Oleo, San Lio, Santa Marina, Santa Maria Nova, San Giovanni Crisostomo, SS. Apostoli, Santa Sofia e San Felice ed aveva un collegio presbiterale. Creatasi l’esigenza di una nuova ricostruzione nel 1175, fu incaricato Paolo Barbetta da Oderzo, la cui famiglia si era stabilita in parrocchia, a innalzare la nuova chiesa. L’edificio riprendeva il disegno a croce greca della basilica di San Marco che veniva innalzato per la prima volta in muratura. L’antico schema a croce greca venne mantenuto in tutti i restauri fino al XV secolo.
L'Intervento di Mauro Codussi
Nella seconda metà del XV secolo, l’antica struttura dava gravi segni di deperimento, per cui si decise la rifabbrica grazie soprattutto al munifico contributo del parrocchiano Andrea Bragadin. Il Pievano e il capitolo diedero l’incarico a Mauro Codussi (1440-1504), il 15 novembre 1491, di estenderne il progetto. La prima pietra fu posta il 1 giugno del 1492. Il Codussi ideò la nuova chiesa, innestandosi e ampliando il precedente perimetro, con un impianto architettonico allora nuovo per Venezia, che si rifaceva alle esperienze toscane. Egli già aveva collaborato al restauro della Scuola Grande di San Marco e ai lavori per la costruzione della torre dell’orologio in Piazza San Marco. Ristrutturò la chiesa in stile rinascimentale, mantenendo solo in parte la pianta a croce greca: realizzò infatti una pianta a croce latina a tre navate. L’opera però non venne terminata da Codussi, che purtroppo nel frattempo morì. La Chiesa doveva ancora essere terminata, ma nel 1500 era mancante solo della cupola, come lo dimostra la pianta di Jacopo de’ Barbari.
Le Facciate e il Campanile
La famiglia Cappello finanziò le due facciate della chiesa. La facciata principale, verso il canale, venne edificata nel 1542, nello stile del Sansovino, per concorso della famiglia Cappello, in memoria di Vincenzo capitano de mar. Questa facciata è tutta in pietra d’Istria, comprende il solo corpo centrale della chiesa, è tripartita da quattro accentuate lesene poste su alti basamenti e termina con un timpano a capanna. La stessa nobile famiglia, all’inizio del seicento, pose mano alla facciata prospiciente il campo per commemorare altri suoi membri, realizzandola in stile barocco, mentre quella ovest (principale, prospiciente il campo) è neoclassica ed è dedicata all’ammiraglio Vincenzo Cappello. Il campanile della chiesa è del secolo successivo. Nel 1688, infatti, vennero conclusi i lavori del campanile, voluto dal sacerdote Francesco Zucconi. Al suo ingresso, vi è una testa grottesca, perché si riteneva che potesse cacciare il demonio che aveva l’infelice abitudine di suonare le campane.

Eventi Storici e Ammodernamenti
Il 17 aprile 1688, un violento terremoto scosse la città, facendo precipitare la cupola. Essa venne di nuovo innalzata per il mecenatismo di un facoltoso commerciante: Turrino Tononi. La cupola ricostruita su un alto tamburo ottagonale ne seguiva il disegno; furono anche rinforzate le pareti perimetrali della chiesa, chiudendo tutte le finestre circolari della navata e del transetto. Agli inizi del secolo XIX, i confini della parrocchia si ampliarono inglobando le aree di quella di San Lio e Santa Marina, che venne soppressa nel 1808 e demolita nel 1821. Nel 1840 il parroco Don Bartolomeo Cecchini fece aprire nelle pareti del tamburo della cupola quattro finestre, per consentire una maggiore illuminazione dell’interno. Venne rifatto il pavimento portandolo all’altezza di quello delle due navatelle, eliminando così numerose tombe. Il pavimento venne realizzato da Antonio Busetto, a rombi concentrici, con riquadri in marmo bianco d’Istria e rosso di Verona. La sera del 9 agosto 1916, alle 21:00, una squadra di idrovolanti austriaci colpì con una serie di bombe incendiarie la chiesa, causandone la distruzione del tetto, della cupola e dell’organo, della tela del Segala e delle tele del Lazzarini. Sotto la guida dell’Ingegner Scolari venne rifatto il tetto e la cupola, come l’aveva ideata il Codussi, senza tamburo, circolare ed emergente sopra l’incrocio dei transetti. Vennero riaperte le 10 finestre circolari nel perimetro alto della navata centrale, gemme di luce.
Gli Interni: Un Tesoro d'Arte
L’interno della chiesa è un vero tripudio di dipinti ed opere d’arte di grande pregio, rendendo omaggio alla grandissima abilità costruttiva del Codussi. Egli coprì la navata principale e il transetto con volte a crociera poggianti su capitelli pensili. Come per molte chiese di Venezia, i loro interni sono dei veri e propri musei. All’interno della chiesa si possono trovare opere di grande valore.

La Cappella della Scuola dei Bombardieri e il Polittico di Palma il Vecchio
Questa è forse la parte della chiesa che lascia maggiormente estasiati. Sull'altare barocco si trova un polittico di Palma il Vecchio, forse la sua opera più nota. Vi si vedono Santa Barbara, Sant'Antonio Abate, San Vincenzo Ferreri, San Sebastiano e San Giovanni Battista. I dipinti di Santa Barbara e quattro santi, Vincenzo Ferreri, Sebastiano e Antonio Abate sono opere di Jacopo Negretti (1523), meglio conosciuto come Jacopo Palma il Vecchio.
La Navata Destra: Il Trittico di Bartolomeo Vivarini e Altre Opere
Nella prima cappella di destra, datato 1473, è collocato il famoso Trittico della Misericordia di Bartolomeo Vivarini, considerato uno dei più importanti dipinti all’interno della struttura. Usando la tecnica della tempera all’uovo, qui sono rappresentati la Vergine della Misericordia, l’incontro di Gioacchino ed Anna, la Nascita di Maria. Oltre alla Circoncisione di Gesù, dipinto attribuito a Vincenzo Catena (della scuola di G. Bellini), sempre nella navata destra si trova anche un paliotto in marmo a rilievo, La Madonna in Pietà e San Francesco D’Assisi del 1604, di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane. Si conservano anche dipinti della scuola di Giovanni Bellini. Questi non sono gli unici artisti dell’epoca di cui la chiesa espone le preziose opere.
La Parrocchia nel Contesto Veneziano
Santa Maria Formosa nel Sestiere di Castello
La parrocchia di Santa Maria Formosa si trova nel sestiere di Castello, ai confini del sestiere di San Marco. Si affaccia sul campo omonimo, Campo Santa Maria Formosa, uno dei più vasti e importanti di Venezia. Il sestiere è una delle zone in cui è divisa la città di Venezia, corrispondente al quartiere di altre città. A Venezia i sestieri sono sei: San Marco, Cannaregio, Castello, Dorsoduro, Santa Croce e San Polo. Questa suddivisione cittadina in sestieri risale alle origini di Venezia, e la numerazione civica è unica per ciascun sestiere.
Dalla Purificazione alla Festa delle Marie
Ad ogni modo, qui il Doge di Venezia si recava una volta all’anno, in occasione della festa della Purificazione di Maria. In questa giornata, Venezia voleva ricordare la liberazione dal rapimento da parte dei pirati Narentani di 12 fanciulle, grazie all’intervento di parte dei membri della Scuola dei Casseleri. Da questa festa si è originata in seguito la Festa delle Marie che oggi rivive in occasione del Carnevale di Venezia. In quest’occasione, 12 ragazze veneziane sfilano in abiti medievali e rinascimentali in Piazza San Marco. Al termine, la più bella riceve il titolo di Maria dell’anno.

Quando si festeggia Santa Maria
L’onomastico per la Chiesa cattolica si festeggia il 12 settembre, giorno della festa del Santissimo Nome di Maria. Oppure l’8 settembre, festa della Natività della Beata Vergine Maria, o ancora il 22 agosto, festa della Beata Vergine Maria Regina. Sono moltissimi gli appellativi con i quali la Madonna viene venerata.
Informazioni per i Visitatori
Orari di Apertura e Messe
Salvo disposizioni dell’ultimo minuto, la chiesa è aperta dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 16:30 (un’altra fonte indica 10:00-17:00 con chiusura biglietteria alle 16:45, domenica chiuso). Anche se in ogni sito è riportato chiuso la domenica, la chiesa è stata trovata aperta al pubblico la prima domenica del mese. Gli orari delle Sante Messe sono:
- Festive: 10:30 e 18:00
- Prefestivo: 18:00
- Feriale: 18:00
L’ingresso comporta un piccolo biglietto di 3 euro, ridotto a 1,50 euro per le scuole, e gratuito per i residenti. Il ricavato serve per la manutenzione e le attività parrocchiali.
Come Raggiungere la Chiesa
La Chiesa si raggiunge facilmente da Campo San Bartolomeo attraverso il Sotoportego de la Bissa e Calle de la Bissa fino a Salizada San Lio. Da lì si svolta a sinistra verso Campo Santa Maria Formosa.