La Parte Quarta del Catechismo, dedicata alla Preghiera Cristiana, si focalizza sulla preghiera del Signore, il "Padre Nostro", analizzandone le sette domande. Questo articolo esplora in dettaglio il significato di ciascuna invocazione, il suo legame con la teologia cristiana e il suo impatto sulla vita del credente.

La Struttura delle Sette Domande
Dopo aver introdotto il concetto di Dio come Padre e invitato all'adorazione, lo Spirito Santo ispira dal cuore dei fedeli sette domande, che sono anche sette benedizioni. Queste si dividono in due gruppi:
- Le prime tre domande ("Sia santificato il tuo nome", "Venga il tuo regno", "Sia fatta la tua volontà") sono definite "teologali" perché attirano l'uomo verso la gloria del Padre.
- Le ultime quattro domande ("Dacci oggi il nostro pane quotidiano", "Rimetti a noi i nostri peccati", "Non indurci in tentazione", "Liberaci dal male") si offrono alla grazia del Padre, presentando la miseria umana.
Le prime tre petizioni sono già esaudite nel sacrificio di Cristo, ma sono rivolte alla speranza del compimento finale, quando Dio sarà tutto in tutti. Le successive quattro, invece, riguardano la vita terrena, il sostentamento, la guarigione dal peccato e il combattimento per la vittoria della vita.
I. "Sia santificato il tuo nome"
La prima domanda, "Sia santificato il tuo nome", va intesa non nel senso di rendere Dio santo (poiché Egli lo è già), ma nel senso di riconoscerlo come santo e trattarlo in modo santo. Questa invocazione può essere vista come lode e ringraziamento, ma è soprattutto un desiderio e un'attesa che coinvolgono sia Dio che l'uomo.
La santità di Dio è il suo mistero eterno, la cui gloria si manifesta nella creazione e nella storia. L'uomo, creato a immagine di Dio, viene privato della sua gloria con il peccato. Dio, rivelando il suo nome, mira a restaurare l'uomo.
Attraverso l'Antico Testamento, Dio rivela progressivamente il suo nome, impegnandosi personalmente con Abramo e manifestandosi nella liberazione degli Egiziani. Nonostante la Legge santa, il popolo si allontana da Dio, profanando il suo nome. I profeti e i giusti dell'Antica Alleanza ardevano di passione per il nome di Dio.
È in Gesù Cristo che il nome di Dio viene rivelato e donato nella carne. Gesù stesso consacra se stesso affinché i discepoli siano consacrati nella verità. Nel Battesimo, siamo stati santificati nel nome di Gesù Cristo e nello Spirito di Dio. La domanda "Sia santificato il tuo nome" ci chiama alla santificazione continua, chiedendo che il nome di Dio sia santificato in noi e da noi, coinvolgendo l'intera umanità.

II. "Venga il tuo regno"
La seconda domanda, "Venga il tuo regno", è un'invocazione che esprime il desiderio ardente della venuta del Regno di Dio. Il Regno di Dio si è avvicinato con il Verbo incarnato, è annunciato nel Vangelo, è venuto con la morte e risurrezione di Cristo ed è presente nell'Eucaristia.
Questa richiesta è il "Marana tha", il grido dello Spirito e della Sposa: "Vieni, Signore Gesù". Le anime dei martiri invocano il Signore chiedendo giustizia e la venuta del suo Regno. La preghiera del Signore si concentra sulla venuta finale del Regno, ma impegna la Chiesa nella sua missione nel mondo.
Il Regno di Dio è "giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo". La crescita del Regno di Dio e il progresso della società sono distinti ma non separati. I cristiani sono chiamati a usare le energie ricevute dal Creatore per servire la giustizia e la pace nel mondo.
Il regno di Dio è dentro di voi
III. "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra"
La terza domanda, "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra", esprime il desiderio che la volontà di Dio si compia pienamente. La volontà del Padre è che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità.
Il comandamento principale è l'amore reciproco, come Dio ci ha amato. Il disegno di Dio è di ricapitolare tutte le cose in Cristo. La volontà del Padre è stata compiuta perfettamente da Gesù, che ha offerto se stesso per i nostri peccati secondo la volontà di Dio.
Noi, diventati figli adottivi in Cristo, siamo chiamati a unire la nostra volontà a quella del Figlio per compiere la volontà del Padre. La preghiera ci insegna a discernere la volontà di Dio e a perseverare nel compierla. Entrare nel Regno dei cieli significa fare la volontà del Padre.
IV. "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"
La quarta domanda, "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", esprime la fiducia filiale dei figli che attendono tutto dal loro Padre. Dio dona a tutti il nutrimento necessario per la vita, sia materiale che spirituale.
La richiesta del "nostro pane" riconosce Dio come Padre di tutti e ci invita alla solidarietà con i fratelli che soffrono la fame. La fame nel mondo chiama i cristiani alla responsabilità attiva.
La novità del Regno deve "fermentare" la terra attraverso lo Spirito di Cristo, promuovendo la giustizia nelle relazioni umane. Il pane "nostro" e "uno" richiama la virtù della condivisione. La preghiera e il lavoro sono complementari: "Prega come se tutto dipendesse da Dio, e agisci come se tutto dipendesse da noi".
Questa domanda si estende anche alla fame spirituale: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". I cristiani sono chiamati ad annunciare il Vangelo ai poveri.
Le Domande Successive: Remissione, Tentazione e Liberazione
Le domande successive del "Padre Nostro" riguardano la nostra vita in quanto tale, la guarigione dal peccato e il combattimento per la vittoria della vita.
"Rimetti a noi i nostri peccati"
Questa domanda ci invita a chiedere il perdono dei peccati, riconoscendo la nostra dipendenza dalla misericordia di Dio. Il perdono che chiediamo deve essere esteso anche agli altri, come insegnato da Gesù.
"Non indurci in tentazione"
Attraverso questa invocazione, chiediamo a Dio di aiutarci a resistere alle tentazioni e di non essere lasciati soli nel combattimento spirituale. La tentazione fa parte della vita cristiana, ma con l'aiuto di Dio possiamo superarla.
"Liberaci dal male"
L'ultima domanda è una supplica per la liberazione dal male, sia quello presente nel mondo che quello che insidia la nostra vita interiore. Chiediamo la protezione divina e la vittoria finale sul peccato e sulla morte.

Il Ruolo dei Genitori e della Comunità nella Catechesi
Il testo evidenzia l'importanza del ruolo dei genitori nell'educazione alla fede dei propri figli. Il catechismo non impone la fede, ma offre uno spazio di conoscenza e crescita. I genitori sono i primi e più importanti educatori della fede, e il loro coinvolgimento è essenziale.
La catechesi è un percorso permanente che richiede sistematicità, gradualità ed essenzialità. L'integrazione tra fede e vita, la conoscenza della verità e l'assunzione di atteggiamenti evangelici sono obiettivi fondamentali.
Il cristocentrismo è un pilastro della catechesi italiana, ponendo Gesù Cristo al centro della fede e della vita. L'incontro con Cristo è lo snodo di ogni percorso catechistico, e la sua persona vivente è proposta come Salvatore e Capo della Chiesa.
La dimensione ecclesiologica è strettamente legata a quella cristologica. La Chiesa, continuazione della presenza di Cristo nella storia, è missionaria e responsabile del servizio della Parola. La catechesi è un'azione che coinvolge tutta la comunità cristiana, poiché la fede che si comunica è quella professata dalla comunità stessa.
I genitori sono invitati a partecipare attivamente alla vita del catechismo dei propri figli, rispettando gli orari, avvertendo in caso di assenza, incoraggiando la regolarità e rendendo i bambini autonomi e partecipativi. La testimonianza dei genitori è fondamentale per trasmettere la fede e i valori della vita cristiana.
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