Immerso nell'abbraccio verde degli Appennini bolognesi, in una zona d'intensa e naturale religiosità, tra silenzi e suggestivi paesaggi, si trova il santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio. Questo luogo, definito un "incantesimo di silenzi e natura incontaminata", è considerato il più importante Santuario del bolognese dopo quello di San Luca, ed è meta ogni anno ad agosto del pellegrinaggio di migliaia di fedeli.

L'Apparizione Mariana: Origini della Devozione
I primi documenti ufficiali, risalenti agli inizi del ‘600, narrano dell’evento prodigioso accaduto il 6 luglio del 1480 a due pastorelli: Donato e Cornelia. L’Archivio di Stato di Bologna custodisce la prima e più antica testimonianza, una "LETTERA" così detta dell' "ANONIMA", scritta verso il 1580 da una monaca del convento di Santa Caterina in Prato, suor Brigida, quando il ricordo della veggente era ancora vivo, essendo ancora in vita - dice la lettera - alcune suore vissute con Lei.
Il Luogo e il Racconto dell'Apparizione
Il luogo medesimo dell'apparizione è interamente circondato da rupi scoscese e da balze precipitose, in gran parte rivestite di faggi. I due putti, allevati nel santo timor di Dio e nella devozione della beatissima Vergine dai loro genitori, e guidati da un santo spirito, un giorno, mentre pascolavano gli armenti, si posero in detto luogo a fare orazione. Quivi, con grandissimo fervore di spirito, invocavano unitamente la Beatissima Vergine Madre di Dio, perché si degnasse di prestar loro aiuto, affinché potessero servire al Signore e conservare se stessi in santa pudicizia.
La Madonna apparve loro mentre pascolavano sulla sponda del ruscello dove oggi campeggia l’altare maggiore. La SS. Vergine, partendosi da questa balza, si accostò ai due putti dalla parte del Rio, verso levante, dove essi l’invocavano, e disse loro, e primieramente a Donato, che dovesse farsi sacerdote, come felicemente successe; alla Cornelia, poi, che si facesse monaca, aggiungendole che ciò sarebbe avvenuto in Toscana e additandole e mostrandole quel monastero con il suo sito e forma, dove ella si sarebbe monacata.
La Vergine Madre si avvicinò ai due fanciulli che la pregavano in estasi e predisse a Donato il sacerdozio e la vita monacale a Cornelia. Aggiunse che desiderava venisse costruito un luogo di preghiera e che chi l’avesse qui invocata sarebbe stato riempito delle sue grazie, da qui il nome di Beata Vergine delle Grazie.

La Nascita e lo Sviluppo del Santuario
La popolazione, in risposta al desiderio della Vergine, si adoperò per una prima costruzione. Questo primo edificio rimase poi a lungo come ricordo, e venne demolito solo verso la metà del ‘600. Verso il 1505 i fedeli, ricevuta l’immagine avuta in dono dalla veggente ormai divenuta Suor Brigida, demolirono il primo edificio e ne fecero un altro più ampio e dignitoso. Nel maggio del 1505 fu collocata nel santuario, non però l’attuale, l’Immagine della Madonna commissionata dalla monaca, che aveva preso il nome di Suor Brigida, alla Bottega di Andrea della Robbia. Questa immagine è una classica terracotta robbiana con la Vergine sopra uno scanno, lievemente rivolta verso il Bambino Gesù che tiene stretto amorevolmente, le due teste che si toccano, i quattro Serafini tra nimbi di leggere nuvolette e sopra a tutta la composizione, ad ali spiegate, è effigiato lo Spirito Santo. Grande valore ha l’immagine sacra, un bassorilievo di ceramica maiolicata bianca su fondo azzurro che raffigura la Madonna con il Bambino in piedi.

Attorno alla metà del ‘500, grazie alla generosità della nobile famiglia Pepoli, il tempio venne ampliato e impreziosito di opere d’arte, diventando il luogo simbolo di tutto l’Appennino. Nel ‘600 venne costruito il loggiato che circonda il bellissimo chiostro, terminato attorno al 1706 con l’adiacente Locanda del Pellegrino, nota anche come "l’Osteria Grande", dove i devoti potevano trovare vitto e alloggio.
All’interno dell’edificio possiamo ammirare l’altare maggiore che è stato collocato nel punto esatto dell’Apparizione. All’esterno, sotto il vasto loggiato, c’è un crocifisso in bronzo, opera moderna di G. Bagnoli. Donato divenne parroco di Castiglione dei Pepoli e Cornelia fu monaca per quarant’anni nel convento di Santa Caterina da Siena a Prato.
Ogni anno, nel tempo delle rogazioni di maggio, l’icona della Madonna torna nella chiesa di S. Michele di Baragazza fino all’Ascensione.
Il IV Centenario dell'Apparizione e l'Incoronazione del 1880
Un momento significativo nella storia del Santuario fu la ricorrenza del IV Centenario dell’apparizione, nel 1880. In tale occasione, la prodigiosa immagine venne solennemente incoronata per le mani del Cardinale Parrocchi, circondato da numerosi Vescovi e da un’enorme folla osannante. Questo evento ha rafforzato ulteriormente la devozione e il legame dei fedeli con la Beata Vergine di Boccadirio.

Il Santuario Oggi: Meta di Pellegrinaggi e Spiritualità
Meta di pellegrinaggi e di devozione popolare, il santuario di Boccadirio si è affermato nel tempo come spazio privilegiato di ascolto, preghiera e riconciliazione. In questi ultimi tempi, l'edificio dell'"Osteria Grande" è stato ampliato e ordinato; oggi serve da ristorante e da bar per pellegrini e visitatori del Santuario. D’estate poi vengono messe a disposizione numerose camere per coloro che desiderano godere un po’ di quiete tra questi monti.
La preghiera dedicata alla Beata Vergine di Boccadirio recita:
"O Maria, Madre di grazia e di misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, tu che conosci le nostre necessità, le nostre sofferenze, degnati di volgere su di noi il tuo sguardo pietoso. Con la tua apparizione a Boccadirio manifestasti la tua bontà e ne facesti un luogo privilegiato per la diffusione delle tue grazie. Quanti tuoi figli hanno trovato in te la salute del corpo e la pace dello spirito! Anche noi, con animo fiducioso, imploriamo la tua materna protezione. Esaudisci le nostre preghiere e fa’ che, sul tuo esempio, progrediamo nell’impegno di vita cristiana per divenire più simili a Gesù e ottenere la sua misericordia."
"O Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, tu sai quanto il mondo abbia bisogno di sacerdoti e di anime consacrate. Nel tuo santuario di Boccadirio hai invitato, lungo i secoli, anime generose ad accogliere il dono della vocazione: continua, ancor oggi, o Maria, a suscitare nel cuore ardente dei giovani un amore grande per Gesù e per le anime; e li spinga a consacrare la loro vita per l’estensione del suo regno. Accompagna e sostieni questi tuoi figli nel loro cammino perché restino fedeli al dono ricevuto e siano totalmente dediti al servizio della Chiesa e dei fratelli. Accogli, o Madre, questa nostra supplica e fa’ che anche noi, con la preghiera, il sacrificio e la testimonianza della vita, abbiamo a collaborare all’inestimabile grazia della divina chiamata."
La Via Mater Dei e la Devozione nell'Appennino Bolognese
Il santuario della Madonna di Bocca di Rio è una tappa significativa per gli appassionati dei cammini. È possibile raggiungerlo percorrendo la Via Mater Dei, un cammino di 157 chilometri che si sviluppa, in sette tappe, lungo i crinali dell’Appennino bolognese. La Via Mater Dei unisce la città di Bologna ai nove comuni dell’Appennino, attraversando dieci santuari mariani che custodiscono secoli di fede popolare, leggende e tradizioni. Il percorso parte dal cuore di Bologna, dal santuario di Santa Maria della Vita, e si snoda attraverso alcuni dei luoghi simbolo della città per poi entrare nel vivo dell’Appennino bolognese, dove natura e spiritualità si fondono in un paesaggio ricco di boschi, scorci panoramici, antichi borghi e piccoli luoghi di culto. Immerso in una cornice naturale di grande bellezza, il santuario di Boccadirio rappresenta una tappa particolarmente preziosa: luogo di silenzio, preghiera e antica devozione, legato alla tradizione dell’apparizione mariana.

Un Recente Segno di Devozione: L'Edicola di Panna
Una storia di devozione che dalle montagne del Mugello porta al santuario di Boccadirio è stata protagonista di un evento recente. Il 10 agosto 2022, in occasione della sua ultima visita al santuario sull'Appennino, il cardinale Ernest Simoni ha benedetto una preziosa edicola intitolata alla Madonna delle Grazie. Nella sua visita per l'anniversario dell'apparizione della Madonna ai due pastorelli, il 16 luglio, il cardinale Ernest Simoni ha riportato al santuario una piccola edicola che era stata trovata qualche settimana prima lungo la via provinciale di Panna. Questa edicola si trova al confine tra i comuni di Scarperia e Barberino del Mugello, al Ponte Freddo. Definito da Vieri Lascialfari, storico segretario del cardinale, come "un umile piccolo tabernacolo", è costruito in legno e rivestito da lamiera di colore verde, custode di tante preghiere rivolte alla Beata Vergine. Venne collocato su un albero nei primi anni del secolo scorso, sembra a ricordo di una grazia ricevuta proprio per intercessione della Madonna di Boccadirio. L'episodio tramandato è quello di un carro trainato da cavalli che scivolò nel burrone, ma tutti gli occupanti si salvarono. All'interno della nicchia, un'antica mattonella raffigurante la Madonna di Boccadirio e una frase oggi leggibile solo in parte, "cara mamma mia...". Paolo Chiavacci della chiesa di Santa Lucia a Ostale ha realizzato una nuova sede per l'effigie, prima di ricollocarla nel luogo originario. E proprio nel 542° anniversario dell'apparizione, dopo più di un secolo, la Madonna in ceramica è tornata a Boccadirio ed è stata benedetta dal cardinale "martire" Simoni, come ebbe a definirlo papa Francesco.
In tutta quella zona dell'Appennino, tra Emilia e Toscana, vi sono tanti altri tabernacoli, il più conosciuto è quello che si trova nell'antico tracciato mariano che dalla Citerna a Barberino del Mugello conduce fino al santuario. Un percorso che si era perso ma è stato rivitalizzato nel 2019 grazie ai volontari della chiesa di Santa Lucia che hanno ripreso un'antica usanza seguendo il racconto degli anziani, pellegrini di fede dalla 'Madonnina delle Grazie'.
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