La Celebrazione Eucaristica e la Confermazione Presieduta da Papa Francesco

La celebrazione eucaristica e il sacramento della Confermazione, presieduti dal Santo Padre, sono eventi di profonda importanza spirituale per i fedeli. Questi momenti rappresentano non solo un'occasione di incontro con il Pontefice, ma anche un'opportunità per riflettere sul significato dei sacramenti, sulla loro attualità e sull'impegno che essi richiedono nella vita cristiana.

Partecipazione e Organizzazione degli Eventi Papali

Ritiro Biglietti e Concelebrazione

I biglietti per partecipare alla Celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco, in occasione della Giornata dei Cresimati e dei Cresimandi, possono essere ritirati presso il Centro di Accoglienza del Pellegrino, in Via della Conciliazione, 7, a partire da sabato 20 aprile dalle ore 9:00 alle ore 17:00. Concelebreranno con il Santo Padre tutti coloro che sono stati indicati dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Mappa del Vaticano con indicazione del Centro di Accoglienza del Pellegrino

Pellegrinaggio per i Cresimandi

I gruppi di ragazzi, suddivisi in varie fasce orarie, arriveranno a Piazza San Pietro, dove saranno accolti dai catechisti. Dopo un breve benvenuto, un catechista/volontario incomincerà il pellegrinaggio con il gruppo. Durante il percorso, il catechista/volontario terrà alcune tappe, spiegando ai ragazzi quello che vedono e pregando con loro.

Il percorso del pellegrinaggio è il seguente: Piazza San Pietro, Pietà di Michelangelo, Tomba di Giovanni Paolo II, Tomba di San Pietro (Professio Fidei). Si segnala che a causa delle Ordinazioni Episcopali nella Basilica di San Pietro, il Pellegrinaggio alla tomba di San Pietro potrebbe subire modifiche. L'appuntamento, secondo l'orario comunicato, è alla fontana di Sinistra.

Foto di gruppo di giovani cresimandi in Piazza San Pietro

Servizi di Accoglienza e "Festa delle Testimonianze"

Per chi necessita di servizi di accoglienza, si consiglia di contattare telefonicamente l'Opera Romana Pellegrinaggi. La "Festa delle testimonianze" concluderà l'incontro mondiale dei Cresimandi con il Santo Padre. Il pellegrinaggio di preghiera e la Festa si pongono reciprocamente come preparazione e come prosecuzione dell’Eucaristia celebrata dal Santo Padre, che è - e deve rimanere anche nella percezione dei partecipanti - il momento centrale dell’evento.

Ordinazioni Episcopali e Celebrazione Eucaristica del Papa

L'11 ottobre 2022, memoria di San Giovanni XXIII, Papa, in occasione del 60° anniversario dell’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, alle ore 17:00, il Santo Padre Francesco presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro. I Presbiteri, muniti di apposito biglietto, rilasciato dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice attraverso la procedura indicata nel sito biglietti.liturgiepontificie.va, dovranno trovarsi, entro le ore 15:30, nella Cappella Gregoriana in Basilica, portando con sé amitto, camice, cingolo e stola bianca. Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie è Mons. Diego Ravelli.

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Il Sacramento della Confermazione: Significato e Effetti

La Testimonianza dello Spirito

Dopo le catechesi sul Battesimo, questi giorni che seguono la solennità di Pentecoste invitano a riflettere sulla testimonianza che lo Spirito suscita nei battezzati, mettendo in movimento la loro vita e aprendola al bene degli altri. Ai suoi discepoli Gesù ha affidato una missione grande: «Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo» (cfr Mt 5,13-16). Solo lo Spirito di Cristo può renderci sale che dà sapore e preserva dalla corruzione, e luce che rischiara il mondo. Questo è il dono che si riceve nel Sacramento della Confermazione o Cresima.

Rinascere alla vita divina nel Battesimo è il primo passo; occorre poi comportarsi da figli di Dio, ossia conformarsi al Cristo che opera nella santa Chiesa, lasciandosi coinvolgere nella sua missione nel mondo. A ciò provvede l’unzione dello Spirito Santo: «senza la sua forza, nulla è nell’uomo» (cfr Sequenza di Pentecoste). Senza la forza dello Spirito Santo non possiamo fare nulla: è lo Spirito che ci dà la forza per andare avanti.

Gesù e lo Spirito Santo

Concepito dalla Vergine per opera dello Spirito Santo, Gesù intraprende la sua missione dopo che, uscito dall’acqua del Giordano, viene consacrato dallo Spirito che discende e rimane su di Lui (cfr Mc 1,10; Gv 1,32). Egli lo dichiara esplicitamente nella sinagoga di Nazaret: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (Lc 4,18).

Gesù è pieno di Spirito Santo ed è la fonte dello Spirito promesso dal Padre (cfr Gv 15,26; Lc 24,49; At 1,8; 2,33). La Pentecoste è per la Chiesa ciò che per Cristo fu l’unzione dello Spirito ricevuta al Giordano, ossia l’impulso missionario a consumare la vita per la santificazione degli uomini, a gloria di Dio.

Se in ogni sacramento opera lo Spirito, è in modo speciale nella Confermazione che «i fedeli ricevono come Dono lo Spirito Santo» (Paolo VI, Cost. ap., Divinae consortium naturae). Nel momento dell'unzione, il Vescovo dice: “Ricevi lo Spirito Santo che ti è stato dato in dono”: è il grande dono di Dio, lo Spirito Santo. Se nel Battesimo è lo Spirito Santo a immergerci in Cristo, nella Confermazione è il Cristo a colmarci del suo Spirito, consacrandoci suoi testimoni, partecipi del medesimo principio di vita e di missione, secondo il disegno del Padre celeste. La testimonianza resa dai confermati manifesta la ricezione dello Spirito Santo e la docilità alla sua ispirazione creativa.

Rinnovo delle Promesse Battesimali e Doni dello Spirito

Prima di ricevere l’unzione spirituale che conferma e rafforza la grazia del Battesimo, i cresimandi sono chiamati a rinnovare le promesse fatte un giorno da genitori e padrini. Ora sono loro stessi a professare la fede della Chiesa, pronti a rispondere «credo» alle domande rivolte dal Vescovo; pronti, in particolare, a credere «nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e che oggi, per mezzo del sacramento della Confermazione, è in modo speciale a [loro] conferito, come già agli Apostoli nel giorno di Pentecoste» (Rito della Confermazione, n. 25).

Poiché la venuta dello Spirito Santo richiede cuori raccolti in orazione (cfr At 1,14), dopo la preghiera silenziosa della comunità, il Vescovo, tenendo le mani stese sui cresimandi, supplica Dio di infondere in loro il suo santo Spirito Paraclito. Uno solo è lo Spirito (cfr 1 Cor 12,4), ma venendo a noi porta con sé ricchezza di doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e santo timore di Dio (cfr Rito della Confermazione, nn. 28-29). Secondo il profeta Isaia (11,2), queste sono le sette virtù dello Spirito effuse sul Messia per il compimento della sua missione. Anche san Paolo descrive l’abbondante frutto dello Spirito che è «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). L’unico Spirito distribuisce i molteplici doni che arricchiscono l’unica Chiesa: è l’Autore della diversità, ma allo stesso tempo il Creatore dell’unità.

Icona dello Spirito Santo con i sette doni

Imposizione delle Mani e Crismazione

Per tradizione attestata dagli Apostoli, lo Spirito che completa la grazia del Battesimo viene comunicato attraverso l’imposizione delle mani (cfr At 8,15-17; 19,5-6; Eb 6,2). L’olio - il crisma - è sostanza terapeutica e cosmetica, che entrando nei tessuti del corpo medica le ferite e profuma le membra; per queste qualità è stato assunto dalla simbolica biblica e liturgica per esprimere l’azione dello Spirito Santo che consacra e permea il battezzato, abbellendolo di carismi.

Sant’Ambrogio ai neoconfermati dice: «Ricorda che hai ricevuto il sigillo spirituale […] e conserva ciò che hai ricevuto. Dio Padre ti ha segnato, ti ha confermato Cristo Signore e ha posto nel tuo cuore quale pegno lo Spirito» (De mysteriis 7,42: CSEL 73,106; cfr CCC, 1303). È un dono immeritato lo Spirito, da accogliere con gratitudine, facendo spazio alla sua inesauribile creatività. È un dono da custodire con premura, da assecondare con docilità, lasciandosi plasmare, come cera, dalla sua infuocata carità, «per riflettere Gesù Cristo nel mondo di oggi» (Esort. ap. Evangelii Gaudium, 259).

Effetti del Sacramento e Impegno del Cristiano

Proseguendo la riflessione sul sacramento della Confermazione, si considerano gli effetti che il dono dello Spirito Santo fa maturare nei cresimati, portandoli a diventare, a loro volta, un dono per gli altri. È proprio dello Spirito Santo, dunque, decentrarci dal nostro io per aprirci al “noi” della comunità: ricevere per dare. Completando nei battezzati la somiglianza a Cristo, la Confermazione li unisce più fortemente come membra vive al corpo mistico della Chiesa (cfr Rito della Confermazione, n. 25).

La missione della Chiesa nel mondo procede attraverso l’apporto di tutti coloro che ne sono parte. La Chiesa siamo tutti! E tutti abbiamo la responsabilità di santificarci l’un l’altro, di avere cura degli altri. Dobbiamo infatti pensare alla Chiesa come a un organismo vivo, composto di persone che conosciamo e con cui camminiamo, e non come a una realtà astratta e lontana. E per questo il Vescovo è il ministro originario della Confermazione (cfr Lumen gentium, 26), perché lui inserisce nella Chiesa il confermato.

Questa incorporazione ecclesiale è ben significata dal segno di pace che conclude il rito della crismazione. Il Vescovo dice, infatti, a ogni confermato: «La pace sia con te». Ricordando il saluto di Cristo ai discepoli la sera di Pasqua, colma di Spirito Santo (cfr Gv 20,19-23), queste parole illuminano un gesto che «esprime la comunione ecclesiale con il Vescovo e con tutti i fedeli» (cfr CCC, 1301).

La Confermazione si riceve una sola volta, ma il dinamismo spirituale suscitato dalla santa unzione è perseverante nel tempo. Nessuno riceve la Confermazione solo per sé stesso, ma per cooperare alla crescita spirituale degli altri. Solo così, aprendoci e uscendo da noi stessi per incontrare i fratelli, possiamo davvero crescere e non solo illuderci di farlo. Quanto riceviamo in dono da Dio dev’essere infatti donato - il dono è per donare - affinché sia fecondo, e non invece seppellito a motivo di timori egoistici, come insegna la parabola dei talenti (cfr Mt 25,14-30).

Si esorta i cresimati a non “ingabbiare” lo Spirito Santo, a non opporre resistenza al Vento che soffia per spingerli a camminare in libertà, a non soffocare il Fuoco ardente della carità che porta a consumare la vita per Dio e per i fratelli. Che lo Spirito Santo conceda a tutti noi il coraggio apostolico di comunicare il Vangelo, con le opere e le parole, a quanti incontriamo sulla nostra strada.

Foto di un gruppo di giovani cresimati in atteggiamento di preghiera

La Santa Messa: Il Cuore della Vita Cristiana

Il Mistero Pasquale e la Presenza di Cristo

La Messa è essenzialmente il Mistero pasquale di Cristo. Il significato biblico del “memoriale” non è solo il ricordo degli avvenimenti del passato, ma li rende in certo modo presenti e attuali (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1363). Con la sua morte, risurrezione e ascensione al cielo, Gesù ha portato a compimento la Pasqua e ci ha aperti la via della vita eterna. «Ogni volta che sull’altare viene celebrato il sacrificio della croce, si effettua l’opera della nostra redenzione» (Cost. Dogm. Lumen gentium, 3).

Nella Messa si fa Pasqua. La vittoria di Cristo sulla morte trascina anche noi con Lui a fare Pasqua, passando dalla morte alla vita eterna. Nella Messa ci uniamo a Lui, viviamo in Lui, «non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,19-20). Il suo sangue, infatti, ci libera dalla morte e dalla paura della morte. Egli «ha distrutto il peccato e rinnovato la vita» (Preghiera eucaristica IV). La Messa è un grande atto d’amore. Morì per amore! Un amore pasquale, vittorioso. Andare a Messa è come andare al Calvario, lo stesso. Entriamo nel Calvario, dove Gesù dà la sua vita per noi. Ogni volta che celebriamo la Messa, questo è il senso del memoriale: donarci di passare con Lui dalla morte alla vita.

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La Domenica Cristiana e la Partecipazione alla Messa

La Messa è il cuore della domenica cristiana (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2177). L’identità cristiana gira intorno alla Messa e la vita cristiana è illuminata dall’Eucaristia. Il precetto di santificare la domenica, astenendosi dai lavori servili, è un segno di fede, di amore per Dio e per la comunità, che ci permette di riposare dal quotidiano, con le sue preoccupazioni, e dalla paura del domani. Ci permette anche di guardare il cielo, di non dimenticarci di Dio e di andare avanti con speranza.

La Messa domenicale non è solo un obbligo, ma un’opportunità di attingere alla fonte inesauribile dell’Eucaristia per ricevere da Lui ciò di cui abbiamo davvero bisogno. È il Signore! Dobbiamo pensare a questo. Dobbiamo avere la forza di dire: “Sì, è il Signore!”.

Struttura della Celebrazione Eucaristica: Riti Introduttivi

La Messa inizia con i riti introduttivi, dove incominciamo ad adorare Dio come comunità. Il sacerdote saluta l’altare e lo bacia, a volte lo incensa. Perché? Perché l’altare è Cristo: è figura di Cristo. Quando guardiamo l’altare, guardiamo proprio dov’è Cristo. Vi è poi il segno della croce. Tutta la preghiera liturgica si compie «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

Il sacerdote saluta l’assemblea con le parole: «Il Signore sia con voi», e l’assemblea risponde: «E con il tuo spirito». Questo dialogo ci introduce al rito penitenziale, un momento molto toccante, perché chi presiede invita tutti a riconoscere i propri peccati. Tutti siamo peccatori. All’inizio della Messa chiediamo perdono, riconoscendo le nostre azioni spesso mondane, guidate cioè da scelte contrarie al Vangelo. Questo vuol dire confessare i propri peccati, con umiltà e sincerità, e chiedere la misericordia divina che trasforma e converte.

Dopo l’atto penitenziale, si invoca la misericordia divina con il «Kyrie eléison» e si canta il «Gloria», un inno antico e venerabile con il quale la Chiesa, riunita nello Spirito Santo, glorifica e supplica Dio Padre e l’Agnello. Si conclude con la “Colletta”, l’orazione che esprime il carattere della celebrazione.

Illustrazione del segno della croce eseguito correttamente

La Liturgia della Parola

La Liturgia della Parola è parte integrante della Messa, dove si ascolta Dio che ci parla e si intende ancora fare per noi (Ordinamento Generale del Messale Romano, 29; cfr Cost. Sacrosanctum Concilium, 7; 33). Le letture della Messa sono prese dalla Bibbia e sono scelte in base all’anno liturgico. Il Salmo responsoriale è una meditazione di quanto ascoltato nella lettura che lo precede.

Il culmine della Liturgia della Parola è la proclamazione del Vangelo (Ordinamento Generale del Messale Romano, 62). Il Vangelo è la viva parola di Cristo, che ci parla direttamente. Dopo il Vangelo, il sacerdote tiene l’omelia, che è parte integrante della liturgia. L’omelia «aggiorna il dialogo tra il Signore e il suo popolo» (Esort. ap. Evangelii Gaudium, 137). Deve essere ben preparata, breve e chiara, affinché la Parola di Dio trovi compimento nella vita dei fedeli, traducendosi in opere buone.

Dopo il silenzio che segue l’omelia, la Messa continua con la Professione di fede della Chiesa, espressa nel “Credo”. C’è un nesso vitale tra ascolto e fede: «la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo» (Rm 10,17). La fede si alimenta con l’ascolto e conduce al Sacramento. Poi seguono la preghiera universale o preghiera dei fedeli, dove si prega per le necessità della Chiesa e del mondo. Tutte le richieste sono rivolte a Dio Padre «per la salvezza di tutti» (OGMR, 69).

La Liturgia Eucaristica: Preparazione e Consacrazione

La Liturgia eucaristica è la seconda parte della Messa. Il suo momento culminante è la consacrazione, quando il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Gesù, sigillata da Gesù sull’altare della Croce (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 47). Non esiste spiritualità cristiana che non sia radicata nella celebrazione dei santi misteri. La preghiera dei cristiani passa attraverso mediazioni concrete: la Sacra Scrittura, i Sacramenti, i riti liturgici, la comunità. Un cristianesimo senza liturgia, è un cristianesimo senza Cristo. La Messa non può essere solo “ascoltata”, è sempre celebrata, non solo dal sacerdote, ma da tutti i cristiani che la vivono. E il centro è Cristo!

La preparazione dell’altare è un momento importante: si pongono il corporale, il purificatoio e il calice. Si portano le offerte: alcuni cresimati presentano il pane, il vino, l’acqua e i doni per i poveri. Quanto si porta all’altare deve essere realmente condivisibile con i poveri o provvedere a una necessità concreta della comunità. Il prefazio della messa rituale della confermazione, riunendo insieme il ricordo dei tre sacramenti dell’iniziazione, è particolarmente adatto. Durante la preghiera eucaristica si inserisca la preghiera per i cresimati/comunicandi e il ricordo della Domenica.

Schema della Liturgia Eucaristica

Rito della Comunione e Ringraziamento

Il rito della Comunione si apre con il Padre Nostro, da pregare con le mani aperte e alte. Si eviti di banalizzare la portata di questa preghiera favorendo il gesto di prendersi per mano. Si educhi invece ad assumere l’atteggiamento dell’orante, con le braccia aperte. La comunione sia fatta sotto le due specie, vincendo le possibili obiezioni con opportune e semplici scelte pratiche. Si dovrà sottolineare il momento dell’invito alla comunione “Beati gli invitati” rivolgendo una breve monizione ai ragazzi prima dell’invito per richiamare la loro attenzione al gesto sacramentale che stanno per compiere. I Comunicandi riceveranno il Corpo e il Sangue di Cristo, per intinzione e per primi, se possibile all’altare.

Terminata la distribuzione della Comunione, si prega per un po’ di tempo in silenzio. Per completare la preghiera del popolo di Dio il vescovo recita l’orazione dopo la Comunione, nella quale invoca i frutti del mistero celebrato. Solo a questo punto si potranno dare brevi avvisi o presentare eventuali doni ai cresimati o rivolgere parole di ringraziamento alle catechiste.

Per la preparazione e l’animazione delle celebrazioni vicariali (sacramentali o Veglie con i ragazzi) l’ufficio per la liturgia è a disposizione per fornire materiali e suggerimenti. L’Ufficio per la liturgia è disponibile per guidare i ragazzi ad una visita alla Cattedrale come memoria dei Sacramenti ricevuti.

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