Il progetto "Liberi di partire, liberi di restare"
Il progetto "Liberi di partire, liberi di restare", avviato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nel 2017, si pone l'obiettivo di favorire l'integrazione dei migranti in Italia, ma anche di offrire supporto nei Paesi di transito e di origine. Papa Francesco ha sottolineato l'importanza di questo approccio, affermando che "l'aiuto ai migranti comincia nei paesi di origine, dove va tutelato anche il diritto a non dover emigrare".
Questa iniziativa nasce anche in risposta a una percezione diffusa sui social network, dove talvolta si sollevano critiche verso la Chiesa riguardo alle frontiere aperte. Tuttavia, l'impegno concreto dei vescovi italiani nell'aiutare i migranti "a casa loro" dimostra un approccio equilibrato e lungimirante, volto a creare condizioni che permettano alle persone di realizzarsi nella propria terra.
Interventi nei Paesi di origine e integrazione in Italia
La campagna "Liberi di partire, liberi di restare" della CEI si articola su due fronti principali: progetti di integrazione per gli immigrati in Italia e iniziative nei Paesi di partenza.
Sono stati intrapresi 12 progetti in Paesi come Mali, Nigeria, Costa d’Avorio, Senegal, Gambia e Guinea, con uno stanziamento di 8.166.000 euro. Queste iniziative spaziano dall'educazione e formazione professionale all'informazione sui rischi della migrazione, dal settore sanitario al supporto socio-economico, con la promozione di opportunità lavorative e l'accompagnamento per coloro che scelgono di rientrare in patria.
Don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio nazionale per gli interventi caritativi a favore del Terzo mondo, ha evidenziato come queste azioni mirino a garantire il diritto di non dover emigrare, creando condizioni per una "dignitosa realizzazione dell'esistenza" nelle comunità di origine.

Il sostegno della Chiesa Cattolica attraverso i fondi dell'8xmille
Il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, grazie ai fondi dell'8xmille destinati alla Chiesa cattolica, ha sostenuto complessivamente 476 progetti in tutte le Diocesi, per un valore superiore a 52 milioni di euro.
Questi finanziamenti sono cruciali per far fronte a emergenze e intervenire in settori vitali come la sanità, l'agricoltura, l'approvvigionamento idrico e l'istruzione, con un'attenzione particolare all'educazione inclusiva.
La CEI, da sempre vicina alle comunità locali, ha dimostrato un impegno costante. Ad esempio, nel Sud Sudan, uno dei Paesi più poveri del mondo, sono stati finanziati 58 progetti per 16,5 milioni di euro, consentendo interventi in diversi ambiti essenziali.
Contrasto alla tratta di esseri umani
In un mondo segnato da squilibri, guerre e violazioni dei diritti, la tratta di esseri umani rappresenta un fenomeno allarmante, con circa 27 milioni di vittime, prevalentemente donne e minori. Le forme di sfruttamento includono quello sessuale, il lavoro forzato, la servitù domestica e abusi online. La Chiesa si pone in prima linea nel contrasto a questo fenomeno aberrante.
Interventi in situazioni di emergenza e crisi
La CEI interviene prontamente in caso di emergenze globali. La Presidenza ha stanziato un milione di euro dai fondi dell'8xmille per la Repubblica Democratica del Congo, a fronte di una strage che colpisce indiscriminatamente civili, bambini, donne e persone inermi.
Inoltre, a causa della pandemia di coronavirus, la Presidenza della CEI ha erogato oltre 10 milioni di euro a quelle diocesi più colpite, con fondi recuperati da destinazioni edilizie di culto. Questi contributi straordinari sono finalizzati a sostenere persone e famiglie in difficoltà, enti e associazioni impegnate nell'emergenza e enti ecclesiastici in difficoltà.
In occasione di crisi economiche, sociali e ambientali, la CEI ha stanziato 200 milioni di euro per assistere le vittime della crisi in Sri Lanka, le popolazioni colpite dalle inondazioni in Pakistan e India, il Libano afflitto da una grave crisi e la Siria, dove oltre il 90% della popolazione vive sotto il livello di povertà.
8xmille - Le bambine della Casa di Anita, in Kenya.
Corridoi umanitari e cooperazione internazionale
La CEI, insieme alla Comunità di Sant'Egidio, promuove i corridoi umanitari, un'iniziativa che permette l'arrivo in Italia di rifugiati in condizioni di sicurezza. Ad esempio, nel 2021, 600 afghani già in possesso dello status di rifugiato in Pakistan, Iran e Turchia sono arrivati in Italia tramite questi corridoi.
Tuttavia, è importante sottolineare che i corridoi umanitari non rappresentano l'unica alternativa sicura e legale per i rifugiati, né sono realizzabili per le centinaia di migliaia di persone che desiderano emigrare attratte da migliori condizioni di vita e benessere.
La Chiesa italiana dichiara di essere "l'unica istituzione a finanziare attualmente con continuità e ingenti risorse progetti di sviluppo nei Paesi poveri o in situazioni di particolare difficoltà: circa 80 milioni di euro all'anno". Sebbene questo sia un contributo significativo, esso si inserisce in un contesto di cooperazione internazionale dove agenzie delle Nazioni Unite e altri Stati destinano miliardi di euro a tali scopi ogni anno.
Il ruolo della CEI nel sostegno alle strutture sanitarie
In Italia, molti diplomatici accreditati presso la Santa Sede, su iniziativa dell'ambasciatore di Cipro George Poulides e dell'ambasciatore d'Italia Pietro Sebastiani, hanno contribuito alla raccolta fondi della CEI destinata alle strutture sanitarie e socio-sanitarie del Paese.
Dati sui flussi migratori
I flussi migratori illegali rappresentano un fenomeno con effetti sociali ed economici devastanti. Nei primi dieci mesi del 2023, più di 331.000 migranti illegali sono entrati in Europa, con un incremento costante in Italia, dove dal 2019 gli arrivi si sono moltiplicati, raggiungendo 153.071 dall'inizio del 2023 al 7 dicembre.
