Il Progetto CEI-OA: L'Inventariazione Informatizzata dei Beni Artistici Mobili Ecclesiastici

A partire dal 1996, le diocesi italiane sono state impegnate in una imponente e capillare campagna di inventariazione informatizzata dei beni storici e artistici di loro proprietà. Questo servizio, noto come progetto CEI-OA (Inventario dei beni storici e artistici), è promosso e coordinato dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana (BCE).

Introduzione e Contesto Normativo

Il Ruolo della Conferenza Episcopale Italiana e della Pontificia Commissione

La Conferenza Episcopale Italiana e la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, istituita nel 1993 da Giovanni Paolo II, hanno costantemente sottolineato la primaria importanza di redigere un inventario dei beni culturali. Tale pratica è considerata fondamentale per predisporre una corretta tutela, preservando il patrimonio non solo dal tempus edax (il tempo distruttore) ma, soprattutto, dall’homo edacior (l'uomo distruttore).

In particolare, il 15 settembre 2006, la Pontificia Commissione emanò la lettera circolare n. 14/06/4: "Inventariazione dei beni culturali degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica: alcuni orientamenti pratici". Questo documento auspicava una maggiore collaborazione tra la Conferenza Episcopale Italiana e gli Istituti religiosi operanti sul territorio italiano nell’ambito dell’inventariazione del proprio patrimonio culturale.

Sebbene sia stato riscontrato un riscontro positivo da parte di numerosi Istituti religiosi, la Pontificia Commissione rileva come siano ancora troppi quelli che non hanno avviato il processo, spesso a causa di una oggettiva mancanza di mezzi o personale qualificato. Per questo motivo, tutti i Superiori maggiori sono sollecitati a provvedere alla redazione di un inventario dei beni artistici, archivistici e librari presenti sia nelle case generalizie che in quelle periferiche. Il valore e la necessità di tale inventario si evincono, del resto, anche dal can. 1283, 2° del Codice di Diritto Canonico.

La Necessità dell'Inventario per la Tutela del Patrimonio

L’inventario dei beni culturali della Chiesa riveste un carattere di urgente necessità, poiché costituisce la premessa indispensabile per efficaci azioni di tutela, conservazione e valorizzazione dei significati e dei ruoli simbolici, sociali e culturali di un patrimonio legato da secoli alle comunità. Spesso, infatti, questo patrimonio è soggetto a condizionamenti e ad azioni che ne possono compromettere la sua stessa identità. Conoscere il patrimonio e la sua ubicazione è fondamentale non solo per la gestione ordinaria, ma soprattutto in tempi di emergenza, come in caso di calamità naturali.

Il Progetto CEI-OA: Inventariazione dei Beni Storici e Artistici Mobili

Avvio, Coordinamento e Standard

Il progetto CEI-OA per l'inventariazione dei beni storici e artistici mobili delle diocesi italiane è un'iniziativa capillare avviata nel 1996 e coordinata dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della CEI. Il rilevamento del patrimonio ecclesiastico integra e rispetta gli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), affiancandosi così all'attività promossa da decenni dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) per scopi di tutela e conservazione. L’inventario diocesano ha permesso di uniformare il rilevamento sul territorio, completandolo e aggiornandolo, e ha favorito l’evidenza delle specificità ecclesiastiche del patrimonio. L’uniformità delle banche dati è garantita dall’applicazione di un metodo descrittivo e dall’uso di un unico strumento di data entry e gestione dei dati.

Foto di un'opera d'arte ecclesiastica mobile in fase di catalogazione e inventariazione

Ambito e Finalità dell'Inventario

L’inventario delle diocesi nasce informatizzato e correla ai dati descrittivi dei beni le relative immagini. Il metodo adottato è aderente agli standard dell’ICCD per il livello inventariale, ma è arricchito da elementi descrittivi dello standard di livello catalogo e da informazioni specifiche e caratterizzanti del patrimonio ecclesiastico. Sono state schedate le opere mobili presenti in tutte le chiese, parrocchiali e sussidiarie, e - quando ritenuto opportuno ai fini conservativi - anche di musei diocesani, palazzi vescovili e seminari ecclesiastici. L'inventario è stato realizzato senza limiti cronologici, per garantire la documentazione di oggetti anche di recente realizzazione. L’inventario diocesano ha infatti finalità patrimoniali, gestionali e culturali. Vengono censiti, attraverso schede documentarie, anche quei beni oggetto di campagne di catalogazione precedenti, ma non rinvenuti durante i sopralluoghi.

Composizione delle Equipe e Contributi

Le diocesi che hanno intrapreso questo lavoro hanno costituito delle equipe composte da personale specializzato e competente. Intorno al responsabile diocesano del progetto operano schedatori qualificati, fotografi professionisti, storici dell’arte o docenti universitari, chiamati a fare da responsabili scientifici e indispensabili per verificare la correttezza dei contenuti. Sia la CEI che la Pontificia Commissione raccomandano l'assunzione stabile di personale qualificato per lo svolgimento dell’attività di riordinamento e inventariazione. Per la realizzazione dell’inventario, le diocesi hanno potuto usufruire di un contributo grazie all’8x1000 alla Chiesa Cattolica.

Consultazione, Aggiornamento e Tracciabilità

Una volta concluso l'inventario, una copia viene consegnata dalla diocesi ai propri parroci (mediante un servizio di consultazione online dedicato) e, secondo accordi, alla competente Soprintendenza e all’ICCD (per il tramite dell'Ufficio BCE). Il beneficio derivante dalla descrizione ordinata e uniforme del patrimonio non si limita agli aspetti più evidenti riguardanti la conoscenza, la sicurezza e la tutela dei beni (la banca dati nazionale è accessibile in tempo reale al Comando dei Carabinieri di tutela del patrimonio culturale), ma si estende anche alla sua necessaria ed efficiente gestione (can. 1283 del Codice di Diritto Canonico).

Per garantire un costante monitoraggio del patrimonio, una volta concluso il rilevamento sul territorio e la digitalizzazione del materiale raccolto, le diocesi hanno la possibilità di aggiornare o integrare costantemente le informazioni. Questo può avvenire in occasione di eventi particolari come le periodiche visite pastorali del Vescovo nelle parrocchie, l’avvicendarsi dei parroci (tenuti alla verifica del patrimonio affidatogli), la creazione o soppressione di enti parrocchiali proprietari dei beni, o la revisione dell’attribuzione culturale degli oggetti. L’attività di aggiornamento e integrazione dei dati è supportata da un sistema di registrazione dello storico degli interventi che conserva traccia delle manutenzioni a beneficio di tutti i fruitori del sistema. Inoltre, è possibile arricchire il tracciato catalografico con materiali diversi, come contributi audio e video.

La Piattaforma BeWeB e la Rete dei Progetti CEI

BeWeB: Il Portale dei Beni Ecclesiastici in Web

Oltre la metà delle diocesi italiane ha concluso la fase di rilevamento territoriale e le banche dati prodotte sono ora fruibili su BeWeB - Beni ecclesiastici in web, un portale che sarà progressivamente aggiornato e integrato in base all’avanzamento delle attività diocesane di rilevamento o revisione dei dati. BeWeB mira a costituire una vetrina preferenziale per il censimento in progress del patrimonio ecclesiastico.

I Progetti Complementari della CEI

Oltre all'inventariazione dei beni artistici mobili, la CEI promuove anche altri progetti per la gestione complessiva del patrimonio culturale ecclesiastico in Italia, sviluppati in collaborazione con gli organi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC). Tra questi figura il *Censimento dei beni architettonici* (progetto CEI-A), avviato nel 2008, che mira a costituire una banca dati nazionale degli edifici di culto cattolico italiani. Il patrimonio architettonico delle chiese costituisce la sede naturale in cui le opere d’arte nate per la liturgia e il culto trovano la loro collocazione originale e primaria. Pertanto, il legame alla banca dati dei beni artistici mobili sarà uno degli aspetti che più verrà favorito in futuro dalla programmazione dell’Ufficio Nazionale.

Vi sono inoltre il progetto di *Riordino e inventariazione informatizzata degli archivi ecclesiastici* (CEI-Ar), avviato dal 2004, e il *Catalogo collettivo delle biblioteche ecclesiastiche italiane* (CEI-Bib), avviato nel 2006. Entrambi i progetti sono volti a favorire la conservazione, tutela e fruizione del patrimonio documentario e librario. La CEI mette a disposizione gratuitamente gli strumenti informatici preposti alla realizzazione di questi inventari anche agli Istituti religiosi che operano sul territorio italiano.

L'Anagrafe degli Istituti Culturali Ecclesiastici

A completamento dei progetti di inventariazione dei beni archivistici e librari, e più in generale di tutto il patrimonio, è sorta l’esigenza di censire i soggetti conservatori, ossia archivi, biblioteche e musei ecclesiastici. Il progetto Anagrafe si propone il censimento di tutti gli istituti ecclesiastici che conservano e gestiscono i diversi beni culturali. Oltre a questo, l’Anagrafe si prefigge lo scopo di offrire un servizio agli istituti, i quali potranno disporre di un apposito spazio online per indicare i propri contatti, orari, servizi offerti e il patrimonio conservato. Il Centro Servizi dell’UNBCE provvederà alla creazione di una scheda per l’Istituto e fornirà le credenziali per l'inserimento dei dati relativi ai servizi e agli orari.

Collaborazione Istituzionale e Gestione delle Emergenze

L'Intesa CEI-MiBACT e i Protocolli di Intervento

Le collaborazioni istituzionali fra la CEI e il MiBACT, ratificate dall’Intesa del 1996 e ribadita e ampliata nel 2005, hanno portato alla sottoscrizione di documenti e procedure di diversa natura. Tra questi, spicca il Protocollo attuativo fra il MiBACT e la CEI finalizzato alla gestione coordinata dell’emergenza, sottoscritto il 4 dicembre 2014. Questo protocollo precisa le modalità di collaborazione ai diversi livelli (centrale e territoriale), il coordinamento fra le unità di crisi regionali del MiBACT (UCCR) e la Conferenza Episcopale Regionale, le attività di rilievo dei danni al patrimonio culturale e quelle connesse agli interventi di messa in sicurezza dei beni immobili e mobili.

Il Protocollo attuativo MiBACT-CEI stabilisce regole chiare per:

  • la cooperazione in fase di ricognizione (art. 3);
  • l’individuazione e gestione dei depositi temporanei di proprietà ecclesiastica per il ricovero dei beni (artt. 4, 6);
  • le regole per gli spostamenti di beni mobili in condizioni di emergenza (art. 5);
  • il restauro dei beni presso laboratori di riferimento, anche ecclesiastici (art. 7);
  • l’aggiornamento delle informazioni e la tracciabilità dei beni mobili per la messa in sicurezza (art. 8).
Infografica: Schema di collaborazione tra CEI, MiBACT e Protezione Civile per la tutela del patrimonio culturale in emergenza

Azioni in Caso di Eventi Sismici e Ruolo dell'Ufficio Nazionale

L’Ufficio Nazionale, nell'ambito di queste collaborazioni, mantiene costanti rapporti con gli Incaricati regionali per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto e con le singole diocesi, al fine di trasmettere gli elenchi aggiornati delle chiese e degli edifici storici di proprietà ecclesiastica agli organismi ministeriali competenti per la segnalazione dei danni e la realizzazione delle necessarie verifiche. Fin dal 25 agosto 2016 (il giorno successivo al primo sisma nell'Italia centrale), l’Ufficio Nazionale siede al tavolo di coordinamento dell’Unità di crisi nazionale per raccogliere informazioni dai territori e mettere a disposizione strumenti informatici di accesso alle relative banche dati, specialmente sul versante della conoscenza dei danni al patrimonio.

Il 21 dicembre 2016 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario per la ricostruzione nei territori dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dall’evento sismico del 24 agosto 2016, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Presidente della CEI. Questo accordo mira all’attuazione delle previsioni contenute nell’art. 14, comma 9 del D.L. 17 ottobre 2016 n. 189. Il Protocollo individua le modalità per stabilire priorità, modalità e termini per il recupero dei beni culturali di interesse religioso danneggiati dal sisma. Istituisce inoltre la Consulta per i beni culturali di interesse religioso, per rendere stabile e continuativa la consultazione e la collaborazione tra il Commissario straordinario del Governo, il MiBACT, la CEI e i Vescovi delle diocesi interessate. Viene anche costituito un gruppo di lavoro tecnico permanente per assicurare piena attuazione del protocollo e operare in conformità agli indirizzi elaborati dalla Consulta. Attraverso il gruppo di lavoro tecnico, le parti definiscono le modalità di progettazione degli interventi e, per garantire la congruità con le esigenze liturgiche e pastorali, intervengono con la commissione paritetica.

A seguito delle indicazioni del Commissario Errani, è stata provveduta la redazione di elenchi di interventi a corredo delle Ordinanze 23 e 32, evidenziando il lavoro congiunto per la messa in sicurezza e il recupero del patrimonio.

Requisiti Tecnici e Contatti

Requisiti Minimi per l'Utilizzo del Software CEI-OA

Per poter utilizzare il software CeiOA per l'inventariazione, non sono richiesti all’utente particolari requisiti informatici avanzati; sono sufficienti una dimestichezza di base nell’utilizzo del computer e una conoscenza elementare del sistema operativo Windows. Il computer sul quale installare il software deve avere i seguenti requisiti minimi di sistema:

  • Processore dual-core 2,5 Ghz
  • 4 GB di RAM
  • Hard disk da 120 GB
  • Sistema operativo Windows XP o superiore

Contatti e Supporto dell'UNBCE

L’Ufficio Nazionale Beni Culturali Ecclesiastici (UNBCE) della CEI si trova in Via Aurelia 468, 00165 Roma. L’Ufficio offre servizi di coordinamento, consulenza, formazione e assistenza specialistica, sia sui contenuti che tecnico-informatica, per i progetti di inventariazione. L’auspicio è quello di verificare, prima di ricorrere a fonti esterne, se gli strumenti e l’assistenza forniti dall’UNBCE possano essere di effettivo aiuto per la gestione e l'inventariazione del patrimonio artistico mobile degli Istituti religiosi e delle diocesi.

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