La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha svolto un ruolo cruciale nella definizione e nell'adeguamento delle misure per le celebrazioni liturgiche e le attività ecclesiali durante l'emergenza sanitaria causata dal COVID-19. Attraverso protocolli, lettere e raccomandazioni, la CEI ha guidato le comunità cattoliche italiane attraverso un periodo di profonde trasformazioni, cercando di bilanciare la tutela della salute pubblica con la continuità della vita pastorale.
Il Protocollo Iniziale e la Ripresa delle Celebrazioni (Maggio 2020)

Il 18 maggio 2020, dopo un periodo di sospensione delle Messe con il popolo, è stato firmato a Palazzo Chigi un protocollo tra il Presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Questo accordo ha permesso la ripresa delle celebrazioni liturgiche con i fedeli, introducendo una serie di misure volte a contenere la diffusione del virus.
Misure per l'Accesso ai Luoghi di Culto e le Celebrazioni
- Capienza Massima e Distanziamento: Ogni parroco doveva individuare la capienza massima dell'edificio per garantire una distanza di "almeno un metro laterale e frontale" tra i fedeli.
- Controllo degli Ingressi: Volontari, muniti di mascherine e guanti, erano incaricati di regolare l'accesso, assicurando il rispetto del numero massimo di persone. Dove possibile, era consigliato distinguere una porta per l'accesso e una per l'uscita, mantenendo una distanza di almeno un metro e mezzo nelle file.
- Mascherine e Igiene: L'ingresso in chiesa era consentito solo con l'uso della mascherina. Era obbligatorio mettere a disposizione gel igienizzante all’ingresso e igienizzare tutte le superfici (panche, sedie, maniglie) dopo ogni celebrazione.
- Restrizioni per i Sintomatici: Non era ammesso l'accesso a chi presentava sintomi influenzali, una temperatura superiore a 37,5°C, o aveva avuto contatti con malati di COVID-19 nei giorni precedenti.
- Posti Riservati: Era previsto di riservare posti ai disabili per favorire la loro partecipazione.
Regole Durante la Liturgia e i Sacramenti

- Segno della Pace: Si continuava a omettere il segno della pace con la stretta di mano, sostituendolo con un cenno o uno sguardo.
- Comunione Eucaristica: I ministri dovevano igienizzarsi le mani e indossare la mascherina prima di distribuire l'ostia, preferibilmente nella mano dei fedeli.
- Confessioni: Dovevano essere garantite in luoghi ampi e areati, che consentissero il distanziamento e la riservatezza, con sacerdote e fedele entrambi muniti di mascherina.
- Offerte: Non si potevano raccogliere passando tra i banchi; le offerte dovevano essere depositate in specifici contenitori all'ingresso o in un luogo adatto.
- Altri Sacramenti: Le norme si estendevano anche a funerali, matrimoni, battesimi e unzione degli infermi, con l'obbligo di disinfettare microfoni, ampolline e oggetti liturgici.
- Aerazione: Era richiesto di favorire le celebrazioni all'aperto e di garantire una continua aerazione dei locali, lasciando aperte o socchiuse porte e finestre durante le celebrazioni.
- Dispensa dal Precetto Festivo: Si ricordava ai fedeli la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.
Monsignor Stefano Russo, segretario generale della CEI, sottolineò l'importanza del dialogo continuo con la Presidenza del Consiglio e il Comitato Tecnico-Scientifico per giungere a questo protocollo condiviso, che permetteva alle comunità di prepararsi e verificare la propria situazione con un certo anticipo.
Chiarimenti del Ministero dell'Interno sul lockdown
In un periodo di lockdown, la Segreteria generale della CEI pose quesiti al Ministero dell'Interno sulla possibilità di raggiungere le chiese e partecipare alle celebrazioni. Il Viminale rispose con una Nota, chiarendo che l'accesso alle chiese era consentito solo per "comprovate esigenze lavorative" o "situazioni di necessità", e solo se la chiesa si trovava lungo il percorso. Il servizio liturgico fu assimilato alle "comprovate esigenze lavorative", richiedendo un'autocertificazione con giorno, ora e indirizzo della chiesa.
Evoluzione delle Norme: Da Raccomandazioni a Abrogazioni (2020-2022)
Raccomandazioni per Catechesi e Attività
Nel contesto delle attività pastorali e della catechesi, la CEI raccomandava l'uso di mascherine FFP2, specialmente per operatori (catechisti, animatori ed educatori), sottolineando il loro elevato potere filtrante. Anche ai partecipanti alla catechesi tale tipologia di mascherina era raccomandata, suggerendo alle parrocchie di tenere alcune FFP2 di scorta. Per chi era sottoposto a "sorveglianza con testing", la partecipazione alla catechesi era preclusa fino all'esito negativo del secondo test.
La Settimana Santa Durante l'Emergenza
Durante la Settimana Santa in tempi di pandemia, i fedeli erano esortati alla partecipazione in presenza alle celebrazioni liturgiche, limitando la ripresa in streaming e l'uso dei social media. Media della CEI come Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu trasmettevano le celebrazioni presiedute dal Santo Padre. Si consigliava, in caso di lavanda dei piedi, di sanificare le mani e indossare la mascherina. Per il Venerdì Santo, era prevista l'introduzione nella preghiera universale di un'intenzione "per quanti soffrono a causa della guerra".
Abrogazione del Protocollo e Prime Riaperture (Aprile 2022)
Covid, sessione del Consiglio permanente della Cei
Con decorrenza dal 1° aprile 2022, la Presidenza della CEI annunciò l'abrogazione del Protocollo del 7 maggio 2020 per le celebrazioni con il popolo. Questa decisione, scaturita dallo scambio di comunicazioni tra CEI e Governo italiano, fu un passo significativo verso la normalizzazione. Rimaneva l'obbligo di mascherine fino al 30 aprile negli ambienti al chiuso, inclusi i luoghi di culto. Nonostante l'eliminazione del distanziamento di un metro, era consigliato predisporre quanto necessario per evitare assembramenti, specialmente all’ingresso, all’uscita e tra i fedeli in piedi.
Altre indicazioni mantenute includevano l'igienizzazione delle mani all’ingresso, le acquasantiere vuote e lo scambio della pace con gli occhi, evitando strette di mano o abbracci. I Ministri dell'Eucaristia continuavano a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuire l'ostia, preferibilmente nella mano. Non dovevano partecipare alle celebrazioni chi aveva sintomi influenzali o era positivo al COVID-19. Era ritenuto opportuno favorire il ricambio dell’aria, lasciando aperte o socchiuse porte e finestre durante le celebrazioni.
La CEI, in vista della fine dello stato di emergenza da COVID-19, sottolineò che la cessazione offriva la possibilità di una "prudente ripresa", permettendo di nuovo le processioni e per la Settimana Santa 2022, la distribuzione delle palme (con attenzione per evitare scambi diretti) e la ripresa del rito della lavanda dei piedi.
Verso la Normalità: Allentamento Progressivo e Fine delle Restrizioni (Dicembre 2022 - Maggio 2023)
A dicembre 2022, la CEI aveva già rimosso diverse disposizioni, reintroducendo la possibilità di dare la Comunione in bocca, le processioni offertoriali, e l'ordinaria forma dello scambio del segno della pace con la stretta delle mani. Erano state ripristinate le acquasantiere e la fine del distanziamento tra i fedeli, pur suggerendo ancora l'uso della mascherina e l'igienizzazione delle mani all'ingresso dei luoghi di culto. Le Messe di Natale di quell'anno si sarebbero svolte "nella piena osservanza delle norme", con un appello alla responsabilità e alla prudenza da parte del pro-presidente della CEI, monsignor Mario Meini.
La Fine Definitiva delle Limitazioni (Maggio 2023)
L'8 maggio 2023, la Presidenza della CEI ha inviato una lettera ai vescovi italiani, annunciando la fine definitiva del capitolo dell’emergenza COVID-19 nelle parrocchie. La missiva dichiarava che "tutte le attività ecclesiali, liturgiche, pie devozioni possono tornare ad essere vissute nelle modalità consuete". Questa comunicazione ha cancellato tutte le misure ecclesiali anti-coronavirus, incluse quelle sui dispositivi di protezione.
Tuttavia, la CEI ha lasciato ai vescovi diocesani la libertà di "disporre o suggerire alcune norme precauzionali come l’igienizzazione delle mani prima della distribuzione della Comunione o l’uso della mascherina per la visita ai malati fragili, anziani o immunodepressi".
La Questione delle Celebrazioni in Streaming
Un punto fermo importante nella lettera di maggio 2023 riguarda le liturgie via web. La Presidenza della CEI ha ritenuto "opportuno che cessino, o quantomeno siano diminuite nel numero, le celebrazioni trasmesse in streaming". Questo segna un cambiamento significativo rispetto al periodo più acuto della pandemia, quando le Messe in Rete erano state l'unica possibilità per molti fedeli di vivere l'Eucaristia, pur con la "Comunione spirituale". La decisione riflette la volontà di incoraggiare la partecipazione diretta e contrastare la tendenza a considerare lo streaming come un surrogato permanente.
Ringraziamenti e Ricordo
La presidenza della CEI ha espresso "sentimenti di gratitudine al personale sanitario che con dedizione e mettendo a rischio la propria vita si è preso cura dei numerosi ricoverati" e a tutti coloro che hanno contribuito ad alleviare i disagi e affrontare la crisi: amministrazioni pubbliche, forze dell’ordine, personale della scuola, lavoratori essenziali, operatori della comunicazione, imprenditori, operatori pastorali e semplici cittadini. È stato anche ricordato il grande numero di persone che hanno perso la vita a causa del virus, inclusi centinaia di sacerdoti impegnati nel loro ministero, sottolineando la necessità di affrontare le sfide future con responsabilità e determinazione, consapevoli di essere "sulla stessa fragile barca", come affermato da Papa Francesco.