La Cattedrale di Notre-Dame di Parigi

La Cattedrale di Notre-Dame, simbolo iconico di Parigi, è stata costruita tra il 1163 e il 1250, distinguendosi come la prima cattedrale in stile gotico progettata con rinforzi in ferro per tenere insieme le sue pietre. Ubicata nella parte orientale dell'Île de la Cité, nel cuore della capitale francese, questa maestosa costruzione gotica è celebre in tutto il mondo e annoverata tra i monumenti più visitati di Parigi.

Dal 27 febbraio 1805, la cattedrale ha il titolo di basilica minore, è monumento storico di Francia dal 1862 e patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1991. Sebbene l'incendio divampato il 15 aprile 2019 abbia danneggiato gravemente la cattedrale, il successivo restauro ha consentito a un team di ricercatori, guidato da Maxime L'Héritier dell'Université Paris 8, di condurre un'analisi dettagliata del processo di realizzazione della chiesa parigina. Questa analisi ha portato a risultati sorprendenti sui materiali di costruzione impiegati nell'antica cattedrale, rivelando parti della struttura mai viste prima, che celano indizi su un esteso uso del ferro nelle varie fasi della sua edificazione. La datazione al radiocarbonio, in particolare, ha svelato che Notre-Dame de Paris è stata la prima cattedrale gotica in cui il ferro è stato utilizzato come un vero e proprio materiale da costruzione per creare una nuova forma di architettura.

Storia e Costruzione Secolare

La storia della costruzione di Notre-Dame iniziò nel Medioevo, quando nel 1160 il teologo Maurice de Sully, vescovo di Parigi, ordinò di erigere una nuova cattedrale. Il progetto prevedeva una pianta a croce latina e due torri campanarie, concepita per accogliere una popolazione in costante crescita. Tre anni dopo, nel 1163, la prima pietra venne posata da papa Alessandro III.

Un'Impresa Architettonica Eccezionale

Al momento della sua costruzione, Notre-Dame rappresentava l'edificio più alto mai eretto, raggiungendo un'altezza di 32 metri. Nel 1182, l'altare maggiore fu consacrato. Il coro, la facciata ovest e la navata principale furono completati nel 1250, ma occorsero altri 100 anni per ultimare portici, decorazioni e cappelle. I lavori si fermarono nel 1190 dopo la costruzione delle tre campate più vicine alla crociera. In seguito, il cantiere si spostò nell'area della facciata, edificata a partire dal 1208 dopo lo scavo delle sue fondamenta e completata nel 1218. A partire dallo stesso anno si procedette al completamento delle navate.

Ricostruzione storica del cantiere medievale di Notre-Dame con le diverse fasi di costruzione

Nel 1300 furono completati gli archi rampanti, strutture esterne che servivano a sostenere il tetto e le pareti, lasciando così libere le pareti interne per dare più slancio all'edificio. Dopo la morte di Jean de Montereau, nel 1267, divenne architetto della cattedrale Pierre de Chellese, che portò avanti la costruzione dei contrafforti e degli archi rampanti del coro. Il lavoro venne completato da Jean Ravy, architetto della cattedrale dal 1318 al 1344, che si occupò anche delle transenne del presbiterio.

L'Innovazione dello Stile Gotico

La cattedrale inaugurava lo stile gotico, una novità per l'epoca. Questo stile presentava caratteristiche uniche e innovative, cercando per la prima volta di illuminare gli interni delle chiese attraverso grandi vetrate dipinte. Il segreto dell'equilibrio di Notre-Dame risiedeva in due elementi costruttivi fondamentali: i contrafforti e gli archi rampanti, usati per scaricare il peso della navata centrale. L'altezza della navata e lo spessore dei muri richiesero l'uso di archi rampanti esterni.

L'Architettura gotica innovazioni

Le navate avevano uno schema differente da quello odierno: il matroneo era illuminato da finestre poste più in alto rispetto alla chiave di volta, e di conseguenza la volta a crociera era asimmetrica; inoltre il cleristorio del transetto e della navata centrale presentava un doppio ordine di finestre sia nel piedicroce sia nel capocroce, con rosoni circolari in basso, che davano su un locale posto sopra il matroneo, e monofore in alto, che davano sull'esterno. Poiché in seguito a ciò l'interno della navata era buio, tra il 1225 e il 1250, contemporaneamente al completamento della facciata, al posto delle doppie finestre del cleristorio vennero aperte alte bifore; inoltre fu ridotta l'altezza delle finestre del matroneo, così da avere volte a crociera con le vele simmetriche.

Declino e Restaurazioni Storiche

Il Periodo della Rivoluzione Francese

Nel 1789, durante la Rivoluzione francese, Notre-Dame, simbolo di potere, fu particolarmente bistrattata. Il suo tesoro venne saccheggiato, le statue furono decapitate o integralmente distrutte, e la guglia smontata. Spogliata della sua funzione religiosa, fu adibita a Tempio della Ragione e successivamente a magazzino per il vino. Nonostante alcune ipotesi di raderla al suolo, la cattedrale sopravvisse a questo tormentato periodo.

La Rinascita del XIX Secolo: Victor Hugo e Viollet-le-Duc

A partire dal 1831, a causa dei danni del tempo e del disinteresse generale, la cattedrale subì un periodo di decadimento. Victor Hugo, innamorato del monumento, decise di ridarle lustro con il suo romanzo Notre-Dame de Paris. Il libro contribuì a risvegliare l'interesse pubblico, spingendo verso i necessari restauri.

Nuovi interventi significativi si ebbero nella seconda metà del XVIII secolo. A partire dal 1845, iniziò l'intervento degli architetti Jean-Baptiste Lassus ed Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc, scelti dopo una petizione firmata da illustri personaggi come Victor Hugo. Fu Viollet-le-Duc ad aggiungere i famosi gargoyle, figure grottesche poste come doccioni per canalizzare il deflusso dell'acqua piovana. Egli ridisegnò anche la guglia centrale, detta la flèche (la freccia), al posto di quella medievale. La fece affiancare da quattro gruppi di statue in rame che raffigurano i 12 apostoli, tutte rivolte verso la città.

Esternamente, i contrafforti e gli archi rampanti vennero restaurati e rinforzati, e quelli che non li avevano più, completati con pinnacoli. La flèche sulla crociera fu ricostruita nel 1858-1859 su progetto di Viollet-le-Duc. La facciata, in avanzato stato di degrado, fu oggetto di un importante restauro, che comportò il ripristino dei bassorilievi dei portali e la ricostruzione delle varie statue, tra le quali quelle della galleria dei Re, affidata a un gruppo di scultori guidati da Adolphe-Victor Geoffroy-Dechaume.

Restauri e Modifiche del XX Secolo

Nel 1935, il cardinale Jean Verdier, arcivescovo di Parigi, incaricò dodici artisti contemporanei della realizzazione di ventiquattro vetrate, dodici per il cleristorio della navata centrale e altrettante per il matroneo. Realizzate in stile moderno, raffiguravano (quelle della navata) ventiquattro santi legati alla città e vennero installate nel 1938. Furono poi rimosse in seguito a una serie di aspre critiche. Nel 1952 il solo Jacques Le Chevallier ricevette l'incarico, dall'amministrazione dei monumenti storici, di realizzare un progetto per delle nuove vetrate basate sul disegno di quelle degli anni trenta. Le nuove finestre vennero realizzate tra il 1952 e il 1967 e installate tra il 1963 e il 1967.

Descrizione degli Esterni prima del 2019

La cattedrale è posta fra due piazze: Parvis Notre-Dame - place Jean-Paul-II e Place Jean-XXIII. Le sue facciate e i suoi elementi decorativi raccontano secoli di storia e arte.

La Facciata Occidentale

Il prospetto della cattedrale misura 43,5 metri di larghezza e 45 di altezza (escluse le torri) ed è suddiviso in quattro ordini orizzontali da cornicioni. In basso, si aprono i tre portali ogivali e strombati, alternati a contrafforti quadrangolari decorati con nicchie che ospitano sculture, risalenti ai restauri ottocenteschi. Le statue nelle nicchie raffigurano, da sinistra, Santo Stefano, l'Allegoria della Chiesa, l'Allegoria della Sinagoga e San Dionigi.

Il Portale del Giudizio Universale

Il portale centrale è il portale del Giudizio universale. A ridosso del trumeau vi è la statua detta Le Beau-Dieu (in italiano: il Dio bello), opera di Adolphe-Victor Geoffroy-Dechaume su disegno di Viollet-le-Duc. La decorazione della lunetta, ordinata su tre fasce decorative sovrapposte, tratta il tema del giudizio finale in riferimento ai capitoli 24 e 25 del Vangelo secondo Matteo. Nell'architrave è raffigurata la risurrezione dei morti che, svegliati da due angeli che suonano la tromba, escono dalle rispettive tombe. Nella fascia decorativa superiore vi sono, al centro, l'arcangelo Michele e Satana che, con una bilancia, pesano le anime, tra i beati (a sinistra) e i dannati (a destra). In alto, al centro, assiso in trono, si trova Cristo giudice, vestito con una tunica che lascia vedere le stigmate, i cui piedi poggiano sulla Gerusalemme celeste; ai suoi lati stanno, in piedi, due angeli che portano i segni della sua Passione: la Croce e i chiodi e la Lancia di Longino. Alle due estremità sono raffigurati la Madonna e Giovanni Evangelista inginocchiati.

Il Portale della Vergine

Il portale di sinistra della facciata è il portale della Vergine (l'unico dei tre sormontato da una ghimberga). La decorazione a rilievo della lunetta è disposta su tre ordini sovrapposti. Nell'architrave vi è, al centro, la raffigurazione dell'Arca dell'Alleanza posta sotto un baldacchino gotico sorretto da colonnine; ai lati, trovano posto a sedere a sinistra tre profeti e a destra tre re di Giuda, con in mano le prefigurazioni della venuta di Cristo. Nella fascia superiore è raffigurata la scena della dormizione di Maria, ovvero la teoria che Maria non sarebbe veramente morta, ma sarebbe soltanto caduta in un sonno profondo prima di essere assunta in cielo. Al centro della scena, vi è il corpo di Maria che viene sollevato dal sepolcro da due angeli per essere portato in Paradiso; intorno e alle spalle di esso si trovano gli apostoli, tra i quali Paolo, Pietro e Giovanni. Al centro, Gesù che indica il ventre della madre, dal quale venne generato. Nella parte superiore della lunetta, è raffigurata l'Incoronazione di Maria: la Madonna siede in trono di fianco a Cristo e viene da lui benedetta e le consegna lo scettro, mentre un angelo pone sulla sua testa una corona. Nella parte inferiore della strombatura si trovano otto statue, ciascuna sormontata da un baldacchino con arco trilobato e alta guglia.

Il Portale di Sant'Anna

Il portale di destra della facciata occidentale è il portale di Sant'Anna. L'apparato decorativo scultoreo della lunetta tratta di Maria e dei suoi genitori Anna e Gioacchino ed è articolato su tre piani sovrapposti. L'iconografia è incentrata sulla celebrazione del mistero dell'Incarnazione.

La Galleria dei Re e il Rosone Occidentale

Al di sopra dei portali, si apre la Galleria dei Re, costituita da 28 statue dei re di Giudea ed Israele separate da colonnine. Più in alto, vi sono tre finestre, al centro un rosone e ai lati due bifore, precedute da una balconata con balaustra. La balaustra con archetti ogivali poggia su colonnine dai capitelli scolpiti.

La Facciata Nord

Il prospetto settentrionale dà su Rue du Cloître Notre-Dame ed è suddiviso orizzontalmente in più ordini. In basso si apre il portale del chiostro, posto fra due apparati decorativi con tre nicchie ciascuno, i resti delle cui statue, raffiguranti i Re Magi (a sinistra) e le Virtù teologali (a destra) si trovano al Museo di Cluny. Il portale è strombato ed è sormontato da una ghimberga decorata con, al centro, un oculo. Il trumeau è decorato con una statua del XIII secolo raffigurante la Madonna, risparmiata durante la Rivoluzione francese, sebbene sia stato distrutto il Bambino Gesù che teneva in braccio. L'iconografia della lunetta è incentrata sulla figura di Maria e si sviluppa su tre piani sovrapposti. Al di sopra del portale, vi è una serie di nove bifore poggianti su colonnine e sormontate da un rosone il cui diametro è di 13,10 metri. L'iconografia di quest'ultimo è incentrata sulla glorificazione di Maria e si sviluppa su tre circonferenze concentriche entro tondi.

La Facciata Sud

Il prospetto meridionale, suddiviso orizzontalmente in più ordini, presenta al centro della parte inferiore il portale di Santo Stefano, terminato nel 1270 con il compito di collegare la cattedrale al palazzo vescovile. Il portale è strombato ed è sormontato da una ghimberga al centro della quale si apre un oculo. Al di sopra del loggiato di otto bifore soprastante il portale, vi è il rosone, di 12,90 metri di diametro, ricostruito nel XIX secolo da Eugène Viollet-le-Duc al posto di quello precedente, danneggiato durante la Rivoluzione francese, e caratterizzato da un'ossatura marmorea più spessa in confronto a quella degli altri rosoni della cattedrale per resistere meglio alle intemperie. La vetrata, in parte con elementi originari del XIII secolo, è opera di Alfred Gérente che si ispirò a quella medioevale, con un'iconografia basata sui testimoni di Cristo. Al centro, vi è il Cristo dell'Apocalisse assiso in trono fra i simboli degli Evangelisti e con in bocca una spada; nei due cerchi interni vi sono figure di santi, martiri e apostoli, in quello successivo anche scene tratte dai Vangeli, mentre l'ultimo è prevalentemente costituito da angeli che portano doni; in basso, a sinistra la Discesa agli inferi e a destra la Resurrezione di Cristo.

Mappa dettagliata della cattedrale di Notre-Dame con le facciate e i portali indicati

Il Coro Esterno e la Porta Rossa

In corrispondenza della terza campata del deambulatorio, si apre sul fianco sinistro del coro un portale detto porta rossa (in francese: porte rouge) per il particolare colore dei suoi battenti. Sul fianco sinistro del coro, oltre la porta rossa, si trovano sette bassorilievi scolpiti intorno al 1320, integrati nel XIX secolo dopo i danni causati dalla Rivoluzione francese. Essi seguono tutti uno stesso schema, con la scena raffigurata all'interno di un quadrilobo decorato con motivi vegetali e affiancato da due piccole semi-guglie. Le scene raffigurano la Morte della Vergine, il Funerale della Vergine, l'Assunzione di Maria, una scena di interpretazione incerta (potrebbe raffigurare la Glorificazione del Cristo Risorto o la Glorificazione di Maria col Bambino), l'Incoronazione della Vergine, l'Intercessione della Vergine e il Miracolo di Teofilo.

La Guglia (Flèche) e la Struttura del Tetto

Sulla crociera, in corrispondenza dell'incontro tra il tetto del transetto, quello del coro e quello della navata centrale, si elevava la flèche. La flèche ottocentesca aveva un'altezza di 45 metri e pesava 750 tonnellate. La struttura portante in legno era appoggiata direttamente sui quattro pilastri della crociera. La sua base era costituita da un doppio ordine di finestre, bifore in quello inferiore e monofore in quello superiore.

Per la realizzazione del telaio di sostegno della copertura, in legno di quercia, è stato stimato l'impiego di circa 1.300 querce, corrispondenti a 21 ettari di foresta. Esso, insieme a quello della chiesa di Saint-Pierre-de-Montmartre (1147), era uno dei più antichi della città, essendo stato ricostruito a partire dal 1220 con il materiale (risalente all'VIII o al IX secolo) di uno più antico. Dei telai originari, realizzati tra il 1220 e il 1240, erano rimasti quelli nell'area della navata e del coro, mentre quelli del transetto e di sostegno alla flèche erano frutto della ricostruzione ottocentesca, sotto la direzione di Eugène Viollet-le-Duc.

Dettaglio della struttura del tetto in legno e della guglia prima del crollo del 2019

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