Cattedrale di San Lorenzo a Tivoli: Storia, Arte e Architettura

Il Duomo di Tivoli, noto anche come Cattedrale di San Lorenzo, si trova nell'omonima città all'interno del territorio della città metropolitana di Roma ed è la sede vescovile della diocesi. Le sue origini si perdono in un passato assai remoto, rendendola un punto di riferimento storico e artistico di grande valore.

Cenni Storici e Origini

Fondazione leggendaria e prime attestazioni

Secondo la tradizione, la Cattedrale di San Lorenzo sorse già in epoca costantiniana, sulle rovine dell’antico foro tiburtino di età romana, e venne consacrata al culto del martire Lorenzo. Una leggenda attribuisce la sua fondazione direttamente all'imperatore Costantino, subito dopo l'emanazione dell'Editto di Milano. Altrettanto leggendaria è la tradizione che ne assegna l'edificazione a Papa San Simplicio, tiburtino, che governò la Chiesa tra il 468 e il 483.

La chiesa altomedievale fu costruita sulla basilica civile del foro tiburtino, della quale riutilizzò l'abside del I secolo a.C., tuttora conservata dietro la tribuna dell'edificio attuale. La prima menzione certa dell’edificio risale, tuttavia, al IX secolo, quando è citato nel Liber Pontificalis nella vita di Papa Leone III (791-816).

Ricostruzioni e Trasformazioni Architettoniche

La primitiva cattedrale fu poi ricostruita in forme romaniche a tre navate tra l'XI e il XII secolo. A quest'epoca risale il campanile. Per tutto il Medioevo la chiesa si arricchì di opere di alto valore artistico e storico, quali il Gruppo ligneo della Deposizione e il Trittico del Salvatore, entrambe risalenti alla fine del XII secolo o alla prima metà del XIII.

L'aspetto attuale della cattedrale risale alla metà del XVII secolo, quando fu completamente rinnovata dalle fondamenta per opera del cardinale Giulio Roma, Vescovo della Diocesi di Tivoli dal 1634 al 1652. Questa decisiva ricostruzione, in forme tardo rinascimentali-manieriste, trasformò l'edificio in una chiesa a navata unica con cappelle laterali, secondo lo schema introdotto dalla chiesa del Gesù a Roma. I lavori cominciarono nel 1635, la chiesa fu dedicata il 1º febbraio 1641, e la sua consacrazione solenne fu celebrata il 27 ottobre 1669 dal cardinale Marcello Santacroce.

La ricostruzione seicentesca, sebbene criticata, comportò l’abbassamento della zona presbiteriale e fu realizzata in tempi brevi, con il portico completato nel 1650. Nel 1747, i canonici fecero eseguire l'attuale porta sul lato sinistro dell'edificio, dove già esisteva l'ingresso laterale della cattedrale romanica.

Ricostruzione storica della Cattedrale di San Lorenzo a Tivoli

Architettura Esterna

Facciata e Campanile

La facciata della cattedrale fu realizzata nel 1650 con l'aggiunta di un portico a tre fornici. Nel nartece è custodita l'immagine mariana della Madonna della Pietà, un affresco del XVI secolo. Dell’antica basilica fu conservato il campanile romanico, datato all'XI secolo, che si eleva per quasi 47 metri con finestre monofore, bifore e cornici dentellate; la sua cuspide piramidale è di epoca posteriore.

Architettura Interna e Decorazioni

Struttura della Navata

L'interno della cattedrale si sviluppa in un’unica navata, affiancata da quattro cappelle per lato, intercomunicanti tra loro. Sul lato sinistro, una di queste cappelle funge da ingresso laterale della chiesa, mentre un’altra dà accesso all’atrio della sagrestia. La navata è separata dalle cappelle da pilastri che inglobano le antiche colonne con capitelli corinzi, elementi che facevano parte della struttura romanica originaria.

Decorazione della Volta e dell'Abside

La copertura è a volta a botte, arricchita da finestre che si aprono nelle lunette. Nella volta, in tre grandi riquadri, sono rappresentate la Religione, il Martire San Lorenzo e la Fede. Nella parete absidale sono raffigurati alcuni santi tiburtini: Papa Simplicio e i martiri Generoso, Sinforosa e Getulio. Inoltre, nelle vele sopra le finestre della navata, entro tondi sono rappresentati i dodici apostoli.

La decorazione della navata e dell'abside non è opera di Carlo Labruzzi, come spesso si è ripetuto; fu eseguita nel 1816 da un pittore romano poco noto, Angelo De Angelis, ricordato anche per aver partecipato nel 1818 all'affrescatura della Cappella Paolina nel palazzo del Quirinale.

Interno della Cattedrale di San Lorenzo con vista sulla navata e l'altare maggiore

Altare Maggiore

L'altare maggiore, messo in opera nel 1704, è un capolavoro di marmi policromi, ricco di decorazioni con putti e cherubini.

Opere d'Arte e Cappelle Principali

Le opere più pregevoli conservate all’interno della cattedrale includono capolavori della scultura romanica e pitture di notevole interesse storico-artistico, distribuite tra le sue cappelle.

  • Cappella della Deposizione

    È la cappella più vicina all'altare maggiore e custodisce una delle opere più importanti della cattedrale: il Gruppo ligneo della Deposizione di Cristo (1220-1230). Questo capolavoro della scultura romanica, attribuito a un laboratorio monastico cistercense, è composto da sei statue leggermente più grandi del naturale, che raffigurano i personaggi legati alla morte e alla deposizione di Gesù dalla croce, tra cui il Cristo, la Madonna e i santi.

  • Cappella del Santissimo Salvatore

    Questa cappella è affrescata dal pittore Vincenzo Manenti (1600-1674) con episodi tratti dalla vita di Cristo. Vi è collocata un'altra opera di pregevole valore storico-artistico, il Trittico del Santissimo Salvatore, una tempera su tavola del XII secolo attribuita ai monaci dell'abbazia di Farfa. Il trittico era già oggetto di culto e venerazione fin dai tempi di papa Innocenzo III all'inizio del XIII secolo. Le sue tavole erano ricoperte da un rivestimento d'argento, eseguito nel 1449 probabilmente da orafi lucchesi, al quale un maestro veneto o d'Oltralpe aggiunse, all'inizio del '500, l'arco frontale della calotta; questo rivestimento è ora collocato in una vetrina a parte.

  • Cappella di San Lorenzo

    Questa cappella ospita due tele di Ludovico Gimignani (1643-1697) e due di Pietro Lucatelli (1634-1710), raffiguranti episodi della vita del martire Lorenzo.

  • Cappella del Crocifisso

    È decorata dal pittore tiburtino Raffaele Giuliani (1864) con episodi della passione di Gesù.

Nella seconda cappella sinistra (che funge da passaggio all'ingresso laterale) è inoltre conservato il monumento funebre di Angelo Leonini, vescovo di Tivoli dal 1499 al 1509 e morto nel 1517. Questo monumento, dopo i recenti lavori di restauro della Basilica, è tornato ben visibile ai visitatori. Il defunto è rappresentato disteso sul letto funebre, mentre nella lunetta soprastante è raffigurata la Madonna col Bambino, affiancata da San Giovanni Battista e San Lorenzo.

Dettaglio del Gruppo Ligneo della Deposizione

Sagrestia Monumentale

Di notevole importanza è anche la Sagrestia Monumentale (1655-57), progettata dall'architetto romano Giovanni Antonio De Rossi (1616-1695) e decorata da affreschi di Giovanni Francesco Grimaldi. Il suo restauro è stato inaugurato il 27 ottobre 2014 per volontà del Vescovo Mauro Parmeggiani.

Restauri e Conservazione

La decorazione interna attuale della cattedrale risale alla prima metà del XIX secolo, e ha interamente ricoperto l'apparato decorativo seicentesco. Questo apparato originale era caratterizzato da un predominante bianco con decorazioni tardo rinascimentali-manieriste, ancora visibili nella restaurata cappella del Salvatore. I panneggi dipinti e le decorazioni delle lesene in questa cappella lasciano intendere la raffinatezza dell'apparato originale, il cui bianco esaltava le proporzioni e l'eleganza dell'architettura. Il pavimento originario in cotto è ancora visibile in alcuni punti.

Il pavimento e l'apparato decorativo attuali ricalcano lo stile neoclassico e vennero realizzati sotto il pontificato di Pio VII, come ricorda l'iscrizione nella volta del presbiterio. Il gusto neoclassico è evidente nei quattro riquadri dipinti a tempera nell'abside, inquadrati da cornici in stile impero, e nella trabeazione sopra le lesene della navata, che presenta un fregio a girali d'acanto ispirato a quello delle basiliche romane di Santa Maria Maggiore e Santa Maria in Trastevere, con una corona d'alloro dorata su fondo blu. Dopo queste trasformazioni, la chiesa ha mantenuto invariato il suo aspetto fino ad oggi.

Sotto l'episcopato di Giovanni Paolo Benotto (2003-2008), la balaustra che delimitava il presbiterio, fatta realizzare dal vescovo Luigi Scarano (1917-1931), è stata rimossa, così come i pesanti tappeti che ne ricoprivano il bel pavimento. Ciò ha conferito una maggiore apertura al presbiterio stesso, in linea con il progetto originale. Sebbene Giovanni Paolo Benotto avesse desiderato riportare tutta la chiesa al suo biancore e all'apparato decorativo originale, l'apparato neoclassico è stato conservato come testimonianza di un periodo storico preciso.

Dopo importanti lavori di restauro architettonico, sostenuti dal contributo dell'otto per mille IRPEF della Conferenza Episcopale Italiana, dal 2014 al 2019 sono stati eseguiti restauri artistici conservativi di tutto l'apparato decorativo della Cattedrale. Tali lavori sono stati completati il 27 ottobre 2019, durante la celebrazione di inizio dell'Anno Giubilare della Cattedrale, indetto da Mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e di Palestrina, in occasione del 350º anniversario della Dedicazione della Basilica. Nella medesima celebrazione, il Vescovo Parmeggiani ha dedicato a Dio anche un nuovo altare, opera dello scultore Jacques Dieudonné, di stile minimale e ben inserito nell'antica Basilica, ora restituita al suo antico splendore.

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