La Cattedrale di Notre-Dame di Reims, capolavoro dell'architettura gotica, ha rappresentato per secoli il cuore spirituale e politico del Regno di Francia, fungendo da luogo privilegiato per l'incoronazione dei suoi sovrani. Tra i molti monarchi che qui ricevettero l'unzione sacra, figura Ludovico il Pio, la cui incoronazione nell'816 consolidò il suo ruolo di successore imperiale.

Le Origini Sacre di Reims e il Battesimo di Clodoveo
La storia della cattedrale di Reims affonda le radici in tempi antichi. Flodoardo, storico e canonico del X secolo, tramanda che la prima cattedrale di Reims sorse dopo il 400, quando San Nicasio trasferì la sede episcopale in città. L’edificio venne innalzato sul sito delle terme gallo-romane volute da Costantino nell’antica Durocortorum e fu dedicata a Notre-Dame. Le fonti raccontano che proprio di fronte al suo ingresso San Nicasio venne decapitato dai barbari invasori.
Un evento di capitale importanza per la sacralità di Reims avvenne nel giorno di Natale del 496, o più probabilmente del 506, quando il vescovo San Remigio battezzò Clodoveo, primo re dei Franchi a convertirsi al cristianesimo niceno. Le origini di questa fortunata tradizione, che legò indissolubilmente Reims alla monarchia francese, si possono rintracciare in una Vita di san Remigio dell’arcivescovo Incmaro, redatta intorno all’860. Questa narrazione contribuì a consacrare Reims come luogo d'investitura divina.

L'Incoronazione di Ludovico il Pio (816)
La tradizione delle incoronazioni a Reims trovò un punto cruciale con Ludovico il Pio. Una santa ampolla, conservata nella Basilica di San Remigio, esisteva davvero e con il suo olio taumaturgico Ludovico il Pio si era fatto incoronare nell’816. Questa reliquia preziosissima era considerata il segno dell’investitura divina ai monarchi del Regno di Francia. Divenne così usanza per i re farsi incoronare nella cattedrale di Reims, dove nel corso dei secoli verranno proclamati ben trentadue sovrani, tra cui Enrico I (1027), Luigi IX il Santo (1226) e Carlo X (1825), solo per citarne alcuni.
Ludovico il Pio, associato dal padre Carlo Magno nella dignità imperiale nell'813, ereditò l'intero Impero carolingio alla morte del genitore nell'814. Prima della sua incoronazione imperiale a Reims, Ludovico aveva già consolidato la sua posizione. Nel 793, fu inviato in Italia in appoggio del fratello Pipino e gli attacchi militari contro la Spagna dei Mori continuarono negli anni successivi, con la conquista di Barcellona nell'804, festeggiata con un Te Deum di ringraziamento. La sua consacrazione a Reims da papa Stefano IV nell'816 con l'olio santo sottolineò la forte connessione tra il potere temporale e quello spirituale, un principio che avrebbe caratterizzato il suo regno.
La Carolingie VI - Irmingarda e Giuditta, le mogli di Ludovico il Pio
Il Regno di Ludovico il Pio: Riforme e Conflitti
Ludovico il Pio si trovò da solo a reggere l'impero. Difese i confini dalle incursioni di Normanni e Saraceni e mantenne una linea di stretta collaborazione con la Chiesa, promuovendo il riordinamento della vita ecclesiastica. A tal fine, si avvalse della collaborazione di Benedetto d'Aniane, un nobile visigoto e fondatore di monasteri, per riformare la chiesa franca.
Con l'Ordinatio imperii (o Costituzione dell'Impero) dell'817, Ludovico proclamò l'unità dell'impero stesso e designò il primogenito Lotario I come unico successore al trono imperiale, incoronandolo re d'Italia. Al figlio Pipino venne assegnata l'Aquitania e a Ludovico la Baviera, come appannaggi con titolo regio. In conseguenza di ciò, il titolo di rex Francorum et Langobardorum divenne parte integrante del titolo imperiale.
Questa decisione portò dapprima a una ribellione del nipote Bernardo, re d'Italia, che Ludovico fece accecare e morire, seguita da una serie di conflitti con i fratelli di questi. Avendo poi avuto nell'823, dalle seconde nozze con Giuditta, un altro figlio, Carlo detto il Calvo, Ludovico gli concesse (Dieta di Worms (829)) parte delle terre già assegnate a Lotario: ne derivò una seconda rivolta, che Ludovico riuscì però a domare isolando Lotario dagli altri fratelli. Nuove guerre, con alterne vicende, si susseguirono dopo l'831; a un certo punto Ludovico fu addirittura deposto (Lügenfeld, il «campo della menzogna», presso Colmar, 833); poi si riconciliò con Lotario, per procedere contro il figlio Ludovico, che fu spogliato dei suoi territori. Il 28 febbraio 835 Ludovico venne riconsacrato con una solenne cerimonia nella cattedrale di Metz dal fratellastro, il vescovo Drogone di Metz.
Quando Pipino morì nell'838, Ludovico il Pio dichiarò Carlo nuovo re di Aquitania. I nobili, tuttavia, elessero il figlio di Pipino, Pipino II. I dissapori tra i fratelli sfociarono in una guerra civile che ebbe termine soltanto nell'843 con il Trattato di Verdun, che divise il regno Franco in tre parti, ovvero i nuclei che in seguito divennero Francia, Germania ed Italia. Con il Concilio di Aquisgrana (817) Ludovico stabilì una prima riforma ecclesiastica, che aveva come principio la separazione tra potere spirituale e potere temporale, sebbene nella pratica questo principio fosse difficile da applicare, dato il consolidato ruolo dell'organizzazione ecclesiastica nell'amministrazione carolingia.
L'Architettura della Cattedrale Gotica
La prestigiosa funzione assunta dalla cattedrale di Reims spinse l’arcivescovo Ebbone a innalzare un edificio più grande, in grado di ospitare al meglio le solenni cerimonie. I lavori della costruzione carolingia presero avvio nell’818 e si conclusero durante il vescovado di Incmaro. Nell’ottobre dell’862 il presule officiò il rito di consacrazione della nuova chiesa alla presenza dell’imperatore Carlo il Calvo. Tuttavia, il 6 maggio del 1210, l’antica cattedrale carolingia di Reims bruciò "per negligentiam", come testimonia il cronista francese Alberico delle Tre Fontane. Il tragico evento colpì a tal punto la cittadinanza che l’arcivescovo Albéric de Humbert decise per un’immediata ricostruzione. Esattamente un anno dopo, il 6 maggio 1211, il presule pose la prima pietra del nuovo cantiere. I fondi necessari vennero reperiti grazie alle donazioni dei fedeli e del ricco capitolo dei canonici, che possedeva parte della filiera tessile di Reims. Dopo appena trent’anni, non senza periodi di interruzione dei lavori, il 7 settembre 1241 il capitolo si insediò nel coro ormai concluso della cattedrale.
La Cattedrale Notre-Dame di Reims si innalza, leggiadra e aggraziata, al termine di un viale alberato, dominando la scena con la sua presenza monumentale. La facciata è caratterizzata da due torri quadrangolari prive di guglie, previste nel progetto originale ma mai realizzate. Il prospetto è scandito da tre ordini orizzontali e rivela una sapiente alternanza degli spazi e delle masse scultoree. Sul livello superiore, un’elegante loggia ospita le raffigurazioni dei re. Tra le cinquantasei statue della galleria si distingue Clodoveo, sovrano dei Franchi raffigurato mentre riceve il battesimo, accompagnato dalla moglie Clotilde. La fascia mediana ingloba in posizione centrale l’ampio rosone, affiancato da finestroni e statue di santi e della Vergine. Gli ingressi presentano una rara particolarità in quanto le lunette sono costituite da vetrate, una scelta adottata per consentire alla luce di rischiarare meglio le navate. I gruppi scultorei sono quindi disposti soltanto sugli archivolti e sulle slanciate cuspidi, terminanti con guglie. Gli strombi sono ornati con grandi figure di angeli, santi e personaggi biblici.
La cattedrale Notre-Dame di Reims si innalza su una pianta a croce latina con tre navate. Il transetto è poco sporgente e il coro è dotato di un deambulatorio con cinque cappelle radiali. Gli interni sono caratterizzati da uno spiccato verticalismo, conferito da snelli pilastri a fascio e ariosi archi acuti. Superiormente si aprono il triforio e le grandi finestre del cleristorio, ornate da magnificenti vetrate policrome secondo uno schema caratteristico, composto da due monofore lanceolate sormontate da un rosone. In controfacciata, il rosone del portale centrale è incorniciato da rilievi raffiguranti profeti e scene del Nuovo Testamento. Sull’architrave si snodano le storie delle reliquie di Giovanni Battista.

Reims: Una delle "Cattedrali delle Stelle"
Quella di Reims è una delle "Cattedrali delle Stelle", ossia una delle magistrali chiese gotiche dedicate a Notre-Dame che nelle antiche province della Champagne, Piccardia, Ile-de-France e Neustria furono erette a cavallo tra il XII e il XIII secolo, disegnando sul territorio, quasi con perfetta corrispondenza, la costellazione della Vergine così come si osservava in cielo. Tracciarono dunque, in quella che fu la Gallia Belgica (oggi Francia settentrionale), un preciso segno zodiacale. Se si confrontano le città che abbracciano le "cattedrali delle stelle" con gli astri, si evince che la Spiga della Vergine corrisponde a Reims, Gamma a Chartres, Zeta ad Amiens, Epsilon a Bayeux. La prima "stella" è dunque la cattedrale di Reims.
Per il suo valore simbolico, la cattedrale fu bombardata per quattro anni dai tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale. Per la sua fama, Marc Chagall disegnò le vetrate del deambulatorio con una visionaria Vergine di blu trasparenti, una pittorica favola eterna, ammirabile dal 1974. Tutte le vetrate sono separate da tralicci geometrici, come nelle cattedrali gotiche francesi; ma mentre prima di Reims erano soltanto impronte disegnate nel muro, a Reims per la prima volta i tralicci diventano rilievi: eleganti e scenografici.

Il Labirinto di Reims: Un Messaggio Nascosto
Un tempo, lungo la navata centrale della cattedrale di Reims, ai piedi di slanciati pilastri, tra archi gotici e maestose vetrate policrome, c’era un labirinto. Questo sentiero intricato, composto da undici spire geometriche, si snodava ai piedi dei pellegrini che avevano appena varcato l’ingresso e cercavano la redenzione nella casa di Dio. Il labirinto costituiva una perfetta metafora del percorso, materiale e spirituale, che il cristiano era chiamato a compiere nel corso della vita verso la Gerusalemme celeste. A Reims la traccia pavimentale si componeva di piastrelle in pietra bluastra delle Ardenne ed era unicursale. Come a Chartres, il labirinto poteva infatti essere percorso in una sola direzione, senza possibilità di cambiare, in quanto l’unica strada per ottenere la salvezza era seguire Cristo. Alla salvezza eterna si riferiva anche la forma geometrica del disegno, costituito da una composizione di ottagoni.
Il labirinto di Reims era così particolare da suscitare la curiosità degli studiosi, poiché non solo rivelava chi fossero i fautori di quella magnifica opera architettonica, quattro sapienti magistri francesi, ma indicava anche le parti dell’edificio da loro costruite e gli anni impiegati. Si tramandava così che Jean d’Orbais avesse iniziato il coro e l’abside (1211-1231), e si ipotizza fosse il progettista della cattedrale. Jean-le-Loup per sedici anni lavorò ai portali settentrionali (1231-1247). Gaucher de Reims fece scolpire gli archivolti e i portali sul prospetto principale, oltre a edificare le volte delle navate laterali, per otto anni (1247-1255). Infine Bernard de Soissons, nell’arco di trentacinque anni, innalzò le volte della navata centrale e progettò il rosone sulla facciata occidentale (1255-1290). Al centro della traccia, dentro l’ottagono maggiore, era rappresentata un’altra persona, ormai di difficile identificazione, che poteva essere l’arcivescovo Albéric de Humbert, colui che decise la ricostruzione della cattedrale dopo l’incendio del 1210. Sebbene il disegno pavimentale, un tempo solenne e grandioso, oggi non esista più (fu fatto demolire nel 1778-79 perché i bambini che lo percorrevano disturbavano le funzioni liturgiche), per fortuna ne furono fatte delle copie cartacee, le uniche testimonianze che ci consentono di ricostruirne l’aspetto. A noi oggi non resta che contemplare la cattedrale di Reims e con la mente ripercorrere il tracciato di quell’antico labirinto.

In sintesi, come in una "fuga" di Bach, la Cattedrale di Reims fa tutt'oggi appello a tutte le capacità emotive e intellettuali, e così fu anche per gli astanti, reali e nobili, durante le storiche incoronazioni che vi ebbero luogo, inclusa quella di Ludovico il Pio.