Cattedrale di Monopoli: Storia, Architettura e Tesori d'Arte

La Cattedrale di Monopoli, ufficialmente conosciuta come Basilica concattedrale di Maria Santissima della Madia, rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura barocca in Terra di Bari e un luogo di profonda importanza storica e spirituale per la città. La sua storia millenaria, le stratificazioni archeologiche e la ricchezza artistica ne fanno una meta imperdibile per chi visita Monopoli.

Facciata barocca della Cattedrale di Monopoli

Le Origini e la Cattedrale Romanica

Il sito su cui sorge la cattedrale è stato un luogo di culto fin dall'antichità. Scavi archeologici hanno rivelato tracce di frequentazione umana risalenti all'Età del Bronzo, con evidenze di insediamenti messapici e romani antecedenti alla prima cattedrale.

La prima cattedrale, di stile romanico, fu edificata all'inizio del XII secolo, tra il 1107 e il 1117, per volere del vescovo Romualdo. Essa sorse sui resti di una chiesa di età paleocristiana o altomedievale intitolata a San Mercurio. La tradizione narra di un evento miracoloso legato al completamento del tetto: nella notte del 16 gennaio 1117, una zattera, denominata "madia", approdò nel porto della città trasportando un'icona bizantina raffigurante una Madonna con Bambino. Le travi di pino d'Aleppo che componevano questa zattera furono utilizzate per costruire le capriate del tetto della chiesa romanica. L'icona venne poi intitolata "della Madia".

Questa chiesa romanica presentava una pianta basilicale a tre navate con cripta e copertura lignea. Nonostante gli ampliamenti avvenuti nei secoli XIV e XVII, la struttura divenne inadeguata ad accogliere il crescente numero di fedeli.

Ricostruzione ipotetica della cattedrale romanica di Monopoli

La Trasformazione Barocca

Nel XVIII secolo, si decise di intraprendere una radicale trasformazione dell'edificio per adeguarlo ai canoni estetici del tempo e alle esigenze della comunità. I lavori per la costruzione della nuova cattedrale in stile barocco iniziarono nel 1742 e si conclusero nel 1772. I maestri muratori ingegneri incaricati furono M. Colangiuli di Acquaviva e P. Magarelli di Molfetta.

Nel 1741, l'architetto M. Sorino adeguò il sesto ordine del campanile seicentesco allo stile barocco della facciata, realizzando un ottagono su cui venne imposta la nuova copertura. La monumentale facciata e la piazza antistante sono elementi distintivi di questa fase costruttiva.

Quattordici anni dopo il completamento, nel 1786, l'architetto G. Palmieri realizzò un imponente muraglione alto 33 metri sul lato destro della facciata. Questa struttura fu concepita per proteggere il sagrato dai forti venti marini e ospitò successivamente 10 delle 12 statue cinquecentesche originariamente presenti nel Retablo della Chiesa Romanica, oltre a un orologio e una cella campanaria recuperati da precedenti strutture.

L'Interno e il Patrimonio Artistico

L'impianto dell'attuale cattedrale è a croce latina, caratterizzato da tre navate, un doppio transetto e un'abside. L'interno si presenta fastoso e ricco di opere d'arte. La navata centrale e quelle laterali sono scandite da pilastri cruciformi con tarsie marmoree.

Tra le opere più significative si annoverano:

  • L'icona bizantina della Madonna della Madia (datata 1280 circa), fulcro della devozione mariana cittadina, custodita in una cappella appositamente elevata.
  • Alcuni dipinti di Palma il Giovane e Francesco De Mura.
  • La Cappella dei Martiri, realizzata agli inizi del XIX secolo, che custodisce numerose reliquie.
  • La Cappella Superiore, completata a metà del XIX secolo.
  • Opere come la tela di Carlo Rosa con "La battaglia di Clavijo" nella Cappella di San Giacomo di Compostela e la tela di Palma il Giovane con la "Madonna in gloria con San Rocco e Sebastiano" nella Cappella dei Martiri.
  • Le tele settecentesche di Michele del Pezzo con le "Storie della Vergine Maria" e i dipinti di Pietro Bardellino raffiguranti la "Lotta iconoclasta" e il "Miracolo della zattera" nella cappella dedicata al Trionfo della Vergine.
Interno della Cattedrale di Monopoli con navate e altare

Le Stratificazioni Archeologiche

Sotto il transetto della cattedrale barocca, scavi archeologici hanno portato alla luce importanti testimonianze delle antiche frequentazioni del sito. Questi ritrovamenti, alcuni dei quali conservati nel Museo cripta, rivelano una complessa stratificazione temporale:

  • Resti di insediamenti dell'Età del Bronzo.
  • Tombe e fosse votive di Epoca messapica ed ellenistica, tra cui una sepoltura con una rara trozzella in bronzo.
  • Resti della cripta della cattedrale romanica, inquadrabili nell'architettura romanica matura, con una pianta a navatelle e volte a crociera.

I restauri degli ambienti ipogei, ripresi nel 1985, hanno permesso di creare un percorso archeologico che espone i reperti rinvenuti, databili dall'epoca protostorica fino al periodo romanico e altomedievale.

Reperti archeologici rinvenuti sotto la Cattedrale di Monopoli

Caratteristiche Architettoniche Specifiche

La facciata della cattedrale, ricca di elementi barocchi, è divisa orizzontalmente in due parti. La sezione inferiore presenta tre portali d'ingresso, con il centrale sormontato da un timpano sorretto da colonne d'ordine composito. La parte superiore è caratterizzata da una grande finestra al posto del rosone e un frontone semicircolare con un cartiglio recante il monogramma della Madonna. Le decorazioni laterali con paraste ioniche, ghirlande, volute, pinnacoli e finestre ovali accentuano lo stile barocco.

Il campanile, completato tra il 1688 e il 1693, è una struttura a sei livelli in stile barocco che sostituì il precedente campanile romanico distrutto da un fulmine. L'organo principale, costruito da Francesco Consoli nel 1922 e restaurato nel 2005, si trova sulla cantoria in controfacciata.

Nel 1953, in seguito all'abbassamento del piano stradale, fu realizzata una lunga scalinata di accesso frontale alla cattedrale.

@Cattedrale di Monopoli. 21-08-2023

Dati Tecnici e Dimensioni

L'impianto dell'attuale cattedrale è a croce latina con tre navate e doppio transetto. La navata centrale è voltata a botte lunettata, mentre le navate laterali ospitano otto cappelle. Altre quattro cappelle si trovano agli estremi dei due transetti. La cupola centrale, alta 31 metri, è decorata con affreschi dei quattro Evangelisti.

Le dimensioni della cripta e della chiesa romanica sono state oggetto di studi comparativi che hanno confermato la coincidenza di misure e datazione tra la "Chiesa A" e la "Chiesa di Romualdo", suggerendo che possano essere lo stesso organismo architettonico.

Elementi interni principali:

  • Altare
  • Ambone
  • Cattedra
  • Fonte battesimale
  • Custodia eucaristica

Opere pittoriche significative:

  • Tela dell’ultima cena (1755)
  • Tela della Madonna del Rosario (XVIII sec.)
  • Opere di Palma il Giovane, Francesco De Mura, Carlo Rosa, Michele del Pezzo, Pietro Bardellino.

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