Il Significato Architettonico delle Cattedrali con Statue Alate

Introduzione: L'Architettura Medievale e il Simbolismo del Divino

L'architettura, tra le arti figurative, assume un ruolo preminente in quanto modella lo spazio privato e pubblico, rappresentando non solo la funzionalità pratica e la bellezza estetica, ma soprattutto il significato simbolico e il ruolo spirituale. Nelle cattedrali medievali, gli architetti miravano a raffigurare l'ordine cosmico e sociale, e in particolare l'ordine soprannaturale incarnato nella Chiesa, cercando di imitare il Divino Architetto.

In questo contesto, figure scultoree come i gargoyle, gli angeli, i putti e le allegorie degli Evangelisti, spesso raffigurati con elementi alati, diventano componenti essenziali che arricchiscono il linguaggio simbolico e la profondità spirituale degli edifici sacri.

I Gargoyle: Guardiani Grotteschi e Simboli Multiformi

Origini e Funzione dei Gargoyle

La parola "Gargoyle" deriva dal francese gargouille, che significa "gola", a sua volta dal latino gargiulo, ovvero "gorgogliare", un termine spesso associato alle grondaie. In tempi medievali, si riferiva principalmente a leoni scolpiti nella pietra, dalla cui bocca fuoriusciva l'acqua piovana accumulatasi sugli edifici. Successivamente, il termine cominciò a essere usato anche per statue grottesche dall'aspetto simil-umano, che tuttavia mantenevano la medesima funzione di scarico dell'acqua. Con il tempo, il legame tra il nome e la funzione si è allentato, portando a definire "gargoyle" tutte le statue ornamentali di chiese e castelli.

Queste figure mostruose, provviste di corna, artigli e code, che si affacciano dall'alto delle chiese medievali, sono potenti evocazioni dell'arte dell'epoca, in cui sopravvivono credenze popolari e superstizioni tollerate e incorporate nell'abbellimento degli edifici di culto.

Gargoyle di Notre-Dame di Parigi

Il Mistero dei Gargoyle di Notre-Dame de Paris

I 54 mostri posti a guardia lungo il perimetro della cattedrale di Notre-Dame a Parigi hanno alimentato per molto tempo suggestioni e leggende, diventando protagonisti anche nell'immaginario popolare, come nel cartone animato "Gargoyles, il risveglio degli eroi".

Questi gargoyle, in realtà, nascono da un falso storico: sono stati aggiunti successivamente alla costruzione della cattedrale e sono opera dell'architetto Eugène Viollet-le-Duc, non essendo presenti nel progetto originale del periodo gotico. Al contrario, quelli del Duomo di Milano, ad esempio, sono originali.

Seppur difficile ricostruire oggi una funzione diversa da quella ornamentale o di scarico delle acque, è opinione condivisa dagli storici dell'architettura e della religione che avessero il compito di allontanare gli spiriti maligni. Un'altra ipotesi suggerisce che servissero a spaventare i fedeli, ricordando loro le pene dell'inferno destinate a chi commette peccati nella vita terrena, che esistono anche attorno alla beatitudine di un edificio sacro.

L'ipotesi più accreditata, avanzata dallo storico americano Michael Camille nel suo libro "The Gargoyles of Notre Dame, Medievalism and The Monsters of Modernity", rivela come le statue che circondano la cattedrale stiano a rappresentare una metafora della classe operaia, dei moti e delle insurrezioni, visti con gli occhi della borghesia francese e occidentale di metà '800. La classe popolare, in epoca di rivoluzione industriale e di ascesa della borghesia, giungeva in città per lavorare, a difendere il principale luogo di culto della capitale, osservando con un ghigno i borghesi peccatori, dediti ai vizi e a una vita più agiata. Secondo questa ricostruzione, i gargoyle rappresenterebbero l'immaginario di una classe sociale considerata sporca e barbara dalla borghesia parigina, un'ipotesi ritenuta coerente anche alla luce delle trasformazioni urbanistiche che Parigi stava vivendo in quel periodo.

Altre teorie, per la gran parte non accreditate, li vedono come rappresentazione degli spiriti maligni che si impadroniscono dell'esterno della cattedrale, non potendovi entrare, simboleggiando la minaccia al sacro da parte di chi dovrebbe custodire. In questa interpretazione, i gargoyle sarebbero una metafora del male operante all'interno delle sacre istituzioni.

Il romanzo "Notre-Dame de Paris" di Victor Hugo ha contribuito a cementare la loro figura nell'immaginario collettivo, con il gobbo Quasimodo che vive "appollaiato sulle gargouilles". I danni maggiori alla cattedrale arrivarono con la Rivoluzione francese, quando altari e statue furono eliminati. Nel 1843, l'architetto Eugène Viollet-le-Duc restaurò la cattedrale, sostituendo le gargouille ridotte in frantumi. Le nuove sculture, diverse da quelle medievali, e le mostruose chimere, ideate per decorare il tetto, suscitarono perplessità, ma Viollet-le-Duc non aveva cercato di imitare un campanile medievale.

Durante l'incendio del 15 aprile 2019, il piombo fuso che colava ha ricoperto le innumerevoli sculture di diavoli e draghi, conferendo loro un aspetto ancora più sinistro, quasi irriconoscibile, sottolineando la loro presenza iconica anche nella tragedia.

Gargoyle in Altre Cattedrali

I gargoyle non sono esclusivi di Notre-Dame. Data la loro funzione principale di grondaie, si diffusero in Europa a partire dal X e XI secolo, talvolta rappresentati in Italia anche come dragoni. Un esempio noto di reinterpretazione moderna è quello della cattedrale di Washington, dove un gargoyle aggiunto negli anni '80 ha assunto la forma di Darth Vader, a testimonianza dell'ampia influenza culturale di queste figure nell'immaginario occidentale.

Simboli Alati e Figure Evangeliche: Il Duomo di Orvieto

Il Duomo di Orvieto, simbolo della città stessa, è una magnifica costruzione che accorpa diversi stili architettonici, definendosi un mirabile esempio di equilibri e commistioni di stili gotico (soprattutto per la facciata con le slanciate guglie) e romanico, pur mantenendo proprie uniche peculiarità. L'inizio dei lavori risale al 1290, voluto dalla Chiesa e dal Comune per creare un'unica grande cattedrale.

Facciata del Duomo di Orvieto con sculture

La Facciata e le Sculture Bronzee

Tra le sculture che decorano la facciata, spiccano quelle bronzee che rappresentano simbolicamente i quattro Evangelisti: l'Angelo (San Matteo), il Leone (San Marco), l'Aquila (San Giovanni) e il Toro (San Luca). Sopra il portale centrale principale, si aggiunge un'altra scultura in bronzo con un baldacchino dedicato alla Vergine Maria.

Il Rosone, opera di Andrea di Cione detto l'Orcagna (1354-1380), rappresenta il punto centrale della facciata. È formato da un doppio giro di colonnine con archi intrecciati, dove al centro spicca il volto di Cristo Redentore attorniato da 4 mosaici negli spicchi di Piero di Puccio (1388), raffiguranti i 4 dottori della chiesa: Sant'Agostino, San Gregorio Magno, San Girolamo e Sant'Ambrogio. Esternamente, il Rosone è circondato da altre sculture che rappresentano, tra le altre, gli apostoli e 12 profeti.

Le originali porte in legno del Duomo sono state sostituite nel 1970 con portali in bronzo con bassorilievi che rappresentano storie del Vecchio Testamento (Genesi), l'Albero di Jesse (genealogia di Gesù), storie evangeliche del Nuovo Testamento (natività e annunciazione) e il Giudizio Universale.

Altri Elementi Simbolici Interni

L'interno del Duomo ospita capolavori scultorei, tra cui la statua della Pietà di Ippolito Scalza. Ai lati dell'altare maggiore, si possono ammirare le due statue del ciclo scultoreo dell'Annunciazione di Francesco Mochi, con la statua della Madonna annunciata scolpita nel 1608. Dal novembre 2019, è stato ricollocato nel Duomo lo spettacolare gruppo statuario degli Apostoli (12 statue di dimensioni maggiori del vero, collocate in corrispondenza delle colonne della navata centrale), tornate dopo un lungo restauro.

La Cattedrale di Sant'Agata a Catania: Tra Storia e Devozione

La Basilica Cattedrale di Sant'Agata a Catania, dedicata alla vergine e martire patrona della città, è situata nel centro storico in piazza del Duomo. Questo maestoso edificio, che conserva stili differenti dal Normanno, al Barocco, fino al Neoclassicismo, non è solo un simbolo di fede, ma anche un emblema della resilienza della città, avendo sopravvissuto e rinascendo attraverso numerosi eventi storici, dai terremoti alle eruzioni vulcaniche.

La prima edificazione risale al periodo 1086-1094, sulle rovine delle Terme Achilliane. Il terremoto del 1169 ne fece crollare completamente il soffitto, e il catastrofico terremoto del 1693 rase al suolo gran parte della città, compresa la Cattedrale, spazzando via molte delle tracce architettoniche precedenti. L'edificio barocco siciliano eretto nel XVIII secolo restituì alla città una nuova cattedrale di straordinaria bellezza.

Cattedrale di Sant'Agata a Catania, facciata

Elementi Architettonici e Scultorei

La facciata, che si erge solenne sulla piazza, è un tripudio di decorazioni scultoree. Il prospetto è a tre ordini compositi in stile corinzio e attico completamente in marmo di Carrara. Tutti gli ordini sono adornati con statue marmoree di Sant'Agata al centro sulla porta principale, Sant'Euplio a destra e San Berillo a sinistra.

Il portone principale in legno è costituito da trentadue formelle finemente scolpite, illustranti tra l'altro la "tavola angelica della tradizione" nell'ultimo registro, simboleggiante il "foedus eternum".

La cupola, posta sulla crociera, risale al 1802 su progetto di Carmelo Battaglia e, munita di colonne e ampi finestroni, illumina l'interno. L'interno della Cattedrale, a pianta basilicale, è suddiviso in tre navate con volte a crociera. La pietra lavica, materiale caratteristico della zona, è ampiamente utilizzata per colonne e pavimenti, creando una fusione perfetta con l'ambiente circostante.

Nella Cappella della Vergine o della Madonna del Rosario, l'altare, illuminato da un'elegante monofora interna in pietra lavica, custodisce la scultura marmorea della Vergine dell'Incoronazione. Nella parte superiore, sono incastonate le figure degli Apostoli e scene sacre; nel prezioso paliotto marmoreo in altorilievo è raffigurata Sant'Agata contornata da putti aleggianti su nuvole.

La Cappella di Sant'Agata, in fondo alla navata destra e cuore pulsante della struttura, è protetta da un'elaborata cancellata in ferro battuto. Il portale d'accesso alla «Cammaredda», realizzato nel 1495, presenta un'architettura con fusti di colonne decorati a foglie d'acanto e capitelli che reggono mensole, sulle quali si articola un elaborato architrave aggettante ornato da fregi con cherubini alati. Il vano sottostante ospita il varco d'accesso al sacello, protetto da una fitta cancellata sormontata da una raffigurazione della martire sorretta da putti e angeli.

L'altare di Sant'Agata, elevazione marmorea su più ordini, presenta sotto la mensa un bassorilievo raffigurante Sant'Agata all'interno di una corona fitomorfe sorretta da angeli. Alle estremità, retti da puttini, sono presenti lo stemma papale e le insegne cardinalizie. Il trittico centrale dell'elevazione presenta nello scomparto mediano la mandorla riproducente Gesù che incorona Sant'Agata, presentata dalla Vergine Maria fra putti festanti.

Verticalità e Arte a Westminster Abbey

La Cattedrale di Westminster a Londra, nota come Westminster Abbey, è uno dei più importanti edifici religiosi e storici del Regno Unito. Caratterizzata da una verticalità imponente, tipica dello stile gotico, è concepita per avvicinare lo sguardo e lo spirito dei fedeli al cielo. Le volte a crociera e le arcate a sesto acuto creano una sensazione di slancio e leggerezza, simbolizzando l'aspirazione verso Dio.

Westminster Abbey custodisce una vasta collezione di opere d’arte, tra cui vetrate istoriate che, con colori vividi e dettagli realistici, raccontano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento e storie dei santi inglesi. Le tombe e i monumenti reali, progettati per comunicare potere, devozione e virtù morale, testimoniano che la vita terrena e la spiritualità sono intimamente legate, con la luce delle vetrate che rappresenta la rivelazione e la grazia divina.

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