La Cattedrale di Notre-Dame di Chartres: Capolavoro Gotico e Storia Millenaria

La Cattedrale Notre-Dame de Chartres, chiesa cattedrale consacrata alla Vergine (Notre-Dame), è il monumento più celebre della cittadina di Chartres, nel nord-ovest della Francia (a 95 Km a sud-ovest di Parigi). È considerata uno degli edifici religiosi più importanti del mondo e uno dei più perfetti esempi di architettura gotica. Dichiarata Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1979, la cattedrale occupa un posto di particolare rilievo per lo stile omogeneo della sua architettura, caratterizzata dalla semplificazione e dall'equilibrio delle forme, e per aver conservato le sue sculture monumentali e le vetrate, considerate le più belle di Francia. Questa cattedrale e le sue torri dominano la città di Chartres e la piana della Beauce circostante, rendendola una tappa imperdibile per la sua bellezza architettonica e artistica.

Veduta generale esterna della Cattedrale di Chartres con le sue due torri

Storia Costruttiva: Tra Incendi e Rinascite

La storia della Cattedrale di Chartres è segnata da una successione di costruzioni e distruzioni. La cattedrale attuale risulta dalla sovrapposizione di sette edifici di epoche differenti. Le parti non utilizzate come fondamenta per le costruzioni successive hanno formato due cripte concentriche, che permettono di osservare le fondamenta e gli affreschi del XII secolo, così come quelli risalenti alle prime costruzioni.

Le Origini Pre-Gotico e i Primi Santuari

I primi cristiani edificarono dal IV all'XI secolo diversi santuari, successivamente distrutti dagli incendi o dalle persecuzioni religiose. Un resto di muro, generalmente attribuito all'epoca gallo-romana, ricorda la prima chiesa, ma non rimane niente di quella del VI secolo, né di quella distrutta nell'858 dai Normanni. Per contro, la cripta della chiesa carolingia edificata da Gisleberto nel IX secolo esiste tuttora. Questa seconda, chiamata Crypte Saint-Fulbert, che circonda la precedente, parte da un campanile e compie il giro dell'edificio.

Un luogo di culto cristiano a Chartres non sorse prima del VI secolo. Questa chiesa venne incendiata dalle truppe del duca d’Aquitania Hunaldo I tra il 743 e il 753. Una nuova cattedrale fu distrutta dai Vichinghi nell’858 e restaurata dal vescovo Gislebert. Ancora nel 962 venne data alle fiamme nel bel mezzo della contesa tra Riccardo I di Normandia e il conte di Chartres Tebaldo I de Blois. Il vescovo Fulberto dette avvio a una nuova costruzione nel 1020, facendo erigere un deambulatorio attorno alla cripta di Saint Lubin e due navate coperte da volte a crociera. Quest'opera è sopravvissuta fino ad oggi, e rappresenta la cripta più vasta di Francia (misura 220 metri).

La Grande Ricostruzione Gotica (1194-1260)

L’ultima ricostruzione della Cattedrale è successiva a un terribile incendio divampato nella notte del 10 giugno 1194, che devastò la basilica di Fulbert. Di essa sopravvisse la cripta, le torri e la facciata occidentale, che costituisce ancor oggi il grandioso prospetto principale. Il drammatico evento ebbe grande risonanza, perché il pellegrinaggio alla Vergine di Chartres era tra i più conosciuti nella cristianità, tanto più che la preziosa reliquia del Velo della Vergine sembrava essere scomparsa durante il sinistro, venendo però ritrovata dopo quattro giorni di ricerche, quasi miracolosamente.

All'indomani del tragico incendio si decise per una totale e immediata ricostruzione, facendo innalzare in poco più di sessanta anni l'edificio che ancora oggi svetta al centro di Chartres. La rapidità con cui fu eretto - nel 1220 era già terminata la copertura con volte ogivali - ne assicurò una certa uniformità stilistica. Le parti principali della nuova cattedrale, con le sue vetrate e le sue sculture, furono in gran parte completate in soli venticinque anni, un tempo straordinariamente rapido per l'epoca. La cattedrale fu riconsacrata formalmente nell'ottobre del 1260, alla presenza del re Luigi IX di Francia.

Aggiunte e Trasformazioni Successive

Altri lavori furono compiuti in seguito, aggiungendo elementi alla chiesa romanico-gotica che oggi si ammira: alla metà del XIII secolo venne aggiunto un terzo piano al campanile nord e fu costruita la sagrestia. Nel 1326 fu edificata dietro l'abside la cappella dedicata a San Piat, la cui reliquia attirava molti pellegrini. Dal 1507 al 1513 fu innalzata la guglia del campanile nord, opera di Jean de Beauce. Nel 1836 la cattedrale di Chartres fu vittima di un nuovo spaventoso incendio, causato dall'imprudenza di un idraulico, che portò alla distruzione della "foresta", l'intelaiatura in legno di castagno del XIII secolo che costituiva il sottotetto. Fortunatamente l'edificio non soffrì molto e le sue vetrate rimasero intatte. Durante la Rivoluzione Francese, l'edificio rischiò di essere demolito, ma fu salvato grazie al forte attaccamento dei cittadini di Chartres e allo zelo di un architetto locale.

Architettura Gotica: Eleganza e Innovazione

La Cattedrale di Notre-Dame di Chartres rappresenta uno dei massimi esempi del gotico in tutta Europa. L'edificio venne realizzato in un momento in cui i nuovi stilemi architettonici transalpini erano ormai maturi e ben definiti. I suoi centotrenta metri di altezza inaugurarono la fase aurea dei maestri costruttori gotici e delle congregazioni edili specializzate: carpentieri, tagliapietre, muratori scalpellini e fabbricanti di immagini. Il gotico portò in architettura grandi innovazioni, anche a livello concettuale. Lo slancio verticale delle sue cattedrali, reso possibile dall'utilizzo di contrafforti e archi a ogiva, consentì all'uomo di volgere lo sguardo al cielo, di osare e protendersi verso il divino. Le strutture divennero più leggere ed eleganti; le murature pian piano lasciarono il posto a vetrate policrome meravigliose.

La cattedrale venne concepita con pianta a croce latina, a tre navate sia a livello del corpo centrale che del transetto. In quanto meta di pellegrinaggio, l'edificio venne dotato di un coro con cinque cappelle radiali e un deambulatorio, lungo il quale i fedeli potevano transitare e pregare sul Velo della Vergine senza disturbare le funzioni liturgiche. Le campate rettangolari sono scandite dal ritmo di slanciati pilastri a fascio con colonnine addossate. La copertura è costituita da volte a crociera ogivali costolonate. La navata centrale dell'edificio è caratterizzata da un notevole verticalismo: alti archi divisori, a sesto acuto, sono sovrastati da un triforio cieco e quindi dal cleristorio, onde si aprono le ampie finestre che hanno il compito di illuminare gli ambienti interni. Le vetrate sono costituite dalla ripetizione di due monofore affiancate e sormontate da un piccolo rosone, scelta stilistica innovativa dei maestri costruttori di Chartres.

Le Facciate e il Programma Scultoreo

Nonostante i pericoli occorsi nei secoli, la cattedrale di Chartres ha conservato l’integralità della sua decorazione scolpita, che si ammira nei nove portali suddivisi per tre su ciascuna delle tre facciate. Essi offrono una rappresentazione didattica della storia della Salvezza cristiana.

La Facciata Occidentale e il Portale Reale

La facciata occidentale costituisce l'entrata principale dell'edificio religioso. Incorniciata da due torri snelle, rette da possenti contrafforti, presenta un gruppo scultoreo importante. Le strutture appaiono oggi diseguali poiché appartengono a epoche differenti. La torre campanaria sinistra, infatti, fu completata soltanto in età tardo gotica nel 1513 e la sua guglia, detta Clocher Neuf, venne elaborata con le decorazioni e pinnacoli con lo stile “fiammeggiante” proprio di quel tempo. Il prospetto principale è suddiviso in tre ordini: al pianterreno si apre il magnifico portale strombato, riccamente scolpito; sul livello intermedio si affacciano grandi finestre centinate; l’ordine superiore è dominato dall’elegante rosa circolare, aggiunta gotica del XIII secolo. La facciata è infine coronata da una finta loggia che ospita sculture di regnanti.

Il grande Portail Royal che orna la facciata rivela ancora influenze stilistiche romaniche, tuttavia ormai trasfigurate in un linguaggio di transizione verso il gotico. Realizzato alla metà del XII secolo, e costituito da tre ingressi affiancati, ospita un ricco apparato scultoreo incentrato sulla missione escatologica di Cristo, di raffinatissima fattura. Tra gli strombi si alternano diciannove statue-colonne di profeti in simbolica processione per onorare Cristo, la cui vita è riassunta nelle decorazioni dei capitelli. Il Messia è raffigurato nella lunetta dell’ingresso centrale nelle vesti di giudice, entro una mandorla, attorniato dai simboli del Tetramorfo. Lungo l’archivolto si dispongono i ventiquattro vegliardi che nell’Apocalisse di Giovanni assistono alla seconda venuta di Cristo, la Parusia. L’Ascensione è invece il tema del portale sinistro: Cristo, su una nuvola che si eleva al cielo, è attorniato da una schiera di angeli e, sul registro inferiore, dalle figure degli apostoli seduti. L’archivolto accoglie una pregevole personificazione dei Mesi con i corrispondenti lavori agricoli e i segni zodiacali. L’ingresso destro del Portail Royal è dedicato alla Natività. Maria in trono con Bambino, affiancata da due angeli, è sormontata dalle immagini delle arti e dei mestieri. Poco più in basso i maestri scultori realizzarono un lungo bassorilievo con la Presentazione al Tempio. Le decorazioni sugli archi del portale centrale rappresentano episodi della Genesi.

Dettaglio del Portail Royal della Cattedrale di Chartres con le statue-colonna

I Transetti: Portali Nord e Sud

Il transetto della Cattedrale si apre all’esterno attraverso due facciate laterali, ciascuna provvista di tre portali strombati con protiro e un rosone centrale. Gli ingressi, frutto dell’ultima ricostruzione gotica, sono altrettanto preziosamente scolpiti e le forme rivelano un’espressività e una plasticità eccezionali.

  • Il Portale Nord è anche chiamato "Portale dell'Alleanza". Le sue statue, eseguite tra il 1205 e il 1210, evocano l’Antico Testamento e la Vergine, rappresentata sul pilastro centrale in braccio alla madre Anna. L’arcata di destra è dedicata alle figure dell’Antico Testamento che simboleggiano Gesù e la nuova alleanza, l’arcata di sinistra è dedicata alla Vergine e alle Virtù che vincono i vizi. Sul pilastro centrale due colonnine scolpite mostrano scene di grande fascino e mistero, come il trasporto dell'Arca dell'Alleanza.
  • Il Portale Sud, chiamato anche "Portale della Chiesa", è consacrato al tema del Giudizio universale (timpano centrale). Raffigura Cristo benedicente sul pilastro centrale con il libro dei Vangeli aperto, circondato dagli apostoli.

I Tesori d'Arte: Vetrate e Labirinto

Le Vetrate Policrome: La Luce di Chartres

Uno dei grandi tesori della Cattedrale di Chartres è costituito dalle 172 vetrate policrome, frutto di una scuola artistica di livello assoluto e prestigioso, che si estendono per ben 2600 metri quadrati di superficie. È questa la magia del gotico, resa possibile alleggerendo le pareti laterali delle cattedrali da ingombranti murature, grazie all’impiego di contrafforti esterni. L’uso estensivo delle vetrate policrome non era solo un vezzo ma rispondeva a precise esigenze didattiche. Attraverso le decorazioni istoriate, assemblate con strisce di piombo, come con la scultura era possibile istruire i fedeli sulle sacre scritture e i Vangeli. Dopo secoli di buio, dettato dalle esigenze architettoniche romaniche, la luce poté invadere gli spazi interni delle cattedrali, al pari di una forza dirompente che spazza l’oscurità interiore dell’uomo. Di particolare splendore è il blu di Chartres, una tonalità unica, la cui miscela resta ancora oggi un mistero.

Le vetrate più antiche sono quelle della facciata, risalendo alla metà del XII secolo: riconoscibili per la presenza dell’inimitabile blu di Chartres, sintetizzano i dogmi cristiani con la raffigurazione, da destra a sinistra, dell’Albero di Iesse, della vita di Gesù, della sua morte e resurrezione. Anche Nostra Signora della Belle-Verrière, nel deambulatorio sud del coro, risale al XII secolo, mentre la maggior parte delle altre vetrate fu realizzata nel XIII secolo. Delle tre rosette, quella di facciata è del 1215 e fu il primo ad essere posto in cattedrale: rappresenta il Giudizio Universale. Le vetrate del cleristorio presentano grandi immagini di santi, profeti, nobili e sovrani. La funzione didattica è invece demandata alle finestre poste lungo le navate laterali e le cappelle radiali del deambulatorio, con scene bibliche, soprattutto storie di Cristo e della Vergine, ed episodi della vita di santi. Una finestra accoglie le gesta di Carlo Magno, manifestazione della volontà politica di conferire alla corona francese un carattere di sacralità per diritto divino. La porzione inferiore delle vetrate è spesso occupata da uomini intenti in lavori manuali. Celebre è la vetrata del transetto sud con la vita di Sant’Apollinare, non solo per la sua straordinaria fattura artistica, ma anche per un misterioso fenomeno luminoso che si ripete ogni anno: a mezzogiorno del solstizio d’estate un raggio filtra da un foro non decorato e colpisce una mattonella posta di sbieco sul pavimento, in corrispondenza di un segnacolo metallico.

Dettaglio delle vetrate gotiche della Cattedrale di Chartres, evidenziando il

Il Labirinto: Un Percorso Mistico sul Pavimento

Al centro della pavimentazione della navata centrale si scorge l'enorme labirinto di Chartres, opera del XII secolo, una figura geometrica circolare inscritta in larghezza sul pavimento. Rappresenta un percorso continuo lungo 261,5 m che va dall’esterno all’interno del cerchio, con una successione di curve e archi di cerchio concentrici. Questo ostico percorso non presenta false piste: è un labirinto unicursale che, nonostante la lunghezza, presenta un’unica via che collega al punto di arrivo, in questo caso una raffigurazione stilizzata di una rosa a sei petali (un fiore esapetalo è l'immagine trascendente della città di Dio). I pellegrini percorrevano i suoi meandri in ginocchio, come rituale simbolico della strada che conduce a Gerusalemme e alla salvezza. Il percorso per giungere nell’intimo del labirinto è circolare, ritmico e ripetuto come il battito del cuore. Come in uno specchio, in perfetta corrispondenza sulla facciata dell’edificio si apre la grande rosa circolare. Le due figure, rosone e labirinto, hanno la stessa area e appaiono perfettamente sovrapponibili, se non nella concretezza della materia almeno sul piano metafisico della luce. Giunti al centro del labirinto, i fedeli ripercorrevano il tracciato all’incontrario, per poi volgersi a oriente e proseguire verso l'abside, in direzione del sole nascente e dei luoghi in cui nacque e visse il Messia.

Labirinto pavimentale della Cattedrale di Chartres

Le Reliquie e i Pellegrinaggi

La Cattedrale di Chartres è da secoli un grande luogo di pellegrinaggi, anche una delle tappe principali del celebre cammino di Santiago di Compostela, grazie soprattutto alla sacra reliquia del Velo della Vergine situata al suo interno. Si tratta di una reliquia molto importante che fu offerta nell'876 alla cattedrale da Carlo il Calvo, imperatore del Sacro Romano Impero e nipote di Carlo Magno, anche se la sua vera origine rimane incerta. Secondo la tradizione, questo velo è la camicia che portava Maria al momento dell'Annunciazione, quando concepì il Verbo. Questa importante reliquia fu meta di numerosi pellegrinaggi. La reliquia era custodita in una cassa di grande valore, ma i gioielli furono venduti durante la rivoluzione. Anche il velo fu tagliato in diverse porzioni, che furono vendute; una parte più grande della reliquia si trova in una cappella del deambulatorio della cattedrale, mentre un frammento è custodito in una piccola cappella della cripta.

Un evento storico di rilievo è legato alla cattedrale: Enrico IV (1553-1610) fu l'unico re francese ad essere incoronato in questa cattedrale il 27 febbraio del 1594 e non nella Cattedrale di Reims come voleva la tradizione, poiché Parigi era rimasta cattolica e si opponeva al re ugonotto.

La Cripta: Fondamenta della Storia e del Mistero

All'interno della cattedrale merita una visita la cripta, cui si accede esclusivamente con visita guidata. Terminata nel 1035, cinque anni dopo l’incendio che devastò la cattedrale carolingia, è una delle grandi creazioni romaniche dell’XI secolo. Presenta una forma a “U” e consta di due gallerie parallele larghe 5 metri, unite da un deambulatorio con tre profonde cappelle romaniche. Le dimensioni di questo luogo, davvero imponenti, determinarono quelle della cattedrale che su di esso fu edificata. I primi cristiani edificarono dal IV all'XI secolo diversi santuari, successivamente distrutti dagli incendi o dalle persecuzioni religiose. Le parti non utilizzate come fondamenta per le costruzioni successive hanno formato due cripte concentriche. Ciò permette di osservare le fondamenta e gli affreschi del XII secolo, così come quelli risalenti alle prime costruzioni.

La visita ha inizio dalla galleria sud, di san Giovanni Battista, lungo la quale si trova il fonte battesimale del XII secolo nella sua collocazione originaria. Al suo termine segue la cappella di san Clemente, ornata da affreschi della fine del XII secolo. Proseguendo, si percorre tutto il deambulatorio, su cui aprono le cappelle, e si giunge al Pozzo dei “Santi Forti”, profondo 34 metri, forse anteriore al periodo gallo-romano. Segue la cappella di Nostra Signora della Cripta, con la statua del 1976, fedele copia di quella che qui era venerata, bruciata durante la Rivoluzione. A sinistra, nella piccola cappella dei Santi Saviniano e Potenziano, si trova il reliquiario contenente un frammento del velo della Vergine e, sulla parete sinistra della galleria nord, un affresco del 1200 rappresentante Maria Sedes Sapientiae. Nella galleria nord si curavano i malati affetti dal Fuoco di Sant’Antonio e fu per questo definita “ospedale dei Santi Forti”.

Scendendo una scala del XVIII secolo si accede alla cripta di Saint Lubin, il vescovo che nel VI secolo avrebbe stabilito i confini della diocesi di Chartres. A destra un corridoio conduce alle vestigia della cripta carolingia, mentre di fronte si ammira la grande colonna dell’emiciclo che poggia sul pavimento originale. Partendo dall'estremità della galleria nord, si arriva alla cappella di Notre-Dame Sous-Terre, probabilmente il più antico santuario mariano del mondo, dove si può contemplare una riproduzione recente della statua di un'antica Madonna, il cui originale fu bruciato dai rivoluzionari nel 1793.

Interno della cripta della Cattedrale di Chartres

La Leggenda di Chartres e le Sue Origini

A Chartres, di pari passo alla costruzione dell’imponente Cattedrale gotica, si sviluppò il mito. La leggenda e l’edificio furono due imprese parallele e complementari. Eppure è ancora possibile imbattersi in racconti antichi, secondo cui la costruzione sorse su un luogo molto particolare, ove i pellegrini giungevano addirittura da prima del Cristianesimo. Si narra che il poggio sul quale oggi insiste l'edificio gotico ospitasse un santuario dedicato a Maria già al tempo degli apostoli. E ancor prima, su questa terra, vi sarebbe stata una grotta con una fonte sacra, impiegata dai druidi per officiare riti e sacrifici alla Dea Madre. La Cattedrale di Chartres possiede la più grande cripta di Francia, derivata dalle fondamenta di diverse costruzioni che si sono succedute nel tempo.

Il mito di Chartres si deve all’opera dei canonici della Cattedrale, che miravano ad aumentare il prestigio del luogo e attrarre così i ricchi flussi di pellegrinaggio. Nel Livre des miracles de Notre-Dame, redatto al principio del XIII secolo, essi affermavano le origini apostoliche della Chiesa locale. I canonici si basavano su un manoscritto del 1130, la Grande Passion des saints fondateurs della diocesi di Sens, secondo cui i santi Savinien, Potentien e Modeste nel IV secolo edificarono a Chartres una chiesa mariana. Vennero poi martirizzati per ordine del governatore romano Quirinus, che li fece gettare dentro un pozzo profondo. La tradizione di Chartres vi riconobbe la fonte nella cripta della Cattedrale, denominata Puits des Saints-Forts. Nel XIV secolo il Capitolo della Cattedrale commissionò la stesura di una storia ufficiale della Chiesa di Chartres. Nel Cartulaire de Notre-Dame de Chartres comparivano alcuni degli elementi caratteristici della leggenda locale. Innanzitutto si narrava che i santi evangelizzatori della diocesi sarebbero stati inviati direttamente da San Pietro, retrodatando a un tempo sacro e mitico le origini della Cattedrale. Ancora nello stesso testo troviamo menzione per la prima volta della statua miracolosa della Vergine situata nella cripta. Secondo la cronaca medievale essa risaliva al I secolo a.C., ma oggi sappiamo che si trattava invece di una scultura romanica dell’XI-XII secolo. L’originale statuetta lignea purtroppo è andata perduta nel 1793 ed è stata sostituita da una copia nel secolo successivo.

Chartres nella Cultura e nell'Arte Moderna

Nonostante i secoli, la Cattedrale di Chartres è rimasta ammirata da grandi artisti moderni. Tra questi non si può dimenticare il celebre dipinto realizzato dal pittore francese Jean-Baptiste Camille Corot. Iniziato nel 1830, ma completato ben 42 anni più tardi, la tela descrive uno scorcio da cui è visibile in tutto il suo splendore l’ampia facciata della cattedrale. L'edificio gotico è illuminato da una luce gentile e immerso in un’atmosfera romantica in cui l’architettura si mescola perfettamente con un brullo paesaggio agreste. Ad espressione di questa unione tra naturale e artificiale, Corot mette in parallelo la verticalità delle due torri della cattedrale con due alberi, che si stagliano alla sinistra dell’edificio. Anticipatore della pittura en plein air, Corot raffigura un paesaggio idilliaco dove l’uomo e la sua opera si uniscono armoniosamente alla realtà circostante.

Al calar della notte, da aprile a ottobre, la città di Chartres diventa un immenso spettacolo di luci: Chartres en Lumières. È la più grande operazione di valorizzazione del patrimonio cittadino al mondo, con ben 24 siti illuminati. Con questo evento, lo spettatore è invitato a passeggiare per le strade di Chartres alla scoperta dei luoghi imperdibili della città, valorizzati dalle immagini e dalla musica di numerosi scenografi, che esaltano anche la Cattedrale.

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