La Cattedrale di Bitonto: architettura e storia del romanico pugliese

La Cattedrale di Bitonto, situata nel cuore del centro storico cittadino, rappresenta uno degli esempi più emblematici e meglio conservati del romanico pugliese. Sebbene manchino documenti certi sulla fondazione, la storiografia concorda nel collocare l'avvio dei lavori tra la fine dell'XI secolo e i primi anni del XII, sotto la dominazione normanna. La tradizione riporta, attraverso il Chronicon di frate Luca da Bitonto, che la prima pietra fu posta nel 1085 per volontà del vescovo Arnolfo, con una consacrazione avvenuta presumibilmente nel 1114.

Pianta architettonica e prospetto della facciata della Cattedrale di Bitonto

Evoluzione storica e restauri

Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito significative trasformazioni. Durante la prima metà del XIV secolo, per iniziativa di Nicola Attivissimo, fu aggiunta una cappella. Nel 1721, a causa della perdita di gran parte degli arredi originari, il vescovo Cedronio commissionò all'architetto napoletano Giambattista Anaclerio un radicale rinnovamento in chiave barocca. Successivi interventi, in particolare i restauri degli anni Trenta del Novecento, hanno permesso di riportare molte porzioni dell'edificio al loro stato originario, rimuovendo sovrastrutture e stucchi seicenteschi.

La facciata e gli elementi decorativi

La facciata, spartita in tre sezioni corrispondenti alle navate, è incorniciata da una serie di archetti pensili. Il portale centrale, maestoso, presenta stipiti decorati con bassorilievi del bestiario medievale: nella lunetta è rappresentata l'Anastasis (la Resurrezione di Cristo), mentre nell'architrave si susseguono scene dell'Annunciazione, della Visitazione, dell'Adorazione dei Magi e della Presentazione al tempio.

L'apparato scultoreo è ricco di simbologie:

  • Il rosone: sostenuto da due colonne poggianti su leoni, è sormontato da un ippogrifo.
  • Il pellicano: posto all'apice dell'archivolto, rappresenta il simbolo cristologico del sacrificio di sangue.
  • Animali fantastici: la presenza di sirene, grifi, elefanti e basilischi funge da monito per il fedele, richiamando la lotta tra le passioni terrene e la coscienza spirituale.
Dettaglio del portale principale e dei bassorilievi scultorei

La facciata meridionale e il Portale della Scomunica

La facciata sud si apre sulla piazza del duomo ed è caratterizzata da sei grandi arconi. Il sesto di questi ospita il celebre “Portale della Scomunica”. Da qui, nel 1227, papa Gregorio IX scomunicò Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi, in seguito alla crociata che aveva portato alla conquista di Gerusalemme senza il ricorso alle armi. Il portale è noto anche come “dei Masculi”, poiché l'area era anticamente sede di un mercato frequentato prevalentemente da uomini.

La struttura interna e la cripta

L'interno della cattedrale presenta una pianta basilicale a croce latina con tre navate. La navata centrale è divisa da quelle laterali da tre pilastri alternati a due colonne, sormontati da capitelli finemente lavorati con motivi vegetali e zoomorfi. Il soffitto a capriate, realizzato nell'Ottocento con legname calabrese, conferisce solennità allo spazio sacro.

L'ambone e il pulpito

Di straordinario valore artistico è l'ambone, fabbricato nel 1229 dal Maestro Nicolaus, firmato sul rovescio del leggio. Il lettorino raffigura un telamone (San Matteo) che sostiene l'aquila di San Giovanni, affiancato dal leone di San Marco e dal bue di San Luca. Il pulpito settecentesco di Anaclerio integra materiali di spoglio provenienti da antichi arredi marmorei smembrati nel XVII secolo.

La cripta, accessibile tramite due scalinate laterali, presenta una selva di trenta colonne di diverse altezze, probabilmente provenienti da un antico tempio dedicato alla dea Minerva. All'interno si conserva un mausoleo rinascimentale in onore di Giovanni De Ferraris, opera dello scultore Girolamo D'Auria, e il crocifisso ligneo del XV secolo.

L'area archeologica sotterranea

Gli scavi iniziati nel 1991 hanno rivelato un complesso palinsesto archeologico sottostante la cattedrale romanica. È emersa una Basilica paleocristiana del V-VI secolo, con pavimentazione musiva policroma raffigurante pavoni e motivi geometrici. Le indagini hanno inoltre restituito frammenti di affreschi altomedievali (IX-XII secolo), tra cui una raffigurazione di un Santo vescovo, e reperti ceramici che attestano la frequentazione dell'area fin dall'età peucezia e romana.

Epoca Elemento rinvenuto
X sec. a.C. Ceramiche protostoriche
V-VI sec. d.C. Basilica paleocristiana con mosaici
XII-XIII sec. Arredi marmorei di epoca federiciana

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