La Cattedrale di Saint-Trophime, situata nella città di Arles, nel sud della Francia, è un magnifico esempio di architettura romanica provenzale. Oltre ad essere un luogo di culto, questa imponente basilica rappresenta un tesoro inestimabile di arte e storia.

Storia e Origini
La basilica di Saint-Trophime fu edificata nel XII secolo, sebbene i lavori principali di costruzione si svolsero tra il 1100 e il 1152, su antiche fondazioni di una precedente basilica del V secolo dedicata a Santo Stefano. La conclusione dei lavori avvenne intorno al XV secolo, arricchendo l'edificio con elementi successivi. Storicamente, questo luogo sacro ha rivestito un'importanza notevole: nel 1178, Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, fu incoronato qui dall'arcivescovo di Arles.
Durante la Rivoluzione francese, l'edificio perse la sua funzione sacra e molti arredi vennero distrutti. Successivamente, la cattedrale fu nuovamente riaperta al culto, riprendendo il suo ruolo centrale nella vita religiosa della città.
Architettura e Struttura Interna
La cattedrale di Saint-Trophime si distingue per la sua architettura imponente, caratterizzata da una navata centrale piuttosto alta, suddivisa in cinque campate, affiancata da due navate laterali più strette. Questa disposizione interna conferisce un senso di grandezza e armonia tipico dello stile romanico.
L'interno della chiesa, pur essendo spoglio di affreschi, è comunque ricco di elementi devozionali. Accanto all'ingresso si trova l'altare dedicato alla Beata Vergine Maria, dove è possibile accendere candele. Lungo il lato sinistro della navata, una cappella protetta da un cancello custodisce le reliquie di numerosi Santi. Tra le opere d'arte di particolare nota vi sono i sarcofagi del IV secolo, riutilizzati come altari nelle cappelle laterali.

Il Portale Maggiore: Un Compendio Teologico
Il portale della cattedrale di Saint-Trophime è elegante e maestoso, spesso descritto come un vero e proprio arco di trionfo romanico. Costituisce un compendio illustrato della vita cristiana e offre ai pellegrini, specialmente a coloro che si avviano sul Cammino di Santiago di Compostela, la benedizione del Cristo in maestà.
Il tema predominante del portale è il Giudizio Universale. Nel timpano, Cristo è raffigurato in maestà, circondato dai simboli dei quattro evangelisti. Ai lati del portale, le anime incatenate sono dirette verso l'inferno (a destra), mentre i giusti, destinati al paradiso, si trovano a sinistra. La lunetta mostra Cristo nella mandorla, affiancato dai simboli degli evangelisti, che sovrasta le statue dei grandi santi della Chiesa, tra cui San Trofimo e Santo Stefano, particolarmente venerati nell'edificio.
Sul fregio superiore, al centro, è rappresentato il tribunale celeste con i dodici apostoli seduti sui troni. Lateralmente, si snodano i cortei dei beati, che si avvicinano a Cristo, e dei dannati, che se ne allontanano. Il secondo fregio presenta scene della nascita e dell'infanzia di Cristo. Sull'alto zoccolo che sorregge le statue dei santi, sono scolpite scene della lotta tra il bene e il male, inclusi i cori degli angeli e Lucifero con due dannati.
Arles, Chiesa di San Trofimo
Il Chiostro di Saint-Trophime: Un Capolavoro Scultoreo
Il chiostro di Saint-Trophime, adiacente alla cattedrale, è un vasto e prezioso complesso costruito per servire la chiesa. È un notevole esempio dell'arte romanica provenzale, con due delle sue gallerie principali realizzate nel XII secolo e ancora oggi splendidamente conservate. Disposto su due livelli, il chiostro presenta colonnine binate con magnifici capitelli scolpiti, alternati da pilastrate con sculture. Il costo del biglietto intero per visitare il chiostro è di sei euro.
La Figura di San Trofimo e l'Evangelizzazione della Gallia
È sorprendente notare come basiliche medievali di primaria importanza, come quella di Arles, siano dedicate a santi meno noti, come San Trofimo. Tuttavia, secondo il racconto di Gregorio di Tours nella sua Historia Francorum, San Trofimo non fu un vescovo qualunque. Intorno alla metà del III secolo, Papa Fabiano ordinò sette vescovi con l'obiettivo di inviarli a evangelizzare la Gallia. San Trofimo fu mandato ad Arles per cristianizzare la Provenza pagana.
Insieme a Trofimo, partirono altri sei missionari, i cui nomi, sebbene sconosciuti ai più, sono ben noti agli appassionati del romanico per le loro fondazioni: Austremonio, che evangelizzò l'Alvernia (chiesa di Issoire); Dionigi, inviato a Parigi (celebre nel romanico e gotico); Marziale, che andò a Limoges (grande abbazia medievale perduta); il vescovo Paolo, inviato a Narbona (chiesa romanico-gotica); Gaziano, a cui fu affidata Tours (Cattedrale di Saint-Gatien); e Saturnino, inviato a Tolosa (Basilica di Saint-Sernin). Questi missionari rappresentarono vere e proprie pietre angolari per le città che beneficiarono della loro predicazione, spiegando la dedicazione di chiese primarie ai loro nomi.
Le Gallerie Romaniche del Chiostro
La figura di San Trofimo accoglie il visitatore all'ingresso del chiostro, scolpita al centro di uno dei quattro grandi pilastri angolari che reggono le quattro gallerie. Questa immagine, dolce e autorevole, apre la galleria Nord, la più antica e decisamente romanica. Il proto-vescovo è rappresentato tra gli apostoli Pietro e Giovanni, a certificare la sua autorevolezza e a mantenere viva la tradizione leggendaria che lo identifica come un seguace di San Paolo, discepolo della prima ora.
All'altro capo della galleria Nord, in posizione simmetrica, è raffigurato Santo Stefano, a cui era dedicata la chiesa precedente a quella romanica. Questa rappresentazione celebra il passaggio di consegne tra l'antico patrono della chiesa e della città (che fosse il primo martire o un altro Stefano martirizzato nel V secolo) e il vescovo missionario Trofimo. La statua di Santo Stefano è affiancata da due bassorilievi che rappresentano la lapidazione del primo martire e l'ascensione di Gesù, oltre alle statue degli apostoli Andrea e Paolo.
Con il pilastro presieduto da Santo Stefano inizia la seconda galleria del chiostro, la galleria Est, di poco successiva alla prima (databile alla fine del XII secolo e anch'essa riferibile al periodo romanico). La caratteristica principale delle due gallerie romaniche del chiostro di Arles è la presenza preponderante dei pilastri: non solo quelli angolari, ma anche quelli intermedi - due nella galleria settentrionale e due in quella orientale - che, pur meno complessi, sono comunque articolati e finemente decorati, spezzando il ritmo delle arcatelle e raggruppandole a quattro a quattro. I capitelli, sebbene realizzati con grande maestria e secondo precise direttive teologiche, sono quasi messi in secondo piano dalle statue e dai rilievi che ornano i pilastri.

Gruppi Scultorei dei Pilastri
Oltre ai gruppi scultorei sui pilastri angolari con Trofimo e Stefano, meritano attenzione gli altri due gruppi sui pilastri intermedi della galleria Nord, poiché quelli della galleria orientale sono rovinati o incompleti. In uno di essi è rappresentato il Cristo risorto, in veste di viandante, accompagnato da due pellegrini, un chiaro riferimento all'incontro del Risorto con i "discepoli di Emmaus". Nell'altro pilastro, il Signore risorto, al centro, mostra i segni dei chiodi e della lancia, circondato dall'apostolo Giacomo il Maggiore e da Tommaso, che faticò a credere alla risurrezione. Questi "minori" gruppi della galleria Nord riprendono magistralmente episodi già proposti sui pilastri di un altro grande chiostro romanico, quello di Silos. Se a Silos la statuaria romanica spagnola raggiungeva la sua dolce e sinuosa capacità narrativa, ad Arles è il rilievo romanico provenzale a toccare livelli di pura eccellenza.
Arles, Chiesa di San Trofimo
Pellegrinaggio e Contesto Culturale
Per i pellegrini che intraprendono il Cammino verso Santiago di Compostela lungo la Via d'Arles o Via Tolosana, la Cattedrale di Saint-Trophime rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Inoltre, nelle vicinanze, si consiglia la visita agli Alyscamps, che nel XII secolo divennero il punto di partenza per questo pellegrinaggio.
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