Il Santuario di Nostra Signora della Croce sorge a 375 metri sul livello del mare, sulla sommità della collina che sovrasta Castagnabuona, frazione di Varazze. La sua posizione privilegiata permette di spaziare con la vista su tutto il magnifico golfo ligure, offrendo un panorama suggestivo ai visitatori.

Storia e Origini del Santuario
La Fondazione e il Passaggio di Papa Innocenzo IV
Il nucleo fondante del santuario è una antica cappella dedicata alla Madonna della Croce, la cui origine si fa risalire al 1244 con la costruzione di un "pilone" commemorativo. Questo fu eretto per ricordare il passaggio di Papa Innocenzo IV, in viaggio per Lione. La tradizione narra che, fermandosi in questo luogo con la sua corte e i varazzesi, il pontefice osservò dall'alto le dieci galee imperiali, ancorate nel porto di Savona e incaricate di dargli la caccia, riuscendo così a mettersi in salvo.
Dopo pochi anni dalla costruzione del pilone, venne edificata una piccola cappella. Da quel momento, il luogo è diventato una meta di pellegrini e fedeli, testimoniando una devozione profonda e duratura. L'antica cappella del Duecento è oggi la sacrestia della chiesa attuale.
L'Espansione e la Costruzione del Santuario Moderno
La devozione a Nostra Signora della Croce si radicò nell'animo dei fedeli, portando a un primo ampliamento della cappella nel 1745, quando fu aggiunto un porticato. Successivamente, nel 1790, gli abitanti del villaggio iniziarono la costruzione dell'attuale santuario. Questo sorse nel punto in cui la tradizione voleva fosse scampato l'unico ulivo al terribile gelo del 1709, un evento che aveva distrutto gran parte della vegetazione locale, inclusi agrumi, castagni e altri ulivi.
Alla sua costruzione contribuì materialmente e con donazioni una vasta comunità. Molti abitanti di Castagnabuona parteciparono attivamente, e un importante contributo arrivò anche dalla colonia di pescatori varazzini a Gibilterra. Grazie a queste offerte, si riuscì ad acquistare il grande altare di marmo, ancora oggi visibile e ammirabile. Il lavoro di costruzione fu ultimato nel 1799 e la nuova chiesetta fu benedetta il 18 ottobre dello stesso anno.
Eventi Storici e Calamità
Nel corso dei secoli, gli abitanti di Castagnabuona e il santuario furono testimoni e vittime di numerose vicende storiche e calamità naturali:
- Nel 1655, una violenta epidemia di peste, proveniente dal Genovesato, contagiò 125 persone, causando la morte di oltre dodici individui. Il "pericolo scampato" fu dichiarato nel 1657.
- Nei primi giorni di maggio del 1704, un terremoto obbligò gli abitanti a lasciare le proprie case e a vivere all'aperto.
- Il già citato terribile gelo del 1709 devastò la flora locale.
- Nel 1800, il santuario fu coinvolto nella terribile Battaglia di Monte Croce tra austriaci e francesi, durante la quale fu adibito a ospedale per i feriti. Il Giovedì Santo dello stesso anno, l'armata francese, comandata dal generale Massena, si scontrò con gli Austriaci sulla collina della Croce e in quelle circostanti. I soldati saccheggiarono e derubarono i contadini, distruggendo tutto ciò che non potevano consumare.
La Questione della "Pineta della Croce"
Prima del 1700, la cappella possedeva una terra boschiva denominata "La pineta della Croce", donata dal Comune di Varazze e dissodata dai "massari" che vi avevano impiantato una pineta. Cento anni dopo, a causa delle scarse finanze comunali, gli amministratori decisero di confiscare quelle terre, divenute produttive e di proprietà della Chiesa. La pineta fu messa all'asta e venduta al Sig. Fazio Domenico, unico offerente.
L'autorità ecclesiastica minacciò la scomunica e Fazio, da buon cristiano timoroso, evitò di convertire i beni acquistati a proprio uso, facendo atto di sottomissione. Per restituire il prestito contratto da Fazio per l'acquisto della pineta, gli abitanti di Castagnabuona tagliarono alcuni pini, ricavando dalla loro vendita la somma necessaria.
La Presenza dei Figli di Maria Immacolata
Dopo varie vicissitudini, tre sacerdoti della Congregazione dei Figli di Maria Immacolata, rimasti dopo la soppressione dell'ordine da parte del governo italiano, si insediarono nel santuario. Svolsero l'attività religiosa con tale cura da invogliare anche i fedeli di Celle a salire alla Croce per assistere alla Santa Messa e ai Vespri insieme a quelli di Varazze. Col tempo, però, alla morte di due confratelli, rimase solo Don Pietro Cadei, ormai avanti con gli anni e impossibilitato ai lavori pesanti.
Architettura e Opere d'Arte
Lo splendido gruppo marmoreo collocato dietro all'altare è opera dello scultore varazzino Michele Ramognino. Fu aggiunto nel 1854 e commissionato in occasione dell'ondata di colera che risparmiò Varazze, come segno di ringraziamento e devozione. Originariamente posto in un luogo non consono a causa dell'umidità, fu poi spostato in una nicchia appositamente costruita dietro all'altare, dove ancora oggi si trova.

La Devozione e il Ruolo Comunitario
I numerosi ex voto presenti nel santuario testimoniano la profonda devozione degli abitanti locali, e in particolare dei marinai, che nel corso dei secoli si affidarono alla Madonna della Croce. Questa devozione caratterizza ancora oggi gli abitanti di Castagnabuona e Varazze, legati da ricordi ed emozioni a questo splendido luogo.
La devozione a Nostra Signora della Croce si diffuse e crebbe ulteriormente a seguito del decreto papale del 1796, il quale concesse l'indulgenza plenaria nei giorni della Natività e Annunciazione di Maria Santissima. Successivamente, Pio IX nel 1871 estese l'indulgenza anche nelle festività della "Invenzione" e della "Esaltazione" della Santa Croce, e nella seconda domenica di settembre in occasione della solenne esposizione e adorazione del Santissimo Sacramento.
La Foresteria: un Valore Aggiunto
La retrostante foresteria rappresenta un valore aggiunto per il santuario. Negli anni ha favorito l'accoglienza di gruppi scout, gruppi parrocchiali e semplici persone, sia della Liguria che di fuori regione, che si sono innamorati del santuario e del panorama circostante, consolidando il suo ruolo di centro di spiritualità e aggregazione.

Il Devastante Incendio del 1980
Per venire a tempi più recenti, è doveroso ricordare il devastante incendio che colpì il santuario il 26 febbraio 1980. Nonostante le colline circostanti la Cappella fossero ammantate di neve, il fuoco divorò le travi del tetto, danneggiò l'altare e il pavimento e quasi distrusse il prezioso dipinto di Semino. Questo evento segnò un momento di grande dolore, ma anche di forte mobilitazione per la ricostruzione.
90 Secondi | Documentario sul terremoto in Irpinia del 1980
Accesso e Itinerari
Il Santuario di Nostra Signora della Croce è raggiungibile attraverso diversi percorsi, offrendo sia un comodo accesso stradale che suggestivi itinerari escursionistici. Dal casello di Varazze dell'autostrada A10 Genova-Ventimiglia, si svolta a destra per raggiungere e attraversare il centro della cittadina.
Dalla chiesetta di Castagnabuona (a quota 160m) è possibile proseguire su una rotabile, seguendo il segnavia "tre bolli rossi". Ad una curva si imbocca la "Via Matris", un percorso religioso con le sue varie "stazioni", che conduce direttamente al santuario.
Proseguendo oltre il santuario, è possibile inoltrarsi in zona boscosa, affiancando una pista per motocross e raggiungendo il Bric delle Forche (a quota 452m), dove si trova una cappella dedicata a San Giorgio. Questo percorso offre panorami mozzafiato e la possibilità di immergersi nella natura circostante, con sentieri che si connettono a località come Sanda, Celle Ligure e Stella San Martino, anch'essi segnalati da appositi segnavia come "3 bolli rossi" o "linea e 2 bolli rossi".
