Il comune di Casnigo, situato nella Valle Gandino, custodisce un patrimonio di inestimabile valore storico e artistico, rappresentato in particolare da due edifici di grande rilievo: il Santuario della Santissima Trinità e la Chiesa Arcipresbiterale Plebana di San Giovanni Battista.

Il Santuario della Santissima Trinità: la “Sistina della Bergamasca”
Il Santuario della Ss. Trinità è considerato un vero scrigno di tesori artistici. Non a caso, nel corso degli anni, gli è stato attribuito l'appellativo di “Sistina della Bergamasca”, una definizione che trova immediata conferma non appena si varca l'antico portichetto che domina la vallata.
Le origini del complesso sono medievali, come testimoniato dai resti di una torre di guardia individuabili nel muro di sostegno del terrapieno del sagrato. La devozione locale è attestata da un affresco raffigurante la Madonna datato 1491, mentre nel 1523 Papa Paolo III approvò con bolla pontificia la locale Confraternita della Ss. Trinità, che nel 1575, in occasione della visita di San Carlo Borromeo, contava già 500 confratelli.
Il Giudizio Universale dei Baschenis
L'opera di maggiore impatto visivo è senza dubbio il Giudizio Universale, che occupa una superficie di ben 39 metri quadrati. Recentemente attribuito a Cristoforo Baschenis il Vecchio, l'affresco si divide in due sezioni:
- Sezione inferiore: raffigura la resurrezione dei corpi e la pesatura delle anime da parte dell'arcangelo Michele.
- La salvezza e la condanna: i giusti ascendono verso il Paradiso, mentre i dannati si avviano verso l'Inferno, rappresentato da una bocca mostruosa che li ingoia. Tra i condannati, la tradizione popolare ha sempre indicato figure di rilievo come un vescovo e un arciprete locale.

Oltre al capolavoro di Cristoforo il Vecchio, il Santuario ospita altre opere di pregio:
| Opera | Autore / Epoca |
|---|---|
| Polittico dell'altare maggiore | Giovanni Marinoni (fine XV - inizio XVI secolo) |
| Coro ligneo in noce | Ignazio Hillipront (fine XVII secolo) |
| Gruppo scultoreo dei Re Magi | Legato a una particolare leggenda locale |
La Chiesa Arcipresbiterale Plebana di San Giovanni Battista
La storia della chiesa di San Giovanni Battista è profondamente radicata nel territorio. Fondata nel 1100, fungeva da chiesa madre della Valgandino ed è citata già nella lista delle chiese bergamasche del 1260, dipendente dalla pieve di Nembro. Nel 1360 fu inclusa nella Nota ecclesiarum civitati et episcopatus Bergomi voluta da Bernabò Visconti, mentre il 10 giugno 1460 il vescovo Giovanni Barozzi la elevò ufficialmente al titolo di chiesa arcipresbiterale.
Architettura e tesori conservati
L'interno della parrocchiale è un concentrato di arte bergamasca e veneziana che spazia dal Cinquecento al Settecento. Tra gli elementi di maggiore interesse figura la sacrestia, decorata con armadi in noce e radica che ricoprono le quattro pareti. Questa straordinaria opera di intaglio, composta da 40 teste d'angelo e 58 statue di santi, è stata realizzata dallo scultore tirolese Ignazio Hillipront.
La chiesa custodisce inoltre una collezione di paramenti sacri di grande valore, tra cui:
- Il piviale di San Sebastiano (XV secolo) in broccato veneziano.
- Parato del Corpus Domini in broccato dorato settecentesco.
- Pianete e parati funebri finemente decorati con fili d'oro e pietre preziose.
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