Il territorio di Coreno Ausonio, ricco di storia e testimonianze, presenta radici antiche che affondano in epoche remote. Le prime origini di insediamento umano sul territorio corenese risalgono all’età dei Romani. La testimonianza più antica che si trova a Coreno, in contrada Selva di Palma, è la cosiddetta Grotta delle Fate. Circa nell’VIII secolo a.C., questo antro è stato scavato e modellato, per lo più a scalpello, in un massiccio roccioso, accanto al monte Schiavone, che domina la valle dell’Ausente. La Grotta delle Fate era chiusa da un masso ad incastro e la funzione era quella di tomba, presentando infatti un piano modellato per ospitare un corpo.
È noto fin dai tempi dei Romani l’uso della pietra calcarea locale, detta Perlato Royal Coreno. Questa preziosa pietra è stata utilizzata per la realizzazione della via Appia, della via Ercolanea, di colonne e strade di Pompei, dell’anfiteatro della città romana di Minturnae e anche per erigere l’Abbazia di Montecassino.

Le Origini e la Costruzione della Chiesa di Santa Margherita
La costruzione della Chiesa di Santa Margherita è iniziata nell’anno 1395 dagli abitanti del casale di Coreno. Indotti dalla distanza di circa due miglia dalla chiesa parrocchiale di San Michele di Fratte, che rendeva molto disagevole recarsi in chiesa attraverso un sentiero angusto, essi chiesero al Cardinale Bartolomeo l’assenso per l’edificazione di una nuova chiesa, da realizzare con fondi e mezzi propri. Con Bolla del 24 ottobre 1395, il Prelato espresse il consenso per l’iniziativa.
Verso la fine del Trecento, cominciò la costruzione di una più grande chiesa, dedicata a Santa Margherita di Antiochia, che si protrasse fino al 1445. La costruzione fu ultimata nell’anno 1445, quando la chiesa fu eretta a parrocchia di Santa Margherita il giorno 15 marzo da Mons. (il 15 marzo dello stesso anno venne istituita l'omonima parrocchia).
Restauri, Ampliamenti e Danni nel Corso dei Secoli
Nel tempo la chiesa fu ampliata con modalità che non conosciamo, anche grazie alle donazioni private che hanno portato alla costruzione delle cappelle laterali in tempi e modi differenziati, come dimostrato anche dall’asimmetria che caratterizza queste ultime. Nel corso dei secoli successivi, l'edificio venne più volte restaurato ed ampliato anche grazie alle donazioni di famiglie locali.
Il 25 maggio 1687 la chiesa fu devastata da un grave incendio, che fece restare in piedi solo le mura, come riportano le testimonianze scritte del tempo. La gravità dell’incendio si spiega con il fatto che la volta della chiesa era tutta di legno infisso su grosse travi, mentre nell’abside vi erano l’organo, il coro dei sacerdoti e, poco più lontano, il pulpito, tutto in legno. La chiesa venne ricostruita e riconsacrata il giorno 11 maggio 1777, dopo un restauro radicale.
Fino al 1793 l’organo e il coro erano situati dietro l’altare maggiore. In quest'epoca, l'altare maggiore fu collocato in fondo all’abside con aumento di un gradino, mentre il coro dei sacerdoti fu posto ai lati e l’organo fu trasportato in fondo alla chiesa su apposito palco in muratura. Nel 1890 il coro fu definitivamente tolto.
Nuovi interventi vennero eseguiti nel 1890. Il terremoto di Avezzano nel 1909 produsse larghe fenditure alla fabbrica, e particolarmente nell’abside, riducendo la chiesa in uno stato miserevole. Successivamente, nel 1936, a cura del comune e con l’aiuto del popolo, l’edificio fu completamente rinnovato, dopo che il terremoto della Marsica del 1915 aveva gravemente danneggiato la struttura.

La Distruzione e Ricostruzione Post-Bellica
La Seconda Guerra Mondiale non risparmiò la chiesa appena rimessa a nuovo. Durante questo periodo, su queste terre passava la Linea Gustav e l’abitato venne devastato dai continui bombardamenti. La chiesa fu completamente devastata e quasi integralmente distrutta nel corso dei bombardamenti. Nel 1950 fu ricostruita ad opera dello Stato e riaperta al culto.
La Chiesa ha tre navate, di cui la mediana è la maggiore; essa è stata in gran parte ricostruita e rinnovata dopo le distruzioni dell’ultima guerra mondiale. Solo le cappelle laterali sono rimaste incolumi, eccetto nei tetti e nei quadri andati quasi tutti distrutti. I soffitti, le colonne, gli archi, i tetti, il pavimento sono stati completamente rifatti ex novo, mentre solo piccoli restauri sono stati necessari alle cappelle laterali. Anche la cantoria è stata completamente rifatta e un nuovo grande organo vi è stato installato. L’abside conserva l’altare primitivo in marmo policromo. Nei lati sono stati sistemati quadri dipinti su tela a olio, riproducenti i misteri principali della Redenzione.
Descrizione Architettonica e Strutturale
L’edificio si presenta oggi in forma compatta e regolare; la struttura è costituita da murature in pietrame di varia pezzatura e malta di pozzolana. La parete che costituisce la facciata principale è composta da muratura di pietrame ed è collegata alla torre campanaria.
L'Esterno
L'esterno è caratterizzato dalla torre campanaria, a pianta quadrangolare e con una muratura in blocchi di pietra squadrati. Nella parte superiore, vi è la cella, che si apre sull'esterno con due ordini di monofore a tutto sesto; la copertura è costituita da una piramide tronca a base quadrata.
La facciata della chiesa è a salienti e segue la struttura interna dell'edificio. Nella parte inferiore, si aprono i tre portali, con stipiti marmorei e lunetta semicircolare. Al di sopra della porta maggiore, vi è un rosone circolare. Le aperture e gli spigoli della facciata sono ben evidenziati da una serie di cornici e rilievi di blocchi di pietra squadrati, estremamente semplici nelle linee e nelle proporzioni.

L'Interno e l'Organo a Canne
Internamente, la chiesa di Santa Margherita si presenta in un sobrio stile barocco, con semplici decorazioni in stucco che sottolineano la struttura a tre navate divise da due file di arcate a tutto sesto poggianti su pilastri a base quadrangolare. L'organo a canne presente nella chiesa è a trasmissione elettrica con sistema multiplo, e il suo materiale fonico è interamente racchiuso entro una cassa espressiva avente una mostra composta da canne di principale non sonanti.

Interventi di Recupero e Riqualificazione
Nel 2000, la chiesa è stata oggetto di un intervento di recupero con contributo regionale, che ha previsto le seguenti opere: verifica strutturale delle coperture e loro manutenzione; rimozione dei rivestimenti parietali con lastrame di pietra collocati a seguito di rimaneggiamenti post-bellici; riqualificazione delle pilastrate, con la ripresa della pietra bocciardata già esistente; rifacimento degli intonaci e della tinteggiatura; rifacimento degli impianti; sostituzione della pavimentazione.
Legami Comunitari e il Santuario della Madonna del Piano
Un giorno memorabile, di profonda fede e di forte unione tra le comunità di Coreno Ausonio e Ausonia, ha rafforzato il legame spirituale e storico tra le due comunità e ha tramandato alle nuove generazioni l'importanza del Santuario della Madonna del Piano, un punto di riferimento per l'intera società ausoniese e i paesi limitrofi. A testimonianza dell'avvenimento, è stata scoperta una targa commemorativa in marmo Perlato Coreno, posizionata sulla facciata nord del campanile che dà su piazza Umberto I. La statua della Madonna è rimasta nella chiesa di Santa Margherita V.M. Il Sindaco Costanzo ha voluto esprimere la sua più profonda gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito al successo dell'iniziativa, inclusa Sua Eccellenza Mons.
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