Le Chiese Parrocchiali di Cantalupo

Le informazioni relative alle chiese parrocchiali di Cantalupo rivelano una ricca storia architettonica e spirituale, caratterizzata da ricostruzioni e restauri significativi nel corso dei secoli.

La Chiesa di Santa Maria Assunta a Cantalupo (Rieti)

La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta di Cantalupo, situata in provincia di Rieti, si affaccia sulla piazza centrale dell’abitato, in Piazza Camuccini. L'attuale Chiesa è stata ricostruita dopo il terremoto del 1703 che danneggiò gravemente la vecchia chiesa parrocchiale e riconsacrata nel 1774.

Foto della facciata della Chiesa di Santa Maria Assunta a Cantalupo (Rieti)

Architettura Esterna

La chiesa presenta una facciata a salienti, non lineare e tripartita, con il corpo centrale che si conclude con un piccolo timpano su cornice piana. Il prospetto è intonacato e pitturato. In facciata sono presenti tre portoni: quello centrale è sormontato da un timpano arcuato, mentre i due ingressi minori sono dotati di timpani triangolari. Il prospetto è scandito da lesene e cornici orizzontali.

Interni e Struttura

L’interno si presenta a navata unica a pianta ellittica, nella quale si aprono tre coppie di cappelle a terminazione rettilinea. Il presbiterio presenta una terminazione poligonale ed è rialzato di un gradino rispetto al piano di calpestio della navata; esso, come l’ingresso, è distinto rispetto alla forma ellittica della chiesa. Dietro al presbiterio si sviluppano i locali della parrocchia. La tessitura muraria visibile sulle pareti laterali è costituita da piccoli blocchi di pietra calcarea misti a laterizi, a tratti sono conservati brani di intonaco grezzo. Il sistema di copertura è costituito da una calotta ellittica, mentre l’abside e il presbiterio sono coperti da una calotta semisferica e le cappelle da semplici volte a botte.

Le Chiese Parrocchiali di Cantalupo Ligure

Chi percorre la strada che dal centro dell’abitato di Cantalupo Ligure si dirige verso Località Prato, nei pressi del cimitero, può intravvedere, ormai tra i rovi, i ruderi di quella che fu l’antica Chiesa trecentesca di San Giulio. Questa chiesa, che nell’anno 1572 venne designata “Chiesa Parrocchiale”, mantenne il titolo di “parrocchia” fino al 1614.

Mappa che mostra la Località Prato e il cimitero di Cantalupo Ligure

Dall'Oratorio di Santa Caterina alla Nuova Chiesa

Nel 1614, il titolo parrocchiale passò all’oratorio di Santa Caterina, che si trovava al centro di Cantalupo. Questo edificio era già stato la Chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione, eretta nel 1461 dalle Marchesa Isabella e Luchina Malaspina Spinola. Dopo quasi quattro secoli, nel 1909, il parroco Don Palmino Forneris decise di costruire una nuova Chiesa.

La Costruzione della Nuova Chiesa (1909-1945)

L’opera, su progetto del capomastro Luigi Vergagni di Volpara, prevedeva, oltre all’abbattimento della vecchia Chiesa, uno sbancamento a monte al fine di ottenere un notevole ampliamento del perimetro della nuova Chiesa, compreso lo spazio della piazzetta antistante, che forma l’attuale sagrato. I lavori, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1915, vennero sospesi e la struttura della Chiesa rimase allo stato grezzo e senza pavimento per oltre trent’anni, anche a guerra finita.

Foto storica della costruzione o dei lavori di ampliamento della chiesa a Cantalupo Ligure

Il Completamento e la Decorazione (dal 1945)

Nel dicembre del 1945 si insediò a Cantalupo Ligure il nuovo parroco, Don Armando Bussalino, che fece riprendere i lavori interrotti, facendo pavimentare la Chiesa, intonacare il voltone della grande cupola e decorare le pareti interne. Per la descrizione della Chiesa si riporta quanto scrisse Don Armando Bussalino nel 1982:

  • A sinistra entrando: Battistero, nicchia del Sacro Cuore con statua in legno, altare della Madonna del Carmine con statua in legno, opera dello scultore gaviese Luigi Montecucco.
  • Nel presbiterio: Si entra attraverso una balaustrata in marmo e dietro l’altare maggiore è situato l’organo, opera del celebre organaro inglese William George Trice.
  • Tornando da destra: Sacrestia, con l’artistica porta in legno pregiato, che con altre due nella rotonda della chiesa verso l’interno e una quarta nell’entrata della Canonica (tutte e quattro uguali) sono opera e donazione alla chiesa del parrocchiano Giuseppe Cogo fu Ferdinando (+ 19.04.1949). Segue l’altare della Madonna del Rosario in gesso del XX secolo e nicchia con statua in legno di San Giulio d’Orta e, per ultimo, un grande Crocifisso con scultura del Cristo seicentesca su croce nuova (realizzata nel 1987).

Dettagli Architettonici e Artisitici

La titolare della Chiesa è Santa Caterina e la patrona della parrocchia è la Madonna del Carmine. La chiesa è in stile neo-classico, misura 28 metri di lunghezza e 14 metri di larghezza, con una superficie di 300 metri quadrati. La facciata ricalca il modello caro agli architetti neoclassici con il timpano sorretto da colonne.

Galatina - La leggenda d'oro - Basilica di S.Caterina di Alessandria

Gli Affreschi e le Decorazioni

Nella grande cupola si notano dieci affreschi:

  • Quattro relativi ad episodi della vita di Santa Caterina.
  • Quattro con le effigi degli evangelisti.
  • Il nono rappresenta l’apparizione della Madonna del Carmine a San Simone Stock.
  • Il decimo affresco rappresenta San Giulio che scaccia i serpenti di Orta.

Tutti gli affreschi sono opera di Francesco Mazzucchi di Vigevano, mentre le decorazioni sono del pittore Clemente Salsa di Bellinzago. Il lavoro di decorazione delle pareti interne venne eseguito dal pittore Alessandro di Bergamo che, nel 1965, effettuò un primo lavoro di restauro della statua della Madonna del Carmine.

Nell’anno 2000 l’imponente gruppo ligneo della Madonna del Carmine venne riportato dal laboratorio dei fratelli Nicola di Aramengo (provincia di Asti) all’antica tonalità dei colori.

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