La cartomanzia è un tipo di divinazione molto popolare in tutto il mondo ormai da secoli, diffusa per la sua pretesa di fornire un'idea del futuro. Alcune persone richiedono sedute con cartomanti per scopi di intrattenimento, mentre altri la usano come un modo per prevedere il loro futuro o analizzare con attenzione il passato. Sebbene le sue origini possano essere fatte risalire a tempi antichissimi, è fondamentale distinguere tra le pratiche divinatorie generiche e l'uso specifico delle carte.
L'Assenza di Cartomanzia ai Tempi di Gesù
Non si hanno fondamenti o indizi per pensare che la cartomanzia, intesa come pratica divinatoria tramite le carte da gioco, fosse diffusa o addirittura esistente ai tempi di Gesù. La documentazione storica indica che l'uso delle carte da gioco a scopo divinatorio non è attestato nel Medioevo. Le origini della cartomanzia propriamente detta sono piuttosto recenti rispetto ad altre forme di divinazione.
Tuttavia, forme di divinazione più generiche erano presenti nell'antichità. Il primo riferimento noto alla cartomanzia, sebbene non nel senso moderno, si trova nel Libro egiziano di Thoth, risalente al 3000 a.C. circa. Inizialmente, era utilizzata come mezzo divinatorio per mettersi in contatto e riuscire a comprendere il volere divino. Secondo questa tesi, supportata dal francese Alliette (Etteilla) nel 1770, l'unico libro sfuggito all'incendio della biblioteca di Alessandria trattava di cartomanzia, così com'era praticata nell'antico Egitto con 78 carte (allora sottili foglie d'oro) su cui erano incisi geroglifici per predire il futuro. Nei secoli successivi i geroglifici lasciarono il posto a tutta una serie di figure simboliche.

Le Vere Origini e l'Evoluzione Storica della Cartomanzia Moderna
I primi esempi di utilizzo delle carte per scopi predittivi risalgono al Cinquecento. Un primo esempio tedesco è Eyn loszbuch ausz der Karten gemacht, un libretto pubblicato tra il 1505 e il 1510 a Magonza, basato sulle carte da gioco a semi tedeschi. La tecnica, tuttavia, era lontanissima dalla cartomanzia moderna, poiché alle figure non era assegnato alcun significato divinatorio. Le carte, scelte casualmente, rimandavano a una pagina specifica del manuale, dove era fornita una predizione generica della fortuna favorevole o avversa che attendeva il lettore.
Leggermente diverso è il Giardino dei pensieri di Francesco Marcolini da Forlì, pubblicato nel 1540, che usa un mazzo da 36 carte a semi italiani. Il lettore doveva scegliere una domanda e pescare una sequenza di coppie di carte, il cui valore lo reindirizzava a pagine specifiche per la risposta. La nascita della cartomanzia moderna e dei simboli utilizzati ancora oggi avvenne ufficialmente nel 1540 con questo libro, segnando un punto di svolta per l'intera pratica, con l'inizio dell'uso dei Tarocchi.
Dorman Newman pubblicò alla fine del XVII secolo in Inghilterra un mazzo specializzato per le predizioni (probabilmente nel 1690); le incisioni di stampa furono poi acquistate da John Lenthall, che le pubblicò per diversi anni. Le carte del mazzo di Lenthall contenevano il testo della predizione o la guida alla pesca di ulteriori carte. Nell'angolo di ogni carta c'era una figura del seme francese con un numero da 1 a 13 in caratteri romani. In sostanza, il metodo proposto da Lenthall era simile a quello di Marcolini, ma il testo del libro era riportato direttamente sulle carte da gioco.
La Nascita della Cartomanzia Propriamente Detta
Le prime testimonianze certe della cartomanzia come la intendiamo oggi risalgono al 1770, data di pubblicazione a Parigi di Etteilla, ou la seule manière de tirer les cartes, dove l'autore, Etteilla, alias di Jean-Baptiste Alliette, spiegava l'uso delle normali carte da gioco francesi per predire l'avvenire. Qualche anno più tardi lo stesso Etteilla dava alle stampe Manière de se recréer avec un jeu de cartes nommées Tarot (Parigi, 1783-1785), dedicato alla divinazione per mezzo dei tarocchi. La nascita della cartomanzia in Francia, tuttavia, è controversa, in quanto alla Biblioteca universitaria di Bologna si conserva un foglio manoscritto datato intorno al 1750, in cui si leggono i sintetici significati divinatori di alcune carte del Tarocchino bolognese.
Dopo Etteilla, la più famosa cartomante fu Marie Adélaide Lenormand (1768-1843), meglio nota come "Mademoiselle Lenormand". Le carte che prendevano il nome da Mile Lenormand divennero famose nell'Ottocento per il suo presunto rapporto con Josephine Beauharnais, prima moglie di Napoleone Bonaparte. Il primo mazzo, del 1828, fu quello titolato “La Sybille des Salons”, fatto di 52 carte. Nel 1850 venne prodotto il mazzo chiamato “Petit Lenormand”, rimasto il più famoso e divulgato, con 36 carte. Svariati modelli “Lenormand” sono stati prodotti nel Novecento e la loro moda non si è ancora estinta.

Mazzi di Carte e Simbolismo
I mazzi di carte usati a scopo divinatorio sono diversi ed eterogenei, sia per origine che per quantità di "semi" e di figure. Si va dalle comuni carte da gioco e dai vari mazzi di Sibille italiane (La vera sibilla), parigine (Lenormand) e zigane (diffuse nel mondo di lingua tedesca), fino a un'infinità di mazzi di creazione più recente e studiati appositamente per l'uso divinatorio (tra i più noti e utilizzati troviamo l'Oracle Belline). Si hanno pure i mazzi di Oswald Virth (1860 - 1943), di Artur Waite (1857 - 1942) e di Aleister Crowley (1875 - 1947), divulgati sotto il titolo di “Libro di Thot”, con chiari accenti egiziani e basati sul mondo dell’astrologia, della magia, della cabala e della mitologia dell’antico Egitto. Si cerca sempre di inglobare nei Tarocchi le più varie culture per dare ai mazzi un aspetto universale; comunque, possono essere usate anche le comunissime carte da briscola e da poker.

Le Origini Controverse dei Tarocchi
Non si hanno fondamenti o indizi per pensare ad altre origini dei Tarocchi che non siano l’Italia del nord. È particolarmente malsano il pensiero di attribuirne l’origine all'Egitto per poi essere accolti da Maria Maddalena e da un suo gruppo di gnostici. I Tarocchi sarebbero poi stati trasmessi in Europa da San Giovanni Cassiano che sostò nel deserto egiziano. Questa teoria si collega con il vangelo apocrifo gnostico della metà del II secolo, detto di Maria Maddalena, in cui Gesù avrebbe iniziato la Maddalena a una conoscenza superiore, non data agli apostoli. La sapienza arcana data da Gesù alla Maddalena sarebbe stata quella esoterica egizia, che, secondo i Teosofi, è quella raggiunta dai grandi iniziati. Tuttavia, non vi è alcuna menzione dei Tarocchi in tali testi, e la divulgazione di queste idee rivela intenti esoterici.
L'interpretazione comune afferma che i Tarocchi sarebbero stati all’inizio un gioco. Ben presto, però, acquisirono la veste esoterica, nascondendola sotto il gioco. Tuttavia, il fatto che le carte raffigurassero angeli, papi, virtù, Dio, nell’ambito profano non poteva passare inosservato, come attesta la documentazione che San Bernardino da Siena, in una predica tenuta a Bologna nel 1423, condannò questo fatto.
I Tarocchi si presentano come un cammino di iniziazione verso una conoscenza superiore, esoterica, verso un potere di accesso all’occulto, per una missione di trasformazione della vita delle persone. Ad esempio, la carta detta il Matto rappresenta l’uomo in cerca di saggezza, di conoscenza, che entra poi in contatto con la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco, la ricchezza (il Mago). Le carte, nella versione più consueta derivata dal Tarocco Marsigliese, sono 78, suddivise in Arcani Maggiori (22 carte) e Arcani Minori (56 carte). L’apparato iconografico è un insieme di figure pagane, colte, popolari e cristiane, con l’intento di rappresentare la totalità dell’universo.
Significato del Termine "Tarocchi"
Quanto al significato della parola Tarocchi, gli storici non sono giunti ad un approdo sicuro. Alcuni propongono che il termine giusto sia Tarot, carte da gioco usate nel passato in Francia, Italia, Germania, fino a tempi recenti. Il termine Tarot, esotericamente decodificato in Rota (cioè ruota), sarebbe in riferimento alla ruota astrologica. Altri la fanno derivare da Torah, la legge secondo la lingua ebraica, per il fatto che 22 sono le lettere dell’alfabeto ebraico e 22 gli Arcani Maggiori. Un'altra origine del termine Tarocco la si vede nelle parole greche tarichos, tarichon, taricheuo, che significano mettere un alimento sotto sale. Questa supposta origine immetterebbe subito la parola nell’esoterico: le carte dei Tarocchi sarebbero come il sale che preserva il sapere occulto da coloro che non sono iniziati. Tutto ciò pare in armonia con la terminologia corrente dove per "taroccare" si intende contraffare, schermare, depistare dalla verità. Ma nel XV secolo, tharocus aveva il significato di imbecille, idiota, sciocco. Oggi "taroccare" significa correntemente mistificare, contraffare con abilità la verità. Nel dialetto ferrarese "tarocar" significa sia arrabbiarsi, sia falsificare. Altri vogliono far derivare Tarocco da tara, cioè la decorazione delle carte, o dal latino altercari per l’animazione accesa del gioco, o ancora dall’arabo tariq: cammino, strada.
Metodologie e Interpretazioni nella Cartomanzia Moderna
In pratica, la "stesa", cioè il mosaico delle carte estratte e l'interpretazione dei simboli o delle allegorie in esse contenute e delle posizioni da esse assunte, fornisce al cartomante un'idea approssimativa delle conseguenze derivanti dalle scelte del consultante (metodo intuitivo). In altri casi, la stesa sembra fornire un'indicazione sul comportamento in una data situazione. Raramente il cartomante si spinge ad affermare che il destino è scritto nelle carte e che ciò che egli vede accadrà sicuramente, qualunque cosa il consultante decida di fare (metodo sacrale).
La figura del cartomante è cambiata molto. Il cartomante è semplicemente una persona che riesce ad entrare facilmente in empatia con i suoi clienti e che dispone di grandi capacità comunicative. Può accadere che una cartomante possa leggere nei tarocchi una situazione particolare passata o presente che ha vissuto la persona che le sta davanti. Non è la cosiddetta “Lettura a freddo” (Cold reading), che si basa su domande fatte con abilità esaminando le risposte ottenute e la globalità del soggetto (atteggiamenti del corpo, abbigliamento, livello di istruzione, reattività). La comunicazione conseguente della “Lettura a freddo” presenta cose generiche riguardanti la persona, con buone probabilità; e poi dalle reazioni dell’utente, si corregge immediatamente il tiro, sottolineando gli aspetti centrati. Molti cartomanti, è risaputo, ricorrono alla “Lettura a freddo”, e anche alla “Lettura a caldo”.

La Medianità e le Sue Fonti
La medianità pone l’esigenza di una fonte a cui si attinge l’informazione, l’attitudine a riceverla e la trasmissione dell’informazione. Va tenuto presente che il/la cartomante non sente voci, ma guardando le carte si sente preso/a da un pensiero e lo trasmette. La sua sorpresa iniziale, che segna l’inizio della medianità, è il riscontro che quanto detto corrisponde al vero: è immediatamente constatabile, per quanto concerne il presente.
L'assiduo e desideroso iniziando avverte la spinta a varcare i confini del futuro e dell’occulto, non per forza propria, ma per una medianità che lo congiunge al mondo dell’occulto. La medianità acquisita è unita ad una concezione della vita alla quale verrà indirizzato, più o meno velatamente, colui che consulta il/la cartomante: può essere la Teosofia, l’Induismo, il Buddhismo, la filosofia di Freud, un’ideologia atea, il superuomo di Nietzsche, un cristianesimo svuotato della realtà della divinità di Cristo e della Chiesa, lo spiritismo con il suo corredo reincarnazionista per conoscere le inesistenti vite passate di un soggetto.
Nel caso della coniugazione dello spiritismo con la cartomanzia si ha un esplicito spirito guida. Anche l’astrologia, che fa degli astri la fonte degli eventi umani, viene coniugata con la cartomanzia, con il risultato di una astro-cartomanzia. Per quanto riguarda l'orientalismo, la cartomanzia seguirà la dottrina della reincarnazione e affermerà che c’è un debito di karma contratto in vite precedenti che non può essere abolito; tuttavia, una parte del karma può essere modificata dalla consultazione cartomantica, evitando così di subire passivamente gli eventi.
Cartomanzia e Domande sul Futuro
Occorre avere ben chiaro che chi ricorre ad un/una cartomante vuole sapere ciò a cui le sue capacità non possono accedere. Ad esempio, chiederà se un determinato investimento sarà produttivo, se il matrimonio che sta per intraprendere è giusto, se troverà una persona con la quale formare una famiglia, se un viaggio risulterà opportuno, se avrà successo in quell’impresa, o cosa accadrà nel mercato azionario. Le persone di cui ci si può fidare o meno, e anche questo contiene i risultati futuri. Vorrà sapere magari di sé stesso per porsi adeguatamente nella vita per un esito futuro positivo. Come si vede, sono tutte domande che includono il futuro. Non si va da un/una cartomante per sentirsi dire: “Forse potrà avvenire così”, “Io la penso così”, “Mi pare di poter dire questo”.
Quale sarà la fonte del chiromante? Le carte? Assolutamente no! Non sono le carte; esse forniscono solo un ambiente di stimolazione di coinvolgimento, ma non danno il risultato. Riguardo al futuro, a volte sì e a volte no, dato che ci si trova di fronte alla complessità delle relazioni umane segnate dal libero arbitrio. Questo futuro il demonio non lo conosce, pur potendo fare congetture. Se si tratta di una malattia non ancora evidente, ma colta dal demonio, il cartomante può presentarla. Potrebbe al limite presentare l’imminenza di un terremoto, visto che il demonio ha amplissime conoscenze. Quello che accadrà in ogni caso con certezza, di necessità, il demonio lo conosce.
La Cartomanzia Ateistica
Un/una cartomante può essere ateo/a, ma in tal caso deve pensare di essere in medianità con un cosmo in cui ci sono energie intelligenti, reazioni energetiche intelligenti. Con un cosmo che registra gli squilibri degli uomini e reclama il ristabilimento degli equilibri cosmici con comportamenti diversi. In definitiva, attingerà al "dio cosmo", perché per quanto impersonale lo voglia pensare, rimane sempre la necessità di doverlo pensare come una realtà misterica, che agisce e reagisce secondo occulte leggi. L'ateo, in questo contesto, finisce per sostituire Dio con una forza cosmica o energie misteriose.
La Prospettiva Cristiana sulla Divinazione e la Cartomanzia
La predizione dell’avvenire è una forma di divinazione, un modo per ottenere conoscenza dell’ignoto o dell’avvenire con mezzi fuori del comune. Per tale ragione il nome di molti suoi metodi finisce con -manzia (dal greco man·teiʹa: “pratica della divinazione”). Molti metodi per predire l’avvenire consistono nella ricerca e nell’interpretazione di presagi o segni che si suppone prefigurino avvenimenti futuri. L’astrologia rientra in questa categoria, così come la chiromanzia (esame delle linee del palmo della mano).
La Chiesa cristiana ha una posizione chiara riguardo alla divinazione. Nella comunità cristiana ci può essere una persona che ha doni ricevuti da Dio per il bene della comunità, come si trova nella prima lettera di San Paolo quando parla dei carismi (c. 12). Ma certamente non sono le cartomanti ad avere doni da Dio. San Tommaso (Summa Teologica II-II, q. 95, a. 1) afferma: “Si parla di divinare (fare cosa divina), o indovinare, quando usurpa ingiustamente la facoltà di predire il futuro”. L’uomo non è in grado di predire il futuro senza una rivelazione di Dio, poiché “Solo Dio nella sua eternità vede il futuro come il presente”.

La Fonte del Potere Divinatorio
Che cosa fa muovere il pendolo, la tavoletta per sedute spiritiche e il dispositivo a tre supporti che c’è sulla tavoletta ouija in modo tale che vengono comunicate informazioni non ottenibili con mezzi normali? Che cosa produce le visioni nelle sfere di cristallo che a volte descrivono accuratamente l’ignoto o l’avvenire? Ovviamente è all’opera una forza diretta in modo intelligente. La Bibbia avverte tutti quelli che desiderano ottenere l’approvazione di Dio di stare lontani da una tale cosa. In Isaia 1:13 è contenuto il pensiero di Dio a questo riguardo: “Non posso sopportare l’uso del potere magico insieme all’assemblea solenne [per l’adorazione]”.
Additando la vera fonte da cui proviene in gran parte la capacità di indovinare, in Atti 16:16-18 la Bibbia dice: “Venne verso di noi una giovane schiava, che aveva uno spirito di divinazione e procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l’indovina. Essa seguiva Paolo e noi... Questo fece per molti giorni finché Paolo, mal sopportando la cosa, si volse e disse allo spirito: ‘In nome di Gesù Cristo ti ordino di partire da lei’”. Quando l’apostolo Paolo ebbe espulso lo “spirito di divinazione” o demonio da questa ragazza, i suoi padroni ‘videro che era partita anche la speranza del loro guadagno’. Da questo si capisce che la Parola di Dio mette in relazione il potere magico tramite cui si può predire il futuro con le malvagie forze spirituali o sovrumane, invisibili demoni (Efesini 6:12). Il demonio a volte rivela alcune verità che nessuno conosce tranne la persona interessata, tanto da stupirla. Tuttavia, anche se a volte il demonio può indovinarci, non significa che conosce a priori l’esito finale degli eventi.
Condanna Biblica e Conseguenze
Per questo motivo Dio comandò al suo popolo di fuggire ogni tipo di divinazione, dicendo: “Non si dovrebbe trovare in te nessuno che... usi la divinazione, né praticante di magia né alcuno che cerchi presagi né stregone, né chi leghi altri con una malìa né alcuno che consulti un medium spiritico né chi predìca gli avvenimenti per mestiere né alcuno che interroghi i morti. Poiché chiunque fa queste cose è detestabile a Geova” (Deuteronomio 18:10-12).
Chi si fa leggere le carte viola apertamente il primo comandamento (“Io sono il Signore, tuo Dio… non avrai altri dei di fronte a me”), entrando in contatto diretto con il mondo infernale, aprendo delle porte difficili poi da chiudere ed esponendosi al rischio di infiltrazione spiritica. Chi si fa predire l’avvenire può essere seriamente danneggiato, poiché tale convinzione può privare della fiducia in sé e nelle proprie capacità. L’individuo comincerà a considerarsi uno ‘strumento della fortuna’ che non può cambiare la propria sorte. La cosa importante è che, siccome la predizione dell’avvenire comporta l’impiego del “potere magico” condannato da Dio, essa reca il Suo disfavore e rende ‘detestabili a Geova’, impedendo d’avere un’accettevole relazione con Dio (Deuteronomio 18:12).
È opportuno pregare Dio affinché spezzi ogni vincolo occulto creatosi e rinunciare nel nome di Gesù ad ogni spirito magico e di divinazione a cui potremmo esserci legati. La persona che si abbandona completamente a Dio non è preoccupata per nulla, né per il passato, né per il presente, né per il futuro, perché crede fortemente nella Sua bontà e non teme. Infatti, è proprio il non abbandonarsi completamente a Lui che intralcia i suoi benefici su di noi.
Testimonianze ed Esperienze
La cartomanzia non ha alcun potere soprannaturale se non quello di aprire la porta di casa al maligno, come raccontato dalla testimonianza di una giovane sposa. Dopo un matrimonio difficile e l'incontro con ambienti lussuosi dove si praticava l'occulto, comprese malocchio e cartomanzia, ella stessa vi si avvicinò. Ciò portò al fallimento del suo matrimonio. Solo dopo aver toccato il fondo, incontrò Dio, ritrovando pace e la forza per affrontare le difficoltà, nonostante il marito continuasse a proporre alle figlie la sua nuova compagna, una cartomante di professione, come una "seconda madre".
Un altro caso noto è quello dell’ex cartomante Zita Michielin. Lavorando in un call center, le fu chiesto di sostituire una collega cartomante, pur non avendo alcuna conoscenza in merito. Prese un mazzo di carte da briscola, e inaspettatamente iniziò a rivelare particolari della vita dei clienti che non avrebbe potuto sapere. Questa esperienza la spinse ad approfondire gli studi esoterici, immergendosi in filosofie orientali e nella New Age, una caratteristica dell’esoterismo. Tuttavia, la signora Michielin, dopo anni lontana dalla Chiesa, comprese che era il demonio ad agire e che i "pensieri venivano da soli", portandola a bruciare i libri esoterici e a riconciliarsi con la fede.
-Divinazione Evolutiva – Intervista a Marco V. Foroni con Amata Gioviale
Il Contesto Legale della Cartomanzia in Italia
In Italia, il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza del 1 luglio 2020, n. 4189, ha dichiarato lecita l’attività di cartomanzia, modificando l’interpretazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza risalente al 1931. Secondo i giudici di Palazzo Spada, non è vietata, ai sensi dell’art. 121 T.U.L.P.S., l’attività di cartomanzia che non sia esercitata con modalità truffaldine o comunque idonee ad abusare della credulità popolare. Infatti, anche un servizio che, in apparenza, sia oggettivamente privo o comunque di indimostrabile utilità, quale può essere considerata l’attività divinatoria propria del cartomante, in quanto riconducibile alle cosiddette scienze occulte o esoteriche (per definizione non sottoponibili a prove di verificabilità), può rappresentare un bene “commerciabile”. Questo perché è idoneo a rispondere a un’esigenza, per quanto illusoria e opinabile, meritevole di soddisfacimento e, in quanto tale, suscettibile di generare, in termini mercantili, una corrispondente “domanda”.
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